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Bonino: Radicale per cambiare il mondo, chapeau da Papa Francesco

Roma, 11 set. (Adnkronos) - "Senza fare politica radicale non potrei vivere, è quello che mi muove. Perchè sono sicura che sia possibile, solo di un centimetro, cambiare il mondo". Emma Bonino, morta oggi a Roma, all'età di 78 anni, ha tentato di farlo per tutta la sua vita. Da militante Radicale, lottando per i diritti civili, contro la fame nel mondo, per affermare pace, giustizia, democrazia e Stato di diritto e contrastare crimini di guerra e persecuzioni. Da commissaria europea, ministra e infine da fondatrice e leader di un partito chiamato 'Più Europa', impegnata per un'Unione sempre più forte ed integrata. Da donna in prima linea nelle battaglie per l'emancipazione, soprattutto in quelle parti dell'emisfero dove la condizione femminile è spesso sinonimo di schiavitù. Da senatrice, per difendere dagli attacchi populisti e sovranisti la nostra "ancorché imperfetta" democrazia liberale. Tanto da meritarsi gli elogi di Papa Francesco: "rispetto tanto Emma Bonino, non condivido le sue idee ma conosce l'Africa meglio di tutti. Di fronte a questa donna dico, chapeau". Un feeling suggellato dalla visita del Pontefice a novembre del 2024.

La rottura con Marco Pannella è stato invece il cruccio più grande della sua carriera politica, un vero e proprio buco nero: "Io e Marco - diceva in un'intervista a 'Sette' nel 2019 - non abbiamo mai litigato, ha fatto tutto da solo e forse è questo che mi ha fatto più male. Con il tempo deve essere maturata una disistima di cui non mi ero accorta. Non so quando sia scattato, ho anche smesso di pensarci. Dopo 40 anni di convivenza politica ha cominciato ad insultarmi attraverso Radio radicale”.

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, entra in politica a metà degli anni Settanta, dopo aver fondato il Cisa (Centro di informazione sterilizzazione e aborto). Sono gli anni che vedono i Radicali impegnati nelle battaglie per il divorzio e l’aborto e nel 1975 arriva ad autoconsegnarsi per procurato aborto, andando volontariamente in carcere.

"Mi accusano di aver ucciso diecimila persone con la pompetta. Quelle donne -dirà sempre nella stessa intervista, rivendicando il suo impegno a favore della legge sull'interruzione di gravidanza- le abbiamo aiutate togliendole dall'aborto clandestino, perchè allora chi poteva andava a Londra e le altre rischiavano la vita col prezzemolo e i ferri da calza"

Nel 1976 l’ingresso in Parlamento, quando il Partito radicale si presenta per la prima volta alle elezioni. Negli anni Ottanta le sue lotte si arricchiscono di un altro obiettivo, quello contro la fame nel mondo. È il 1981 quando Bonino promuove un appello contro lo sterminio per fame e contribuisce a fondare l’associazione Food and disarmement international, nata per coordinare le attività e le iniziative d’informazione internazionale su questo fronte, di cui dopo qualche anno diventerà segretario.

Dal 1989 è presidente del Partito radicale transnazionale, carica che ricoprirà fino al 1993. Anno che vede Bonino impegnata in alcune iniziative internazionali di notevole rilievo: promuove una campagna a favore dell’istituzione del Tribunale ad hoc per i crimini nella ex-Jugoslavia, consegnando al Segretario generale delle Nazioni unite, Boutros Boutros Ghali, un appello firmato da 25.000 persone in tutto il mondo.

Sempre nel ’93 è tra i fondatori di “Non c’è pace senza giustizia”, una associazione internazionale no-profit che lavora per la protezione e la promozione dei diritti umani, della democrazia, dello Stato di diritto e della giustizia internazionale. Con tale associazione si dà l’obiettivo di sostenere l’attività del Tribunale ad hoc sulla ex Jugoslavia e di promuovere la creazione di una Corte penale internazionale permanente, competente ad accertare e giudicare nel mondo intero ‘i crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio’, che inizierà ad operare nel 2002.

Ed è del 1993 anche l’incontro con il Dalai Lama, con il quale tiene una conferenza stampa per il lancio di una mobilitazione per i diritti e la libertà del popolo tibetano e per la democrazia in Cina. Un anno dopo viene nominata capo della delegazione del Governo italiano all’Assemblea generale dell’Onu per l’iniziativa della ‘Moratoria sulla Pena di morte’.

All’inizio del 1995, dopo la vittoria alle elezioni dell'anno prima nelle quali è andata in scena l'inedita alleanza tra Forza Italia e Radicali, l’Esecutivo di Silvio Berlusconi la indica come commissario europeo. A Bruxelles rimane cinque anni, occupandosi della Politica dei consumatori, della Politica della pesca e dell’Ufficio europeo per l’Aiuto umanitario d’urgenza.

Quarantotto ore dopo il suo insediamento, parte per l’ex Jugoslavia, con la volontà di denunciare l’impotenza di Europa e Onu dinanzi al protrarsi del conflitto e all’allargarsi della ‘pulizia etnica’. Il suo schierarsi a favore dell’intervento militare in Kosovo le alienerà le simpatie del mondo pacifista, anche per le posizioni assunte rispetto ad altre crisi internazionali come quella irachena.

Nel 1999 è al centro di una campagna per la sua elezione al Quirinale, sull’onda della quale ottiene un notevole successo con l'omonima lista alle elezioni europee, raggiungendo l'8,5 per cento,  e l’elezione al Parlamento di Strasburgo. Con il nuovo millennio, la storia politica di Bonino si arricchisce di un altro capitolo, quello dedicato all’impegno per l’affermazione della democrazia e dei diritti civili nel mondo arabo.

Dapprima, nel dicembre 2001, si trasferisce al Cairo con l’obiettivo di imparare la lingua e la cultura araba, poi nel marzo 2003 inaugura una rassegna quotidiana di stampa araba, in onda su Radio radicale. Nello stesso periodo si impegna nella campagna contro le mutilazioni genitali femminili, intitolata ‘StopFgm’, per dare appoggio e visibilità internazionali alla lotta combattuta da decenni dalle donne africane.

Nel novembre 2002, in rappresentanza del Governo italiano, Bonino partecipa a Seul alla seconda conferenza ministeriale della ‘Community of Democracies’, un’unione di Stati che si sono dati l’obiettivo di lavorare per la creazione di una ‘Organizzazione mondiale della democrazia’, al fine di rafforzare le libertà civili e politiche nel mondo. Nel gennaio 2004 organizza a Sana’a, con ‘Non c’è pace senza giustizia’ la prima ‘Conferenza intergovernativa regionale su democrazia, diritti umani e sul ruolo della Corte penale internazionale’, un’assoluta novità per un Paese arabo.

Nel 2006 torna alla Camera eletta con la Rosa nel pugno nella coalizione dell'Unione e ottiene la nomina a ministro per le Politiche europee nel secondo Governo di Romano Prodi. Due anni dopo vince le elezioni il centrodestra ed è eletta al Senato dove ottiene la carica di vicepresidente.  Nel 2013 è nuovamente al Governo nell'Esecutivo di larghe intese guidato da Enrico Letta, dove assume il prestigioso incarico di ministro degli Esteri. Non passa neanche un anno e deve lasciare la Farnesina a Federica Mogherini dopo l'arrivo a Palazzo Chigi di Matteo Renzi.

Nel 2015 per Bonino inizia una nuova sfida tutta personale, quella contro un tumore ai polmoni. "Dovrò ridurre le mie attività ma non ho intenzione di interrompere la mia attività politica, perché da una passione politica non ci si dimette. Io non sono il mio tumore. È solo una malattia, una delle tante sfide che affronterò", dichiara il 12 gennaio ai microfoni di Radio radicale.

Da allora tutti impareranno a riconoscerla per i suoi turbanti, indossati a causa della perdita dei capelli per le cure cui si è sottoposta e per una alopecia intermittente, con la quale deve fare i conti anche quando riesce ad avere la meglio sulla malattia. "Credo di esserne quasi fuori, ho ancora delle verifiche, credo che questo antipaticissimo signore denominato tumore, anche molto maleducato perché io non è che lo avessi invitato ad abitare con me, si è presentato, ma credo che, se ho capito bene, se ne sia anche andato", annuncia ad ottobre del 2016 alla trasmissione di Enrico Lucci su Raidue 'Nemo-nessuno escluso'. "Anche se questa è un tipo di malattia, dicono i miei medici, da cui non si guarisce ci si impara a convivere".

La vittoria dei Cinquestelle e la nascita del Governo gialloverde nella primavera del 2018 la riportano sui banchi dell'opposizione, sempre al Senato. Da lì, nell'evoluzione del quadro politico che caratterizza la legislatura, condurrà l'ultima delle sue battaglie politiche, quella contro sovranismi e populismi e a difesa dell'Ue, con la formazione politica 'Più Europa' della cui nascita è stata una degli artefici. Non si arrende di fronte ad un nuovo guaio fisico, la rottura del femore, nè di fronte agli ostacoli che si frappongono rispetto al progetto di dar vita ad una lista per gli Stati uniti d'Europa in vista delle Europee del 2024, progetto che non decolla in pieno per il rifiuto di Carlo Calenda di partecipare ad un'alleanza che prevede la presenza anche di Matteo Renzi.

Ai: a Pompei confronto su trasformazione più rapida in storia umana, torna 'Human driven Ai summit'(2)

(Adnkronos) - E' prevista la presenza di rappresentanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, di Invitalia, Apple developer academy, Mit-Ibm, Watson Ai lab, Mit Boston, Nasa Johnson space center, Maastricht university, Queensland university of technology, Owasp, Federico and Elvia Faggin Foundation, Un university global Ai network, Teda Tirana, Politecnico di Milano, Osservatori digital innovation, Politecnico di Torino. Il fronte istituzionale e accademico vede la partecipazione di Elvira Raviele (ministero delle Imprese e del Made in Italy), Angelo Tofalo, già sottosegretario di Stato alla Difesa, Mariano Corso (Politecnico di Milano, Osservatori digital innovation), Giorgio Ventre (Apple developer academy, Università Federico II), Mario Caligiuri (Università della Calabria, Società italiana di intelligence), Nicola Fabiano, già presidente del Garante per la protezione dei dati di San Marino e Mirko Perano (Università di Salerno), coordinatore del comitato scientifico.

