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Germania: barometro Ifo segnala balzo fiducia imprese ad agosto

Roma, 25 ago. - (Adnkronos) - E' stato superiore alle attese il balzo dell'indice di fiducia delle imprese tedesche che ad agosto ha raggiunto il livello più alto in un anno grazie al rinnovato ottimismo sulle prospettive economiche, nonostante la guerra in Medio Oriente. E' quanto emerge dall'indagine sul clima nelle imprese dell'Istituto Ifo, un indicatore, attentamente monitorato dal mondo imprenditoriale, salito a 88,8 punti, 2,1 in più rispetto a luglio.

In generale le aziende si sono dichiarate più soddisfatte della loro situazione attuale e hanno rivisto significativamente al rialzo le proprie aspettative mentre l'incertezza ha continuato a diminuire. Nonostante un ulteriore aumento dei prezzi dell'energia, secondo quanto emerge dall'indagine, l'economia tedesca è in ripresa. In particolare, nel settore manifatturiero, l'indice è salito notevolmente con i manager che hanno valutato le condizioni di mercato attuali come significativamente migliori. Anche le aspettative sono state caratterizzate da un minore scetticismo. Le aziende prevedono un aumento della produzione nei prossimi tre mesi. Invece persiste una insoddisfazione per la situazione degli ordini.

Anche nel settore dei servizi, il sentiment è migliorat con aspettative più ottimistiche. Ma se i fornitori di servizi IT si sono mostrati più fiduciosi riguardo al loro sviluppo futuro, la situazione nel settore dei trasporti e della logistica rimane difficile. Nel commercio, i rivenditori hanno espresso maggiore soddisfazione per le condizioni di mercato attuali con un miglioramento significativo nel commercio all'ingrosso. Infine nel settore delle costruzioni, la situazione viene considerata peggiore rispetto al passato ma le aspettative sono notevolmente meno pessimistiche.

Poste Italiane amplia la rete Postamat, 431 nuove installazioni in primo semestre 2026

Roma, 25 ago. - (Adnkronos) -  Nei primi sei mesi del 2026 Poste Italiane ha installato 431 nuovi sportelli automatici Atm Postamat, portando il totale a 9.668 su tutto il territorio nazionale. Gli Atm Postamat, operativi 24 ore su 24, offrono la possibilità di accedere a diverse operazioni, dalla consultazione di saldo e movimenti alle ricariche telefoniche e di carte Postepay, dal pagamento di bollettini al ritiro del contante anche senza avere con sé la carta fisica con l’App Poste Italiane. Un'espansione, dunque, che "contribuisce a compensare la progressiva desertificazione bancaria del Paese", sottolinea Poste Italiane in una nota. Secondo le ultime rilevazioni della Banca d’Italia sul Sistema dei pagamenti, gli Atm degli istituti di credito sono infatti diminuiti dagli oltre 40mila del 2018 a poco più di 36mila nel 2025. Inoltre le banche hanno chiuso, nello stesso periodo, quasi un quarto delle filiali, mentre Poste Italiane ha mantenuto pressoché stabile la propria rete, preservando la presenza anche nei territori meno serviti.

Oggi Poste Italiane si caratterizza come l'unica infrastruttura fisica nazionale che continua a garantire un presidio capillare di servizi finanziari, postali e della Pubblica Amministrazione, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli Comuni. Dal 2018 il numero dei Postamat è aumentato di 2.386 unità. Una crescita dei presidi che sfiora il 33% e sono ormai ben cinque le Regioni in cui il numero degli sportelli di Poste Italiane supera quello dell’intero sistema bancario: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Valle d’Aosta. Una scelta precisa, quella di mantenere la capillarità sul territorio, rafforzata anche dal Progetto Polis, che coinvolge quasi 7.000 uffici postali con meno di 15mila abitanti con l’obiettivo di trasformarli in avamposti della Pubblica Amministrazione, coniugando così digitalizzazione, inclusione sociale e lotta allo spopolamento dei piccoli centri. Il progetto è finanziato per 800 milioni con risorse provenienti dal piano complementare al PNRR e per oltre 400 milioni da Poste Italiane.

