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India, 6 morti in crollo edificio a Nuova Delhi: si continua a scavare tra le macerie

Roma, 7 set. (Adnkronos/Afp) - Prosegue la ricerca dei dispersi dopo il crollo di un edificio domenica 6 settembre a Nuova Delhi in India, in cui  secondo quanto riferito dalle autorità, sono morte almeno 6 persone. L'immobile di cinque piani che ospitava principalmente studenti è venuto giù intorno a mezzogiorno nel quartiere di Satya Niketan, nella zona sud-ovest della città e le squadre di soccorso continuano a perlustrare senza sosta le macerie utilizzando anche unità cinofile. Il timore, infatti, è che ci siano ancora persone intrappolate sotto i detriti.

L'All India Institute of Medical Sciences, che ha accolto le vittime del crollo, ha spiegato che nel suo centro traumatologico sono giunte 10 persone. "Cinque sono arrivate già morti, mentre un paziente in condizioni critiche è deceduto in seguito alle ferite riportate", ha dichiarato l'AIIMS in un comunicato.

Arterosclerosi, studio: "Nuova molecola riduce di più il colesterolo cattivo”

Roma, 3 set. (Adnkronos Salute) - Una riduzione precoce e sostenuta del colesterolo Ldl rappresenta un elemento fondamentale nella gestione dei pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica (Ascvd) ad alto e altissimo rischio cardiovascolare. Tuttavia, nella pratica clinica il raggiungimento degli obiettivi raccomandati continua a rappresentare una sfida. In questo contesto si inseriscono i risultati dello studio 'Victorion-Challenge', presentati durante il Congresso della Società europea di cardiologia (Esc) che si è tenuto a Monaco di Baviera. Si tratta del primo studio randomizzato, in aperto e di fase IV che confronta direttamente inclisiran e acido bempedoico (Bpa) nei pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica (Ascvd) ad alto o altissimo rischio cardiovascolare.

"Nel confronto diretto in aperto, l'endpoint primario dello studio era rappresentato dalla variazione percentuale del Ldl-C rispetto al basale al giorno150. Nella popolazione studiata, la riduzione media del Ldl-C; 56,31% nel gruppo trattato con la terapia studiata; 15,35% nel gruppo trattato con acido bempedoico. Uno dei principali endpoint secondari era il raggiungimento del target di Ldl-C al giorno 150. Complessivamente, il 78,2% dei pazienti trattati con la terapia studiata ha raggiunto il target rispetto al 20,3% dei pazienti trattati con acido bempedoico. La frequenza complessiva degli eventi avversi correlati al trattamento è risultata comparabile nei due gruppi (63,1% vs 59,8%).1 Trattandosi di uno studio in aperto, i risultati devono essere interpretati nel contesto del disegno dello studio, della popolazione valutata e della durata del follow-up.

Il valore di Victorion-Challenge risiede nella sua immediatezza clinica - spiega Massimo Grimaldi, presidente Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) e direttore della Cardiologia dell'ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) - il confronto diretto tra i due farmaci dimostra che, pur mantenendo l’acido bempedoico le aspettative di impatto sui valori di Ldl-C già dimostrate, si rivela non sufficiente nell’ottenere il raggiungimento dei target terapeutici raccomandati nella popolazione di pazienti con Ascvd ad alto o altissimo rischio cardiovascolare, dove questo risultato è cruciale per abbattere l’incidenza di nuovi eventi. Si tratta di dati che contribuiscono ad arricchire il patrimonio di evidenze a disposizione del cardiologo nella gestione dei pazienti ad alto e altissimo rischio cardiovascolare”.

I risultati di Victorion-Challenge sottolineano la rilevanza di una riduzione marcata e precoce del LDL-C e l'importanza di mantenere il controllo lipidico nel tempo3. Un aspetto particolarmente rilevante nella pratica clinica quotidiana e nella prevenzione degli eventi cardiovascolari nei pazienti a rischio elevato. "Nella prevenzione cardiovascolare non è sufficiente raggiungere rapidamente il target di colesterolo Ldl: la vera sfida è mantenerlo nel tempo - Gianfranco Sinagra, presidente della Sic (Società italiana di cardiologia), professore all’Università di Trieste e direttore della Cardiologia dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (Asugi) - Nella pratica clinica quotidiana dobbiamo ragionare in termini di percorso terapeutico, scegliendo strategie che consentano un controllo lipidico efficace, persistente nel tempo e sostenibile. Ridurre il periodo di esposizione a livelli elevati di Ldl-C significa offrire ai pazienti una maggiore opportunità di protezione cardiovascolare nel lungo termine". 

La molecola appartiene alla classe delle small interfering Rna (siRna) e agisce attraverso il meccanismo naturale dell'interferenza dell'Rna, riducendo la sintesi della proteina Pcsk9 a livello epatico. Tale meccanismo favorisce l'aumento dei recettori Ldl disponibili sulla superficie degli epatociti e la conseguente rimozione del colesterolo Ldl dal circolo sanguigno.

Victorion-Challenge (NCT06431763) è uno studio multicentrico, randomizzato, a gruppi paralleli, in aperto e di fase IV, disegnato per confrontare direttamente il siRna e l’acido bempedoico in pazienti adulti con Ascvd ad alto o altissimo rischio cardiovascolare.1 Poiché pazienti e sperimentatori erano a conoscenza del trattamento assegnato, i risultati devono essere letti nel contesto della natura open-label dello studio. Lo studio ha coinvolto 402 pazienti, randomizzati 1:1 a ricevere il siRna per via sottocutanea al basale e al giorno 90 oppure acido bempedoico per via orale una volta al giorno, in aggiunta alla massima dose tollerata di statina. La randomizzazione era stratificata in base all’;uso di ezetimibe, presente nel 50% dei partecipanti. L’età media era di 63,1 anni; il 64,2% dei partecipanti era di sesso maschile, l’88,6% presentava un rischio cardiovascolare molto elevato e il valore medio di Ldl-C al basale era pari a 94,4 mg/dL.