Alla due giorni di Pompei saranno presenti dalla ricerca internazionale Mauro Martino (Mt-Ibm Watson Ai Lab), Cosimo Accoto (Mit), Derrick de Kerckhove (25 anni alla guida del McLuhan program dell'Università di Toronto), Gianclaudio Malgieri (Maastricht university, esperto etico esterno della Commissione europea), Aruneesh Salhotra (Owasp Ai Exchange, New York), Angelo Dalli (Umnai Malta), Luca Casali (Queensland university of technology, Australia) e Gary Riccio (Nascent science & technology / Nasa Johnson space center).

C'è inoltre spazio per le imprese: da Microsoft (con il senior solution engineer - App &Ai, Alessandro Maresca), poi Arcangelo Di Balsamo (principal architect Google cloud Italy), Francesca Protano (head of technology strategy and product innovation al Cnh), Nicola Longo (head of cognitive automation & digital solutions department per Comau), poi Antonio Morabito (responsabile della funzione marketing enterprise per Tim), Gaetano di Tondo (Vp, communication & external relations director per Archivi Olivetti), Ivan Mazzoleni (cultural energy orchestrator presso Flowe, società benefit del gruppo Mediolanum, Flowe), Alessia Canfarini (head of human capital per Bip), Marcello Mari (ceo and founder of SingularityDao), Jessica Minghinelli, già director of operations di Salesforce e Massimo Chiriatti, director of innovation di Lenovo Italia.

Trasporto aereo, torna l''incubo' degli scioperi: ecco i diritti dei viaggiatori

Roma, 10 set. (Adnkronos/Labitalia) - Con la fine dell'estate e il rientro alle attività quotidiane torna l'incubo scioperi. Brutte notizie in particolare per i viaggiatori che hanno scelto settembre per partire o per chi dovrà prendere lìaereo nei prossimi giorni, perché con la fine della franchigia estiva, scaduta il 5 settembre, torna a farsi sentire il rischio di scioperi nel trasporto aereo. Il primo appuntamento è previsto per domenica 13 settembre, quando il personale dei servizi di terra di diversi aeroporti italiani incrocerà le braccia. L'astensione dal lavoro interesserà, tra gli altri, gli scali romani di Fiumicino e Ciampino, Malpensa, Torino, Venezia con uno stop che avrà una durata variabile tra le 4 ore e l'intera giornata, a seconda della struttura. Gli stop, da 4 ore fino allìintera giornata, potrebbero provocare ritardi e cancellazioni per centinaia di migliaia di passeggeri.

AirHelp fa il punto sui diritti dei viaggiatori, chiarendo cosa spetta in caso di cancellazione o ritardo e perché lo sciopero del personale di terra non esclude automaticamente la possibilità di ottenere una compensazione fino a 600 euro.

“È un malinteso comune - spiega l’avvocato Mariana Giuliano, esperta di diritti dei passeggeri di AirHelp - pensare che qualsiasi sciopero aeroportuale annulli automaticamente il diritto alla compensazione pecuniaria. Ai sensi del Regolamento Ue 261/2004, uno sciopero del personale di terra può essere considerato una 'circostanza eccezionale', ovvero una situazione al di fuori del controllo della compagnia aerea che, se dimostrata, la esenta dal pagamento della compensazione. Tuttavia, le compagnie aeree non ottengono questa esenzione in automatico ma devono provare che quel particolare sciopero ha inciso in modo diretto e inevitabile su quello specifico volo, e non semplicemente che in quel giorno c'era uno sciopero in corso da qualche parte nel sistema", aggiunge. 

Secondo Giuliano "la Corte di Cassazione italiana ha ribadito questo principio in una recente pronuncia, respingendo l'utilizzo da parte delle compagnie aeree di prove generiche o di presunti 'effetti a catena' per giustificare il rifiuto di pagare la compensazione. Di conseguenza, i passeggeri non dovrebbero dare per scontato di essere esclusi automaticamente dal risarcimento, che può arrivare fino a 600 euro. Se la compagnia aerea non è in grado di presentare prove specifiche, i passeggeri potrebbero ancora averne diritto, oltre a mantenere le altre tutele previste in materia di assistenza, rimborso e riprotezione su voli alternativi”, continua ancora. 

Per affrontare al meglio questa situazione AirHelp, spiega quali sono i diritti dei passeggeri coinvolti per chi deve partire nei giorni interessati, il primo accorgimento è monitorare costantemente lo stato del proprio volo attraverso i canali ufficiali della compagnia aerea e dell'aeroporto, che possono comunicare rapidamente eventuali modifiche all'orario o alla programmazione del collegamento. In questo modo è possibile sapere per tempo se il proprio volo è confermato oppure se sono state introdotte variazioni.

Nel caso in cui il volo venga cancellato, i passeggeri hanno diritto a scegliere tra un trasporto alternativo e il rimborso completo del biglietto. In genere è la compagnia aerea a proporre una soluzione, come una nuova prenotazione su un altro volo o per i collegamenti nazionali la possibilità di proseguire il viaggio in treno. Se la compagnia non interviene autonomamente o non riesce a trovare un'alternativa adeguata, è importante conservare le prove dei tentativi fatti per contattarla, dalle e-mail agli screenshot delle app, dalle conversazioni in chat alle chiamate al servizio clienti, così da dimostrare di averle dato una possibilità concreta e ragionevole di organizzare il viaggio.

Solo se la compagnia rifiuta la riprotezione, è completamente irraggiungibile oppure propone un'alternativa molto più scomoda rispetto alle altre opzioni disponibili, il passeggero può organizzare autonomamente un trasporto alternativo. In questi casi è importante scegliere una soluzione dal costo ragionevole e conservare tutte le ricevute, perché saranno rimborsabili solo le spese comparabili a quelle che avrebbe sostenuto la compagnia.

L’avvocato Giuliano ricorda inoltre che “per i voli che accumulano più di cinque ore di ritardo o vengono riprogrammati a una data successiva, la compagnia aerea è tenuta a offrire il rimborso integrale del prezzo del biglietto. Se il passeggero sceglie il rimborso completo del biglietto il viaggio si considera concluso e il passeggero dovrà organizzare e pagare autonomamente eventuali spostamenti successivi o il ritorno. Chi preferisce invece raggiungere la destinazione può usufruire di una prenotazione alternativa, con la compagnia che deve coprirne il costo e, quando necessario, garantire anche vitto, bevande e pernottamento, compreso il trasferimento verso la struttura. In ogni caso, è consigliabile chiedere prima questi servizi alla compagnia e conservare tutte le ricevute delle spese sostenute”.

Mostra di Venezia, BeGreat torna col roadshow 'The future is human. Every great story starts before success’

Roma, 10 set. - (Adnkronos) - A Venezia si è svolto “BeGreat @ Venezia 2026 - The Future Is Human. Every Great Story Starts Before Success”, l'evento che riunisce giovani talenti, protagonisti del mondo dello sport, della cultura, dell'impresa e dell'innovazione per riflettere sul valore delle persone nell'era dell'intelligenza artificiale. Al centro della serata c'è una convinzione semplice ma potente: il successo non nasce all'improvviso e non è mai il risultato di un percorso individuale. Prima di ogni premio, di ogni traguardo e di ogni riconoscimento, esiste una storia fatta di impegno, sacrifici, errori, coraggio e opportunità. È proprio quel "prima" che BeGreat sceglie di raccontare.

Accolti sul Green Carpet di Villa Il Nidiolo, gli ospiti attraversano un percorso immersivo che racconta, attraverso immagini e video, il viaggio dei talenti BeGreat. Una narrazione fatta di disciplina, passione e perseveranza che celebra il valore del percorso tanto quanto quello del risultato. ‘The Future Is Human’ è il filo conduttore della serata: una dichiarazione di fiducia nel valore insostituibile della persona. In un’epoca in cui tecnologia e intelligenza artificiale stanno ridefinendo i confini del possibile, il vero motore del progresso resta l’essere umano, con il suo talento, la sua sensibilità, la sua creatività e la capacità unica di trasformare l’innovazione in opportunità, visione e impatto. Ad accompagnare il pubblico nel racconto della serata sarà Carola Salvato, Founder di KEA Connect e Presidente di GWPR, chiamata a introdurre e guidare i partecipanti attraverso il percorso narrativo che ne scandirà i momenti più significativi.

La prima parte dell'evento ha visto Greta De Salvia, Ambassador di BeGreat, atleta di salto ad ostacoli, che ha raccontato la visione del progetto e il valore di un ecosistema nato per sostenere i giovani attraverso sport, cultura, educazione, nutrizione e innovazione. Nel suo intervento, Greta ha sottolineato il ruolo delle aziende nella creazione di opportunità concrete e ringraziato il Presidente di BeGreat, Avv. Giovanni Barbara, tra i primi sostenitori della missione dell'organizzazione. "The Future Is Human significa ricordare che dietro ogni innovazione, ogni traguardo e ogni successo ci sono sempre persone, relazioni e opportunità. Nessuna grande storia nasce dal risultato finale: nasce molto prima, nel coraggio di provarci, nella determinazione di non arrendersi e nell'incontro con chi sceglie di credere nel tuo potenziale. È questo il messaggio che BeGreat porta avanti ogni giorno: costruire un ecosistema capace di trasformare il talento in opportunità e le aspirazioni dei giovani in storie che meritano di essere vissute e raccontate”, ha affermato Greta De Salvia, Ambassador di BeGreat e Atleta di Salto a Ostacoli. A chiudere i saluti istituzionali, Nicolò Berghinz, Responsabile delle relazioni esterne di Alis.

