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Roberto Peluso08:18:17 CASERTA. Consigliere Peluso, assieme alla Reggia, il Belvedere di San Leucio può diventare un grande attrattore per Caserta. Ma cosa si deve fare per utilizzarlo al meglio?

«Assieme al mio compagno di gruppo Gianni Megna e al nostro assessore Tiziana Petrillo, stiamo lavorando affinché si possa creare una fondazione per il Belvedere di San Leucio. L’obiettivo è che la struttura possa avere una gestione autonoma che consenta di superare le maglie della burocrazia che oggi sono gli ostacoli più impegnativi per il pieno slancio del Belvedere. Una fondazione con soggetti totalmente pubblici, a cominciare da Regione Campania e Comune di Caserta, consentirebbe di gestire il monumento secondo le regole del diritto privato accelerando di gran lunga i tempi per tutte le iniziative che si intendono realizzare. Una programmazione più veloce sarebbe certamente più efficace nell’interesse della città oltre che del monumento».

 

Quali sono gli ostacoli più grandi che ha incontrato sino a questo momento nella sua esperienza di consigliere comunale?

«Il consigliere comunale ha una funzione di indirizzo, non ha la possibilità, da solo, di poter risolvere i problemi. Magari dall’esterno questa cosa non è chiara, ma, purtroppo, mi sono reso conto che è così. I nemici di ogni consigliere sono la burocrazia e la carenza di personale che non ci consentono di essere incisivi così come vorremo. La presenza dell’assessore Petrillo e il gran lavoro che quotidianamente svolge, ci stanno permettendo di superare in parte queste difficoltà portando direttamente in giunta i progetti ai quali lavoriamo. Voglio fare un esempio che chiarisce le difficoltà con le quali un consigliere è costretto a doversi confrontare. Uno tra i primi progetti che abbiamo approvato quando ci siamo insediati è quello legato al rifacimento della rete fognaria per il quale siamo riusciti ad ottenere un finanziamento».

 

«Nonostante esista il finanziamento e il piano con gli interventi, solo ora ci apprestiamo a mettere mano alle gare proprio per la lentezza della burocrazia».

Quello della tenuta della rete fognaria è un problema grosso per Caserta soprattutto in occasione delle sempre più frequenti bombe d’acqua che cadono sulla città...

«Oltre al progetto complessivo per il quale siamo riusciti ad ottenere il finanziamento, personalmente mi sto interessando del problema degli avvallamenti che si creano in prossimità del passaggio a livello di via Unità Italiana. Abbiamo avviato un’interlocuzione con Ferrovie dello Stato per capire il perché dei problemi che si verificano in quell’area. C’è bisogno dell’interlocuzione con Ferrovie dello Stato perché, per il passaggio dei treni, ci sono parametri specifici da rispettare. Abbiamo scoperto che il tratto di fogna che si trova in prossimità dei binari presenta dei tubi più piccoli. Quando ci sono delle piogge forti, si crea una strozzatura che fa in modo che l’acqua torni indietro. Il resto lo fanno le radici degli alberi che si trovavano lungo via Unità Italiana in passato che stanno crescendo e stanno uscendo fuori dal terreno. E, così, ecco che si formano gli avvallamenti. Sono impegnato con il mio gruppo a reperire i fondi per ammodernare quel tratto di fogna in modo da risolvere un problema che tanti disagi crea agli automobilisti e ai cittadini in genere».

 

Lei è il presidente della quarta commissione, ci racconti i provvedimenti di cui va più fiero che è riuscito a licenziare?

«Certamente il regolamento sul Forum dei giovani e quello per la commissione pari opportunità. Abbiamo permesso che avessero rappresentanza due categorie nevralgiche per la nostra città le quali, troppo spesso, non sono state messe nelle condizioni di potersi esprimere nella maniera adeguata».

 

A che punto è il discorso dell’ampliamento della scuola Vanvitelli?

«Sono stato interpellato dalla coordinatrice delle insegnanti per cercare di recuperare nuovi spazi all’interno della scuola. Con il consigliere Iannucci, abbiamo effettuato un sopralluogo con i tecnici del Comune e abbiamo verificato che ci sono due aule moderne con tanto di lavagna luminosa che si trovano leggermente al di sotto della sede stradale che potrebbero essere utilizzate. Per questa ragione, abbiamo allertato subito l’Asl per capire se ci sono le condizioni tecniche affinché i locali possano essere impiegati per l’attività didattica. Attendiamo ora il responso dell’Asl per capire come muoverci».

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