CAPUA. “Aut Caesar aut nihil” – O Cesare o niente; questo era il motto usato volutamente da Cesare Borgia e che rappresenta ottimamente la fame spasmodica di potere assoluto di quello che sarà poi conosciuto come il “duca Valentino”.
Cesare era figlio, insieme alla altrettanto famosa e sempre in negativo sorella Lucrezia, di papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, e dopo una carriera fulminea, creata grazie ai favori paterni, rivolse il suo sguardo espansionistico verso il Regno di Napoli.
Vi era, infatti, la volontà di sposare Carlotta d’Aragona, figlia del re Federico I, per poter in seguito vantare diritti al titolo di Re di Napoli alla morte del sovrano.
Dannazione per i capuani fu il rifiuto del matrimonio con Cesare da parte di Carlotta; questo, per la precisione il desiderio di vendetta del Borgia per tale affronto, il motivo per cui vi fu il genocidio, compiuto il 24 luglio del 1501 dal Borgia stesso, ai danni della Città di Capua e che costò, oltre al saccheggio (sacco), la vita a circa 5000 cittadini tra cui soprattutto donne e bambini.
Ogni 24 luglio, memori di tale indelebile barbarie, la Pro Loco di Capua con il patrocinio dell’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta ed il Comune di Capua, propone da oltre trent’anni la “Rievocazione del Sacco” in una tre giorni densi di eventi.