Con il primo atto di The Future is Human, ‘The Beginning’, il pubblico incontra alcuni giovani protagonisti del mondo dello sport, dello spettacolo e dell'innovazione. Sul palco, insieme a Greta De Salvia, Ginevra Topa, Top Athlete Luiss Kick Boxing, Lorenzo Guidi, attore protagonista del film ‘Laghat’, e Salvatore Martorana, Fractional CTO & AI Specialist, che condividono sogni, paure, ambizioni e il percorso che stanno ancora costruendo nei loro settori di appartenenza. Più dei risultati raggiunti, a emergere sono le storie umane, gli ostacoli superati e le persone che hanno creduto in loro per prime.

Nel secondo atto, ìThe Turning Point, la conversazione si concentra sui passaggi decisivi che trasformano il potenziale in realtà. Attraverso le testimonianze di personalità affermate come Luigi Busà, atleta campione olimpico, e Paolo Longhi, Founder IìmPossible, la serata ha esplorato il ruolo dei mentori, delle opportunità e delle difficoltà che spesso si rivelano fondamentali per la crescita personale e professionale. Il terzo atto, ìBuilding Ecosystemsì, ha riunito autorevoli esponenti del mondo dellìimpresa, dellìinnovazione, della tecnologia e delle istituzioni in una riflessione condivisa su come costruire ecosistemi capaci di generare opportunità concrete per le nuove generazioni. Al confronto  Flavio Finozzi, in rappresentanza della Luiss Sport Academy, Giovanni Palazzi, Amministratore Delegato di ChainOn, Luca Mariani, esperto di strategie tecnologiche per lo sviluppo di partnership e network ad alto valore aggiunto, ed Ernesto Di Iorio, Chief Innovation Officer di Vection Technologies e CEO di QuestIT. Al centro del dibattito  le grandi sfide del nostro tempo: il rapporto tra talento e intelligenza artificiale, il ruolo delle imprese nella creazione di valore condiviso, il contributo dello sport e della cultura come strumenti di crescita e inclusione, e lìimportanza delle partnership strategiche come motore di sviluppo economico e sociale.

A rafforzare ulteriormente questa visione, la testimonianza video di Mattia Gerardo Iannaccone, giovane AI Architect & Strategist, con una prospettiva concreta sul potenziale trasformativo delle nuove tecnologie quando poste al servizio delle persone. Il messaggio emerso dal panel è forte e inequivocabile: il talento nasce dall’individuo, ma è attraverso la capacità di creare relazioni, connessioni ed ecosistemi che si generano le opportunità in grado di valorizzarlo e trasformarlo in impatto collettivo.

Con il quarto atto, ‘From Potential to Impact’, il dibattito si è spostato sul ruolo dei media e della comunicazione nel rendere visibili le storie che meritano di essere raccontate. Giornalisti, professionisti e partner media con il loro punto di vista sul valore della visibilità, sull'importanza di riconoscere il talento e sulla responsabilità di costruire ecosistemi capaci di amplificare esperienze positive e modelli ispirazionali.

Il racconto ha il suo naturale epilogo con i BeGreat Awards 2026, il riconoscimento dedicato a chi, con il proprio talento, il proprio impegno e la propria visione, contribuisce a sviluppare l’ecosistema BeGreat e il futuro dei talenti che BeGreat sostiene. Tra i premiati figurano Pietro Napolitano, Strategic Advisor, Marco Quattrone, Publisher del Corriere della Sera e Dea Callipo, Responsabile delle relazioni esterne di Fortune Italia, esempi di come il talento possa trasformarsi in ispirazione e generare impatto positivo per le nuove generazioni.

A chiudere la serata  il keynote finale dei fondatori di BeGreat, con la sisntesi dei messaggi emersi durante l'evento: nessuno nasce campione, ogni successo è una storia condivisa e, nell'era dell'AI, il più importante vantaggio competitivo continua a essere l'essere umano. La conclusione è affidata alla visione che accompagna BeGreat fin dalla sua nascita: “La prossima grande storia potrebbe essere già iniziata. Il nostro compito è aiutarla a crescere.” Con questa serata, BeGreat conferma la propria missione: costruire un ecosistema in cui sport, cultura, educazione, innovazione, imprese e istituzioni collaborano per trasformare il talento in opportunità e l'opportunità in futuro.

Franzese (ViiV Healthcare Italia), ‘aderenza terapeutica riconosciuta negli aspetti chiave’

Milano, 10 set. (Adnkronos) - “Sul territorio abbiamo un quadro generale di tutta Italia. Nei vari centri l'aderenza terapeutica è abbastanza riconosciuta nei suoi aspetti chiave, poiché è strettamente legata alla soppressione virologica e, di conseguenza, alla non trasmissibilità del virus. Il principio dell'U=U (Undetectable = Untransmittable, ovvero "Carica virale non rilevabile = Virus non trasmissibile") è ormai universalmente condiviso”. Lo afferma Sonia Franzese, head of Hiv medical scientists VIIV Healthcare Italia, intervenendo  a Milano alla presentazione di ‘Aderenza in Hiv’, la nuova sezione del sito VIIV Healthcare dedicata alla continuità di cura.

“Tuttavia - prosegue Franzese - l'aderenza deve andare oltre la singola misurazione della soppressione virologica. Ciò che il clinico deve fare è garantire che sia duratura nel tempo, tenendo conto delle tante fragilità che la mettono alla prova. Si tratta di fragilità che possono essere esterne - dovute a un percorso non ben organizzato - oppure interne, ovvero intrinseche alla persona. Dal punto di vista terapeutico, dover seguire un trattamento per molti anni può incidere sull'aderenza vera e propria”.

La vera sfida quindi “consiste nel comprendere a fondo questi aspetti e condividerli con il paziente, rafforzando in primo luogo la relazione medico-paziente. Al contempo, le istituzioni devono riuscire a strutturare percorsi costruiti sulle reali esigenze delle persone con Hiv, offrendo il necessario supporto all'aderenza per rendere sostenibile una terapia a lungo termine”.

Non mancano, però, le disparità tra i centri: “Avendo a disposizione una panoramica dell'intero territorio nazionale, emergono ancora chiare difformità tra le diverse strutture, legate a molteplici fattori. Tra questi vi sono le criticità organizzative: non tutti i percorsi risultano ben strutturati o ritagliati sulle esigenze dei pazienti, ed è su questo che dobbiamo lavorare tutti insieme. Come direzione medica, il nostro impegno è orientato a uniformare le conoscenze scientifiche, favorendo la condivisione delle esperienze e delle buone pratiche dei centri più organizzati con le realtà che stanno muovendo ora i primi passi", conclude Franzese.

Infettivologo Rusconi: "Il paziente va seguito a 360 gradi”

Milano, 10 set. (Adnkronos) - “Negli ultimi anni, e in particolare nell'ultimo decennio, c'è stata una vera e propria evoluzione dei concetti di terapia e percorso di cura del paziente con Hiv. Il primo rimane un caposaldo, una conditio sine qua non affinché si verifichi la soppressione virologica dell'Hiv. Il percorso terapeutico si basa sulla combinazione di due, tre o più farmaci, laddove le condizioni cliniche lo richiedano, per colpire un bersaglio specifico che nel nostro caso è il virus. Aderire alla terapia significa presentarsi alle visite e assumere i farmaci in modo regolare, secondo gli orari concordati con il medico. Il percorso di cura complessivo, invece, abbraccia l'intera vita della persona con Hiv secondo un approccio olistico: il paziente non è il suo virus e non è la pillola che assume, ma è un individuo che nel tempo invecchia e che può riscontrare problematiche sociali, lavorative o di altro genere. Deve quindi essere considerato nella sua interezza. Questo è ciò che sia gli infettivologi con più esperienza sia le nuove leve devono imparare a gestire, per garantire una presa in carico del paziente a 360 gradi”.

Lo ha detto Stefano Rusconi, primario di Malattie Infettive dell’ospedale civile di Legnano e professore di Malattie infettive università degli studi di Milano, partecipando a Milano alla presentazione di ‘Aderenza in Hiv’, la nuova sezione del sito ViiV Healthcare dedicata alla continuità di cura per fornire a clinici e persone con HIV uno spazio di approfondimento che coniuga raccomandazioni internazionali, evidenze scientifiche e percezioni reali di medici e pazienti.

“L'approccio vincente - prosegue Rusconi - si fonda senz'altro sull'empatia che il medico deve mostrare verso chi ha davanti, unita a un aggiornamento scientifico rigoroso. Si può essere persone estremamente umane e dedicate, ma se non ci si aggiorna, non si seguono i congressi, non si leggono articoli scientifici e non ci si confronta con i colleghi, viene meno il valore del rapporto professionale”.

Diventa così fondamentale il dialogo professionale “focalizzato sulla reale qualità di vita della persona. Spesso, infatti, un calo dell'aderenza alle cure o alla terapia è il campanello d'allarme di disagi più profondi che mettono a rischio la salute globale del paziente. L'obiettivo fondamentale è quindi imparare a mettere al centro la persona nella sua totalità, anziché focalizzarsi esclusivamente sulla pillola o sul virus”, conclude Rusconi.

Alimentazione, Programma Academy: valorizzare le filiere italiane per la salute dei bambini

Roma, 10 set. (Adnkronos Salute) - Valorizzare le filiere agroalimentari italiane per dare ai più piccoli la nutrizione adeguata per crescere e diventare adulti in salute. Sono questi i temi al centro di Programma Academy, l'evento che ha riunito a Sabaudia, in provincia di Latina, 150 giovani pediatri in formazione, provenienti da tutta Italia. L'iniziativa, promossa con il coinvolgimento delle scuole di specializzazione in Pediatria, delle società scientifiche, delle istituzioni e di Plasmon, nel workshop istituzionale 'La politica del fare a tutela del bambino', ha acceso i riflettori sul legame tra nutrizione, formazione e sistema produttivo: un percorso che si inserisce nell'ampio processo di valorizzazione del made in Italy agroalimentare, rafforzato dal ritorno di Plasmon in Italia nel 2026 con l'acquisizione da parte di NewPrinces. In questi anni, "molte aziende stanno tornando a lavorare e produrre in Italia e a immaginare il proprio percorso confermando la qualità italiana nelle sue filiere", ha affermato Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Come ministero, ha assicurato, "stiamo lavorando moltissimo per valorizzare tutte la filiere agroalimentari italiane a partire dal processo di formazione del cibo, dal settore primario, dai nostri agricoltori, dai nostri allevatori, dai nostri pescatori e dai nostri trasformatori, per arrivare fino alla distribuzione. Abbiamo investito cifre mai registrate nella storia della Repubblica italiana sulle filiere, chiedendo però loro di rispondere a questi incentivi con la qualità da offrire ai cittadini a un prezzo accessibile”.