L’endpoint primario era la variazione percentuale del Ldl-C dal basale al giorno 150. La differenza media tra i gruppi è stata di -40,95 punti percentuali (IC 95%: da -45,67 a -36,24; plt;0,0001)1. Le analisi nei sottogruppi valutati hanno evidenziato risultati coerenti con quelli osservati nella popolazione complessiva, inclusi i sottogruppi definiti per età, sesso, rischio cardiovascolare e impiego concomitante di ezetimibe.

Tra gli endpoint secondari, al giorno 30 la riduzione del LDL-C è stata del 54,73% nel gruppo trattato con il siRna rispetto al 17,97% nel gruppo acido bempedoico; l’80,0% e il 21,2% dei pazienti, rispettivamente, avevano raggiunto il target individuale di Ldl-C1 . Al giorno 150 il raggiungimento del target è stato osservato sia nei pazienti trattati con ezetimibe (80,6% vs 26,8%) sia in quelli non trattati con ezetimibe (75,8% vs 13,7%). 

La frequenza degli eventi avversi è stata del 63,1% e del 59,8% nei due gruppi1. Gli eventi avversi gravi sono stati riportati nell'8,4% e nell'11,6% dei pazienti; le interruzioni del trattamento nello 0% e nel 5%; gli eventi muscoloscheletrici nello 0,5% e nel 6,5%. Nel gruppo trattato con il siRna non sono stati osservati casi di miopatia o rabdomiolisi.

Automotive: Mimit, 300 mln per filiera con mini contratti di sviluppo

Roma, 7 set. -(Adnkronos) - Ammontano a 300  milioni di euro attraverso lo strumento dei mini contratti di sviluppo  le risorse che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha disposto a favore delle aziende della filiera dell'automotive con un decreto firmato dal ministro, Adolfo Urso. Il provvedimento - riferisce il Mimit - "segue quanto previsto dal dpcm dello scorso 10 giugno che ha rifinanziato le risorse disponibili del Fondo Automotive, per favorire la transizione verde, lo sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, in coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e di riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti”.

“Con questo provvedimento diamo a tutte le imprese della filiera uno strumento mirato per continuare a investire nelle tecnologie e nella transizione, accompagnando così il settore in questa fase di trasformazione industriale per rispondere alle esigenze del mercato e tutelare un settore chiave del Made in Italy”, ha dichiarato Urso. 

Nel dettaglio, i programmi finanziabili devono essere diretti allo sviluppo, all’ingegnerizzazione, al testing e alla produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità, nonché di sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni; allo sviluppo di parti, componenti, sistemi e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura; oppure alla diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo. Gli investimenti produttivi - spiega il ministero - potranno essere accompagnati da progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nonché da percorsi di formazione del personale, questi ultimi nel limite del 10% dell’investimento complessivo. (segue)

Reggio Emilia, al Festival di Emergency le testimonianze degli operatori in Ucraina: "Attacchi tutti i giorni, conflitto totalizzante”

Roma, 6 set. (Adnkronos) - Dal palco del Festival di Emergency a Reggio Emilia nel panel 'Ucraina: curare l'isolamento' arriva forte la testimonianza degli operatori dell’Ong impegnati sul fronte ucraino, in un progetto di supporto sanitario alla popolazione. Emergency, infatti, è presente dal 2023 nelle regioni di Donetsk e Kharkiv per portare cure primarie e assistenza domiciliare alla popolazione rispondendo all’impatto meno visibile della guerra: isolamento, trauma, malattie croniche e frammentazione dell’accesso alle cure. 

"Da due anni sono in Ucraina e in questo periodo ho visto cambiare molte cose nel contesto e nell'ambiente in cui operiamo: ci sono reti antidrone ovunque, edifici segnati dalle esplosioni degli attacchi russi, dai bombardamenti e dall'utilizzo dei droni, che rappresentano una minaccia costante per la popolazione civile - ha spiegato Luca Rifiorati, coordinatore progetto Ucraina di Emergency-. Questo è il contesto in cui operiamo e continuiamo ad agire per portare aiuti umanitari alla popolazione ucraina, soprattutto sotto forma di servizi sanitari migliorati". 

Dopo quattro anni dall’invasione russa in Ucraina sono circa 13 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria, 9.2 milioni quelle senza un adeguato supporto sanitario e 9.6 milioni a rischio o già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico.

“Siamo esausti della situazione nel nostro Paese. Non ci sono abbastanza rifugi per la popolazione civile. Nelle aree rurali i servizi sanitari non sono disponibili. È in queste comunità che Emergency interviene, anche dal punto di vista della salute mentale. Le persone non riescono a riposare la notte, percepiscono la guerra come qualcosa di scontato. Il fronte è in movimento, con i progetti riusciamo ad adattare la risposta in varie località", ha raccontato Daria Rieznik, field officer Ucraina di Emergency. Svitlana Tertychna, field officer Ucraina di Emergency, ha aggiunto anche la sua testimonianza: “Dopo 4 anni di conflitto, gli ucraini si sentono molto soli. Stiamo tutti soffrendo, e invece di parlarne tra noi, si sceglie di isolarsi, di interrompere le connessioni. Ogni giorno qualcuno muore, qualcuno vede la propria casa distrutta, qualcuno deve radunare le sue cose e scappare. Ma sappiamo che qualcuno è lì per prendersi cura di noi, della nostra sofferenza". Attraverso la sua rete di cliniche che offrono assistenza sanitaria di base in due delle regioni più colpite dalla guerra, Donetsk e Kharkiv, Emergency osserva quotidianamente come il conflitto ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali.

