(Adnkronos) - Un secondo filone ha interessato la cessione 'in nero' di rifiuti metallici ad un'altra società e ha consentito di ricostruire, secondo l'accusa, una più ampia rete di gestione illecita dei rifiuti ferrosi che coinvolgerebbe anche svariate società. Il sistema si sarebbe basato sul cosiddetto 'giro bolla', attraverso l'emissione di documentazione falsa intestata a società inesistenti.
L'illecito profitto contestato è stato quantificato in circa 3,4 milioni di euro, somma sottoposta a sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente. Sigilli anche agli impianti e agli automezzi ritenuti strumentali alle attività illecite. Nel dettaglio sono stati sequestrati 71 conti correnti riconducibili alle persone fisiche e giuridiche coinvolte e otto camion utilizzati per il trasporto e la gestione dei rifiuti.</p>
<p>Contestualmente, undici persone hanno ricevuto l'invito a rendere interrogatorio preventivo ai sensi dell'articolo 291 del codice di procedura penale, dopo la richiesta della Procura di applicazione di misure cautelari personali.