Per garantire una nutrizione di qualità per i piccoli, secondo Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, è necessario che "la filiera sia completa, mettendo tutti nella possibilità di garantire un processo che ci metta nella condizione non solo di produrre cibo di alta qualità, come già fanno i nostri agricoltori, ma di valorizzarlo e farlo percepire ai nostri bambini, perché quella nutrizione diventerà l'elemento che farà la differenza nella loro crescita". In particolare, nella ristorazione scolastica, l'amministratore delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, ha precisato che, "insieme a Coldiretti, è in corso un lavoro sinergico a livello europeo", ad esempio con "un nuovo regolamento su public procurement in cui abbiamo chiesto che la ristorazione scolastica non sia mai al massimo ribasso, ma valorizzi la qualità nutrizionale, perché per molti bambini è l'unico accesso durante la giornata ad un vero pranzo completo, che deve essere sempre più equilibrato. In Italia abbiamo ottenuto un risultato molto importante - continua Scordamaglia - Tra le azioni condotte c'è quella della 'Campagna amica' negli ospedali e la sensibilizzazione sul valore della dieta come strumento di prevenzione delle malattie. Recentemente, inoltre, il Comune di Roma ha annunciato l'esclusione degli alimenti ultraprocessati dalle mense scolastiche. È un traguardo importante e, soprattutto, un modello di riferimento che può essere seguito anche dalle altre città”.

In questo contesto, "Plasmon oggi sta investendo su un grande progetto di rilancio della filiera, in particolare valorizzando tutte le filiere del latte italiano, per riportare sulla tavola degli italiani e dare un prodotto di eccellenza", puntualizza Angelo Mastrolia, presidente NewPrinces e Plasmon. "Valorizzare l'agroalimentare significa concentrarsi nel sostenere i piccoli produttori, che di solito producono prodotti di eccellenza, ma che hanno bisogno di un supporto per far sì che queste piccole produzioni, molto frammentate in Italia, sopravvivano per garantire poi, sul medio-lungo termine, la sostenibilità del sistema. Oggi tutelare le piccole filiere produttive regionali è un nostro obiettivo”.

Ai, Quici (Cimo): "Medici ospedalieri chiedono una legge sull'atto medico”

Roma, 11 set. (Adnkronos Salute) - "I medici ospedalieri chiedono innanzitutto una legge sull'atto medico, che in questo momento non c'è: attualmente è regolato da un Codice deontologico. In assenza" di una legge, "diventa difficile identificare i campi di competenza, ma soprattutto di responsabilità. Il medico è sempre stato responsabile della diagnosi e della terapia del paziente. Con l'aumento delle professioni sanitarie, c'è bisogno di stabilire delle regole in modo che il cittadino e i professionisti non abbiano problemi in futuro". Lo ha detto Guido Quici, presidente nazionale Cimo-Confederazione italiana medici ospedalieri e presidente Federazione Cimo-Fesmed, intervenendo a Palazzo Montecitorio a Roma alla presentazione del documento 'Atto medico' e del volume scientifico dal titolo 'Etica ed atto medico: riflessioni e proposte', a cura di Francesca Gambetti. 

L'incontro, organizzato dall'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Roma, aveva l'obiettivo di definire i confini e l'identità della professione medica di fronte alla rivoluzione digitale, alle crisi globali e a sistemi sanitari sempre più complessi. È stata anche l'occasione per parlare di intelligenza artificiale e nuove tecnologie. "Se il giudizio clinico venisse ridotto solo a protocolli e algoritmi, si allontanerebbe ancora di più il rapporto tra cittadino e medico - osserva Quici - Questo va recuperato assolutamente nell'ambito della deontologia. Il nostro Codice ci impone che il colloquio tra medico e paziente sia quotidiano e non ingolfato dalla medicina amministrata”.

Mostra Venezia, a Brizé lo Special Award del Premio Film Impresa

Roma, 11 set. (Adnkronos) - E' andato a Stephan Brizé, con 'Un bon petit soldat', lo Special Award del Premio Film Impresa 2026 in Concorso alla 83^ Mostra del Cinema di Venezia. Il Premio, riconosciuto dalla Biennale come premio collaterale ufficiale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha scelto di assegnare il riconoscimento al regista francese "per la sua capacità di portare sul grande schermo una riflessione complessa, sfaccettata e onesta sul lavoro, sulle responsabilità individuali e sulle trasformazioni che attraversano il mondo professionale e la società". Con 'Un bon petit soldat', Brizé torna a interrogarsi sul rapporto tra individuo e sistema economico e produttivo, affrontando un conflitto profondamente contemporaneo e mettendo al centro il difficile equilibrio tra ambizioni professionali, responsabilità individuali, esigenze dell’impresa e vita personale.

"Quando realizzo un film non voglio necessariamente dare una visione negativa delle persone o delle relazioni - ha detto Brizé ricevendo il Premio - Quello che cerco di fare è mettere sotto una lente di ingrandimento i punti nei quali qualcosa non funziona, per provare a comprenderne la complessità. Non faccio film per convincere chi è già convinto, ma per cercare di suggerire qualcosa a chi non ha ancora scelto da che parte guardare. Credo che la deregolamentazione del mercato del lavoro, la finanziarizzazione dell’industria, la ricerca sfrenata del profitto e la progressiva riduzione del ruolo dello Stato siano questioni sulle quali dobbiamo riflettere seriamente. Il fatto che questo Premio mi venga conferito da donne e uomini che hanno scelto di porsi queste domande per me è particolarmente significativo. Lo ricevo con grande piacere e con la speranza che insieme possiamo ancora riparare il nostro mondo e la nostra umanità ferita”.

“Stéphane Brizé è forse il regista europeo che più di altri ha saputo esplorare, riflettere e raccontare ciò che accade nelle imprese, sia dal punto di vista degli imprenditori sia da quello degli impiegati e degli operai” ha aggiunto Mario Sesti, direttore artistico del Premio Film Impresa. “Come mondo delle imprese sentiamo l’esigenza di trovare nuovi modi per comunicare i valori della cultura d’impresa - ha detto Giampaolo Letta, presidente del Premio Film Impresa - La grande maggioranza delle aziende italiane è fatta di persone che lavorano ogni giorno e che creano occupazione, ricchezza e sviluppo per il territorio e per il Paese". Letta ha quindi ricordato la crescita del Premio Film Impresa: “All’inizio lo dicevamo quasi sottovoce, oggi possiamo dirlo con maggiore sicurezza: il Premio Film Impresa è diventato un piccolo festival del film d’impresa. Sempre più aziende realizzano contenuti audiovisivi che non sono semplici spot commerciali, ma veri e propri film, capaci di raccontare la propria identità, il lavoro, le persone e il rapporto con il territorio”.

Durante la cerimonia è stata annunciata la nuova edizione del Premio Film Impresa 2027, in programma dal 2 al 5 marzo 2027 al Cinema Quattro Fontane di Roma, che come sempre avrà al suo fianco Umana, partner della manifestazione fin dalla prima edizione e curatrice dell’Area Narrativa del Premio.

Bper, al via bando per 300 borse di studio da 500 euro

Roma, 11 set.(Adnkronos) - Al via il bando Bper per l’assegnazione di 300 borse di studio da 500 euro ciascuna, rivolte agli studenti e alle studentesse più meritevoli che nell’anno scolastico 2025-2026 hanno frequentato una scuola secondaria di secondo grado o conseguito il diploma di maturità. Giunta alla 60ª edizione, l’iniziativa rappresenta un appuntamento ormai consolidato con cui Bper intende valorizzare il merito scolastico e offrire un sostegno concreto alle famiglie dei propri clienti nel percorso di formazione dei giovani.

L’assegnazione delle borse di studio avverrà sulla base della valutazione del profitto scolastico e della situazione economica, secondo quanto previsto dal bando. Tra i requisiti figurano la residenza in Italia, un Isee familiare 2026 non superiore a 30 mila euro e un rapporto di clientela con Bper.

Serena Morgagni, responsabile direzione communication di Bper, la considera "una tappa importante di un percorso che testimonia la costante volontà della banca di valorizzare e incentivare il merito scolastico di ragazzi e ragazze. È uno dei tanti progetti con cui Bper promuove l’istruzione e la cultura, valori alla base della crescita e dello sviluppo della società e dei territori". Le domande potranno essere presentate fino al 30 novembre 2026, esclusivamente tramite il link bper.it/borsedistudio. Per consultare il bando completo, con tutti i requisiti e le modalità di partecipazione, è possibile visitare il sito bper.it. I risultati dell’iniziativa saranno pubblicati sul sito Bper nel mese di marzo 2027.

Tumori, Aiom: "Avviare programma di uso compassionevole per daraxonrasib nel cancro al pancreas”

Roma, 11 set. (Adnkronos Salute) - L’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) chiede a Revolution Medicines "di avviare il programma di uso compassionevole per daraxonrasib, rendendo così disponibile gratuitamente il farmaco, prima dell’approvazione regolatoria, nei pazienti con tumore del pancreas metastatico già trattati con chemioterapia". Si tratta "di una terapia mirata che, pur avendo prodotto finora risultati solo in termini di prolungamento della sopravvivenza e non di guarigione, rappresenta un indiscutibile progresso per quei pazienti - informa Aiom in una nota - Infatti nello studio clinico registrativo RASolute 302 la sopravvivenza è raddoppiata arrivando a 13,2 mesi rispetto a 6,6 mesi con la chemioterapia tradizionale”. Questi risultati hanno condotto a fine agosto 2026 all’approvazione da parte dell’agenzia regolatoria americana Fda-Food and Drug Administration. Nel 2024, in Italia, sono state stimate circa 13.600 nuove diagnosi di tumore del pancreas.

