Mondiali, l'Argentina rientra a Buenos Aires senza festa e senza Messi dopo il ko in finale
Roma, 21 lug. - (Adnkronos) - La delusione per la finale persa contro la Spagna ha accompagnato il ritorno in patria della nazionale argentina, atterrata nella nottata italiana a Buenos Aires dopo il ko per 1-0 ai supplementari nell'ultimo atto dei Mondiali 2026. Ad accogliere la selezione di Lionel Scaloni, all'aeroporto internazionale di Ezeiza, si sono radunati centinaia di sostenitori. Ad attendere l'aereo di Aerolíneas Argentinas c'erano una breve cerimonia istituzionale, un massiccio dispositivo di sicurezza e una grande scritta "Gracias", allestita lungo la pista su un'area di circa 150 metri come tributo ai vicecampioni del mondo. Tra gli assenti figuravano Lionel Messi e Rodrigo De Paul, rimasti negli Stati Uniti.
Malgrado la presenza dei tifosi davanti allo scalo, non sono stati organizzati festeggiamenti. La Federcalcio argentina (Afa) ha deciso di rinunciare a qualsiasi evento pubblico dopo la sconfitta in finale e, di conseguenza, anche il governo di Javier Milei ha abbandonato l'idea di proclamare una giornata festiva nazionale. Prima del rompete le righe per le vacanze la 'Selección' si è diretta al al centro sportivo della Federcalcio argentina a Ezeiza e qui ha ricevuto un abbraccio ancora più caloroso da alcune migliaia di tifosi che sfidando la pioggia hanno voluto ringraziare la loro nazionale
Finals di Nations Leagua al via a Macao, domani le azzurre sfidano l’Olanda
Macao, 21 lug. - (Adnkronos) - L’attesa è finita. Domani alle ore 10:00 italiane (in diretta su Dazn e Vbtv) l’Italia del Ct Julio Velasco aprirà le Finals di Vnl 2026 a Macao. All’East Asian Games Dome le azzurre (testa di serie 2) sfideranno nei quarti di finale l’Olanda, settima al termine della fase intercontinentale e già incontrata e battuta (3-0) da capitan Danesi e compagne nella prima week di Brasilia. L’Italia, alla quinta Finals consecutiva (2022, 2023, 2024, 2025 e 2026), proverà a difendere il titolo conquistato nel 2024 a Bangkok e poi bissato nel 2025 a Lodz in un percorso che, in caso di successo sull’Olanda, si incrocerebbe con quello della vincente del quarto di finale Brasile-Giappone (domani alle ore 13:30 italiane).
Le Finals di Macao sono state presentate nel corso della consueta conferenza stampa ufficiale a cui hanno partecipato i rappresentanti delle otto nazionali qualificate, tra cui, per l’Italia, il Ct Julio Velasco e capitan Anna Danesi. “Faccio i più sinceri complimenti al comitato locale e alla federazione internazionale per l’eccellente organizzazione di queste Finals - ha dichiarato Velasco -. Adesso però tocca al campo e noi speriamo di fare un buon match contro l’Olanda. Sono certo che sarà una sfida difficile trattandosi della prima partita dopo dieci giorni senza gare e più in generale perché sarà la prima partita in questo tipo di competizioni che sappiamo nascondere molte insidie. Siamo pronti, la squadra sta bene, le ragazze stanno lavorando bene ma siamo consapevoli che nessuna partita è semplice a questo livello. Arriviamo a queste Finals dopo aver dato spazio a tante giocatrici nel corso delle tre week ed ora siamo pronti a dare il meglio di noi stessi. Quello che è accaduto nel passato appartiene al passato. Ho ripetuto alle ragazze che devono scendere in campo pensando di aver perso nelle scorse competizioni dimenticando le statistiche, i trionfi e a quanto fatto nel passato. Dobbiamo essere concentrati solo sul prossimo match, che nello specifico è quello con l’Olanda”.
Rispetto per gli avversari e concentrazione massima sul proprio lato della rete è invece quanto emerge dalle parole di capitan Anna Danesi: “Mi aspetto una bella partita - ha ammesso la capitana delle azzurre - in una settimana clou dell-estate. Siamo alle Finals e vedo belle cariche le nostre avversarie così come siamo cariche noi. Veniamo da una settimana in cui ci siamo allenate molto bene ed ora è il momento di iniziare questa settimana che speriamo sia piuttosto impegnativa per noi. Dal punto di vista del gioco forse ci manca ancora qualcosina ma credo che siamo già a buon punto. Ritengo che giocando riusciremo a colmare quelle piccole lacune su cui stiamo lavorando per ritrovare quel feeling che va ritrovato dal momento che molte di noi hanno goduto di un periodo extra di vacanze per la prima volta negli ultimi anni. Già ad Hong Kong ho però rivisto un gruppo forte che vuole fare sempre di più e che non intende fermarsi a quanto fatto negli anni scorsi. Le parole degli avversari e dei media che ci ricordano sempre quanto fatto negli ultimi anni, non ci interessano. Sappiamo di aver espresso una grandissima pallavolo negli ultimi anni ma i titoli servono a poco se non dimostriamo in campo ogni partita il nostro valore. Sappiamo che incontreremo squadra pronte a dare il 1000% nell’affrontare l’Italia e dal canto nostro dovremo avere il carattere giusto per dare, a nostra volta, il 2000%”. Parole cariche di orgoglio e voglia di stupire invece quelle pronunciate dal Ct olandese, Felix Koslowski: “Essere qui insieme a queste grandi nazionali ci rende particolarmente orgogliosi e fieri. Sappiamo di dover affrontare una grande squadra come l’Italia ma daremo il massimo combattendo su ogni pallone per provare a mettere in difficoltà questa straordinaria nazionale”.
Blue Green Economy Award 2026, pubblicate le aziende finaliste e i Premi Speciali
Roma, 21 lug. (Adnkronos) - Sono state selezionate le aziende finaliste della terza edizione del ‘Blue Green Economy Award’, il riconoscimento promosso dall’Associazione For Human Community, nell’ambito del network Comunicazione Italiana, dedicato alle imprese e alle organizzazioni che si distinguono per progetti e iniziative nei campi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica e della Blue Economy.
L’edizione 2026 ha registrato 238 candidature ammesse alla valutazione, confermando la crescita del Premio, che aveva raccolto 198 candidature nel 2024 e oltre 220 nel 2025.
Aziende finaliste rigorosamente in ordine alfabetico: Nella categoria Sostenibilità Ambientale
GRANDI IMPRESE:
Decathlon Italia srl
La Lucente SpA Ospedale Galeazzi S.p.A.
Pettenon Cosmetics S.p.A. società benefit Sanofi Srl
MEDIE IMPRESE:
Carapelli Firenze spa ETT SpA (Gruppo Deda) Gi.Metal SRL
Mi.No.Ter. S.p.A. (UNA HOTELS T Hotel di Cagliari) Near spa benefit
PICCOLE IMPRESE:
Crossing srl
Limenet Srl società benefit Prati Armati Srl
Santeria SpA società benefit Tages Capital SGR S.p.A.
Nella categoria Sostenibilità Sociale: GRANDI IMPRESE:
A2A S.p.A.
ANM Azienda Napoletana Mobilità S.p.A. Fastweb S.p.a. (Fastweb Digital Academy) Università degli Studi di Napoli Federico II Wind Tre S.p.A.
MEDIE IMPRESE:
Automa SRL
Cimbria srl Crocco Spa SB Eudata Srl SB
WISCO Water & Industrial Services Company SpA società benefit
PICCOLE IMPRESE:
CRMpartners SRL
Distretto Tecnologico Trentino S.c. a r.l. Habitech Economy s.r.l.
Ingegneri Riuniti spa Rifò Srl
Nella categoria Sostenibilità Economica:
GRANDI IMPRESE:
Autostrade per l'Italia S.p.A.
ENG Engineering Ingegneria Informatica S.p.A. Miccolis SPA società benefit - busmiccolis
MM SPA società benefit Zambon SpA
MEDIE IMPRESE:
FlixBus Italia S.r.l. PlanEat srl società benefit PICCOLE IMPRESE:
Arcadia SGR S.p.A. - KEP Italia
Consorzio Stabile Prometeo S.p.A. Impianti Spa
Latitudo 40 s.r.l.
Lokhen SRL
Nel corso della cerimonia saranno premiate nove aziende, una per ciascuna categoria e classe dimensionale, alle quali verrà assegnato il Trifoglio d’Oro.
Premi Speciali 2026 Premio Blue Economy:
Ogyre (ENDLESS S.R.L. S.B.)
Associazione Amici dell'Acquario di Napoli ETS MAREVIVO
Premio Benessere & Sport:
Decathlon Italia srl OPERA DON GIUSTINO
Premio Innovazione & Intelligenza Artificiale:
Nestlé Purina Commerciale S.R.L. Grimaldi Euromed SPA (Grimaldi Group) Premio Startup:
Limenet Srl società benefit
Voidless S.r.l.
Menzioni Speciali 2026:
Arval Sky Italia Trainect
Italian Green Factory S.p.A.
La cerimonia del ‘Blue Green Economy Award 2026’ si terrà mercoledì 16 settembre al Salone Margherita di Napoli, nell’mbito della Blue Green Week 2026. Il Premio intende valorizzare progetti capaci di integrare la sostenibilità nelle strategie e nei processi organizzativi, con particolare attenzione all’innovazione, alla misurabilità dei risultati, all’impatto prodotto e alla possibilità di replicare le iniziative in altri contesti.