Caffé: Nespresso professional, così evolve esperienza fuori casa

Roma, 7 set. - (Adnkronos) - Con circa 10 miliardi di tazzine consumate nel 2025 tra Ho.Re.Ca. e Office, il caffè continua a rappresentare uno dei rituali quotidiani più radicati nella vita degli italiani, evidenziando allo stesso tempo una profonda trasformazione nel settore del fuori casa. Le occasioni di consumo come la pausa mattina (+3,3%) e il pranzo (+3,0%), infatti, crescono più della media del mercato, confermando il ruolo centrale del caffè durante tutta la giornata e l'emergere di nuove modalità di consumo oltre i momenti tradizionali.In questa evoluzione - si spiega in una nota - Nespresso Professional guarda a un futuro in cui il caffè fuori casa è sempre meno legato al prodotto in sé e sempre più all'esperienza che è in grado di generare. Sempre più aziende, infatti, ricercano gli stessi elementi che caratterizzano le migliori esperienze di accoglienza, soprattutto in Italia, mercato chiave non solo per la rilevanza culturale del caffè, ma come contesto di sviluppo e sperimentazione di nuovi modelli.

In questo scenario, per Nespresso "l'Italia è un contesto privilegiato per osservare l'evoluzione dei comportamenti, sperimentare nuovi format e sviluppare modelli ed esperienze legate al caffè destinati a trovare applicazione anche in altri Paesi. In questa direzione si inserisce anche il Flagship Nespresso di Piazza Cordusio a Milano, che ospita il primo Nespresso Bar in Italia: uno spazio concepito non soltanto come luogo di vendita, ma come osservatorio dei nuovi rituali di consumo e laboratorio di sperimentazione dove testare format, servizi ed esperienze destinati a ispirare l'evoluzione della categoria nel nostro Paese e anche in altri mercati". La diffusione dei modelli di lavoro ibridi e il progressivo ritorno in presenza stanno poi spingendo molte aziende a ripensare il ruolo degli spazi lavorativi: così il segmento Office rappresenta una naturale estensione del consumo fuori casa e un'area sempre più rilevante per lo sviluppo della categoria. Da semplice servizio accessorio il caffé diventa uno dei principali touchpoint quotidiani dell'esperienza professionale, un momento di pausa e condivisione che contribuisce alla qualità percepita dell'ambiente di lavoro. Cresce l'attenzione verso qualità e varietà delle miscele e, nella scelta delle soluzioni per l'ufficio, assumono un ruolo sempre più centrale anche l'affidabilità del servizio e la rapidità dell'assistenza tecnica, affiancate da aspetti quali il design delle macchine e la qualità complessiva dell’esperienza.

"Il modo in cui le persone vivono il caffè sta evolvendo rapidamente, e questo cambiamento riguarda sempre più anche i contesti professionali", commenta Dario Sacco, Direttore Commerciale B2B di Nespresso Italiana. "Grazie alla nostra presenza trasversale nel mondo del fuori casa osserviamo ogni giorno l'evoluzione dei consumi e delle aspettative delle persone. Il nostro obiettivo non è semplicemente portare il caffè nei luoghi di lavoro e dell'ospitalità, ma contribuire a ridefinire il ruolo che il caffè può avere all'interno dell'esperienza professionale, attraverso modelli che uniscono qualità, servizio e semplicità operativa." In quest'ottica, Nespresso Professional sviluppa un modello basato su un ecosistema integrato che unisce canali digitali e relazione umana, con l’obiettivo di assicurare continuità del servizio e supporto lungo tutto il percorso del cliente. Da un lato, l'e-commerce rappresenta il punto di accesso privilegiato per aziende e professionisti, in linea con l'evoluzione dei comportamenti di acquisto digitali; dall'altro, il supporto del Customer Care e una rete commerciale dedicata sul territorio nazionale garantiscono continuità, prossimità e personalizzazione. Questo approccio si completa con servizi dedicati, dalla consulenza per gli ambienti di lavoro all'assistenza tecnica e ai processi di onboarding strutturati.

‘Reinova lancia Nexus, l’intelligenza artificiale che apprende dai test di laboratorio

Roma, 7 set. - (Adnkronos) - Reinova annuncia il lancio di Nexus, il progetto strategico con cui l’azienda evolve il proprio modello di testing, validazione e ingegneria verso una piattaforma AI-native, capace di trasformare dati sperimentali, competenze tecniche e infrastrutture di prova in conoscenza industriale riutilizzabile. Nexus nasce per portare il testing oltre la singola campagna di prova, trasformandolo in un ecosistema data-driven in cui test fisici, dati industriali, modelli predittivi, digital twin, AI Agent, requisiti tecnici, compliance ed evidenze di validazione concorrono ad accelerare lo sviluppo di prodotti e sistemi complessi.

La piattaforma - concepita come un ecosistema collaborativo, aperto a contributi esterni - è pensata per rispondere alla crescente complessità dei prodotti elettrificati, software-defined, connessi e regolati, riducendo la frammentazione tra progettazione, simulazione, test, validazione e rilascio. Nexus potrà trovare applicazione in diversi ambiti industriali ad alta intensità tecnologica, a partire da automotive, mobilità elettrica, applicazioni marine, sistemi industriali e Bess, Battery Energy Storage Systems.

A differenza dei modelli AI generalisti, Nexus si fonda su dataset sperimentali misurati, validati e pesati da competenze tecniche specialistiche. La piattaforma apprende da dati fisici reali, generati in laboratorio e interpretati da ingegneri, tecnici e specialisti di dominio.

Nexus integra digital twin, machine learning e modelli generativi applicati all’ingegneria, con l’obiettivo di creare AI Agent specializzati, capaci di supportare lo sviluppo di soluzioni hardware, software e algoritmiche. Il sistema potrà aiutare a individuare le evidenze già disponibili, evidenziare eventuali gap di validazione, suggerire i test realmente necessari e supportare le decisioni di sviluppo e release. Questo approccio consente di accelerare i cicli di sviluppo, ridurre i tempi di analisi, ottimizzare l’utilizzo dei banchi prova, diminuire il numero di prototipi fisici necessari e migliorare la tracciabilità delle decisioni tecniche e di compliance.

La piattaforma è già stata applicata in progetti pilota ad alta complessità tecnologica. Tra questi, Reinova ha sviluppato per un cliente leader europeo una delle prime batterie multichemistry al mondo, completando il progetto in tempi fortemente ridotti rispetto ai cicli di sviluppo tradizionali.