Calcio: Nazionale, in vendita i biglietti per Italia-Turchia di Nations League

Milano, 25 ago. (Adnkronos) - Sono in vendita i biglietti per Italia-Turchia, secondo incontro casalingo degli Azzurri nel girone di Uefa Nations League in programma lunedì 5 ottobre (ore 20.45) allo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna. I tagliandi potranno essere acquistati presso i centri autorizzati Vivaticket e sul sito ticketing.figc.it, con tariffe agevolate per le famiglie, gli Under 12, gli Under 18 e gli Over 65.

L’ultima sfida disputata dalla Nazionale a Bologna era stata proprio contro la Turchia: 0-0 il risultato dell’amichevole del 4 giugno 2024, ultimo test di preparazione al Campionato Europeo. Sono 24 gli incontri giocati nel capoluogo emiliano, con un bilancio di 16 successi per gli Azzurri, 5 pareggi e 3 sconfitte. Ecco i prezzi dei biglietti: fieldbox sala 2006, 260 euro; poltrona gold c con ospitalità sala 2006, 200 euro; poltrona 60 euro; poltrona ridotto over 65, 50 euro; tribuna coperta, 50 euro; tribuna coperta ridotto over 65, 40 euro; tribuna coperta ridotto under 12, 10 euro; tribuna coperta laterale, 40 euro; tribuna coperta laterale ridotto over 65, 30 euro; tribuna coperta laterale ridotto under 12, 10 euro; tribuna coperta laterale promo famiglia adulto, 30 euro; tribuna coperta laterale promo famiglia under 18, 20 euro; distinti centrali, 40 euro; distinti centrali ridotto over 65, 35 euro; distinti centrali ridotto under 12, 10 euro; distinti laterali, 35 euro; distinti laterali ridotto over 65, 30 euro; distinti laterali ridotto under 12, 10 euro; curve, 20 euro; curve ridotto under 18, 14 euro; curve ridotto under 12, 10 euro. 

I biglietti ridotti Under 12 sono riservati alle bambine e ai bambini nati dopo il 5 ottobre 2014. I tagliandi Over 65 sono riservati alle persone nate prima del 5 ottobre 1961. I biglietti ridotti Under 18 sono riservati alle persone nate dopo il 5 ottobre 2008. I biglietti Promo Famiglia Adulto e Under 18 di Tribuna Coperta Laterale (Settori A1 e B) sono riservati a un gruppo familiare di minimo tre persone, di cui due adulti e uno o due minorenni (nati dopo il 5 ottobre 2008).

È inoltre attiva la vendita dei pacchetti di Corporate Hospitality: per dettagli e offerte scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Le persone con disabilità potranno fare richiesta di accredito nel periodo compreso tra giovedì 1 e venerdì 2 ottobre (entro le ore 18) fino ad esaurimento dei posti disponibili, collegandosi al link https://figc.getyourevent.online/ a condizione di essersi registrati allo stesso link entro venerdì 18 settembre. I titolari delle tessere federali e delle tessere Coni/Figc valide per il 2025 potranno fare richiesta di accredito mercoledì 30 settembre (dalle ore 8 alle 20), fino ad esaurimento dei posti disponibili, collegandosi al link https://figc.getyourevent.online/.

Food: dal 27 al 30 agosto all'Irpinia Mood Festival protagonisti gli 'Intolleranti' (2)

(Adnkronos/Labitalia) -  La direzione gastronomica dell'edizione 2026 è affidata ancora una volta allo chef Mirko Balzano, che coordinerà un programma pensato per valorizzare il patrimonio enogastronomico irpino e metterlo in dialogo con alcune delle esperienze più interessanti della cucina contemporanea italiana.