I progetti candidati sono stati esaminati da una Giuria composta da accademici, manager e professionisti esperti nei diversi ambiti della sostenibilità, presieduta da Adriano Solidoro, Associate Professor of Organization & Management presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La commissione riunisce accademici, manager e professionisti provenienti dai settori istituzionale, aziendale e della comunicazione: Erica Nagel, Barbara Quacquarelli, Samanta Todaro, Assia Viola, Monica Buonanno, Adriano Caponetto, Floriana Carannante, Angela Creta, Michele Cutillo, Dario D'Odorico, Flaminia Fazi, Antonella La Porta, Marco Monga.
Il ‘Blue Green Economy Award’ è promosso dall’Associazione For Human Community, presieduta da Tullia Cautiello, nell’ambito del network Comunicazione Italiana.
Carburanti, su i prezzi: diesel oltre i 2 euro al litro e benzina verso il massimo del 2026
Roma, 21 lug. (Adnkronos) - Il barile torna ad avvicinarsi ai 90 dollari (Brent), la quotazione della benzina arretra leggermente mentre quella del gasolio continua a salire. Salgono pure i prezzi dei carburanti alla pompa, con il diesel sopra quota 2,1 euro/litro e la benzina a soli due centesimi e mezzo dal massimo dell’anno toccato in maggio.
Questa mattina 21 luglio il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,942 per la benzina (+7 millesimi rispetto a ieri), 2,107 per il gasolio (+16), 0,745 per il Gpl (-2) e 1,576 kg per il metano (+5). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,032 per la benzina (+7), 2,181 per il gasolio (+17), 0,880 l per il Gpl (invariato) e 1,591 kg per il metano (+1). Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati del diesel. Per IP registriamo un rialzo di un centesimo su benzina e gasolio. Per Q8 +2 cent sulla benzina e +4 sul gasolio. Per Tamoil +2 cent sulla benzina e +3 sul gasolio.
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,938 euro/litro (compagnie 1,943, pompe bianche 1,927), diesel self service a 2,093 euro/litro (compagnie 2,094, pompe bianche 2,092). Benzina servito a 2,074 euro/litro (compagnie 2,115, pompe bianche 1,997), diesel servito a 2,231 euro/litro (compagnie 2,267, pompe bianche 2,162). Gpl servito a 0,755 euro/litro (compagnie 0,764, pompe bianche 0,745), metano servito a 1,570 euro/kg (compagnie 1,565, pompe bianche 1,575), Gnl 1,443 euro/kg (compagnie 1,449 euro/kg, pompe bianche 1,438 euro/kg).
Sulla benzina self service Eni è a 1,941 euro/litro (2,149 il servito); IP a 1,951 (2,118 servito); Q8 a 1,938 (2,100 servito); Tamoil a 1,936 (2,014 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,075 (2,284 servito); IP a 2,103 (2,270 servito); Q8 a 2,094 (2,263 servito) e Tamoil a 2,092 (2,174 servito).
Ieg Arabia incaricata di organizzare l'Expo Fire & Safety e l'Expo Health & Wellness
Roma, 21 lug. (Adnkronos) - Ieg Arabia, filiale di Ieg Middle East e organizzatrice di Dubai Active e Dubai Muscle Show, è stata ufficialmente incaricata di organizzare e realizzare l'Expo Fire & Safety e l'Expo Health & Wellness, che si terranno dal 6 all'8 novembre 2026 presso il Dhahran Expo, Al Khobar, in Arabia Saudita, nell'ambito dei 16° Giochi Mondiali dei Vigili del Fuoco 2026 (in programma dal 5 al 13 novembre 2026, questa edizione dei Giochi si preannuncia come la più grande nella sua storia, con oltre 7.000 atleti, 200.000 spettatori e partecipanti provenienti da 70 paesi che si sfideranno in 56 discipline sportive).
In qualità di organizzatore dei più grandi eventi di salute, fitness e benessere del Medio Oriente, Ieg Arabia sfrutterà la sua vasta esperienza nel settore e la sua rete internazionale di espositori per creare due fiere di livello mondiale dedicate alla salute, al benessere, alla sicurezza e alle prestazioni dei Vigili del Fuoco.
Per tre giorni presso il Dhahran Expo, la World Firefighters Games Expo riunirà le principali organizzazioni globali e regionali nei settori Salute, benessere e fitness, Programmi di fitness funzionale per Vigili del Fuoco, Salute e sicurezza sul lavoro, Soluzioni per le prestazioni e il recupero, Tecnologia e innovazione in ambito sanitario, Nutrizione e benessere, Iniziative di formazione e sicurezza specifiche per i Vigili del Fuoco.
I due Expo fungeranno da punto di riferimento centrale per la comunità internazionale dei Vigili del Fuoco, offrendo una piattaforma unica per il networking, lo sviluppo del business, la scoperta di nuovi prodotti e la collaborazione industriale, promuovendo al contempo le migliori pratiche in materia di salute e benessere dei Vigili del Fuoco. L’incarico rappresenta un traguardo significativo per Ieg Arabia e rafforza la crescente presenza di Italian Exhibition Group nel settore degli eventi in rapida espansione nel Middle East.
“La partnership di Ieg Arabia con i World Firefighters Games 2026 riflette la nostra ambizione di espanderci a livello internazionale e consolidare la nostra presenza nei mercati strategici in crescita. Il Middle East è una priorità fondamentale per noi e le fiere hanno un ruolo importante da svolgere anche nel supportare la Vision 2030 del Saudi Arabia, creando piattaforme per investimenti, scambio di conoscenze e sviluppo del settore” ha dichiarato Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group S.p.A.
Francesco Santa, Ceo di Ieg Middle East, ha spiegato che "Siamo onorati di essere stati scelti per organizzare la Firefighter Health & Wellness Expo ai World Firefighters Games 2026. Si tratta di uno dei più importanti eventi globali per la comunità dei vigili del fuoco e di una piattaforma che si allinea con la nostra esperienza nell'organizzazione di eventi su larga scala dedicati alla salute, al fitness e al benessere. Riuniremo marchi, organizzazioni e innovatori leader a livello mondiale per supportare la salute, le prestazioni e il benessere dei Vigili del Fuoco, creando al contempo un ambiente dinamico che promuova la collaborazione, l'innovazione e connessioni di settore.”
Si prevede che l'Expo attirerà decine di migliaia di visitatori, professionisti del settore, atleti e delegati durante tutto il periodo dei Giochi, presentando i prodotti, i servizi e le innovazioni più recenti progettati per migliorare la forma fisica, la resistenza, la sicurezza e la qualità di vita complessiva dei Vigili del Fuoco. Con i preparativi già in corso, Ieg Arabia collaborerà a stretto contatto con i Giochi Mondiali dei Vigili del Fuoco 2026 per offrire un'esperienza espositiva di livello mondiale che rifletta la portata, il prestigio e l'importanza internazionale dell’evento.
Giornata del self-care: prendersi cura della bocca primo passo per star bene
Roma, 21 lug. (Adnkronos Salute) - Adottare comportamenti quotidiani che contribuiscano a preservare il benessere nel tempo e non prendersi cura di sé solo quando emerge un problema di salute. È questo il significato più attuale del self-care: un approccio sempre più orientato alla prevenzione, alla consapevolezza e alla responsabilizzazione individuale. In occasione della Giornata mondiale del Self-Care (24 luglio), Haleon rinnova il proprio impegno nel promuovere la cultura della prevenzione e dell'educazione sanitaria, contribuendo a promuovere una maggiore consapevolezza del ruolo della salute orale quale parte integrante del benessere complessivo delle persone.
I dati del 'Global State of Health & Wellness 2025' di NielsenIQ mostrano che il 64% dei consumatori dell'Europa occidentale si considera proattivo nella gestione della propria salute e del proprio benessere. In questo contesto - riferisce la farmaceutica in una nota - la salute orale rappresenta uno degli esempi più concreti di come la prevenzione possa tradursi in gesti quotidiani capaci di generare benefici nel lungo periodo. La salute orale è sempre più riconosciuta come una componente integrante della salute generale e della qualità della vita, poiché la bocca consente di svolgere funzioni essenziali come mangiare, respirare e parlare: un cavo orale in salute contribuisce inoltre all'autostima, alle relazioni sociali e alla piena partecipazione alla vita quotidiana.
Secondo l'Oms (Organizzazione mondiale della sanità), le malattie del cavo orale - che colpiscono circa 3,5 miliardi di persone nel mondo, con una prevalenza globale stimata pari al 45% - condividono molti dei principali fattori di rischio delle più diffuse malattie non trasmissibili, tra cui diabete, malattie cardiovascolari, tumori e patologie respiratorie croniche. Nonostante la loro diffusione, molte di queste condizioni sono ampiamente prevenibili attraverso comportamenti corretti e interventi tempestivi. Per questo motivo l'Oms richiama la necessità di favorire il passaggio "da un approccio prevalentemente curativo a uno maggiormente orientato alla prevenzione e alla promozione della salute”.