"Con Nexus vogliamo portare il testing oltre la validazione tradizionale, trasformandolo in una fonte continua di conoscenza industriale. Non parliamo di un’intelligenza artificiale generica, ma di un modello costruito su dati fisici, misurati e validati da competenze ingegneristiche" dichiara Giuseppe Corcione, Founder e CEO di Reinova. «L’obiettivo non è sostituire il lavoro delle persone, ma aumentarne il valore. Nexus consente di automatizzare le attività più ripetitive di analisi, correlazione e classificazione dei dati, permettendo a ingegneri e tecnici di concentrarsi su ciò che conta davvero: progettazione, sviluppo, processo, supervisione tecnica e decisioni a maggiore impatto. In questo modo l’intelligenza artificiale diventa uno strumento per migliorare la qualità del lavoro, accelerare i tempi di sviluppo e rendere più competitiva l’industria europea. Nexus è la nostra visione per rendere più veloce, tracciabile e sostenibile lo sviluppo di sistemi complessi».

Farmaceutica, Gregis (Bayer): "Ricerca scientifica in calo di 10 punti in 10 anni”

Cernobbio, 7 set. (Adnkronos Salute) - "L'Europa corre il rischio di essere considerata solo un mercato e di non essere protagonista. Questo è evitabile. Se guardiamo le eccellenze europee in ambito scientifico, sono straordinarie: abbiamo ricerca clinica di primo livello, capitale umano, università, capacità produttiva. Il problema è come tradurre questa eccellenza scientifica in un impatto rapido nella vita delle persone. I dati parlano chiaro se guardiamo la ricerca scientifica in Europa negli ultimi dieci anni ha perso punti: siamo passati da un 23% a un 13% e vediamo che allo stesso tempo la Cina è aumentata al 18%. Ciò significa che i pazienti non hanno accesso alle nuove ricerche e che i ricercatori stessi non possono contribuire alla prossima generazione di terapie". Così Arianna Gregis, amministratore delegato Bayer Italia, intervenendo alla 52esima edizione del Forum 'Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive', organizzato da Teha Group che si è svolto dal 4 al 6 settembre a Villa d’Este a Cernobbio. 

"Abbiamo bisogno di puntare sul settore del Life science e sull'innovazione  - ha detto - per continuare a rinforzare un ecosistema virtuoso, che passa dalla capacità di fare ricerca e sviluppo, ma anche produzione e accesso rapido, equo e sostenibile per i pazienti". L’innovazione è quindi un tema chiave: "quando ne parliamo non basta pensare a farmaci che vengono scoperti e autorizzati, abbiamo bisogno che questa innovazione raggiunga i pazienti e la vita delle persone - ha sottolineato Gregis -  Dall’ultimo report Efpia (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations) emerge che, ad oggi, solo il 45% dell'innovazione raggiunge i pazienti in Europa e il tempo medio per questo accesso può arrivare a una media di 597 giorni". "Questo  è un dato che ci preoccupa perché abbiamo bisogno di poter offrire soluzioni innovative per migliorare la vita delle persone in modo sostenibile ed equo. L’invito che facciamo, pertanto, è di poter collaborare con istituzioni, con associazioni, con società scientifiche e tutti gli interlocutori che vogliono far costruire un ecosistema della salute innovativo" ha aggiunto.

Innovazione significa anche intelligenza artificiale che "offre una grande sfida e una grande opportunità. La sfida è ridurre i tempi per produrre innovazione. Per scoprire un farmaco e metterlo a disposizione delle persone ci vogliono dai 10 ai 15 anni, ma ciò che è più eclatante è che più del 90% dei tentativi falliscono. In questo contesto, l'intelligenza artificiale può essere una grande soluzione che permette di accelerare i tempi di scoperta di nuovi target, di nuove terapie". "Come Bayer abbiamo colto questa sfida con l'impegno di aprirci a collaborazioni. Stiamo collaborando, infatti, con i grandi della tecnologia, come Google Cloud e Recursion per poter accorciare e comprimere i tempi di scoperta delle nuove molecole. La nostra ambizione è ridurre del 40% questi tempi entro il 2030. Ciò significa non solo riuscire a portare innovazione in modo più tempestivo, ma avere sempre più soluzioni terapeutiche che accompagnano la vita delle persone per offrire più speranza e cura a malattie che ancora oggi sono incurabili" ha poi concluso.

Milano, Ffm presenta nuovo hotel: investimento da 66 mln per torre da 90 metri

Milano, 7 set.(Adnkronos) - Una torre di 90 metri e 23 piani, con un investimento da 66 milioni di euro per Fondazione Fiera Milano. È l’Hotel Scarampo, in fase di costruzione a Milano e destinato a ospitare una struttura di Una Italian Hospitality con 173 camere. La struttura sarà pronta nel 2027.

Oggi alla visita al cantiere erano presenti Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, Michele De Lucchi, founder di Amdl Circle, Angelo Majocchi, presidente di Nessi&Majocchi, e Giorgio Marchegiani, amministratore delegato di Una Italian Hospitality. "È una Milano che cresce sempre di più, cresce in altezza, cresce in sviluppo urbanistico. Questo nuovo edificio avrà un'altezza di 90 metri, 23 piani, un investimento per Fondazione Fiera Milano di 66 milioni di euro", ha dichiarato Bozzetti a margine della visita al cantiere per la realizzazione dell’Hotel Scarampo a Milano.

"Avrà una grande tribuna che guarderà la fiera e riuscirà a coniugare tre eccellenze di Milano: la moda, perché la forma delle facciate ricorda il plissé della moda; l’arte, perché a piano terreno ci sarà una camminata, un percorso pedonale di arte; e poi anche l’economia, visto che il proprietario è Fondazione Fiera Milano e tutto l’edificio guarda verso il MiCo, il centro congressi", ha spiegato Bozzetti.