A raccontare, invece, per la prima volta il festival sarà Radio Punto Zero, che dal 27 al 30 agosto trasmetterà in diretta da Villa Amendola ogni sera, dalle 19.00 alle 21.00: nel format 'Sobremesa - Il dopocena delle idee' ci saranno interviste, musica e rubriche per conoscere gli chef e gli ospiti di Irpinia Mood anche al di là della cucina, dando spazio non solo ai loro piatti, ma anche alle idee, alle scelte, alle provocazioni e alle diverse visioni sul mondo del cibo.

"Irpinia Mood è nato dieci edizioni fa dal desiderio di raccontare un territorio attraverso la sua cultura gastronomica. Nel tempo è diventato un luogo di incontro, di confronto e di relazioni, capace di mettere attorno allo stesso tavolo chef, produttori, imprese, istituzioni e pubblico”;, dichiara Eugenia Lopez Snaider, socia di Visit Irpinia. “È questa la nostra idea di festival: non una semplice vetrina, ma uno spazio in cui ascoltare esperienze diverse, far nascere nuove connessioni e contribuire a costruire una visione condivisa del futuro. Se dopo dieci edizioni continuiamo a crescere è perché crediamo che il valore più grande non siano solo gli eventi che organizziamo, ma le relazioni che riusciamo a creare”, aggiunge.

Save the Children-Ferrero, da partnership progressi per minori e comunità in Costa d’Avorio

Roma, 25 ago. (Adnkronos) - Migliorare le condizioni di vita e le opportunità educative dei bambini nelle comunità produttrici di cacao in Costa d'Avorio. E' l'obiettivo della partnership strategica di lungo periodo tra Save the Children e Ferrero, i cui risultati, raggiunti tra il 2020 e il 2025, mostrano "progressi significativi" nella lotta al lavoro minorile e nel rafforzamento delle comunità, resi possibili sia da "un approccio olistico sia dalla stretta collaborazione con le istituzioni e attraverso i sistemi pubblici locali". Il programma, infatti, si basa su un approccio integrato e di sistema, che unisce protezione dell'infanzia, istruzione e sviluppo economico delle comunità, coinvolgendo famiglie, scuole, istituzioni, organizzazioni della società civile e attori della filiera del cacao. Il rafforzamento della resilienza economica delle famiglie rappresenta una delle componenti chiave del modello e un elemento fondamentale per affrontare le condizioni che possono contribuire ad alimentare il lavoro minorile. Tra il 2020 e il 2025, la quota di nuclei familiari con fonti di reddito diversificate è passata dal 24% al 65%, mentre la percentuale di famiglie che vive al di sotto della soglia di povertà è diminuita dal 60% al 43%. 

L'istruzione rappresenta un altro pilastro fondamentale dell'intervento. Nello stesso periodo, la percentuale di bambini iscritti alla scuola primaria è cresciuta dal 78% all'84%, mentre la frequenza regolare alle lezioni è aumentata dal 75% al 97%. Inoltre, l'89% dei bambini che hanno frequentato le classi ponte, dedicate al recupero degli anni scolastici persi, è stato successivamente inserito nel sistema educativo formale per completare il ciclo primario. Oltre la metà dei bambini coinvolti nel programma (53%) ha migliorato le proprie competenze di lettura, scrittura e calcolo, mentre la percentuale di bambini tra 0 e 5 anni con una crescita fisica regolare è aumentata dal 54% al 79%. Parallelamente, l'88% delle famiglie ha mostrato una maggiore conoscenza dei diritti dell'infanzia e il 94% ha dichiarato di essere maggiormente in grado di riconoscere, prevenire e contrastare il lavoro minorile all'interno delle comunità. Particolare attenzione è stata dedicata anche ad adolescenti e giovani, accompagnati in percorsi di formazione e inserimento professionale. Al termine del programma, il 64% dei giovani partecipanti risultava occupato in un'attività lavorativa retribuita, contribuendo a costruire opportunità concrete di autonomia economica e sviluppo.