"La prevenzione - afferma Consuelo Sanavia, dottore in Igiene dentale, past presidente Sisio (Società italiana della scienza dell'igiene orale) - rappresenta il primo strumento a disposizione delle persone per proteggere la propria salute nel tempo. Nel caso della salute orale, l'adozione di corrette abitudini di igiene orale e la consapevolezza del legame tra salute orale e salute generale possono contribuire in modo significativo al benessere individuale e alla qualità della vita. Promuovere la cultura della prevenzione significa aiutare i cittadini a compiere scelte più consapevoli e a mantenere più a lungo il proprio stato di salute".
La diffusione di comportamenti orientati alla prevenzione passa anche attraverso l'accesso a informazioni corrette e il supporto dei professionisti sanitari, che svolgono un ruolo fondamentale nell'accompagnare i cittadini verso scelte consapevoli. "Il self-care oggi non coincide soltanto con la gestione dei disturbi lievi, ma esprime un modo più consapevole di prendersi cura di sé", sottolinea Paolo Levantino, farmacista clinico e Past Secretary Fenagifar (Federazione nazionale associazione giovani garmacisti). "La vera sfida - continua - è trasformare la prevenzione da principio generale a pratica concreta, integrata nella vita di ogni giorno. In questo percorso, il supporto dei professionisti sanitari è fondamentale per promuovere l'educazione alla salute, sostenere l'adozione di corrette abitudini e offrire un orientamento qualificato in base ai bisogni della persona". In questo percorso, la farmacia continua a rappresentare uno dei presidi sanitari di prossimità più importanti, grazie alla capacità di offrire orientamento, supporto e consigli personalizzati sui comportamenti di prevenzione e sulla corretta gestione della salute quotidiana.
"La Giornata mondiale del Self-Care - dichiara Marco Dorigo, General Manager Italy & Southern Europe di Haleon - rappresenta un'importante occasione per riflettere sul ruolo che ciascuno di noi può svolgere nella tutela della propria salute. In Haleon, crediamo che la prevenzione e l'accesso a informazioni affidabili siano strumenti fondamentali per aiutare le persone a compiere scelte consapevoli ogni giorno. La salute orale - conclude - è uno degli esempi più concreti di come piccoli gesti quotidiani possano contribuire a prevenire e gestire condizioni molto diffuse, come sensibilità dentale e patologie gengivali, incluse forme più severe come la parodontite, generando benefici duraturi per il benessere individuale e contribuendo a un sistema salute più sostenibile”.
Disfunzione erettile, esperti: "Può indicare altre problematiche di salute maschile”
Roma, 21 lug. (Adnkronos Salute) - Il maggior coinvolgimento sul piano sociale ed emotivo, tipico dell'estate, può far emergere difficoltà nella sfera sessuale che molti uomini tendono ancora a vivere con imbarazzo o a liquidare come semplici 'défaillances'. Tra queste problematiche, la disfunzione erettile (De) interessa circa 3 milioni di uomini in Italia, con una prevalenza che aumenta con l'età. Oltre a essere un disturbo della sfera sessuale, la De può rappresentare anche un possibile indicatore di squilibri più ampi nello stato di salute generale della persona. È proprio questo il concetto al centro del volume interdisciplinare di Emmanuele A. Jannini, professore ordinario di Endocrinologia e Sessuologia medica all'università di Roma Tor Vergata, intitolato 'The Canary in the Coalmine: Erectile Dysfunction as the Best Biomarker of Non-Communicable Chronic Diseases', pubblicato con il patrocinio della Siams (Società italiana di andrologia e medicina della sessualità), con il supporto di Viatris.
Il testo - pubblicato da Springer Nature all'interno della collana internazionale 'Trends in Andrology and Sexual Medicine' e disponibile in open access - propone una lettura innovativa sulla disfunzione erettile, identificandola non solo come disturbo della sfera sessuale, ma come possibile indicatore precoce di un ampio spettro di malattie croniche non trasmissibili. Non a caso il titolo definisce la De il 'canarino nella miniera di carbone': proprio come gli uccellini utilizzati in passato nelle miniere per rilevare tempestivamente la presenza di gas tossici invisibili, la De può essere un primo segnale di condizioni di salute più gravi e ancora non diagnosticate. Questa condizione - ricorda Viatris in una nota - può infatti essere associata a molteplici fattori sottostanti e rappresentare un elemento predittivo di diversi problemi di salute, dalle patologie cardiovascolari al diabete e ai disturbi metabolici, fino alle alterazioni ormonali ed endocrine e ai disturbi legati alla salute mentale. "La disfunzione erettile - spiega Jannini - non dovrebbe essere interpretata come un problema esclusivamente fisico, ma come una condizione multifattoriale in cui aspetti biologici, psicologici, relazionali e sociali concorrono tra loro".
In ambito cardiovascolare, ad esempio, la De può manifestarsi diversi anni prima della comparsa dei sintomi della malattia coronarica: in circa 2 uomini su 3, infatti, i problemi di erezione precedono in media di oltre 3 anni quelli cardiaci. Una finestra di tempo preziosa per identificare precocemente gli uomini a rischio e intervenire sui fattori modificabili. Il legame tra De e altre problematiche di salute è confermato anche da una ricerca condotta da Iqvia in collaborazione con Viatris su un campione di mille uomini tra i 18 e i 70 anni, che evidenzia infatti come chi soffre di disfunzione erettile presenti più frequentemente patologie cardiovascolari (+6% di eventi cardiovascolari pregressi), sovrappeso o obesità (+17%) e diabete (+7%), rispetto agli uomini non affetti da De.
Il libro inoltre - continua la nota - approfondisce il rapporto bidirezionale tra salute mentale e De. Ansia, depressione e stress possono infatti influenzare direttamente la funzionalità sessuale, interferendo con i meccanismi fisiologici dell'eccitazione, tanto da rappresentare il maggiore fattore di rischio di disfunzione erettile, soprattutto nei giovani. Allo stesso tempo, la disfunzione erettile può avere un impatto significativo sul benessere psicologico dell'uomo, alimentando stress, insicurezza, ansia e sintomi depressivi, con possibili ripercussioni sulla qualità di vita, sulle relazioni e sulla salute complessiva. I dati Iqvia confermano questo quadro: tra gli uomini con De si osserva una maggiore prevalenza di ansia e depressione (+8%) e disturbi del sonno come l'insonnia (+11%). La comparsa della disfunzione erettile, proprio perché "condizione multifattoriale - rimarca Jannini - può rappresentare un possibile segnale precoce della presenza di problematiche legate a patologie croniche non trasmissibili, funzionando anche come marcatore della salute mentale maschile e di coppia, rendendo fondamentale un approccio integrato e olistico alla salute sessuale”.
In quest'ottica si inserisce 'Pronti, via', campagna di comunicazione digitale di Viatris dedicata alla salute sessuale maschile, volta ad accrescere la consapevolezza sulla De e incoraggiare un dialogo aperto e informato tra pazienti e professionisti sanitari. Il sito informativo della campagna offre contenuti educazionali e approfondimenti utili per aiutare gli uomini a riconoscere i segnali da non sottovalutare e a comprendere meglio le possibili cause della De. Recentemente il portale è stato arricchito con una nuova sezione dedicata a consigli pratici, esercizi fisici e suggerimenti alimentari per favorire il benessere sessuale. Lanciata nel 2025, la campagna ha già raggiunto quasi 4 milioni di utenti unici, generando circa 50 milioni di impression complessive sui canali Facebook e Instagram. Quest'anno il progetto prosegue con il restyling del portale informativo e nuovi contenuti video per raccontare differenti esperienze e stili di vita maschili, con l'obiettivo di normalizzare la conversazione sulla disfunzione erettile e superare i tabù che ancora circondano questo tema.</p>
<p>"In Viatris crediamo sia fondamentale promuovere una cultura della salute maschile più aperta e consapevole - afferma Matteo Surace, Medical Lead Italy & Head of North Cluster Europe di Viatris - che aiuti gli uomini ad intercettare precocemente i segnali del proprio corpo e della propria mente, a superare stigma e reticenze, ancora molto diffusi, e a prendersi cura della propria salute in modo completo, in linea con la nostra mission di consentire alle persone nel mondo di vivere una vita più sana in ogni sua fase. Circa il 70% degli uomini con disfunzione erettile non riceve una diagnosi, proprio perché molti sono ancora riluttanti a parlarne. Attraverso la campagna 'Pronti, via', Viatris vuole incoraggiare un confronto più precoce con i professionisti sanitari, poiché riconoscere la disfunzione erettile - conclude - può non solo migliorare la qualità della vita, ma anche offrire l'opportunità di individuare tempestivamente problemi di salute più ampi".</p>
L'indagine, 1 donna su 3 con cancro dell'ovaio aspetta oltre 1 anno per la diagnosi
<p>Milano, 21 lug. (Adnkronos Salute) - Ogni anno in Italia il 30% delle donne con tumore dell'ovaio attende più di un anno per ricevere una diagnosi. È il dato principale che emerge da una survey dedicata alla presa in carico delle persone colpite da questa neoplasia, condotta online a luglio 2026 coinvolgendo circa 300 pazienti ed ex pazienti in tutto il Paese. L'indagine è parte delle attività della campagna 'Insieme di Insiemi', promossa dalle associazioni Acto Italia, Loto Odv, aBRCAdabra, Alto e Mai più sole, insieme ai gruppi scientifici Mito e Mango, e con il supporto non condizionante di AstraZeneca, Gsk, Pharma& e Abbvie. Il questionario - riferiscono in una nota i promotori dell'iniziativa - conferma che il percorso diagnostico continua a rappresentare una delle principali criticità nella gestione della patologia: il 46% delle intervistate ha atteso infatti più di 3 mesi per l'individuazione della malattia, e il 30% oltre un anno. I risultati - che mostrano bisogni legati a rischio eredo-familiare, accesso ai centri ad alto volume, supporto psiconcologico, nutrizionale e riabilitativo e innovazione terapeutica - sono stati presentati oggi, in occasione di una conferenza stampa online.