Tumori toracici rari, al via staffetta cicliclistica di Bms per raccolta fondi

Roma, 7 set. (Adnkronos Salute) - Diciotto giorni in bicicletta per percorrere 2.200 chilometri da Monaco (Germania) a Uxbridge (Regno Unito), a sostegno dei pazienti oncologici. Riparte la 'Country 2 Country 4 Cancer' (C2C4C), staffetta ciclistica promossa da Bristol Myers Squibb per raccogliere fondi a favore di organizzazioni che aderiscono alla Union for international cancer control, Uicc. L’iniziativa - informa una nota - coinvolge quest’anno oltre 95 dipendenti dell’azienda in Europa. Dal 7 al 9 settembre, il team italiano 'AzzurrInSella' pedalerà oltre 300 km insieme al team svizzero, percorrendo la tappa da Boudry (Svizzera) a Nimes (Francia). 

"La Country 2 Country 4 Cancer rappresenta da anni una tradizione per Bristol Myers Squibb e testimonia in modo concreto il nostro impegno verso i pazienti oncologici - afferma Regina Vasiliou, Vice President e General Manager di Bristol Myers Squibb Italia”. Quest’anno la raccolta fondi supporterà il progetto Help-Line di Tutor - Associazione Tumori toracici rari Aps Ets, un servizio telefonico dedicato che ha l’obiettivo di offrire consulenze multidisciplinari con specialisti esperti. È un’iniziativa che nasce per essere un punto di riferimento per i pazienti con tumori del timo e mesotelioma e per i loro caregiver in un momento della vita spesso segnato da fragilità, incertezza e bisogno di vicinanza". 

"Grazie a Bristol Myers Squibb e a tutti i rider della Country 2 Country 4 Cancer per aver scelto di pedalare per persone che spesso affrontano un percorso difficile e poco conosciuto. Ogni chilometro percorso è un gesto concreto di vicinanza e un messaggio importante: non siete soli - dichiara Laura Abate - Daga, Presidente di Associazione tumori toracici rari Aps Ets, Tutor -. Quando arriva una diagnosi di tumore toracico raro, insieme alla paura arrivano tante domande: a chi chiedere aiuto? Dove trovare informazioni affidabili? Come affrontare i cambiamenti nella vita di tutti i giorni? Help-Line nasce per dare una risposta a questi bisogni, offrendo ascolto, orientamento e supporto ai pazienti con tumori del timo e mesotelioma e alle loro famiglie. Non sostituisce le cure mediche, ma cammina accanto alle persone, aiutandole ad affrontare anche ciò che spesso rimane in secondo piano: le paure, le difficoltà quotidiane e il bisogno di sentirsi accompagnati". 

"Grazie al lavoro del Case Manager e al supporto di una rete di specialisti -psico-oncologo, fisioterapista, esperto di riequilibrio posturale, dietista, terapista occupazionale e consulente di patronato - aggiunge Abate Daga - Help-Line vuole rendere il percorso più leggero e contribuire a migliorare la qualità di vita di pazienti e caregiver. Siamo profondamente grati a Bristol Myers Squibb e ad ‘AzzurriInSella’ perché, con la loro energia e il loro impegno, stanno dando voce a una comunità di persone con un tumore raro che ha bisogno di essere vista, ascoltata e sostenuta”.

Nata nel 2014 negli Stati Uniti, la C2C4C - riporta la nota - è diventata negli anni una tradizione globale per Bristol Myers Squibb, coinvolgendo anche Europa, Giappone e America Latina. Dal suo esordio, ha permesso di donare oltre 21 milioni di dollari a livello mondiale, di cui più di 4,3 milioni solo in Europa dal 2016. I rider non sono ciclisti professionisti ma dipendenti dell’azienda ispirati da una motivazione personale: c’è chi pedala in memoria di una persona cara, chi lo fa per chi sta ancora affrontando il percorso di cura e chi ha vissuto la malattia in prima persona.

"La Country 2 Country 4 Cancer è un esempio concreto di come le persone di Bristol Myers Squibb scelgano di mettere tempo, energia e passione al servizio dei pazienti. I chilometri percorsi contribuiscono a sostenere un progetto che può fare la differenza nella vita di chi affronta una malattia oncologica. È questo spirito di partecipazione e responsabilità che, anno dopo anno, continua a rendere speciale questa iniziativa", conclude Regina Vasiliou.

Tumori toracici rari, al via staffetta ciclistica di Bms per raccolta fondi

Roma, 7 set. (Adnkronos Salute) - Diciotto giorni in bicicletta per percorrere 2.200 chilometri da Monaco (Germania) a Uxbridge (Regno Unito), a sostegno dei pazienti oncologici. Riparte la 'Country 2 Country 4 Cancer' (C2C4C), staffetta ciclistica promossa da Bristol Myers Squibb per raccogliere fondi a favore di organizzazioni che aderiscono alla Union for international cancer control, Uicc. L’iniziativa - informa una nota - coinvolge quest’anno oltre 95 dipendenti dell’azienda in Europa. Dal 7 al 9 settembre, il team italiano 'AzzurrInSella' pedalerà oltre 300 km insieme al team svizzero, percorrendo la tappa da Boudry (Svizzera) a Nimes (Francia). 

"La Country 2 Country 4 Cancer rappresenta da anni una tradizione per Bristol Myers Squibb e testimonia in modo concreto il nostro impegno verso i pazienti oncologici - afferma Regina Vasiliou, Vice President e General Manager di Bristol Myers Squibb Italia -. Quest’anno la raccolta fondi supporterà il progetto Help-Line di Tutor - Associazione Tumori toracici rari Aps Ets, un servizio telefonico dedicato che ha l’obiettivo di offrire consulenze multidisciplinari con specialisti esperti. È un’iniziativa che nasce per essere un punto di riferimento per i pazienti con tumori del timo e mesotelioma e per i loro caregiver in un momento della vita spesso segnato da fragilità, incertezza e bisogno di vicinanza". 

