CASERTA. «Chiediamo al segretario provinciale del Pd casertano un gesto di responsabilità che offra al nostro partito l'opportunità di respirare a pieni polmoni e avviare una fase completamente nuova che non sia utile solo ‘ai pochi’, ma che dia al nostro partito quella spinta unitaria indispensabile ad affrontare con il massimo delle nostre forze le sfide che ci attendono, tra cui soprattutto le elezioni amministrative della prossima primavera». Lo ha dichiarato Giuseppe Roseto della direzione provinciale del Pd. «Avevamo già chiesto a Raffaele Vitale, - spiega Roseto - e restiamo coerenti rispetto a tale richiesta, di fare uno sforzo che andasse nella direzione dell’unità del Partito al fine di coltivare l'interesse collettivo. Al tempo stesso, avevamo comunicato a Vitale che la conseguenza naturale dell'impossibilità a fare una sintesi dovesse essere, da parte sua, la presa d’atto della fine di un percorso politico durato quasi due anni da cui il Pd sta ricavando solo un'emorragia di consensi e credibilità. Un partito unito, rinnovato, con una prospettiva politica chiara e condivisa, può rappresentare la possibilità di rigenerarne l'iniziativa politica oggi del tutto immobile. E su queste basi avremmo sicuramente dato tutti un contributo ed un impegno concreto.


MARCIANISE. Figura anche il consigliere comunale Paride Amoroso nell’inchiesta che ha travolto la polizia di Marcianise sui presunti rapporti di tre agenti con un’organizzazione criminale dedita allo spaccio e all’usura. In particolare, Amoroso è accusato di aver chiesto delle informazioni sul conto di Giuseppe Delle Piane di Roma con precedenti penali al poliziotto Alessandro Albano con quest’ultimo che avrebbe riferito informazioni riservate al consigliere comunale. A chiarire la circostanza è lo stesso Amoroso che ricostruisce l’episodio. «Ho chiesto al poliziotto per telefono, segno della massima trasparenza dell’operazione - ha spiegato Amoroso - informazioni su Delle Piane perché quest’ultimo, avendo avuto dei problemi con la giustizia che ha superato, aveva difficoltà sul proprio posto di lavoro.
Il presidente dell’amministrazione provinciale Angelo Di Costanzo ha scritto una lettera al governatore De Luca per chiedere il ripristino del percorso oncologico approvato dall’Asl di Caserta con delibera 1174 dello scorso 4 settembre. L’azienda Caserta, infatti, con la predetta delibera ha avviato dal 15 settembre un percorso oncologico per pazienti con patologie tumorali in grado di assicurare l’erogazione di prestazioni salvavita. La struttura commissariale della Regione avrebbe con specifiche note bloccato tale percorso. «In una provincia come la nostra dove l’incidenza delle patologie tumorali è in aumento secondo quanto riferito dalle ultime statistiche è impensabile adottare una misura del genere – ha sottolineato il presidente Di Costanzo – in Terra dei fuochi, purtroppo, è impensabile adottare un provvedimento del genere che, tra le altre cose, ha visto anche il plauso delle associazioni dei malati».
CASERTA. D'Angelo: ecco perché mangiare la mozzarella nera. Intervista all'ideatore e produttore della nera di bufala.
SAN FELICE A CANCELLO. Il Progetto Canapa al centro di un convegno nella sala consiliare del Comune di San Felice a Cancello, organizzato dal Consorzio Distretto Turistico Caserta condotto da Umberto Riccio in collaborazione con il presidente dell’Associazione Nazionale Periti Tabacco Domenico Bovienzo.
Villaggio dei ragazzi, De Lucia: boicottata per ragioni politiche, ecco la verità sui contratti.
MARCIANISE. Finisce nell’occhio del ciclone l’appalto per la mensa scolastica del Comune di Marcianise. Il consigliere Francesco Zinzi ha presentato un’interrogazione con la quale chiede di sapere se è vero che la ditta che ha gestito l’appalto sino ad oggi, la Geli Pasti, e quella che lo farà sino a fine anno, G.L.M. Ristorazione. Ecco il testo dell’interrogazione:
CASERTA VECCHIA. Un mese fa, durante lo svolgimento dell’attività di igiene urbana, un dipendente dell’ECOCAR , ha provocato la caduta dello storico arco di Casertavecchia che accoglieva i turisti nell’antico borgo.
La storica emittente radiofonica regionale Radio Quinta Rete, in ambito del progetto “La radio della che vive”, organizza la conferenza stampa di presentazione della Nera di Bufala, la nuova mozzarella di bufala Campana prodotta con carbone vegetale, ideata e creata da i fratelli Umberto e Giovanni D’Angelo.
CASAL DI PRINCIPE. Alle prime ore di stamane, la Polizia di Stato di Caserta ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre esponenti di spicco del clan dei casalesi – fazione Schiavone. Colpiti dal provvedimento Carmine Schiavone, alias Staffone o Carminotto, figlio di Francesco Sandokan, nato il 25 giugno 1983 a Loreto in provincia di Ancona, detenuto; Paolo Panaro, fu Raffaele, nato ad Aversa il primo ottobre 1981, residente a Casal di Principe, pregiudicato; Carmine Iaiunese, alias carciofino, nato ad Aversa il 4 settembre 1978, detenuto, indagati per estorsione aggravata dal metodo mafioso, Panaro anche per concorso in associazione di stampo mafioso. La misura cautelare costituisce l’epilogo di indagini condotte dalla Squadra Mobile di Caserta in relazione ai nuovi assetti dell’organizzazione camorristica che hanno permesso di delineare la figura di Paolo Panaro, fratello di Nicola, detto Nick o Principino, elemento di spicco del gruppo Schiavone, poi divenuto collaboratore di giustizia, legato da vincoli di parentela al boss Francesco Schiavone, alias Sandokan.
CASERTA. «All'esito del filmato messo in onda durante la trasmissione ‘Striscia La Notizia’, dal palese esame del labiale, emerge chiaramente quel che ho sempre detto circa le frasi e i gesti da me prodotti in Aula. Insomma: quanto ho ripetutamente affermato finora è vero, nel senso che quei gesti mimavano quelli poc'anzi provocatoriamente rivolti dalla senatrice Lezzi del M5S, nei confronti dei senatori Falanga e Barani».
VILLA LITERNO. I carabinieri della stazione di Villa Literno, in via delle Dune hanno rinvenuto presso una masseria, di proprietà di un 31enne di Casal di Principe, all’interno di un’area di circa 200 metri quadrati, nove box di costruiti abusivamente, con all’interno nove cani razza pitbull.