"Ogni anno vengono diagnosticati oltre 5.400 nuovi casi di tumore dell'ovaio, una patologia che colpisce anche le giovani donne - afferma Sandro Pignata, direttore della Uoc di Oncologia medica del Dipartimento di Uro-ginecologia dell'Irccs Fondazione Pascale di Napoli e fondatore del gruppo Mito - Con questa survey abbiamo voluto dare voce direttamente alle pazienti, perché la loro esperienza rappresenta uno strumento prezioso per comprendere quali siano oggi le principali criticità del percorso di cura. Il ritardo diagnostico rappresenta il primo bisogno espresso dalle donne intervistate e trova conferma soprattutto tra le under 40, nelle quali il sospetto clinico tende a essere meno immediato. I risultati confermano che è necessario investire nell'informazione, favorire diagnosi più tempestive e garantire a tutte le pazienti un accesso rapido ai centri di riferimento, ai test molecolari e ai biomarcatori che guidano la terapia. Sono gli stessi obiettivi che abbiamo raccolto nei 6 punti dell'Agenda di impegno presentata a maggio, e che continueremo a portare all'attenzione delle istituzioni: questa survey conferma infatti che le priorità individuate dal documento rispondono ai bisogni reali delle pazienti e si rivela un punto di partenza importante. Dobbiamo continuare a lavorare insieme, affinché ogni donna possa accedere rapidamente a una diagnosi, essere presa in carico nei centri ad alto volume e ricevere un'assistenza realmente multidisciplinare”.
"Il tumore dell'ovaio si presenta con sintomi spesso aspecifici, e questo può contribuire ad allungare il percorso verso la diagnosi - sottolinea Domenica Lorusso, ordinaria di Ostetricia e Ginecologia presso Humanitas University e responsabile di Ginecologia Oncologica dell'ospedale Humanitas San Pio X di Milano - Ridurre questi ritardi significa aumentare la consapevolezza, sia tra la popolazione che tra i professionisti sanitari, e favorire un invio più rapido ai centri ad alto volume. Tra gli aspetti affrontati dalla survey c'è anche il rischio eredo-familiare, che necessita di maggiore attenzione. Nel nostro campione, infatti, 1 donna su 5 giudica poco approfondita o insufficiente la valutazione ricevuta, e la quota sale fino a quasi 1 su 3 tra le pazienti non seguite in un centro di riferimento". Commenta Ornella Campanella, presidente di aBRCAdabra: "La survey evidenzia che 1 donna su 5 giudica poco approfondita la valutazione del rischio eredo-familiare, e la quota sale al 31% tra le pazienti non seguite in un centro ad alto volume, contro il 17% di quelle prese in carico in un centro di riferimento. È un dato importante, perché dimostra che oggi il problema non è più se il rischio venga valutato, ma quanto il percorso sia realmente appropriato. La qualità della presa in carico dipende ancora troppo dal luogo in cui ci si cura, e questo non è più accettabile. Servono percorsi strutturati con consulenza genetica, approfondimenti adeguati e Pdta dedicati, affinché ogni persona con rischio eredo-familiare possa ricevere lo stesso livello di assistenza indipendentemente dalla Regione in cui vive”.
"La presa in carico in un centro ad alto volume cambia concretamente il percorso delle pazienti - evidenzia Ilaria Bellet, presidente di Acto Italia - Quando sono seguite da una struttura dedicata, infatti, l'insoddisfazione scende addirittura dal 17% al 4%, mentre le donne che non ricevono alcun supporto passano dal 60% al 36% e la quota di chi giudica insufficiente l'approfondimento del rischio ereditario si riduce dal 31% al 17%. Il centro di riferimento non offre soltanto cure altamente specialistiche, ma rappresenta il luogo in cui la paziente può trovare un percorso multidisciplinare, dalla diagnosi ai servizi di supporto. Identificare, validare e rendere facilmente accessibili i centri di riferimento significa offrire alle pazienti le migliori opportunità di cura, assicurando qualità, equità e uniformità dell'assistenza su tutto il territorio”.
"Le differenze territoriali riguardano soprattutto i servizi che accompagnano il percorso di cura, che non può esaurirsi nella terapia oncologica - osserva Sandra Balboni, presidente di Loto Odv - Il supporto psicologico, per esempio, raggiunge il 54% delle pazienti del Nord, ma soltanto il 35% nel Centro e il 34% nel Sud e nelle Isole, mentre le donne che dichiarano di non aver ricevuto alcun sostegno passano dal 34% al Nord al 47% al Centro al 49% nel Sud e Isole. Sono numeri che dimostrano come la presa in carico multidisciplinare sia ancora incompleta. Consideriamo che le rispondenti beneficiano dei servizi che le associazioni come le nostre sono in grado di offrire a integrazione di quelli resi disponibili dai centri. Il supporto psiconcologico, nutrizionale e riabilitativo non può essere considerato un servizio aggiuntivo, ma deve entrare stabilmente nei percorsi assistenziali, poiché incide concretamente sulla qualità di vita delle pazienti e delle loro famiglie”.
"Tra le donne con meno di 45 anni, il 62% dichiara di non aver ricevuto informazioni sulla preservazione della fertilità prima dell'inizio delle cure - rimarca Marilena Serra, socia di Mai più sole - È un dato che richiama l'attenzione su un bisogno ancora troppo spesso trascurato: la qualità di vita, infatti, non riguarda soltanto la gestione degli effetti collaterali o il sostegno psicologico, ma anche la possibilità di ricevere tutte le informazioni necessarie per compiere scelte consapevoli sul proprio futuro. Parlare di fertilità deve diventare parte integrante del percorso di cura, soprattutto per le pazienti under 45, che hanno il diritto di conoscere tutte le possibilità riguardanti la sua preservazione e la disponibilità dei centri di crioconservazione e fecondazione assistita". Conclude Vincenza Bologna, vicepresidente di Alto: "Più della metà delle pazienti, con percentuali comprese tra il 52% e il 61% nelle diverse aree del Paese, indica l'accesso all'innovazione terapeutica tra gli aspetti sui quali è più urgente intervenire. È un segnale molto forte, che evidenzia quanto le donne percepiscano l'importanza di poter accedere rapidamente ai trattamenti più all'avanguardia. Investire nella ricerca significa ridurre gli ostacoli - anche burocratici - che rallentano l'arrivo dei nuovi trattamenti nella pratica clinica, per garantire a tutte le pazienti le stesse opportunità di cura”.
Pnrr, Butti: "Oltre 13mila Pa in cloud (75%), centrati obiettivi Ue”
Roma, 21 lug.(Adnkronos) - L’Italia raggiunge uno dei traguardi europei più importanti in ambito digitale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre il 75% delle amministrazioni italiane ha trasferito i propri dati e applicativi informatici verso ambienti cloud qualificati, centrando gli obiettivi indicati dalla misura 1.1 'Infrastrutture digitali' e dalla misura 1.2 'Abilitazione e facilitazione migrazione al cloud'. Le misure del Pnrr hanno messo a disposizione fino a 1,9 miliardi di euro. Il target per la Misura 1.1 è stato raggiunto con la realizzazione del Polo Strategico Nazionale, l'infrastruttura che ospita gli asset strategici dello Stato e la migrazione di oltre 280 Pa centrali e Asl/Aziende ospedaliere verso il Psn. L’obiettivo della Misura 1.2 è stato superato con la migrazione di oltre 12.700 tra Pa Locali e Scuole verso ambienti cloud certificati. In tutto circa 13mila pubbliche amministrazioni, in linea con il percorso tracciato dalla Strategia Cloud Italia.
"Il raggiungimento degli obiettivi europei sul cloud certifica la trasformazione delle infrastrutture digitali del nostro Paese. Questo traguardo rafforza la qualità e la sicurezza di oltre 135mila servizi pubblici digitali per cittadini e imprese", dichiara il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione Alessio Butti. "Con questo risultato l’Italia si pone tra i Paesi europei più avanzati nella protezione dei dati della pubblica amministrazione. Un contributo fondamentale è arrivato dalla creazione del Polo Strategico Nazionale, l’infrastruttura ad alta affidabilità che ha consentito a oltre 280 amministrazioni centrali e strutture sanitarie di migrare dati e servizi, a partire da quelli critici e strategici, nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza. Il completamento del Pnrr in ambito cloud è il frutto di un grande lavoro di squadra e dell’intensa collaborazione tra il Dipartimento per la trasformazione digitale, gli attori istituzionali e le 13mila amministrazioni pubbliche centrali e locali in tutta Italia che hanno portato a termine con successo la migrazione dei propri dati e sistemi informativi”.
Questi obiettivi sono stati centrati grazie agli Avvisi Pnrr promossi dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e alla collaborazione con le amministrazioni sul territorio e con attori chiave come il ministero dell’Istruzione e del merito (Mim), l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), l’Unione delle Province d’Italia (Upi) e il Polo Strategico Nazionale (Psn).