"Grazie a Bristol Myers Squibb e a tutti i rider della Country 2 Country 4 Cancer per aver scelto di pedalare per persone che spesso affrontano un percorso difficile e poco conosciuto. Ogni chilometro percorso è un gesto concreto di vicinanza e un messaggio importante: non siete soli - dichiara Laura Abate-Daga, Presidente di Associazione tumori toracici rari Aps Ets, Tutor -. Quando arriva una diagnosi di tumore toracico raro, insieme alla paura arrivano tante domande: a chi chiedere aiuto? Dove trovare informazioni affidabili? Come affrontare i cambiamenti nella vita di tutti i giorni? Help-Line nasce per dare una risposta a questi bisogni, offrendo ascolto, orientamento e supporto ai pazienti con tumori del timo e mesotelioma e alle loro famiglie. Non sostituisce le cure mediche, ma cammina accanto alle persone, aiutandole ad affrontare anche ciò che spesso rimane in secondo piano: le paure, le difficoltà quotidiane e il bisogno di sentirsi accompagnati”.

"Grazie al lavoro del Case Manager e al supporto di una rete di specialisti - psico-oncologo, fisioterapista, esperto di riequilibrio posturale, dietista, terapista occupazionale e consulente di patronato - aggiunge Abate Daga - Help-Line vuole rendere il percorso più leggero e contribuire a migliorare la qualità di vita di pazienti e caregiver. Siamo profondamente grati a Bristol Myers Squibb e ad ‘AzzurriInSella’ perché, con la loro energia e il loro impegno, stanno dando voce a una comunità di persone con un tumore raro che ha bisogno di essere vista, ascoltata e sostenuta”.

Nata nel 2014 negli Stati Uniti, la C2C4C - riporta la nota - è diventata negli anni una tradizione globale per Bristol Myers Squibb, coinvolgendo anche Europa, Giappone e America Latina. Dal suo esordio, ha permesso di donare oltre 21 milioni di dollari a livello mondiale, di cui più di 4,3 milioni solo in Europa dal 2016. I rider non sono ciclisti professionisti ma dipendenti dell’azienda ispirati da una motivazione personale: c’è chi pedala in memoria di una persona cara, chi lo fa per chi sta ancora affrontando il percorso di cura e chi ha vissuto la malattia in prima persona.

"La Country 2 Country 4 Cancer è un esempio concreto di come le persone di Bristol Myers Squibb scelgano di mettere tempo, energia e passione al servizio dei pazienti. I chilometri percorsi contribuiscono a sostenere un progetto che può fare la differenza nella vita di chi affronta una malattia oncologica. È questo spirito di partecipazione e responsabilità che, anno dopo anno, continua a rendere speciale questa iniziativa", conclude Regina Vasiliou.

Afghanistan, Emergency: con costi trasporto e medicine, carenza dottoresse a rischio vita mamme e bambini

Roma, 7 set. - (Adnkronos) - A cinque anni dal ritiro delle forze internazionali e dal ritorno al potere dei talebani, le donne in Afghanistan continuano a incontrare ostacoli nell’accesso alle cure durante gravidanza, parto e periodo postnatale. Costi di trasporto e medicine, carenza di personale sanitario femminile, servizi insufficienti e restrizioni ai diritti delle donne compromettono la salute di madri e neonati e contribuiscono a mantenere il tasso di mortalità materna tra i più alti della regione. È quanto emerge da 'Nascere sicuri, cure affidabili: il report di Emergency sulla maternità in Afghanistan', presentato ieri in chiusura del Festival della ong di Reggio Emilia. Il rapporto analizza le principali barriere che impediscono alle donne afgane di accedere a cure adeguate durante la gravidanza, il parto e il periodo postnatale, attraverso dati raccolti nelle strutture di Emergency, questionari rivolti al personale sanitario di 32 strutture pubbliche afgane e gruppi di discussione nelle comunità locali. Nel Paese, dove 21,9 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria e 14,4 milioni hanno bisogno di cure sanitarie, sono soprattutto donne e bambini a pagare il prezzo della crescente crisi economica e umanitaria. Il drastico calo dei finanziamenti internazionali, le tensioni regionali, i disastri naturali e la sistematica limitazione dei diritti delle donne stanno aggravando ulteriormente una situazione già critica.

Presente in Afghanistan dal 1999, Emergency osserva da vicino queste difficoltà soprattutto nel Centro di maternità di Anabah, nella valle del Panshir, e nelle cliniche di cure primarie presenti in 5 province afgane, dove assiste gratuitamente donne e bambini. Qui le storie delle pazienti e del personale sanitario raccontano concretamente le barriere che le donne incontrano quotidianamente nell’accesso alle cure nella sfera della maternità. Secondo il rapporto appena pubblicato le barriere economiche rappresentano uno dei principali deterrenti alla ricerca di cure da parte delle donne e delle loro famiglie. “Anche quando i servizi dovrebbero essere gratuiti - ha spiegato dal palco del Festival di Reggio Emilia Francesca Bocchini, coordinatrice ufficio advocacy Emergency - i costi che le famiglie devono affrontare per esami e servizi specialistici sono molto alti poiché è necessario rivolgersi a strutture private”. Ad esempio, l’ecografia non è disponibile in nessuna clinica di base esaminata, mentre terapie intensive, banche del sangue e diagnostica avanzata sono concentrati in poche strutture che per questa ragione risultano sovraffollate. Degli ospedali analizzati, diversi si trovano spesso a dover accogliere due o tre pazienti per letto nei reparti di degenza.

Così, in 17 su 18 strutture primarie analizzate, le donne non accedono ai servizi o li raggiungono troppo tardi perché le famiglie non possono permettersi costi di medicine e trasporti. Anche questi ultimi sono infatti troppo dispendiosi, o inaccessibili nelle aree remote in cui le pazienti vivono. Le ambulanze sono disponibili solo in un terzo delle strutture analizzate: l’assenza di ambulanze attive 24/7 e adeguatamente equipaggiate risulta spesso fatale perché le famiglie devono provvedere autonomamente. “Nel nostro distretto le strade sono molto impervie e non esistono mezzi di trasporto adeguati - spiega un partecipante al gruppo di discussione in Helmand -. Quando una donna deve partorire, viene prima sistemata in un cesto di fortuna, poi trasportata da diverse persone sulle spalle e, in seguito, il cesto viene caricato su un asino per proseguire il viaggio. Molte volte muoiono durante questo viaggio”. Un altro ostacolo, tra gli effetti più gravi delle restrizioni imposte negli ultimi cinque anni alle donne, è la crescente carenza di personale sanitario femminile. Nelle 18 strutture sanitarie primarie analizzate al di fuori della rete Emergency, soltanto una dispone della presenza di una dottoressa. “Il divieto di accesso all’università e alla specializzazione limita infatti la possibilità di formare nuove ginecologhe e specialiste - ha proseguito Bocchini - con conseguenze dirette sulla qualità delle cure posto che per prassi culturale le donne vengono preferibilmente curate da donne. In molti casi sono quindi le ostetriche devono gestire le complicanze e le procedure d’emergenza senza poter contare sul supporto di specialisti”. 