“Lo scorso giugno a Chicago, al Congresso americano di oncologia clinica, i risultati dello studio RASolute 302 sono stati accolti con una standing ovation degli oncologi che hanno assistito alla presentazione dei dati - spiega Massimo Di Maio, presidente Aiom - Da decenni non vi erano significativi progressi in questa neoplasia difficile da trattare. Ora si pone il problema di accesso alla terapia, che non è disponibile al di fuori degli Stati Uniti. L’azienda farmaceutica che la produce, Revolution Medicines, aveva avviato negli Usa un programma di 'expanded access', cioè di accesso allargato, garantendo così la disponibilità del trattamento prima dell’approvazione regolatoria da parte di Fda. In Europa, invece, non è stato aperto alcun programma di uso compassionevole e non vi sono notizie di sottomissione del dossier registrativo da parte dell’azienda all’Ema, l’agenzia regolatoria europea, per l’approvazione del farmaco. Ma i pazienti - sottolinea - non possono aspettare”.

Ema ha già designato daraxonrasib come farmaco orfano, a indicarne l’importanza scientifica e i benefici clinici nella neoplasia pancreatica. Questa qualifica rappresenta anche una via preferenziale per la successiva valutazione regolatoria. Inoltre, Ema - continua la nota - ha aperto un programma di rolling review (revisione progressiva dei dati), che velocizza l’iter regolatorio, prima di ricevere la sottomissione formale del dossier da parte dell’azienda farmaceutica.

“Un punto critico, in questa fase, è la mancata attivazione, da parte di Revolution Medicines, di un programma di expanded access, che consentirebbe l’accesso precoce al farmaco”, rimarca Chiara Cremolini, membro del direttivo nazionale Aiom e direttrice del Programma di sperimentazioni cliniche dell’Azienda ospedaliero universitaria Pisana, uno dei 4 centri italiani coinvolti nello studio RASolute 302. “Gli oncologi italiani si trovano, quindi, nella condizione di non poter utilizzare una terapia potenzialmente efficace. Non solo - puntaualizza - Revolution Medicines ha attivato una procedura, definita di uso nominale globale, che in realtà non rappresenta un programma di accesso precoce, ma un meccanismo per facilitare l’importazione del farmaco, al prezzo concordato negli Stati Uniti, che corrisponde a circa 39mila dollari al mese. Quindi daraxonrasib, che non è ancora disponibile in Italia, ad oggi può essere importato nel nostro Paese attraverso gli ospedali a spese dei pazienti a un costo esorbitante. Questo meccanismo è eticamente inaccettabile e crea forti disequità a danno dei malati. Aiom, da sempre, sottolinea l’importanza di tutelare il Servizio sanitario nazionale, che è universalistico e garantisce le cure a tutti i pazienti - continua Cremolini - Siamo inoltre consapevoli della necessità di garantire la sostenibilità del sistema, che sarebbe messa a rischio dal ricorso a un altro strumento di accesso precoce, cioè alla legge 648/1996, che consente la totale rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale. Su questi temi ci siamo confrontati con Aifa”, Agenzia italiana del farmaco, ‘con cui riteniamo essenziale proseguire il dialogo’. 

“Chiediamo all’azienda - ribadisce Di Maio - che venga creato un programma di uso compassionevole, perché daraxonrasib sia a disposizione dei pazienti italiani gratuitamente, in attesa dell’approvazione regolatoria, come già avvenuto negli Stati Uniti prima dell’ok di Fda. La comunità scientifica ha più volte sollecitato l’azienda in questo senso, ma finora la risposta è stata interlocutoria. Vi è il forte timore, da parte degli oncologi, di essere di fronte alla prima evidente applicazione del principio sancito dall’amministrazione americana del sistema del prezzo della ‘nazione più favorita’, che stabilisce che il costo dei farmaci negli Stati Uniti sia pari o inferiore al più basso tra i Paesi con un Pil pro capite paragonabile, tra cui l’Italia. Al termine delle fasi di negoziazione, infatti, nel nostro Paese il prezzo del farmaco sarà probabilmente inferiore a quanto fissato negli Stati Uniti. Da qui - conclude - lo scarso interesse dell’azienda a presentare il dossier registrativo a Ema”.

Giornata della sicurezza del paziente, a Roma il futuro della formazione

Roma, 11 set. (Adnkronos Salute) -  Il 17 settembre, Giornata mondiale della sicurezza del paziente indetta dall'Oms e dedicata quest'anno alle malattie croniche, Roma ospiterà a Palazzo Rospigliosi Safe-T 2026 - Saving lives together, evento promosso da Accurate, società del gruppo Digit'Ed, con la partecipazione di istituzioni, società scientifiche e aziende farmaceutiche e biomedicali. Al centro della giornata - informa una nota - la riforma del sistema Ecm: il nuovo Programma nazionale Ecm 2026 riconosce per la prima volta la simulazione clinica come tipologia formativa autonoma, con il valore più alto di crediti dell'intero sistema (tre crediti Ecm per ogni ora di formazione). "La sicurezza delle cure è una priorità strategica imprescindibile per l'intero sistema sanitario" dichiara Patrizia Angelotti, Ceo di Accurate. Tra i partecipanti anche Renato Loiero, consigliere del Presidente del Consiglio.

Secondo l'Oms - riferisce la nota-  sono 134 milioni gli eventi avversi ogni anno nei Paesi a basso e medio reddito, la simulazione clinica può ridurre il rischio fino al 37%. In 15 anni Accurate ha formato oltre 25.000 professionisti, realizzato più di 1.000 percorsi Ecm, progettato 100 centri di simulazione e prodotto oltre 70 pubblicazioni scientifiche - si legge - Nel corso dell'evento sarà illustrato anche il percorso per le prime certificazioni italiane dedicate all'esperto istruttore in Simulazione in medicina e al medico estetico esperto in Ecografia del volto. </p>

<p>Attesi, tra gli altri, Luciano Ciocchetti, presidente Intergruppo parlamentare One Health, Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie, Gianfranco Nicoletti, presidente della Sezione per la Ricerca Sanitaria del Cts, ministero della Salute, Lorena Martini, direttore Uoc Formazione Ecm di Agenas, Carlo Riccini, direttore generale Farmindustria. 

Per iscrizioni e programma completo: <a class="text" href="https://simulahub.corsizio.com/event/69e68a41b419d8d61135c471" target="_self">https://simulahub.corsizio.com/event/69e68a41b419d8d61135c471

Tumori, Aifa approva prima terapia personalizzata contro particolare tipo cancro al seno

Roma, 11 set. (Adnkronos Salute) - “Aifa, Agenzia italiana del farmaco, ha approvato la rimborsabilità di inavolisib in combinazione con palbociclib e fulvestrant, per il trattamento di pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico endocrino resistente, positivo ai recettori ormonali (Hr+), Her2-negativo e con mutazione del gene Pik3Ca”. Lo annuncia in una nota Roche, spiegando che “l'approvazione rende disponibile anche in Italia una nuova opportunità terapeutica per una popolazione di pazienti che presenta bisogni clinici ancora insoddisfatti e per le quali la personalizzazione delle cure assume un'importanza crescente”. Il carcinoma mammario Hr+/Her2- “rappresenta circa il 70% di tutti i tumori della mammella. In circa il 40% dei casi metastatici di questo sottotipo è presente una mutazione del gene Pik3Ca, alterazione molecolare associata all'attivazione della via Pi3K e correlata a prognosi sfavorevole e resistenza ai trattamenti endocrini standard”.

L'approvazione di Aifa si basa sui risultati dello studio registrativo di fase 3 (Inavo120), pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ nell'ottobre 2024, che ha valutato inavolisib in combinazione con palbociclib e fulvestrant in 325 pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico Er-positivo, Her2-negativo con mutazione Pik3Ca e malattia endocrinoresistente. “Lo studio ha dimostrato una riduzione del 57% del rischio di progressione o morte rispetto a palbociclib e fulvestrant da soli, con una sopravvivenza libera da progressione più che raddoppiata (15,0 mesi versus 7,3 mesi). Inoltre - continua la nota - l'aggiornamento dei dati ha evidenziato un beneficio significativo e clinicamente rilevante in termini di sopravvivenza globale1 con una mediana di 34,0 mesi rispetto ai 27,0 mesi del braccio di controllo (riduzione del rischio di decesso del 33%). Questo risultato rende inavolisib il primo e unico inibitore della via Pi3K ad aver dimostrato un vantaggio in termini di overall survival nel trattamento di prima linea di questa popolazione di pazienti. 

“Inavolisib è la prima terapia target specifica per i pazienti con la mutazione Pik3Ca ad essere indicata in prima linea metastatica a seguito di recidiva precoce&#8221;, afferma Giuseppe Curigliano, professore di Oncologia medica presso l'Università degli Studi di Milano e direttore della divisione Nuovi farmaci per terapie innovative dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo). “Lo studio Inavo120 ha dimostrato che la combinazione di inavolisib, fulvestrant e palbociclib è in grado di raddoppiare la sopravvivenza libera da progressione e di ridurre del 33% il rischio di morte. Con questa approvazione, si aggiunge un nuovo tassello all’oncologia di precisione nel carcinoma mammario metastatico Hr+/Her2-. Ancora più rilevante è il fatto che si tratti del primo e unico inibitore di Pi3K ad aver dimostrato un beneficio statisticamente significativo anche in termini di sopravvivenza globale. Un risultato che conferma come l'identificazione precoce del biomarcatore possa tradursi in un beneficio concreto e duraturo per le pazienti. Inoltre, ha un profilo di sicurezza ben caratterizzato e gestibile nella pratica clinica, aspetto particolarmente importante nel trattamento di una patologia cronica come il tumore della mammella metastatico”.

