11:20:00 Due tentativi di truffa nell'arco della stessa giornata, due tecniche diverse ma un unico obiettivo: colpire cittadini indifesi, facendo leva sulla paura, sulla fiducia e sull'emotività.
È accaduto tra le frazioni di Petrulo e Zuni, dove una banda di malviventi ha provato prima a raggirare un'anziana con la ormai tristemente nota truffa del falso incidente e, poche ore più tardi, ha tentato di introdursi in un'abitazione spacciandosi per appartenenti all'Arma dei Carabinieri.
Una sequenza di episodi che riaccende l'allarme in un territorio sempre più esposto a un fenomeno criminale tanto subdolo quanto diffuso, nel quale le vittime privilegiate restano gli anziani.
Il primo episodio si è verificato nel pomeriggio, intorno alle 16, nella frazione di Petrulo. Un'anziana ha ricevuto una serie di telefonate da sconosciuti che, fingendosi il figlio, le hanno raccontato con tono concitato di aver provocato un grave incidente stradale investendo una donna incinta. Per evitare presunte conseguenze giudiziarie, le è stato chiesto di consegnare immediatamente ottomila euro.
Una messinscena costruita nei minimi dettagli per generare panico e indurre la vittima ad agire d'impulso. Ma questa volta il piano è fallito. La donna, pur comprensibilmente scossa, ha mantenuto la lucidità necessaria per interrompere la telefonata, comprendendo che si trattava di un tentativo di raggiro.
Poche ore dopo, quando ormai era sera, un secondo episodio ha interessato via Oreste Mancini, nella frazione di Zuni. Due uomini si sono presentati davanti a un'abitazione qualificandosi come carabinieri e chiedendo di poter entrare nell'immobile.
Il piano, tuttavia, è stato mandato all'aria dall'arrivo del genero dei proprietari di casa. L'uomo ha intuito immediatamente che qualcosa non tornava e, davanti all'insistenza dei due sconosciuti, ha risposto con fermezza: «Adesso li chiamo io i Carabinieri, ma quelli veri».
Una frase che ha spiazzato i presunti impostori. I due sono risaliti rapidamente sull'autovettura con cui erano arrivati e si sono dileguati prima dell'arrivo delle forze dell'ordine.
I due episodi, avvenuti a distanza di poche ore, confermano come le organizzazioni dedite alle truffe stiano intensificando la loro attività, alternando tecniche ormai collaudate: dalle telefonate che simulano gravi incidenti ai falsi appartenenti alle forze dell'ordine che cercano di conquistare la fiducia delle vittime per introdursi nelle abitazioni.
Vito Taffuri