L’anello più debole lungo il percorso di cura materna e neonatale è il periodo postnatale: sia nelle strutture sanitarie primarie che in quelle ospedaliere analizzate la dimissione entro sei ore dal parto - e non dopo le raccomandate 24 - è una pratica diffusa in 25 delle 28 strutture analizzate, e, nonostante la familiarità con le pratiche di base per la cura del neonato, la consapevolezza della comunità riguardo alla necessità di controlli postnatali rimane limitata, lasciando una grave lacuna nelle conoscenze sulla salute post-parto sia per le madri che per i neonati. “Nella società afgana - racconta poi una delle ginecologhe afgane del Centro di maternità di Emergency ad Anabah - non si sceglie autonomamente se recarsi in ospedale per una visita, ma ci si consulta con la famiglia, con la comunità, bilanciando esigenze logistiche ed economiche con esperienze passate, norme e prassi culturali. Anche durante la gravidanza la consapevolezza dell’importanza delle visite di controllo è molto limitata e questo può portare a una mancata identificazione di complicanze o fattori di rischio con gravi conseguenze per la salute della mamma e del neonato”. Lo dimostra ad esempio l’aumento del 45% dei ricoveri in terapia sub-intensiva al Centro di Maternità di Emergency nell’arco di cinque anni.

Nonostante i membri della comunità abbiano raccontato di un cambiamento intergenerazionale, con un maggiore ricorso al parto nelle strutture sanitarie per una maggiore sicurezza, i dati raccolti da Emergency evidenziano ancora un accesso tardivo all’assistenza prenatale: il 54% delle donne si presenta alle visite soltanto nel secondo o nel terzo trimestre di gravidanza e appena l’11% completa le quattro visite raccomandate. “Quando sono rimasta incinta per la prima volta- racconta una partecipante al gruppo di discussione di Kabul -, non ero consapevole dell’importanza di un’adeguata assistenza medica, né immaginavo che potessero insorgere gravi complicazioni. Non mi sono recata da un medico e nemmeno la mia famiglia ha compreso l’importanza di accompagnarmi alle visite di controllo. A causa di questa mancanza di consapevolezza e di cure tempestive, ho perso la mia bambina”. Sia donne che uomini intervistati durante la ricerca hanno sottolineato poi in visite e ricoveri nelle strutture pubbliche la mancanza di una comunicazione diretta, di supporto emotivo e psicologico, e di un trattamento rispettoso sottolineando come quindi anche la sfera più emozionale della cura rappresenti un tassello fondamentale per garantire alle donne un accesso pieno e dignitoso al diritto alla salute. 

“Il report dimostra che le difficoltà di accesso alle cure materne e neonatali non dipendono da un singolo fattore, ma dall’interazione di ostacoli economici, geografici, sociali e culturali che colpiscono in modo particolare le donne - ha concluso Bocchini -. L’esperienza di Emergency dimostra che, anche nei contesti umanitari più difficili, è possibile ridurre queste barriere attraverso un modello integrato che garantisca continuità assistenziale, rafforzi l’assistenza primaria e assicuri percorsi di riferimento efficaci verso i livelli di cura più avanzati. Per questo chiediamo che la comunità internazionale non abbandoni l’Afghanistan, che alle donne vengano restituiti il diritto allo studio e al lavoro e che si investa nella formazione del personale sanitario e nel rafforzamento del sistema sanitario afgano attraversi aiuti a lungo termine”. Emergency è presente in Afghanistan con il Centro chirurgico per vittime di guerra di Kabul, il Centro chirurgico per vittime di guerra di Lashkar-gah (Helmand), il Centro chirurgico, il Centro pediatrico e il Centro di maternità di Anabah (valle del Panshir) e una rete di oltre 30 Posti di primo soccorso (FAP) e di Centri sanitari di base (PHC). Lo staff delle sue strutture è composto per il 20% da donne afgane di cui 76 sono ostetriche e 23 sono specialiste e specializzande in ginecologia e ostetricia. Dal 1999 ha curato oltre 8,5 milioni di persone in un Paese che oggi conta più di 48 milioni di abitanti. Dalla sua apertura nel 2003 il Centro di maternità di Anabah ha visto nascere oltre 100mila bambini.

Innovazione nella robotica domestica, le novità firmate Ecovacs Robotics a IFA 2026

(Tecnologia) - In occasione della fiera tecnologica IFA 2026 a Berlino, le nuove soluzioni per la robotica di servizio evidenziano una progressiva evoluzione verso l'automazione integrata degli spazi domestici e aziendali. Un recente report pubblicato da Forbes China e presentato in occasione del keynote ha confermato il posizionamento di Ecovacs Robotics tra i principali attori del settore a livello globale, evidenziandone la diffusione in circa 38 milioni di famiglie distribuite in quasi 180 mercati. L'azienda ha progressivamente esteso la propria capacità produttiva e di ricerca e sviluppo dai tradizionali dispositivi per la pulizia dei pavimenti a sistemi dedicati alle superfici vetrate, alle piscine e alla cura dei tappeti erbosi.

Graham Earnshaw, Chief Strategy Officer Forbes China Group illustra il report di Forbes China sul mercato globale della robotica per la casa

Riguardo alle prospettive di sviluppo del comparto, David Qian, CEO di Ecovacs Robotics, ha dichiarato: "Il futuro della robotica domestica non è semplicemente offrire nuove soluzioni, ma rendere la vita quotidiana più semplice, lasciando alle persone più tempo per ciò che conta davvero. Facendo leva su circa l’80% delle nostre tecnologie di base e adattando il restante 20% alle esigenze specifiche di ogni ambiente, possiamo portare la robotica dai pavimenti e dalle finestre fino alla cura del prato e alla pulizia delle piscine. Il nostro obiettivo è continuare a rendere la robotica sempre più intelligente, autonoma e accessibile, portando soluzioni capaci di creare valore concreto nella vita quotidiana di un numero crescente di persone.”

