18:43:43 MONDRAGONE. Mentre i termometri non danno tregua, il Comune di Mondragone ha ufficialmente chiesto alla Regione Campania di rimandare l’inizio della scuola. Una richiesta che suona quasi come un atto di resa: gli edifici scolastici non sono in grado di garantire condizioni dignitose a studenti e personale.
Nella nota inviata il 2 settembre al presidente Roberto Fico, firmata dal sindaco Francesco Lavanga e dall’assessore Concetta Sgambato, l’amministrazione non usa mezzi termini. Temperature elevatissime e umidità soffocante stanno trasformando le aule in luoghi invivibili. Edifici costruiti decenni fa, quando nessuno immaginava estati di questo tipo, oggi si rivelano completamente inadeguati. Il risultato? «Condizioni fisiologiche disagiate» e rischi concreti per la salute di ragazzi, docenti e personale Ata.
Mondragone non si limita a chiedere uno slittamento del calendario scolastico. Sollecita anche un piano straordinario di finanziamenti per installare climatizzatori e adeguare termicamente le strutture. Una richiesta che mette a nudo, ancora una volta, il ritardo strutturale della scuola pubblica casertana di fronte a un’emergenza climatica ormai annunciata da anni.
Ancora più sconcertante è il paradosso denunciato dall’associazione IDEA-PS. In provincia di Caserta ci sono famiglie disposte a fare collette per comprare i condizionatori di tasca propria. Un gesto di responsabilità che si scontra, però, con un muro di inefficienze e passaggi burocratici.Acquistare le macchine non basta. La donazione deve essere formalmente accettata, gli apparecchi diventano patrimonio della scuola e, soprattutto, gli impianti elettrici di tanti plessi datati non reggono il carico. Per farli funzionare servirebbero interventi costosi e tempi lunghi, con autorizzazioni che coinvolgono Comuni e Province. Il risultato è surreale: i genitori mettono i soldi, ma i climatizzatori restano spenti o, peggio, non possono nemmeno essere installati.
Mentre le aule superano regolarmente i 30 gradi a giugno e a settembre, la macchina pubblica continua a muoversi con la lentezza di sempre. L’adeguamento energetico e il potenziamento degli impianti elettrici restano interventi prioritari solo sulla carta. Nella realtà, si preferisce scaricare sulle famiglie il peso di un’emergenza che le istituzioni avrebbero dovuto affrontare per tempo.