Le amministrazioni centrali hanno completato la migrazione di dati e servizi critici, verso l’infrastruttura ad alta affidabilità del Psn. Grazie a questo percorso oggi possono contare su ambienti cloud qualificati, elevati standard di sicurezza, continuità operativa, migliorando l’efficacia dei processi decisionali e la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese. Ministeri, Agenzie e Autorità indipendenti hanno trasferito servizi fondamentali per il funzionamento dello Stato: dai sistemi di protocollo, gestione documentale, personale e contabilità, ai servizi dedicati alla sicurezza fisica delle sedi, alla gestione dei procedimenti amministrativi e delle banche dati nazionali. Sono stati migrati anche servizi strategici per il mercato del lavoro, la sanità, la ricerca scientifica, la regolazione dei mercati, la tutela dei dati personali, la vigilanza sulle infrastrutture e la gestione dei fondi pubblici.
Le Asl e le Aziende ospedaliere potenziano i servizi dedicati all’assistenza sanitaria tra cui ad esempio, gestione del pronto soccorso, fascicolo sanitario, individuazione del rischio clinico, gestione delle malattie infettive e croniche, aumentando l'efficacia dei propri protocolli interni. Sia le amministrazioni centrali che le strutture ospedaliere hanno migrato i propri dati e servizi, a partire da quelli critici e strategici, verso il Psn. Comuni e Scuole ottimizzano, grazie alle piattaforme cloud qualificate da Acn, la gestione di dati e servizi, rafforzando la sicurezza e l’affidabilità dei propri sistemi informatici. I Comuni ampliano i propri strumenti digitali per una gestione più efficiente, rapida e sicura dei bilanci annuali e pluriennali, degli atti di stato civile, dei certificati e dei dati demografici, potenziando nel complesso l’offerta di servizi pubblici per i cittadini. Le scuole migliorano la gestione delle informazioni su presenze, esami e votazioni finali, insieme ai processi economici, amministrativi e del personale, a vantaggio della pianificazione didattica.
Sumai Assoprof, 'bene Fi su stop incompatibilità, serve riforma che aumenti prestazioni rispettando medici’
Milano, 21 lug. (Adnkronos Salute) - "Il dibattito che si è aperto sul superamento del regime di incompatibilità non può essere eluso, anzi. Occorre entrare nel merito delle proposte e partire da un dato incontestabile: oggi il Servizio sanitario nazionale ha perso attrattività e competitività sia con il resto dei Paesi europei che con il privato non accreditato. Il nostro sistema pubblico ha bisogno di aumentare rapidamente l'offerta di prestazioni per ridurre le liste d'attesa, rendere operative le Case della comunità e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso ospedalieri. È necessario garantire ai cittadini un'assistenza territoriale efficace in grado di decongestionare gli ospedali e ridurre la spesa out of pocket degli italiani, i quali sono sempre più costretti a ricorrere al privato per curarsi (per quelli che ne hanno la possibilità), mentre chi non può rinuncia alle cure". Così Antonio Magi, segretario generale Sumai Assoprof, in merito all'emendamento presentato da Forza Italia nell'ambito dell'esame della legge delega di riforma delle professioni sanitarie, il cui obiettivo è "un vecchio cavallo di battaglia" del sindacato: "Il superamento dell’incompatibilità".
"Il Sumai Assoprof - ricorda Magi in una nota - sostiene da tempo che le professionalità già presenti nel Servizio sanitario nazionale rappresentsno la prima risorsa da valorizzare: paghiamo di più i professionisti come fanno gli altri Paesi europei. Se però non siamo in grado di farlo, prima di perdere altri giovani medici che emigrano verso l'estero, senza abolire le indennità di esclusività per chi le percepisce - precisa il leader sindacale - almeno non comprimiamo ulteriormente i diritti dei professionisti. Proponiamo invece di consentire, su base esclusivamente volontaria e al di fuori dell'orario istituzionale, lo svolgimento di attività aggiuntive all'interno del Servizio sanitario nazionale, presso strutture pubbliche o private accreditate che operano per conto del Ssn e sempre nell'ambito del Ssn. È una misura che consentirebbe di incrementare immediatamente l'offerta di visite ed esami specialistici senza attendere che vadano deserti nuovi concorsi o nuovi percorsi formativi, utilizzando competenze già disponibili e mantenendo tutte le garanzie di trasparenza, controllo e assenza di conflitti di interesse. Comprendiamo le preoccupazioni espresse da qualcuno, ma riteniamo che possano essere superate attraverso una disciplina chiara che mantenga fermo il principio della volontarietà, escluda qualsiasi imposizione ai professionisti e preveda il pieno rispetto dell'orario di servizio, della sicurezza delle cure e degli obblighi contrattuali", puntualizza Magi.
"Vorrei ricordare - aggiunge - che gli specialisti ambulatoriali convenzionati interni del Sumai Assoprof operano già quotidianamente sul territorio e rappresentano il pilastro della specialistica territoriale del Servizio sanitario nazionale. Sono circa 15.000 professionisti che garantiscono ogni anno milioni di prestazioni, spesso a costi significativamente inferiori rispetto ad altre modalità organizzative. Potenziare questa rete e consentire una maggiore integrazione con gli specialisti ospedalieri significa rafforzare concretamente la medicina territoriale prevista dal Dm 77". Magi sottolinea che "le Case della comunità non possono rimanere contenitori vuoti. Hanno bisogno di specialisti, di équipe multiprofessionali e di una reale integrazione tra ospedale e territorio. Continuare a mantenere rigidità normative introdotte oltre trent'anni fa significa rinunciare a utilizzare al meglio le competenze disponibili mentre milioni di cittadini attendono visite ed esami. Il Sumai Assoprof - conclude il segretario del sindacato - è disponibile a confrontarsi assieme alle altre organizzazioni sindacali con le istituzioni per definire una riforma equilibrata che tuteli i professionisti, ma, allo stesso tempo, appoggia l'emendamento di Forza Italia che mette finalmente al centro il diritto dei cittadini ad accedere alle cure del Ssn in tempi appropriati. Oggi la priorità non è difendere vecchi steccati, ma rendere il nostro sistema di cura più forte, più moderno e più capace di rispondere ai bisogni di salute della popolazione, in attesa di quelle risorse necessarie a garantire personale sanitario gratificato e soprattutto competente”.
Fs, al via esperienza in Italia di 14 lavoratori tunisini nell'ambito del Piano Mattei
Roma, 21 lug. (Adnkronos) - Quattordici persone provenienti dalla Tunisia iniziano la propria esperienza lavorativa in Trenitalia (Gruppo Fs Italiane) dopo aver completato un percorso di formazione professionale realizzato nel Paese nordafricano. È uno dei primi risultati dei progetti sviluppati dal Gruppo Fs nell’ambito del Piano Mattei, presentati questa mattina nel corso della cerimonia “Benvenuti in Italia - Piano Mattei Tunisia”, ospitata nella sede FS di Villa Patrizi a Roma. L'iniziativa è stata anche l'occasione per dare il benvenuto ai nuovi lavoratori e alle nuove lavoratrici e per condividere le testimonianze di alcuni dei partecipanti al progetto e dei tutor aziendali che ne hanno accompagnato il percorso di formazione e inserimento.
L'appuntamento ha visto gli interventi di Anna Veronica Gianasso, Consigliera della Struttura di Missione per l'attuazione del Piano Mattei presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer del Gruppo FS, Gian Luca Orefice, Chief People, Culture & Transformation Officer del Gruppo FS, Francesca Stacchiotti, Direttrice Risorse Umane e Organizzazione di Trenitalia e Mohamed Amine Sayeb, Consigliere Politico dell'Ambasciata della Repubblica di Tunisia a Roma.
"Il Piano Mattei rappresenta una sfida strategica per costruire una cooperazione fondata su competenze, crescita condivisa e sviluppo sostenibile", ha dichiarato Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs & Communication Officer del Gruppo FS. "Il nostro Gruppo partecipa a questo percorso mettendo a disposizione il proprio patrimonio industriale, tecnologico e professionale, nella convinzione che infrastrutture, formazione e capitale umano siano leve essenziali per rafforzare il dialogo tra Italia e Africa. I progetti realizzati in Tunisia ed Egitto dimostrano come un grande gruppo industriale possa contribuire concretamente agli obiettivi del Sistema Paese, trasformando la collaborazione internazionale in opportunità di sviluppo reciproco”.
"La formazione è il punto di partenza imprescindibile per costruire percorsi di inserimento lavorativo efficaci e duraturi", ha affermato Gian Luca Orefice, Chief People, Culture & Transformation Officer del Gruppo Fs. "Questo progetto dimostra come sia possibile coniugare sviluppo delle competenze, inclusione e crescita professionale, valorizzando il capitale umano e creando le condizioni per un'integrazione fondata sul lavoro, sulla condivisione delle conoscenze e sul reciproco arricchimento. Un approccio che riflette pienamente i valori e la cultura del Gruppo Fs, fondati sulla centralità delle persone, sullo sviluppo delle competenze e sulla capacità di trasformare il talento in opportunità di crescita condivisa”.
