09:44:50 CALVI RISORTA. Erano da poco passate le 23.30 quando l’Audi station wagon è comparsa nei pressi della villetta di via quattro Novembre, della frazione di Petrulo di Calvi Risorta. A bordo, secondo quanto ricostruito finora, tre uomini con il volto coperto. L’auto si è fermata, il motore è rimasto acceso. Una breve sosta prima che scattasse il blitz.
Pochi minuti dopo i tre sono entrati in azione. Hanno scavalcato la recinzione e raggiunto l’ingresso dell’abitazione. Il portone blindato è stato forzato è sono entrati nella villetta. Una volta dentro, hanno raggiunto il sistema d’allarme e lo hanno divelto dalla parete, cercando di neutralizzarlo. Poi hanno rovistato nelle varie stanze, alla ricerca di oggetti di valore.
La razzia è durata meno di otto minuti. I malviventi hanno portato via alcuni orologi e quindi sono tornati all’esterno e sono fuggiti a bordo dell’Audi, facendo perdere rapidamente le proprie tracce. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, hanno avviato gli accertamenti e raccolto gli elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto.
Tra gli aspetti finiti sotto la lente degli investigatori c’è la targa dell’autovettura: FV378CL. Dai primi controlli, la combinazione non risulterebbe collegata a un veicolo presente negli archivi delle auto rubate. Un elemento che non permette, da solo, di affermare che si tratti di una targa clonata, ma che rappresenta una pista che gli investigatori dovranno approfondire.
Particolarmente importanti potrebbero essere le immagini delle telecamere di videosorveglianza della villetta di via Quattro Novembre, che avrebbero ripreso le diverse fasi del raid: l’arrivo dell’auto, l’attesa, l’ingresso dei tre uomini, la permanenza all’interno dell’abitazione e infine la fuga.
I filmati sono ora al vaglio dei carabinieri. Ogni dettaglio potrebbe rivelarsi prezioso per ricostruire il percorso della banda e verificare eventuali elementi utili all’identificazione dei responsabili. Un colpo rapido, studiato per lasciare pochissimo tempo alle reazioni. Otto minuti appena, poi il buio e la fuga. Ma questa volta, a raccontare ciò che è accaduto, potrebbero essere proprio le immagini lasciate dalle telecamere.
Vito Taffuri





