20:03:04 Approvate dal Consiglio comunale le nuove tariffe. La riduzione è legata al nuovo Piano Economico Finanziario e al contenimento dei costi del servizio
La TARI a Roccamonfina diminuisce. È quanto emerge dalla deliberazione del Consiglio comunale, con la quale sono state approvate le nuove tariffe per il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti.
Ma cosa significa concretamente per i cittadini?
La TARI serve a coprire i costi del servizio rifiuti e le sue tariffe vengono determinate sulla base del Piano Economico Finanziario (PEF), elaborato secondo le regole stabilite da ARERA (l’autorità di regolazione per l’ambiente).
Nel caso di Roccamonfina, il PEF è stato sottoposto alla validazione dell’EDA, l’Ente d’Ambito, cioè l’organismo sovracomunale che, nell’organizzazione del ciclo dei rifiuti, svolge funzioni di programmazione, coordinamento e controllo nell’ambito territoriale di riferimento.
Il dato politico-amministrativo più importante è quindi la riduzione dei costi considerati nel nuovo quadro economico del servizio, che ha consentito di approvare tariffe TARI più basse.
Cosa cambia per i cittadini?
La conseguenza è semplice: a parità di superficie dell’immobile e di condizioni dell’utenza, il contribuente dovrebbe pagare meno rispetto alle precedenti tariffe.
Il risparmio, tuttavia, non sarà necessariamente uguale per tutti. La TARI viene infatti calcolata sulla base delle caratteristiche dell’utenza domestica o non domestica.
La riduzione rappresenta quindi un beneficio concreto per famiglie e attività, ma sarà la bolletta a stabilire quanto ciascun contribuente risparmierà effettivamente.
La vera sfida sarà mantenerla bassa
La riduzione della TARI è certamente una buona notizia per i contribuenti. Ma il punto da verificare sarà la capacità dell’amministrazione di mantenere nel tempo i costi del servizio sotto controllo.
Perché una TARI più bassa non sia soltanto un risultato di un singolo anno, sarà necessario continuare a lavorare sull’efficienza della raccolta, sulla gestione dei rifiuti e sul contenimento della spesa.
Per i cittadini, dunque, la domanda più importante non è soltanto quanto si pagherà in meno nel 2026, ma se questo risultato potrà essere mantenuto anche negli anni successivi.
Gianluca Asciolla