Questa visione ha trovato concreta attuazione nelle numerose novità presentate sullo stand berlinese, a partire dalla nuova generazione di robot aspirapolvere della serie DEEBOT (X12S, T90 MAX e T90S), accreditati di potenze d'aspirazione comprese tra i 10.000 e i 40.000 Pa, sistemi di lavaggio a rulli pressurizzati con copertura estesa per i bordi e stazioni di svuotamento automatico senza sacchetto pensate per abbattere i costi di manutenzione nel lungo periodo, affiancati dal modello ultracompatto DEEBOT MINI 2. 

Installazione promozionale della serie WINBOT a Potsdamer Platz - Berlino

L'ecosistema si estende poi alle superfici verticali con la serie WINBOT W2S PRO, dotata di sistemi di nebulizzazione e stazioni multifunzione con batteria integrata per un funzionamento senza cavi per la pulizia delle finestre, fino al debutto nelle soluzioni outdoor rappresentato dai robot per piscina della linea ULTRAMARINE, equipaggiati con sensori LiDAR subacquei per la mappatura tridimensionale delle vasche, e dai robot tagliaerba della serie GOAT, sviluppati per la gestione autonoma di manti erbosi di ogni metratura fino a 10.000 metri quadri.

A margine delle innovazioni svelate in fiera, Andrea Civitelli, Head of Sales Western Europe di ECOVACS Robotics, ha tracciato il bilancio delle performance nel nostro Paese, evidenziando il trend di forte espansione in ogni segmento: "La nostra leadership globale la possiamo chiaramente vedere in tutte le categorie nel mercato italiano. Stiamo crescendo notevolmente nel settore dei robotic vacuum cleaners, dove stiamo raddoppiando sia il numero di pezzi che il fatturato.”

Civitelli ha poi sottolineato come il successo del brand passi dalla capacità di andare oltre i classici robot per pavimenti, introducendo soluzioni uniche per l'ambiente indoor e outdoor: "Molto importanti per noi sono le nuove categorie oltre ai robot aspirapolvere: la categoria dei window cleaners con i nostri Winbot, sostanzialmente creata da Ecovacs e che sta crescendo a tripla cifra nel mercato italiano, i robot rasaerba e gli ultimi arrivati, la linea Ultramarine per le piscine. Tutti questi prodotti danno un contributo fondamentale al rafforzamento della nostra leadership globale nei robot domestici.”

Per sostenere questo importante ritmo di crescita, Ecovacs punta su una presenza capillare e su un modello flessibile che abbraccia sia il canale fisico sia l'e-commerce. L'obiettivo dell'azienda è infatti quello di presidiare ogni potenziale punto di contatto con il consumatore, spaziando dall'online al retail tradizionale, attraverso una strategia che combina la gestione diretta a una solida rete di distributori partner. Una formula commerciale dinamica, modulata in base alle specifiche caratteristiche di ciascun prodotto per ottimizzare la penetrazione di mercato e massimizzare i risultati.

Andrea Civitelli, Head of Sales Western Europe Ecovacs Robotics

Uno dei pilastri della vision dell'azienda è la capacità di rendere accessibile la tecnologia d'avanguardia a fasce di pubblico sempre più ampie, trasferendo rapidamente le soluzioni più evolute sui prodotti destinati al grande pubblico. "Il fatto di riuscire a democratizzare il prodotto Ecovacs è un grande plus per il consumatore italiano, a cui permettiamo di avere accesso a tecnologie molto avanzate per la pulizia", continua Andrea Civitelli. "Mettiamo le ultime novità R&D sui prodotti top di gamma e poi, man mano che queste tecnologie vengono ammortizzate nel tempo, le installiamo anche sui prodotti di fascia media o medio-bassa.”

L'introduzione di nuovi prodotti richiede una pianificazione attenta e una sinergia costante con la rete di vendita, specialmente in vista dei picchi stagionali di acquisto. In quest'ottica, la strategia commerciale punta a stimolare l'interesse dei consumatori fin dalle prime fasi di lancio attraverso incentivi dedicati. Un approccio che si concretizza in un calendario promozionale articolato lungo tutto l'arco dell'anno, sviluppato in stretta collaborazione tra brand e grande distribuzione, pur confermando nel periodo del Black Friday il vero baricentro delle vendite, con un mese di novembre ormai consolidato come momento chiave per l'intero mercato.

Il riscontro da parte della rete di vendita verso la strategia di differenziazione dell'offerta, riporta il colosso della tecnologia robotica cinese, si sta rivelando estremamente positivo, soprattutto perché consente di superare le logiche di una pura competizione ribassista sui prezzi. I rivenditori mostrano infatti un forte interesse verso l'espansione in nuove categorie merceologiche ad alto potenziale di crescita, accogliendo favorevolmente la capacità di Ecovacs di apripista in segmenti emergenti nei quali vanta già una consolidata leadership a livello globale.

L'ampliamento della gamma verso l'outdoor ha spinto l'azienda ad adeguare tempestivamente le proprie strutture di supporto per garantire la massima soddisfazione del cliente finale. "L'introduzione di categorie differenti dall'indoor all'outdoor comporta chiaramente una gestione più complicata del post-vendita. Conclude Andrea Civitelli, Head of Sales Western Europe Ecovacs Robotics. "Come azienda abbiamo pensato, prima ancora di lanciare i prodotti, di rinforzare il nostro team di assistenza post-vendita per rispondere all'aumento delle richieste e gestirne le specificità: vendere un robot per piscina o un tosaerba comporta esigenze diverse rispetto a un robot per pavimenti. C'è stato quindi un investimento preventivo per rafforzare tutto il servizio di assistenza e post-vendita.”


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