"Risultati - sottolineano da Save the Children e Ferrero - che confermano la validità di un modello basato sulla collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, dalle comunità locali alle istituzioni. Un approccio che integra competenze, risorse e responsabilità condivise, favorisce lo scambio di conoscenze tra pubblico, privato e privato sociale, aumenta l’efficacia degli investimenti e contribuisce a trasformare le buone pratiche in soluzioni sostenibili e replicabili. Un modello la cui efficacia è stata misurata fin dall'inizio attraverso un sistema di monitoraggio e valutazione dell'impatto". A partire dai risultati maturati nel quinquennio 2020/2025, la partnership entra ora in una nuova fase, che proseguirà fino al 2030 e che si è ulteriormente rafforzata grazie al sostegno della Cooperazione italiana. "I risultati raggiunti - dice Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia - confermano che è possibile produrre cambiamenti concreti e duraturi nella vita di bambine, bambini, adolescenti e delle loro famiglie quando si interviene sulle cause profonde del lavoro minorile con un approccio integrato e di sistema". 

"Rafforzare la protezione dell'infanzia, ampliare l'accesso all'istruzione e investire nello sviluppo comunitario - spiega - significa creare le condizioni affinché i diritti dei bambini siano pienamente garantiti e le comunità possano diventare più resilienti e prospere nel tempo. È questo il valore di un investimento di lungo periodo, reso possibile dalla partnership con Ferrero e ulteriormente rafforzato dal sostegno della Cooperazione italiana. Dalla collaborazione tra istituzioni pubbliche, settore privato e società civile possono nascere modelli capaci di generare un impatto misurabile, sostenibile e replicabile, contribuendo al tempo stesso a una filiera del cacao sempre più responsabile e attenta ai diritti dell'infanzia". Per Francesco Tramontin, vice president Global Public Affairs di Ferrero "questi importanti risultati dimostrano il valore di un impegno di lungo periodo nelle comunità produttrici di cacao e sono parte integrante dell’approccio di Ferrero all’approvvigionamento responsabile, che combina modelli di sourcing attenti con interventi a sostegno di bambini, famiglie e comunità. Ma sfide strutturali come il lavoro minorile - aggiunge - non possono essere affrontate da un singolo attore. Dobbiamo partire da ciò che funziona e portarlo su scala, mettendo insieme competenze e risorse e, soprattutto, lavorando non solo con i Governi, ma anche attraverso i Governi, rafforzando sistemi e capacità locali. Questa è l’ambizione di Cacao Connect: un modello aperto di collaborazione tra istituzioni pubbliche, settore privato, società civile e ricerca per contribuire a un cambiamento più ampio e duraturo nelle comunità produttrici di cacao”.

I risultati del progetto in Costa d’Avorio sono stati presentati oggi,  al Meeting per l'Amicizia fra i Popoli di Rimini, nel corso del panel istituzionale 'Cacao Connect - La via italiana per il cacao in Africa', promosso dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, insieme ad Alliance of Bioversity International and Ciat, Ferrero, Save the Children e Icam.

Trapianti, a Milano doppio di polmoni e sostituzione valvola mitralica in un unico intervento

Roma, 25 ago. (Adnkronos Salute) - “Per la prima volta in Italia un unico intervento, durato oltre dieci ore, ha permesso in un paziente di 66 anni di trapiantare entrambi i polmoni e di sostituire la valvola mitralica”. Così, il Policlinico di Milano, in una nota, informa “dell’eccezionale operazione eseguita dalle équipe di Cardiochirurgia, Chirurgia toracica e Trapianti di polmone con l’Anestesia e terapia intensiva adulti. Un intervento combinato di altissima complessità su un paziente proveniente da fuori Regione, affetto da una grave patologia polmonare associata a insufficienza severa della valvola mitralica, già precedentemente trattata in altro centro”. L’équipe, per prima cosa, ha provveduto alla sostituzione chirurgica della valvola mitralica, eseguita a cuore fermo e in circolazione extracorporea e, dopo aver fatto ripartire il cuore, si è proceduto al trapianto di entrambi i polmoni. Oggi il paziente sta bene ed è stato dimesso a casa, precisa l’ospedale.

