10:56:32 Si è presentato come un giudice della sezione penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha parlato con sicurezza, ha citato un nome e un cognome di fantasia e ha costruito una vicenda giudiziaria apparentemente plausibile.
L'obiettivo era lo stesso di sempre: spaventare un'anziana e convincerla a consegnare denaro. Ma il piano è fallito davanti alla lucidità della vittima.
È accaduto nella frazione di Petrulo, a Calvi Risorta, dove nel pomeriggio di ieri una vedova ha ricevuto la telefonata di un uomo che si è qualificato come magistrato, presentandosi con il nome di "Claudio Maliotto". Con tono autorevole le ha raccontato che il marito sarebbe stato coinvolto, alla guida della propria automobile, in una rapina avvenuta ai danni di una nota gioielleria di Caserta. Per evitare conseguenze giudiziarie e il presunto sequestro dell'abitazione, avrebbe dovuto sanare con urgenza un inesistente debito.
Una ricostruzione costruita nei dettagli, ma destinata a sgretolarsi in pochi istanti. La donna, infatti, ha subito fatto notare che l'auto indicata non era mai appartenuta alla sua famiglia e che il marito era morto da molti anni. Ha aggiunto, inoltre, che l'uomo aveva prestato servizio nella Polizia di Stato, circostanza che rendeva del tutto inverosimile il racconto. Capito di essere stato smascherato, il falso giudice ha interrotto immediatamente la conversazione.
L'episodio assume un significato ancora più rilevante perché rappresenta il terzo tentativo di truffa segnalato a Calvi Risorta nell'arco di meno di ventiquattro ore. Un dato che conferma la presenza di truffatori particolarmente attivi sul territorio e l'evoluzione delle tecniche utilizzate per colpire soprattutto le persone anziane.
Non si tratta più soltanto del falso carabiniere o dell'avvocato che annuncia un incidente a un familiare. Oggi i malviventi arrivano a impersonare magistrati, inventando procedimenti penali e provvedimenti giudiziari inesistenti per attribuire credibilità alle proprie richieste. È una strategia che punta a sfruttare il rispetto verso le istituzioni e a creare uno stato di ansia tale da impedire alle vittime di ragionare con lucidità.
In questo caso, però, il raggiro è stato sventato grazie alla prontezza della donna, che non si è lasciata sopraffare dalla paura e ha verificato, con il semplice buon senso, le incongruenze del racconto. Un comportamento che rappresenta il miglior antidoto contro un fenomeno in costante evoluzione e che continua a interessare numerosi territori italiani.
Vito Taffuri