"Il percorso avviato dal nostro Gruppo nell'ambito del Piano Mattei dimostra come gli investimenti nella formazione possano tradursi in opportunità concrete di lavoro e di crescita professionale", ha spiegato Francesca Stacchiotti, Direttrice Risorse Umane e Organizzazione di Trenitalia. "Con l'ingresso in Trenitalia si apre una nuova fase, nella quale le competenze acquisite incontrano l'esperienza operativa e diventano parte integrante della nostra organizzazione. Accompagneremo questo percorso attraverso il coinvolgimento delle nostre strutture, favorendo un'integrazione fondata sulla valorizzazione delle persone, sulla responsabilità e sulla condivisione delle competenze. È così che un progetto di cooperazione internazionale genera valore duraturo, contribuendo alla crescita delle persone e al rafforzamento della nostra organizzazione”.
Integrare competenze, creare opportunità di lavoro e costruire ponti tra le due sponde del Mediterraneo: sono questi gli obiettivi che hanno guidato l’impegno del Gruppo Fs nell’ambito del Piano Mattei, attraverso iniziative di formazione professionale, inclusione lavorativa e trasferimento di know-how tecnico tra Italia, Tunisia ed Egitto, sviluppate in collaborazione con Elis, ente non profit che promuove progetti di orientamento, formazione e innovazione tecnologica, a sostegno della cooperazione internazionale promossa dal Sistema Paese.
Questo impegno si è tradotto in due linee di intervento complementari: in Tunisia con un percorso integrato di formazione professionale e inserimento lavorativo nel settore ferroviario italiano; in Egitto con programmi di qualificazione tecnica e trasferimento di know-how rivolti a docenti e studenti di istituti professionali, contribuendo al rafforzamento delle competenze nel settore ferroviario.
Engineering, Fabio Momola Gm della nuova business unit Digital solutions
Roma, 21 lug.(Adnkronos) - Engineering group annuncia la costituzione della business unit Digital solutions e la nomina di Fabio Momola a general manager, affidandogli la guida della nuova struttura. Contestualmente Momola entra nel consiglio di amministrazione di Engineering.
La nascita della business unit Digital Solutions si inserisce nel percorso di rifocalizzazione e riorganizzazione del business del Gruppo avviato dall'amministratore delegato Aldo Bisio. Un percorso che punta ad accelerare sull'intelligenza artificiale attraverso il lancio di Is-Ia (Italy's Sovereign Intelligence Architecture), basata sul foundation model EngGpt 2, a rafforzare le piattaforme proprietarie e a consolidare il posizionamento del Gruppo nei segmenti tecnologici a più alto valore aggiunto. A diretto riporto del ceo Aldo Bisio, Fabio Momola guiderà lo sviluppo integrato dell'offerta di soluzioni digitali del gruppo, valorizzando le competenze verticali e le sinergie tra i diversi mercati di riferimento.
A Fabio Momola riporteranno le business units enterprise, financial services, eng digital e industries excellence, oltre alle support functions marketing, offering & partnership; procurement; it, operations & quality excellence. Momola entra in Engineering nel novembre 2021 come executive vice president. Assume la guida, in qualità di ceo, di Engineering D.HUB, Cybertech, Atlantic Technologies, ExtraRed e Crispy, tutte società del Gruppo, oltre alla responsabilità della business unit Eng Digital. Prima del suo ingresso in Engineering, Momola ha maturato esperienze significative in ambito finanziario e tecnologico, contribuendo ai progetti di startup di CheBanca! (Gruppo Mediobanca) e al rilancio del Gruppo Cedacri, di cui è stato group coo ed executive director fino alla cessione al Gruppo ION.
Piano Mattei, Orefice (Gruppo Fs): "Generando competenze ci occupiamo del futuro di Africa e Europa”
Roma, 21 lug. (Adnkronos) - “Il Piano Mattei tiene conto della necessità per il nostro Paese di essere ponte e frontiera che, attraverso il lavoro, cerca di generare delle opportunità. Rendere possibile il domani vuol dire occuparsi di futuro e dei giovani. L’Italia può occuparsi del futuro dell'Africa e dell'Europa attraverso la generazione di competenze in loco, così da determinare le migliori condizioni per progetti di vita che partono dal lavoro”. Così Gian Luca Orefice, Chief people, culture & transformation Officer del Gruppo FS, intervenendo oggi a Roma alla cerimonia “Benvenuti in Italia - Piano Mattei Tunisia”, ospitata nella sede FS di Villa Patrizi, durante la quale è stato dato il benvenuto ai 14 lavoratori tunisini che, dopo un percorso di formazione nel Paese nordafricano, cominceranno a lavorare in Trenitalia.
Il progetto è tra le iniziative del Gruppo FS nell’ambito del Piano Mattei, presentate nel corso della cerimonia, come racconta Orefice: ”Ci aspettiamo di trovare risorse e di formarle, di portare a bordo delle persone e di creare in questo modo un ponte tra l'Italia e l'Africa. Le aree alle quali oggi siamo estremamente interessati e in cui siamo già operativi sono l'Egitto, dove c'è un grande fermento nel mondo infrastrutturale e logistico, per il quale noi siamo in grado di garantire accompagnamento con il trasferimento di competenze. Il Marocco è un'altra area nella quale stiamo già operando, con progetti similari a quello della Tunisia”.
“Il nostro proposito è quello di costruire insieme delle partnership in grado di sviluppare progetti industriali - aggiunge - Noi siamo un’industria leader nella trasportistica e in grado di garantire sia il trasferimento di competenze in loco, quindi on site, sia” opportunità di lavoro in Italia “con il trasferimento delle persone che, come avete visto oggi, affrontano con coraggio un viaggio fatto di rispetto, dignità e nuove opportunità”.
“Quella odierna è una giornata di collaborazione e integrazione che parte dalle competenze e dalla capacità di generare intercultura attraverso questi scambi - spiega - La concorrenza è la benvenuta a fare altrettanto, al fine di garantire che l’Italia sia una porta a livello europeo, ma una porta che si apre con delle regole d'ingaggio che sia in grado di garantire, attraverso il lavoro, un'opportunità reale. Ferrovie dello Stato sta mettendo in questo progetto il cuore, l'anima, la passione e le competenze non solo al fine di accogliere e offrire competenze, anche per essere noi i primi a crescere”.
Energy drink e adolescenti, studio pediatri: "4 su 10 cominciano prima dei 12 anni”
Milano, 21 lug. (Adnkronos Salute) - Quasi 4 adolescenti su 10 che bevono energy drink hanno cominciato a consumarli prima dei 12 anni, e in alcuni casi addirittura prima dei 9. È il dato che emerge da una ricerca del gruppo di studio Adolescenza della Società italiana di pediatria (Sip), condotta su 430 ragazzi tra i 9 e i 17 anni e pubblicata sull''Italian Journal of Pediatrics'. Se il consumo frequente riguarda circa il 10% del campione, il 65% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto almeno una volta bevande energetiche. Ma il dato che i pediatri considerano più preoccupante è la precocità dell'esposizione: il 39,2% ha iniziato prima dei 12 anni e il 49% tra 12 e 14. E questo benché le principali società pediatriche raccomandino di evitarne il consumo sotto i 18 anni.
A differenza di altri Paesi europei - spiega la Sip - oggi in Italia non esiste alcun limite di età per l'acquisto degli energy drink, liberamente disponibili nei supermercati e promossi anche attraverso lo sport, i social media e la pubblicità. Proprio nei giorni scorsi, invece, il Governo britannico ha confermato che da aprile 2027 in Inghilterra sarà vietata agli under 16 la vendita delle bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina, quelle con oltre 150 milligrammi per litro. Il divieto riguarderà tutti i canali di vendita: negozi, bar e ristoranti, distributori automatici e piattaforme online. Si tratta di tutelare la salute dei giovanissimi, sottolineano i pediatri italiani. "Le bevande energetiche non sono semplici bibite - avverte il presidente della Sip, Rino Agostiniani - Quando parliamo di energy drink parliamo di un concentrato di stimolanti. Non agisce solo la caffeina, ma un insieme di sostanze (taurina, guaranà, L- carnitina etc) che possono avere un effetto sinergico. Nei bambini e negli adolescenti questi 'mix' non sono adeguatamente studiati. Ecco perché andrebbero evitate nei minori di 18 anni e sotto i 12 anni l'attenzione deve essere ancora maggiore: non esiste una dose sicura, perché il cervello e il sistema cardiovascolare sono ancora in pieno sviluppo e l'organismo è più vulnerabile agli effetti della caffeina e degli altri stimolanti”.
"Le evidenze scientifiche - afferma Elena Bozzola del gruppo di studio Adolescenza della Sip - indicano che i possibili rischi riguardano il sistema cardiovascolare e quello neurologico. In particolare, vi è il rischio di un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca; nei soggetti predisposti sono stati descritti disturbi del ritmo cardiaco, che possono essere pericolosi in quei soggetti in cui non si è ancora giunti alla diagnosi di una patologia cardiaca. A questo si aggiungono disturbi del sonno, irritabilità, ansia e interferenze con i meccanismi di maturazione cerebrale, in una fase in cui il sistema nervoso è ancora in evoluzione. E un dato su cui bisogna riflettere è che è facile reperirli. Le ragioni più frequenti per cui i partecipanti hanno iniziato ad assumere bevande energetiche sono state il fatto di averle trovate al supermercato, i consigli degli amici e la pubblicità su Internet o in televisione”.