“Ci siamo trovati di fronte a una situazione nella quale le due patologie si condizionavano a vicenda: il paziente non poteva essere sottoposto al trapianto senza aver prima risolto il problema della valvola mitralica, ma le sue condizioni polmonari rendevano estremamente rischioso affrontare separatamente l’intervento cardiaco”, spiega Lorenzo Rosso, che ha guidato il team durante il lungo intervento e che è specialista della Chirurgia toracica e trapianti di Polmone diretta da Mario Nosotti. “Abbiamo quindi deciso di unire le 2 procedure in un’unica operazione. È stata di eccezionale complessità ma resa possibile dalla stretta collaborazione tra cardiochirurghi, chirurghi toracici e anestesisti. Il decorso post-operatorio è stato positivo: il paziente è stato dimesso in ottime condizioni. È un risultato particolarmente importante - osserva - anche perché, per pazienti con condizioni cliniche di questo tipo, in molti centri il trapianto non rappresenta un’opzione concretamente percorribile”.

“Il paziente - chiarisce Guido Gelpi, del team di Cardiochirurgia diretto da Stefano Carugo - era già stato precedentemente sottoposto in un altro centro, a correzione dell’insufficienza valvolare mitralica per via transcatetere, non potendo effettuare un intervento chirurgico. Dopo un anno, l’insufficienza della valvola mitrale era tornata severa, per questo motivo non vi era altra possibilità che l’intervento combinato su cuore e polmoni, così complesso ed eseguito con tecniche mini-invasive per l’accesso non convenzionale. La precisa pianificazione preoperatoria ha permesso una efficace gestione dei tempi chirurgici e dei ruoli delle figure professionali fondamentali al buon esito dell’intervento”.

Il 66enne - ricostruisce la nota - era stato inserito in lista d’attesa per il trapianto polmonare e, al momento della disponibilità degli organi, aveva la priorità sulla base dei criteri clinici previsti. Il donatore si trovava in Lombardia e l’intervento è stato quindi organizzato coordinando in tempi molto stretti tutte le professionalità necessarie. La presenza nello stesso ospedale di competenze altamente specialistiche in ambito cardiochirurgico, toracico, trapiantologico e anestesiologico ha consentito di pianificare e portare a termine una procedura che richiedeva una gestione multidisciplinare in ogni sua fase.

“Questo intervento rappresenta un risultato straordinario per il Policlinico di Milano e dimostra cosa significhi poter mettere a disposizione dei pazienti competenze diverse e di altissimo livello all’interno di un unico grande ospedale - sottolinea Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano - Di fronte a un caso per il quale le possibilità terapeutiche erano estremamente limitate, i nostri operatori hanno costruito insieme una soluzione innovativa e mai realizzata in Italia. È questa capacità di fare squadra, unendo assistenza, esperienza e altissima specializzazione, che permette a un ospedale pubblico come il nostro di affrontare le sfide cliniche più complesse e di offrire una possibilità di cura anche a pazienti provenienti da altre Regioni”.

L’intervento si inserisce nella lunga tradizione del Policlinico nella trapiantologia polmonare, iniziata oltre quarant’anni fa e segnata da numerosi primati. “Proprio qui - precisa la nota - sono state sperimentate e introdotte procedure che hanno contribuito all’evoluzione di questa disciplina in Italia, fino alle più recenti tecnologie per il ricondizionamento degli organi. Un percorso che ha reso l’ospedale milanese un centro di riferimento per i trapianti polmonari e per la gestione dei casi a più elevata complessità”. L’intervento “conferma il ruolo del Policlinico di Milano come centro di riferimento per la chirurgia e la trapiantologia ad alta complessità - rimarca Stocco - Un risultato reso possibile non da una singola procedura, ma dall’integrazione di professionalità e competenze differenti, chiamate a intervenire contemporaneamente su un paziente per il quale cuore e polmoni non potevano essere trattati separatamente”.


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