La disponibilità di una terapia personalizzata “utilizzabile già in prima linea rende fondamentale identificare tempestivamente la mutazione Pik3Ca, che oggi rappresenta un biomarcatore decisivo per orientare le scelte terapeutiche per le pazienti”, sottolinea Umberto Malapelle, professore associato del dipartimento di Sanità pubblica dell'Università Federico II di Napoli, coordinatore del Pmmp - Siapec e presidente della International Society of Liquid Biopsy. “Questa analisi - continua - dovrebbe essere effettuata preferibilmente attraverso tecnologie di sequenziamento di nuova generazione, come nello studio registrativo Inavo120, e può essere eseguita sia sul tessuto tumorale sia attraverso un semplice prelievo di sangue, grazie alla valutazione del Dna tumorale circolante. In un contesto in cui il numero di biomarcatori nel tumore della mammella è in costante crescita e comprende anche alterazioni, come quelle a carico di Akt1, Pten ed Esr1, è sempre più importante disporre di test accurati e di referti chiari e standardizzati. Solo attraverso una stretta collaborazione tra patologi, biologi molecolari e oncologi è possibile garantire alle pazienti un accesso rapido alle migliori strategie di cura personalizzate”.

L'approvazione di questa nuova terapia per il tumore al seno metastatico “è un segnale importante - commenta Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna - e rappresenta un ulteriore passo avanti della medicina di precisione e della genomica, che oggi consentono di identificare specifiche mutazioni del tumore e di offrire trattamenti sempre più mirati e appropriati. Il progresso della ricerca non significa solo nuovi farmaci, ma anche la possibilità di individuare con maggiore precisione quali pazienti possano trarre maggior beneficio. Perché questo potenziale si traduca in un vantaggio reale è indispensabile garantire un accesso omogeneo e tempestivo sia ai test molecolari sia alle innovazioni terapeutiche, attraverso reti organizzative efficienti su tutto il territorio nazionale. Come Fondazione IncontraDonna continueremo a lavorare affinché ogni paziente, in tutta Italia, possa accedere tempestivamente alle migliori opportunità di diagnosi e cura”.

La disponibilità di inavolisib in Italia si inserisce nel più ampio impegno di Roche nel carcinoma mammario, un'area in cui l'azienda investe da oltre trent'anni per sviluppare soluzioni innovative in grado di migliorare gli esiti clinici e la qualità di vita delle persone con tumore al seno. “Quella del tumore al seno è un’area in cui Roche è storicamente impegnata e in cui, con i nostri investimenti e le nostre innovazioni, abbiamo contribuito nel corso degli ultimi decenni a trasformare la pratica clinica e cambiare la storia naturale della malattia - conclude Anna Maria Porrini, direttore medico di Roche Italia - Oggi segniamo un ulteriore passo avanti nella direzione di una medicina sempre più personalizzata, puntando sull'identificazione di un biomarcatore chiave come la mutazione Pik3Ca. I risultati dell'azione su questo target rappresentano l'espressione concreta di un impegno che continua a rinnovarsi anche con studi che andranno a valutare il potenziale terapeutico della molecola in altre indicazioni e di nuove molecole per tumori ormono-sensibili, con l'obiettivo ultimo di ampliare le opportunità di trattamento e gli esiti clinici di un numero sempre più ampio di pazienti con tumore al seno e con significativi bisogni ancora non soddisfatti”.

Roma, al via nuova edizione di 'Roma come stai?', 4 incontri sulle piazze e trasformazione spazio urbano  

Roma, 11 set. - (Adnkronos) - Dal 12 settembre al 17 ottobre torna 'Roma come stai?', il ciclo di incontri promosso dal Municipio Roma I Centro in collaborazione con la Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma. 

L'edizione 2026 è dedicata alle piazze come dispositivi urbani vivi, luoghi nei quali memoria e progetto, permanenza e trasformazione, storia e contemporaneità si incontrano. Quattro appuntamenti in luoghi emblematici della Capitale proporranno una riflessione sullo spazio pubblico nella città storica e sul suo ruolo come luogo di vita collettiva, cittadinanza e futuro. 

Si comincia domani, 12 settembre, alle 18 nella Sala dell'Auditorium del Museo dell'Ara Pacis, con Francesco Cellini, che illustrerà il progetto di sistemazione degli spazi urbani e dell'area archeologica del Mausoleo di Augusto. Il secondo appuntamento si terrà sabato 26 settembre alle 18 in Piazza Testaccio, dove Valentina Cocco ripercorrerà l'esperienza di trasformazione e riqualificazione della piazza. Il ciclo proseguirà sabato 3 ottobre alle 18 nella Cappella dei Condannati di Castel Sant'Angelo, con Luca Catalano e il racconto del progetto di Piazza Pia, per concludersi sabato 17 ottobre alle ore 18.00 in Piazza del Colosseo, dove Andrea Grimaldi e Filippo Lambertucci presenteranno il progetto espositivo e l'allestimento museografico della stazione-museo Colosseo/Fori Imperiali della linea C. Ogni incontro sarà introdotto da un preludio musicale offerto da MuSa - Musica Sapienza. La partecipazione è gratuita.

Avviato nel 2017, "Roma come stai?'' si è consolidato negli anni come uno spazio di confronto pubblico sui temi della città, coinvolgendo progettisti, studiosi, intellettuali, istituzioni e cittadini in un dialogo aperto sulle trasformazioni di Roma e sul suo futuro. "Con questo appuntamento finale, Roma come stai? compie il suo viaggio: un percorso tessuto tra conoscenza, espressione artistica e presenza dei cittadini. Abbiamo provato a far parlare la memoria della città con le sue trasformazioni di oggi, per chiederci come Roma possa rimanere luogo di invenzione, eleganza e progresso. Ogni costruzione del passato guardava avanti: è a quello sguardo che dobbiamo ricollegarci, insieme, come tessuto culturale e civile della capitale", afferma l'assessora alla Cultura del Municipio I Roma Centro Giulia Silvia Ghia.

Milano, 'Sette idee': startup e politica in un'arena unica per il Festival de L’Espresso

Milano, 11 set. (Adnkronos) - Manca una settimana alla seconda edizione di 'Sette idee', il Festival dell'Italia che innova, organizzato da L'Espresso, diretto da Emilio Carelli. Il 17 e il 18 settembre, allo STEP FuturAbility District di Milano, 98 startup selezionate da un comitato scientifico tra le 374 candidate si sfideranno in 7 pitch competition: 3 minuti per presentare il proprio progetto, altri due per rispondere alle domande di una giuria composta dai vertici delle maggiori aziende italiane. Le 14 imprese innovative con il punteggio più alto accederanno alla finale, in programma a dicembre, a Roma. Le startup si confrontano su 7 ambiti: educazione, formazione e welfare; turismo, enogastronomia e ospitalità; medicina e salute; mobilità, energia e infrastrutture; Intelligenza artificiale, industria e spazio; finanza e assicurazioni; editoria indipendente. 

A intervenire nell'arena, per 11 ore al giorno, ci saranno circa 50 relatori istituzionali in un’alternanza tra pitch e confronti politici, a un anno dalle elezioni. Prevista la partecipazione dei ministri Adolfo Urso, Tommaso Foti, Paolo Zangrillo e Maria Elisabetta Alberti Casellati, dei viceministri Francesco Paolo Sisto ed Edoardo Rixi, dei sottosegretari Paola Frassinetti, Isabella Rauti, Alberto Barachini e Luigi Sbarra, della vicepresidente della Camera Anna Ascani. I territori sono rappresentati da Alessandra Todde, Eugenio Giani e Roberto Occhiuto; per Milano, il sindaco Giuseppe Sala, la vicesindaca Anna Scavuzzo e l'assessora Alessia Cappello. Da Bruxelles arrivano gli eurodeputati Brando Benifei, Pasquale Tridico, Pierfrancesco Maran e Nicola Zingaretti. In agenda anche il confronto tra Nicola Fratoianni e Maurizio Lupi, gli interventi di Benedetto Della Vedova, Fabrizio Benzoni, Carlo Calenda, Francesco Boccia, Stefano Patuanelli, Barbara Floridia, Stefano Candiani. Nell'arena scendono anche i nuovi volti della politica: Bernard Dika, Simone Leoni, Paolo Romano e Matteo Hallissey. Presente, infine, l’ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema e Matteo Renzi, che chiude il Festival. Il Festival è a ingresso libero, con registrazione su Eventbrite, ed è trasmesso anche in diretta sui canali social e sul sito de L'Espresso. Q8 Italia è main partner di 'Sette idee', iniziativa patrocinata dal Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Comune di Milano e da Roma Capitale. 

Eredità Agnelli: Margherita non sarà parte civile contro il figlio John Elkann

Torino, 11 set. - (Adnkronos) - La richiesta di Margherita Agnelli di costituirsi parte civile contro il figlio John Elkann nel procedimento penale in corso a Torino sull’eredità della mamma, Marella Caracciolo, vedova dell’Avvocato Agnelli non è stata accolta. Lo ha deciso il gip al ripresa dell’udienza preliminare che invece ha ammesso la figlia dell’avvocato come parte civile per la parte di processo in cui vengono chiamati in causa con l’accusa di falso il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e il notaio Remo Moroni 

MotoGp, Velo e Aprilia Racing insieme al Gran Premio di San Marino

Roma, 11 set. - (Adnkronos) - Velo, brand di sacchetti di nicotina di Bat Italia e leader in Italia e in Europa, rinnova la collaborazione con Aprilia Racing in occasione del Gran Premio di San Marino, in programma da oggi al 13 settembre al Misano World Circuit Marco Simoncelli, con una serie di iniziative dedicate ai consumatori adulti di nicotina. La presenza a Misano celebra una partnership che unisce innovazione, tecnologia e performance. Questa collaborazione si inserisce in un processo di trasformazione aziendale di Bat sempre più focalizzato sullo sviluppo di nuove categorie di prodotti a potenziale rischio ridotto e sulla costruzione di un portafoglio in linea con le nuove esigenze dei consumatori adulti di nicotina. Per Velo, rappresenta inoltre un’opportunità per raccontare il ruolo strategico che la categoria riveste per l’Italia, dove il prodotto è realizzato presso l'A Better Tomorrow Innovation Hub di Trieste, centro di eccellenza per l'innovazione e la manifattura avanzata.