Ma cosa sanno i teenager sui pericoli degli energy drink? Oltre la metà degli adolescenti intervistati (52%) riconosce che le bevande energetiche possono comportare rischi per la salute, riporta la Sip. Ma quando si analizzano le risposte più in dettaglio emergono forti lacune: oltre il 55% non conosce le linee guida ufficiali e quasi 1 ragazzo su 4 ritiene che siano sicuri in adolescenza. La consapevolezza appare quindi più intuitiva che realmente informata. I ragazzi percepiscono un rischio generico, ma non conoscono le conseguenze concrete. Lo studio evidenzia il ruolo della famiglia: in oltre il 40% dei casi, infatti, almeno un familiare consuma energy drink. Quando queste bevande sono presenti nella quotidianità domestica - rilevano i pediatri - i ragazzi iniziano prima, le consumano più frequentemente e percepiscono meno i rischi. Non è solo una questione di disponibilità del prodotto, ma di normalizzazione del comportamento. "Il modello genitoriale resta uno dei fattori più potenti nella costruzione dei comportamenti di salute", rimarca Agostiniani. Per questo "la prevenzione non può essere rivolta solo ai ragazzi: serve un'alleanza con le famiglie”.
La ricerca della Sip ha analizzato 4 gruppi: atleti, pazienti con disturbi del comportamento alimentare, altri pazienti ricoverati per diverse patologie e un gruppo di controllo di soggetti sani. "Il fenomeno del consumo precoce non riguarda solo contesti di fragilità clinica, ma attraversa tutti i gruppi, compresi adolescenti sani e sportivi - riferisce Bozzola - Un dato interessante riguarda gli atleti: risultano tra i più consapevoli dei rischi legati al consumo, inclusi tachicardia, ansia e insonnia, ma quasi la metà riferisce comunque un consumo almeno occasionale”.
La facilità con cui gli energy drink possono essere acquistati contribuisce a renderne il consumo normale anche tra i più giovani, osserva la Sip. E se è vero che in Italia, a differenza di quanto sta avvenendo in altri Paesi europei, non sono previsti limiti di età alla vendita, oltre un terzo degli adolescenti coinvolti nello studio si dichiara favorevole all'introduzione di regole più restrittive. "Abbiamo davanti un fenomeno diffuso, precoce e ancora sottovalutato. I dati ci dicono che servono più informazione, più prevenzione e una riflessione seria su possibili misure di tutela. La salute dei nostri ragazzi - ammonisce Agostiniani - viene prima di qualsiasi strategia commerciale”.
Tumori, 'per i neuroendocrini servono percorsi di cura più efficaci', Position paper detta 5 priorità
Milano, 21 lug. (Adnkronos Salute) - "Nei tumori neuroendocrini la disponibilità di nuove opzioni terapeutiche rende ancora più urgente un'evoluzione dei percorsi assistenziali. Diagnosi spesso tardive, sintomi non specifici, frammentazione degli accertamenti e disomogeneità territoriali possono infatti rallentare l'identificazione dei pazienti e il loro accesso ai centri specialistici". E' il quadro che emerge dall'evento 'Tumori neuroendocrini, oltre la rarità: dai reali bisogni alle possibili soluzioni', promosso dal senatore Guido Quintino Liris, membro della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti clinici e associazioni dei pazienti. Durante i lavori, ospitati nella Sala Zuccari del Senato, è stato presentato il Position paper 'Tumori neuroendocrini: dalla diagnosi tardiva alla presa in carico specialistica. Rafforzare i percorsi, ridurre la frammentazione, preparare l'accesso all'innovazione', redatto con il supporto non condizionante di Ipsen. Il documento indica 5 priorità al Servizio sanitario nazionale.
"I tumori neuroendocrini sono patologie rare e ancora poco conosciute, per le quali è fondamentale promuovere una maggiore informazione e sensibilizzazione, così da favorire diagnosi più tempestive - dichiara il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo messaggio di saluto - Allo stesso tempo, occorre rafforzare percorsi di cura efficienti, multidisciplinari e omogenei sul territorio, per garantire a tutti i pazienti una presa in carico appropriata e un accesso equo alle opportunità offerte dall'innovazione terapeutica. Questa è la direzione in cui il Servizio sanitario nazionale deve continuare a investire, per assicurare risposte sempre più appropriate e vicine ai bisogni dei pazienti".
Il Position paper rappresenta per gli estensori del documento "una proposta di lavoro rivolta alle istituzioni nazionali e regionali, alla comunità scientifica e a tutti gli attori coinvolti nell'assistenza ai pazienti con tumori neuroendocrini, con l'obiettivo di rafforzare i percorsi diagnostico-terapeutici, ridurre le disuguaglianze territoriali e consentire un accesso più tempestivo e appropriato alle innovazioni disponibili". Afferma Liris: "Nel percorso di cura dei pazienti con tumori neuroendocrini, la tempestività della diagnosi e la qualità dell'organizzazione assistenziale sono fattori decisivi. Le innovazioni terapeutiche oggi disponibili offrono prospettive sempre più importanti, ma il loro pieno potenziale può essere espresso solo all'interno di percorsi diagnostico-terapeutici strutturati, di una presa in carico multidisciplinare e di una rete assistenziale capace di accompagnare il paziente in ogni fase della malattia. Rafforzare questi strumenti significa garantire un accesso più equo alle cure e trasformare l'innovazione in un beneficio concreto per tutti i pazienti”.
I tumori neuroendocrini (Net) - spiega una nota - sono neoplasie rare e complesse, che rappresentano meno dello 0,5% dei tumori maligni, ma che hanno un impatto assistenziale significativo per la lunga sopravvivenza dei pazienti e per la necessità di monitoraggio e cure specialistiche nel tempo. La variabilità biologica della malattia, l'eterogeneità delle manifestazioni cliniche e la frequente aspecificità dei sintomi rendono particolarmente complesso il percorso che conduce alla diagnosi. Il Position paper nasce dall'esigenza di affrontare una sfida sempre più rilevante per il Servizio sanitario nazionale: trasformare il progresso scientifico e terapeutico in un beneficio concreto per le persone con tumori neuroendocrini, attraverso percorsi capaci di garantire diagnosi tempestive, corretta caratterizzazione della malattia, presa in carico multidisciplinare e continuità assistenziale. E a questo scopo individua "5 priorità operative: ridurre i ritardi diagnostici e migliorare l'appropriatezza degli accertamenti, evitando percorsi frammentati e ripetizioni non necessarie; rafforzare il network tra territorio, specialisti e centri di riferimento, favorendo l'accesso tempestivo al percorso di cura dei pazienti; promuovere criteri condivisi per diagnosi, caratterizzazione e stratificazione dei pazienti, anche nelle forme incidentali; investire nella formazione dei professionisti sanitari coinvolti nelle diverse fasi del percorso; valorizzare il ruolo delle associazioni dei pazienti nella definizione dei bisogni e dei modelli assistenziali”.
Dal confronto tra gli esperti e i rappresentanti dei pazienti è emerso come la fase precedente alla diagnosi rappresenti ancora uno dei principali punti critici. I sintomi spesso sfumati o comuni ad altre condizioni possono determinare percorsi lunghi, con il coinvolgimento di diversi specialisti prima dell’arrivo presso un centro con esperienza dedicata. "Nei tumori neuroendocrini la sfida oggi non riguarda soltanto la disponibilità di nuove terapie, ma la capacità del sistema di individuare rapidamente i pazienti che possono beneficiarne. La multidisciplinarietà e la presenza di reti organizzate sono fondamentali per garantire una corretta caratterizzazione della malattia e una scelta terapeutica appropriata", sostiene il panel dei clinici composto da Nicola Fazio, direttore Programma Tumori dell'apparato digerente e neuroendocrini, Istituto europeo di oncologia (Ieo) Milano, e responsabile del Centro di eccellenza Enets per le neoplasie neuroendocrine dell'apparato digerente e tumori neuroendocrini toraci; Francesco Panzuto, Centro di eccellenza Enets per i tumori neuroendocrini, Aou Sant'Andrea Roma; Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità e direttore Dipartimento assistenziale integrato di Endocrinologia, Diabetologia, Andrologia e Nutrizione, università degli Studi di Napoli 'Federico II'; e Maria Luisa De Rimini, già direttore Uoc Medicina nucleare, Aorn ospedali dei Colli, Monaldi.
Un ruolo centrale nel Position paper è riservato anche alla prospettiva dei pazienti. Oltre all'accesso alle terapie, infatti, emergono bisogni legati alla continuità assistenziale, alla disponibilità di informazioni chiare dopo la diagnosi, alla gestione dei sintomi, alla qualità della vita e alla possibilità di essere accompagnati lungo un percorso complesso. "Per le persone con tumore neuroendocrino la cura non coincide soltanto con la terapia. Significa poter contare su informazioni corrette, su professionisti che collaborano e su un percorso riconoscibile, indipendentemente dal luogo in cui si vive. Ridurre la frammentazione significa migliorare concretamente l’esperienza dei pazienti e delle loro famiglie", sostiene il panel delle associazioni pazienti composto da Net Italy Ets, Ainet Odv - Vivere la Speranza e La Lampada di Aladino Ets.
"L'evoluzione terapeutica - conclude Irina Zotova, presidente e amministratore delegato Ipsen Italia - rappresenta una straordinaria opportunità, ma deve essere accompagnata anche da un'innovazione dei modelli organizzativi. Ecco perché il nostro impegno non si esaurisce nello sviluppo di soluzioni terapeutiche, ma comprende anche la promozione del dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni dei pazienti, così da contribuire alla costruzione di percorsi più efficaci, sostenibili e centrati sui bisogni delle persone”.