Durante il weekend di gara, Velo sarà presente al fianco di Aprilia Racing con una serie di attività dedicate ai consumatori adulti di nicotina, sia all'interno del circuito, con un corner dedicato nell'area hospitality, sia nell'ambito del Dedikato Festival, dove sarà disponibile un simulatore di guida firmato Aprilia Racing. Il 12 e 13 settembre, Velo estenderà il suo programma a Rimini con due serate dedicate al Coconuts. Gli eventi offriranno ai consumatori adulti di nicotina un'esperienza di intrattenimento ispirata all'atmosfera del weekend di gara e la possibilità di scoprire il brand attraverso elementi esperienziali dedicati. 

"L'Italia riveste un ruolo strategico per Velo. Da marzo 2025, il brand è prodotto nel nostro Innovation Hub di Trieste, segnando un traguardo importante nel percorso di trasformazione di BAT verso un business sempre più orientato alle categorie senza combustione. Quella che era nata come una visione ambiziosa si è oggi affermata come una realtà d'eccellenza nella produzione di sacchetti di nicotina per consumatori adulti e che oggi rappresenta il valore del Made in Italy all’interno del portfolio di BAT. Attraverso la partnership con Aprilia Racing, uniamo innovazione, costruzione del brand e trasformazione, dando vita a esperienze distintive per i consumatori adulti di nicotina in occasione di uno degli appuntamenti sportivi più importanti d'Italia." ha affermato Sebastian Schroth, Head of Marketing di Bat Italia. “Siamo molto felici di poter contare anche nel 2026 su un partner come Velo. Aprilia Racing si distingue da sempre per la sua italianità e per un know-how consolidato, valori che trovano in questa collaborazione un’ulteriore occasione per essere condivisi. Proseguire questo percorso insieme a Velo ci permette di rafforzare il legame con il nostro territorio e, al tempo stesso, di raccontare anche oltre i confini nazionali la capacità italiana di innovare e competere ai massimi livelli nel campo della tecnologia e della performance”, evidenzia Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing.

Giornata mondiale sepsi, Zerocalcare-anestesisti 'riconoscerla subito può salvare una vita’

Roma, 11 set. (Adnkronos Salute) -  In vista della Giornata mondiale della sepsi, il 13 settembre, la Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) lancia due iniziative dedicate alla sensibilizzazione della popolazione: una vignetta inedita firmata da Zerocalcare e una survey per misurare quanto i cittadini conoscono la sepsi.  

La sepsi resta una priorità sanitaria globale: nel mondo - spiegano dalla Siaarti - si stimano circa 47-50 milioni di casi e 13 milioni di decessi ogni anno. Sul tema sono state pubblicate quest’anno anche le nuove linee guida internazionali Surviving sepsis Compaign 2026, pubblicate da Society of critical care medicine ed European society of intensive care medicine. In Europa - informa una nota Siaarti - la sepsi colpisce circa 377 persone ogni 100.000 abitanti l'anno, più dell'infarto del miocardio e dell'ictus cerebrale, ma resta molto meno conosciuta di queste due emergenze.

"Anche in Italia i numeri restano importanti: si stimano circa 250.000 casi di sepsi ogni anno, con 50.000-70.000 decessi. Circa la metà dei sopravvissuti sviluppa inoltre una sindrome post-sepsi, con conseguenze che possono durare mesi o anni. La sepsi è una condizione tempo-dipendente, come l’infarto o l’ictus: nello shock settico, la sua forma più grave, ogni ora di ritardo nella terapia mirata riduce le probabilità di sopravvivenza del 7-8% -  dichiara la presidente Siaarti, Elena Bignami -. Riconoscere rapidamente la sepsi e intervenire subito può fare la differenza. Eppure resta ancora molto meno conosciuta di altre emergenze sanitarie. Per questo sensibilizzare cittadini e professionisti sanitari resta una priorità per Siaarti". 

Su questi temi  - si legge nella nota - Siaarti ha pubblicato negli ultimi anni due documenti di riferimento per la pratica clinica: le 'Buone pratiche cliniche' sul ruolo dei biomarcatori nella gestione del paziente con sepsi e le Linee guida, elaborate con altre società scientifiche e pubblicate nel Sistema nazionale Linee guida dell'Iss, sul management della sepsi e dello shock settico nel paziente adulto. Per il World Sepsis Day 2026 Siaarti presenta una vignetta inedita firmata da Zerocalcare, realizzata in esclusiva per la Società. Nella vignetta, Zerocalcare affronta il tema del tempo nella sepsi e il rischio di rimandare la richiesta di assistenza medica. La sensibilizzazione della popolazione sulla sepsi è un’attività che Siaarti porta avanti da anni. Lo scorso anno, in occasione del World Sepsis Day, la Società aveva coinvolto tre volti noti al grande pubblico, l'olimpionica Caterina Banti, l'attore Gian Marco Tavani e l'ambassador Honda Anna Scalabrin, per raccontare la sepsi con linguaggi diversi da quello clinico. 

"Lo scorso anno abbiamo scelto tre testimonial molto diversi tra loro proprio per raggiungere pubblici differenti con lo stesso messaggio. Quest'anno speriamo che la vignetta di Zerocalcare ci aiuti ad allargare ancora la platea, attraverso un linguaggio immediato e accessibile anche a chi non ha competenze sanitarie", spiega Silvia De Rosa, responsabile del Comitato di Comunicazione Siaarti. Non solo. Per l'occasione Siaarti invita la popolazione a partecipare alla survey "Conosci la sepsi?", nata da una collaborazione del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell'Università di Torino con la Sezione infezioni e sepsi di Siaarti. Il questionario è anonimo, aperto a tutti i cittadini e richiede pochi minuti per la compilazione. L'obiettivo è fotografare il livello di conoscenza della sepsi nella popolazione italiana, con particolare attenzione ai segnali e ai principali rischi.   

La raccolta delle risposte, curata dall'Università di Torino, resterà aperta per tutto il mese di settembre. "Sappiamo poco di quanto le persone in Italia conoscano davvero la sepsi. Questa survey, realizzata insieme alla professoressa Giorgia Montrucchio dell'Università di Torino, ci darà un quadro concreto e aggiornato del livello di conoscenza della sepsi nella popolazione. I risultati serviranno a costruire campagne di sensibilizzazione più mirate, sia per i cittadini sia per i medici di famiglia", commenta Stefano Busani, responsabile della Sezione infezioni e sepsi Siaarti.

La sepsi si verifica quando la risposta con cui l’organismo cerca di combattere un’infezione diventa anomala e incontrollata, fino a danneggiare i suoi stessi tessuti e organi. Può colpire chiunque, a qualsiasi età - avvertono gli anestesisti -  ma i più esposti sono neonati, anziani, donne in gravidanza o nel post-partum e persone immunodepresse o con malattie croniche. I segnali da non sottovalutare sono febbre alta o temperatura corporea molto bassa, respiro accelerato, confusione o sonnolenza insolita, pelle fredda o a chiazze, urine scarse o assenti. Se si sospetta una sepsi, la raccomandazione è chiamare subito il 118 o recarsi al Pronto Soccorso, senza aspettare.

Il tema mondiale di quest'anno, scelto dalla Global Sepsis Alliance, è Invest in Sepsis - Save Lives: un invito a investire nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella cura della sepsi. Servono percorsi assistenziali condivisi, formazione continua per i professionisti sanitari e un’attenzione specifica al follow-up dei sopravvissuti. Siaarti - concldue la nota - "continuerà a lavorare su questi aspetti insieme alle altre società scientifiche e alle associazioni di cittadini e pazienti”.

Kefir superfood o moda del momento? Bassetti: "Ecco cosa dice davvero la scienza”

Milano, 11 set. (Adnkronos Salute) - Kefir superfood o ennesima mania del momento? "Negli ultimi anni sembra che sia diventato la soluzione per tutto: microbiota, intestino, infiammazione, glicemia, difese immunitarie. Ma cosa dice davvero la scienza?". Prova a fare chiarezza sugli studi Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. "Il kefir è semplicemente un latte fermentato, ricco di batteri e lieviti - evidenzia in un post social - Ed è sicuramente un alimento interessante", ma "miracoli no", precisa l'esperto, avvertendo che, come sempre, "alla fine probabilmente conta molto di più il quadro generale: alimentazione varia, fibre, frutta e verdura, legumi, attività fisica e stile di vita". 

"Le prove nell'uomo suggeriscono", per quanto riguarda il microbiota intestinale, che il kefir "può modificarne in parte la composizione, ma gli studi umani sono ancora pochi e molto eterogenei". Sul fronte della glicemia/insulino-resistenza, "c'è un segnale interessante - spiega l'infettivologo - Una metanalisi del 2025 su 24 studi interventistici ha trovato una riduzione della glicemia a digiuno, ma bassa evidenza", precisa. Su "colesterolo e peso bisogna ridimensionare". Sui "disturbi gastrointestinali non abbiamo prove sufficienti per dire che il kefir 'riequilibra l'intestino' in modo generale. Digestione del lattosio: essendo fermentato, può essere meglio tollerato del latte da alcune persone. Una revisione sistematica degli studi randomizzati sul kefir ha incluso 16 studi e ha concluso che le prove erano ancora insufficienti per raccomandarlo come trattamento o prevenzione di specifiche condizioni". 

In definitiva, quindi, conclude Bassetti, le evidenze "non sono ancora abbastanza solide per chiamarlo 'superfood' o attribuirgli tutti i benefici che si leggono online". Il messaggio è: "Se ti piace, lo tolleri e scegli un kefir naturale senza tonnellate di zuccheri aggiunti, può essere un ottimo alimento da inserire nella dieta. Se invece non lo bevi, non stai perdendo un elisir di lunga vita. E soprattutto: non confondiamo" l'affermazione secondo cui "'può avere un effetto sul microbiota' con 'fa bene sicuramente alla salute'. Il microbiota è importante. Ma la nutrizione non si riduce un singolo alimento. E c'è una cosa interessante: lo yogurt normale è probabilmente molto meno 'glamour', ma ha anch'esso una solida tradizione di prove sui latticini fermentati. Non darei per scontato che il kefir sia magicamente superiore". Quindi "kefir sì. Miracoli no”.

Ai, Anelli (Fnomceo): "Algoritmi non possono capire il disagio del paziente”

Roma, 10 set. (Adnkronos Salute) - "Gli algoritmi possono esprimere con precisione l'assemblaggio dei sintomi e possono anche rivelare una diagnosi, ma non potranno mai capire il disagio di una persona e da dove la malattia nasce. Questa relazione straordinaria tra medico e cittadino, che si chiama fiducia, non può esserci con una macchina". Così Filippo Anelli, presidente di Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), intervenendo oggi a Roma alla presentazione del volume 'Etica e atto medico. Riflessioni e proposte', a cura di Francesca Gambetti, e del parallelo 'Documento Atto medico' promosso dalla Commissione interna dell'Omceo (Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri) capitolino. 

L'obiettivo di questi due testi è definire i confini e l'identità della professione medica di fronte alla rivoluzione digitale, alle crisi globali e a sistemi sanitari sempre più complessi. "La definizione dell'atto medico consentirebbe ai cittadini di comprendere ancora meglio i loro bisogni - continua Anelli - Quando ci si ammala la prima domanda è a chi rivolgersi, e il pensiero va subito al medico. Nella definizione di ciò che il medico può fare è racchiuso l'intero atto medico che, oltre alla dimensione clinica, possiede un valore relazionale, comunitario e democratico. È nella relazione con il paziente - rimarca Anelli - che si realizza la promessa del medico di mettere le proprie conoscenze al servizio del bene della persona. Ma c'è anche una dimensione comunitaria, perché la tutela della salute riguarda l'intera collettività, e una democratica, che permette a ogni cittadino di decidere sulla propria salute con piena consapevolezza”.

'Il filo di Arianna', alla mostra di Venezia la pellicola che racconta il cancro al rene

Roma, 11 set. (Adnkronos Salute) - In Italia vivono oltre 154mila uomini e donne con una diagnosi di tumore del rene. È una forma di cancro molto insidiosa, difficile da diagnosticare precocemente e con un forte impatto sulla vita dei pazienti e dei caregiver. A loro è dedicato il documentario 'Il filo di Arianna', di Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni, con il patrocinio di Anture-Associazione nazionale tumore del rene e il contributo non condizionante di Ipsen. È un’opera incentrata sul viaggio umano e scientifico di pazienti, caregiver e medici che ogni giorno, in modo diverso, affrontano questa neoplasia. A guidare lo spettatore in questo racconto intimo sono il volto e la voce dell’attrice Giuliana De Sio. La pellicola - informa una nota - è stata presentata ieri in occasione della 83esima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia all'interno della rassegna 'Venezia26' di Giffoni Innovation Hub. 

Il racconto intende rileggere l'esperienza oncologica con una metafora: la diagnosi del carcinoma renale coincide con l'ingresso in un labirinto. Un luogo fitto e sconosciuto in cui le coordinate personali si azzerano e subentra la paura. Nel percorso dalla diagnosi alla cura il paziente e la sua famiglia devono attingere a risorse interiori profonde per non perdersi, trovare un nuovo equilibrio. Lungo questo cammino tortuoso emergono però degli alleati fondamentali: l'équipe medica e la ricerca scientifica, che assumono le sembianze del leggendario 'filo', l'unica vera guida per ritrovare la strada verso l'uscita. Dopo la prima visione su La7, il documentario è ora disponibile su Amazon Prime Video.

Il documentario si arricchisce dei pareri scientifici di due specialisti, che evidenziano l'evoluzione terapeutica e l'approccio olistico essenziale nel trattamento della malattia. "Oggi lo scenario, nella gestione del cancro del rene, è profondamente cambiato grazie alla ricerca scientifica e all'innovazione terapeutica", afferma Andrea Necchi, direttore del Programma strategico di Ricerca oncologica nei tumori dell'apparato genitourinario dell'Irccs ospedale San Raffaele e professore associato di Oncologia medica dell'università Vita-Salute San Raffaele. "La svolta è stata ottenuta grazie all'introduzione dei farmaci a bersaglio molecolare e dell'immunoterapia. Questi trattamenti rappresentano quel 'filo di Arianna' che ci permette di offrire risposte concrete anche nelle fasi più avanzate. Abbiamo ridisegnato l'aspettativa di vita in una malattia per la quale le terapie 'tradizionali' si sono rivelate poco efficaci", sottolinea l'esperto. "Poter garantire una lunga sopravvivenza è importante quanto una solida alleanza terapeutica", aggiunge Giuseppe Procopio, direttore della Struttura di Oncologia medica genitourinaria e del Programma Prostata della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano. "È fondamentale aprirsi all'ascolto reciproco per migliorare il rapporto medico-paziente affinché si raggiunga la migliore qualità di vita possibile durante il percorso di cura. Curare - precisa - non può significare solo prolungare la sopravvivenza di una persona. Vuol dire anche preservarne la dignità, il benessere psico-fisico per ritornare a una tranquilla quotidianità". 

Accanto alle figure dei clinici, emerge il ruolo insostituibile del network associativo, un impegno costante nello sforzo comune di non lasciare soli pazienti e caregiver. "Entrare nel labirinto fa paura, ma scoprire che qualcuno lo ha già attraversato prima di te cambia tutto - osserva Tonia Cinquegrana, presidente di Anture - La nostra realtà nasce per essere quel nodo che tiene stretto il filo della condivisione. Facendo rete abbattiamo il senso di solitudine e aiutiamo chi riceve la diagnosi a trovare la propria strategia di adattamento, trasformando lo smarrimento individuale nella forza della comunità". 

Raccontano Donatella Romani e Roberto Amato, autori del documentario: "Accostarsi ai racconti dei protagonisti è stato un privilegio che ci ha regalato emozioni fortissime. Condividere queste storie alla Mostra del cinema di Venezia risponde a una duplice necessità. Da un lato, donare coraggio e speranza a chi si trova ad affrontare lo stesso percorso oncologico. Dall'altro, sottolineare quanto sia vitale sostenere la ricerca perché è la scienza a tessere quel 'filo di Arianna' che trasforma la paura del labirinto in una concreta prospettiva di gestione della malattia con una buona qualità di vita”.

"Per Ipsen, innovare significa generare un impatto positivo che va oltre lo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche - conclude Irina Zotova, presidente e amministratore delegato di Ipsen Italia - Significa ascoltare, comprendere e contribuire a costruire una maggiore consapevolezza attorno ai bisogni delle persone. Sostenendo questa iniziativa, e valorizzando la forza narrativa del cinema nel contesto unico di Venezia, vogliamo portare all'attenzione pubblica l'esperienza di chi convive con il tumore del rene e riaffermare il nostro impegno nel promuovere una cultura della salute fondata su conoscenza, empatia e fiducia nel progresso scientifico”.

Kefir superfood o moda del momento? Bassetti: "Ecco cosa dice davvero la scienza”

Milano, 11 set. (Adnkronos Salute) - Kefir superfood o ennesima mania del momento? "Negli ultimi anni sembra che sia diventato la soluzione per tutto: microbiota, intestino, infiammazione, glicemia, difese immunitarie. Ma cosa dice davvero la scienza?". Prova a fare chiarezza sugli studi Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. "Il kefir è semplicemente un latte fermentato, ricco di batteri e lieviti - evidenzia in un post social - Ed è sicuramente un alimento interessante", ma "miracoli no", precisa l'esperto, avvertendo che, come sempre, "alla fine probabilmente conta molto di più il quadro generale: alimentazione varia, fibre, frutta e verdura, legumi, attività fisica e stile di vita". 

"Le prove nell'uomo suggeriscono", per quanto riguarda il microbiota intestinale, che il kefir "può modificarne in parte la composizione, ma gli studi umani sono ancora pochi e molto eterogenei". Sul fronte della glicemia/insulino-resistenza, "c'è un segnale interessante - spiega l'infettivologo - Una metanalisi del 2025 su 24 studi interventistici ha trovato una riduzione della glicemia a digiuno, ma bassa evidenza", precisa. Su "colesterolo e peso bisogna ridimensionare". Sui "disturbi gastrointestinali non abbiamo prove sufficienti per dire che il kefir 'riequilibra l'intestino' in modo generale. Digestione del lattosio: essendo fermentato, può essere meglio tollerato del latte da alcune persone. Una revisione sistematica degli studi randomizzati sul kefir ha incluso 16 studi e ha concluso che le prove erano ancora insufficienti per raccomandarlo come trattamento o prevenzione di specifiche condizioni". 

In definitiva, quindi, conclude Bassetti, le evidenze "non sono ancora abbastanza solide per chiamarlo 'superfood' o attribuirgli tutti i benefici che si leggono online". Il messaggio è: "Se ti piace, lo tolleri e scegli un kefir naturale senza tonnellate di zuccheri aggiunti, può essere un ottimo alimento da inserire nella dieta. Se invece non lo bevi, non stai perdendo un elisir di lunga vita. E soprattutto: non confondiamo" l'affermazione secondo cui "'può avere un effetto sul microbiota' con 'fa bene sicuramente alla salute'. Il microbiota è importante. Ma la nutrizione non si riduce un singolo alimento. E c'è una cosa interessante: lo yogurt normale è probabilmente molto meno 'glamour', ma ha anch'esso una solida tradizione di prove sui latticini fermentati. Non darei per scontato che il kefir sia magicamente superiore". Quindi "kefir sì. Miracoli no".


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