Cucurella ha seppellito una moneta prima della finale Mondiale, Capdevilla svela il segreto
Roma, 21 lug. (Adnkronos) - Perché seppellire una moneta prima della finale del Mondiale 2026? Marc Cucurella, giocatore chiave nella vittoria della Spagna sull'Argentina nella finale dei Mondiali del 2026, ha seguito il consiglio di Joan Capdevila, altro terzino, vincitore del titolo nel 2010 con le Furie Rosse. Prima della finale, vinta ai tempi supplementari contro Messi e compagni per 1-0, il neo acquisto del Real Madrid di Mourinho ha seppellito una moneta sul campo del MetLife Stadium di New York, sede della partita.
Questo gesto non era affatto insignificante, dato che l'ex terzino sinistro Capdevilla lo aveva già compiuto prima dell'inizio della "sua" finale di Coppa del Mondo contro l'Olanda durante il torneo sudafricano. All'epoca, la Spagna si assicurò il suo primo Mondiale vincendo con lo stesso punteggio. E' stato lo stesso Capdevila a rivelare l'episodio sui social media, pubblicando un video del suo connazionale che seppellisce la moneta sotto il manto erboso. "Vi svelerò un segreto. Nel 2010, ho seppellito una moneta nell'erba prima dell'inizio della partita", ha confessato il giocatore con 60 presenze in nazionale spagnola. "Ho chiesto a Cucurella di fare la stessa cosa. Marc, ti voglio molto bene. Sei un campione del mondo!”.
Tumori, Panzuto (Net Center): "C'è consapevolezza su neuroendocrini, manca integrazione tra centri”
Roma, 21 lug. (Adnkronos Salute) - "In Italia esistono molti centri di riferimento, molte realtà e, soprattutto, esistono la conoscenza e la competenza nei confronti dei tumori neuroendocrini. Quello che dobbiamo probabilmente migliorare e su cui dobbiamo lavorare è la condivisione, rendere queste realtà più visibili e riconoscibili, e valorizzare l'integrazione esistente tra i vari centri". Lo ha detto Francesco Panzuto, direttore del Centro tumori endocrini dell'azienda ospedaliera universitaria Sant'Andrea di Roma e membro del Centro di eccellenza Enets - European Neuroendocrine Tumor Society, prendendo parte all'incontro 'Tumori neuroendocrini, oltre la rarità: dai reali bisogni alle possibili soluzioni', promosso oggi al Senato dal senatore Guido Quintino Liris con il supporto non condizionante di Ipsen.
"L'obiettivo è dunque aumentare la consapevolezza, ma anche mettere in contatto le varie realtà presenti sul territorio italiano, poiché è probabilmente di questo che c'è ancora bisogno nell'interesse dei pazienti", spiega lo specialista. Per Panzuto "competenze, conoscenze e opportunità di cura sono ben distribuite su tutto il territorio nazionale. Dobbiamo però ricordare che i tumori neuroendocrini sono una patologia complessa che necessita di una gestione multidisciplinare - evidenzia - La difficoltà talvolta è proprio questa: trovare e far coesistere nello stesso punto, nello stesso centro, le competenze di tutte le discipline coinvolte". Dunque per l'esperto "non è un problema di differenza Nord-Sud o di Regione verso Regione. È un problema di condivisione e di consapevolezza”.
Tumori, Colao (Css): "Per neuroendocrini occorrono informazione e formazione”
Roma, 21 lug. (Adnkronos Salute) - "I tumori neuroendocrini sono rari, ma sono tanti. Bisogna essere preparati al fatto che questo tipo di malattia può insorgere con sintomi molto variegati e molto diversi, poiché diversi sono gli organi in cui il tumore può avere origine. La parola chiave è quindi lo studio, l'informazione, la formazione del personale e, se vogliamo, il miglioramento degli strumenti diagnostici che oggi abbiamo a disposizione". Sono le parole di Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e direttore Dipartimento assistenziale integrato di Endocrinologia, Diabetologia, Andrologia e Nutrizione presso l'università degli Studi di Napoli 'Federico II', oggi al Senato nel corso dell'incontro 'Tumori neuroendocrini, oltre la rarità: dai reali bisogni alle possibili soluzioni', promosso dal senatore Guido Quintino Liris con il supporto non condizionante di Ipsen.
"La fortuna - spiega - è che questi tumori esprimono praticamente sempre un recettore che appartiene alla famiglia dei recettori dei neurotrasmettitori - spiega - e quindi lo possiamo in qualche modo individuare e visualizzare. Questo ci è utile non solo per una diagnosi tempestiva, ma anche per una terapia che diventerà sempre più personalizzata”.
"Il cittadino - avverte Colao - deve sapere che tanti sintomi diversi, che possono andare dal banale ingombro addominale, con sintomi sfumati di cattiva digestione che si ripetono troppo spesso nel tempo, fino a un picco pressorio, a una vampata, a una sudorazione importante o a un rossore al volto, possono in realtà essere l'espressione di questi tumori”.
Tumori, Fazio (Ieo): "In neuroendocrini attivare percorso cura al primo sospetto”
Roma, 21 lug. (Adnkronos Salute) - "La vera esigenza del mondo dei tumori neuroendocrini è creare e validare un percorso omogeneo del paziente che venga attivato il prima possibile, al primo sospetto diagnostico o alla prima diagnosi. Il paziente dovrebbe essere incanalato in un percorso che dovrebbe essere il più uniforme possibile sul territorio nazionale". Così Nicola Fazio, direttore Programma Tumori dell'apparato digerente e neuroendocrini Ieo - Istituto europeo di oncologia di Milano e responsabile del Centro di eccellenza Enets - European Neuroendocrine Tumor Society per le neoplasie neuroendocrine dell'apparato digerente e tumori neuroendocrini toraci, partecipando oggi all'incontro organizzato in Senato 'Tumori neuroendocrini, oltre la rarità: dai reali bisogni alle possibili soluzioni', promosso dal senatore Guido Quintino Liris con il supporto non condizionante di Ipsen.
Il convegno ha riunito istituzioni, clinici e associazioni pazienti per cercare risposte ai bisogni insoddisfatti di chi convive con queste forme oncologiche rare e spesso difficili da riconoscere, e tra le principali necessità emerge quella di tradurre in percorsi di diagnosi, presa in carico e cura tempestivi le innovazioni diagnostiche e terapeutiche oggi disponibili. L'oncologo sottolinea però che, pur essendo "necessaria nel mondo dei tumori neuroendocrini", l'innovazione "da sola non è sufficiente", perché si tratta di "malattie eterogenee, varie oltre che rare", per le quali "occorre una competenza multispecialistica". Per Fazio occorre inoltre "una presa in carico del paziente a tutto tondo e una strategia diagnostico-terapeutica che non può che essere fatta solo con una competenza multispecialistica”.
Si ritira l'arbitro Taylor 'incubo dei romanisti': "Pressione intensa e attenzione costante”
Roma, 21 lug. (Adnkronos) - L'arbitro di calcio inglese Anthony Taylor ha annunciato il suo ritiro con effetto immediato, una volta terminati i Mondiali 2026, sottolineando l'impatto dell'intensa pressione del ruolo. Taylor, 47 anni, ha avuto una carriera ventennale, con 831 partite, la sua ultima delle quali è stata la vittoria per 1-0 della Spagna contro il Portogallo negli ottavi di finale dei Mondiali, il 6 luglio. Prima di diventare arbitro professionista, lavorava come agente penitenziario ed è stato inserito per la prima volta nella lista della Football League all'inizio della stagione 2006-07. La promozione in Premier League è arrivata nel 2010, dove ha diretto 432 partite della massima serie inglese e ha arbitrato tutte le principali finali di coppa nazionale.
Complessivamente, ha arbitrato 668 partite nel calcio professionistico inglese. Ne saranno contenti i tifosi della Roma, visto che era 'l'incubo dei romanisti'. Noto in Italia soprattutto per aver arbitrato la finale di Europa League del 2023 fra Siviglia e Roma, con le innumerevoli critiche piovutegli addosso da parte dell'allora tecnico giallorosso José Mourinho, che lo aveva atteso nel parcheggio, per gli episodi durante la partita a sfavore dei capitolini. "Arbitrare ai massimi livelli è stato un immenso privilegio, ma la pressione è intensa e l'attenzione è costante. È giunto il momento di farmi da parte e guardare avanti verso il prossimo capitolo della mia carriera", ha detto Taylor attraverso l'organismo arbitrale "Pro Ref".
L'arbitro, originario di Wythenshawe, che figurava nell'elenco degli ufficiali di gara della FifaA da 14 anni, era stato selezionato anche per i Mondiali del 2022 e per gli Europei del 2020 e del 2024. Complessivamente, ha arbitrato 163 partite internazionali. Taylor era stato anche inserito nella rosa dei candidati per arbitrare la finale dei Mondiali del 2022, ma è stato escluso a causa delle tensioni politiche tra l'Inghilterra e l'Argentina, finalista del torneo. Howard Webb, responsabile degli arbitri presso Pro Ref, ha dichiarato: "Anthony ha dato un contributo fantastico al calcio per molti anni, sia a livello nazionale che internazionale. Gli è stata ripetutamente affidata la direzione delle partite più importanti. Lo ringraziamo per il suo immenso contributo al calcio e gli auguriamo ogni successo per il prossimo capitolo della sua carriera”.


