Morrissey, a Cernobbio il ritorno del romantico irregolare
Cernobbio, 20 lug. (Adnkronos) - Cosa si inventerà stavolta Morrissey, il solo, unico e ineguagliabile (per fortuna) Moz? Nei giorni scorsi è stato persino immortalato sui Navigli di Milano, rigorosamente vestito di nero, nonostante il caldo torrido. Un’immagine che, conoscendo il personaggio, non sorprende affatto gli irriducibili. In molti, fino all’ultimo, non avrebbero scommesso sul concerto di questa sera - lo annullerà? Forse, chissà - perché con Morrissey nulla è mai davvero garantito. E invece ha fatto centro anche stavolta. Il ritorno in Italia passa dal Lake Sound Park di Cernobbio, all’ex Galoppatoio di Villa Erba, prima di due date estive nel nostro Paese (la seconda sarà il 21 luglio ad Asti), davanti a un pubblico arrivato da tutta Italia e dall’estero per vedere un artista che continua a sfuggire a qualsiasi definizione. Villa Erba, del resto, non è una location qualsiasi. È stata la dimora di Luchino Visconti, uno dei registi che Morrissey ha sempre venerato, insieme a Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini. Non è un dettaglio secondario: da anni Morrissey apre i propri concerti con sequenze tratte dal grande cinema italiano, tra musica e immagini. Al regista di 'Rocco e i suoi fratelli' - film che lui stesso definì ‘fantastico’ - dedicò persino 'You Have Killed Me', uno dei tributi più espliciti del suo repertorio alla cultura italiana.
Sulle rive del lago di Como, davanti al palco, si ritrovano, fedeli fino all’ultimo, fan di ogni età: chi segue Morrissey dai tempi degli Smiths, chi sfoggia magliette con il suo volto e chi è arrivato accompagnato dai genitori. Con lui non esistono vie di mezzo: o devozione assoluta oppure un rifiuto altrettanto netto. È sempre stato così e, probabilmente, è proprio ciò che ha contribuito a renderlo unico. Romantico, egocentrico, poeta e provocatore. Cosa non si è scritto su questo 67enne, al secolo Steven Patrick Morrissey, l’antidivo più affascinante della musica britannica. Per tutti è semplicemente 'Moz' o 'Mozzer', come lo chiamano i fan più affezionati, soprannome coniato nel 1983 dall’ex compagno d’avventura Johnny Marr. Un nomignolo diventato ormai inseparabile dalla sua figura, anche se lui ha più volte ammesso di amarlo e odiarlo allo stesso tempo. Ogni concerto di Morrissey è una piccola scommessa: fino a quando non mette piede sul palco nulla è davvero garantito. Negli anni i concerti annullati all’ultimo momento, le polemiche e le uscite pubbliche spesso incendiarie sono diventati parte integrante del personaggio quanto i suoi dischi.
La serata a Cenrobbio si apre con il tradizionale montaggio video che precede il suo ingresso: un flusso di immagini che accosta senza alcuna logica apparente la guerra in Vietnam, i Sigue Sigue Sputnik, i Kraftwerk, David Bowie, Little Tony e persino gli Interpol. Alle 21.45 Morrissey compare sul palco accompagnato dalla sua band di cinque musicisti. Camicia nera lasciata aperta sul petto - che nel corso della serata sostituirà prima con una gialla e poi con una t-shirt blu -, cembalo tra le mani e un mazzo di fiori infilato nei jeans: cita Anna Magnani e viene accolto da un boato del pubblico. Anche i fiori fanno parte della sua mitologia: li introdusse ai tempi degli Smiths, durante i concerti all’Haçienda di Manchester, come risposta alla grigia periferia della città e in omaggio a Oscar Wilde, uno degli autori che più hanno influenzato il suo immaginario. Da allora non li ha più abbandonati e durante lo show esibisce tre diversi mazzi.
L’avvio è affidato a 'Billy Budd', quindi segue ‘I Just Want To See The Boy Happy’, con le maracas che fa volteggiare prima di scagliarle contro il maxischermo Tra un brano e l’altro alterna ironia e riflessioni taglienti. “Mi chiamo Massimo, vivo a Milano e suono l’ukulele. Imito i pappagalli e ho uno show tv per i bambini” scherza presentando la band e poi sé stesso. Ma non è l’unica nota ironica. Prima di ‘How Soon Is Now?’ dice che la canzone parla del fatto che "se vi sentite soli, beh lo siete”. Con due foulard si asciuga il sudore, si copre il volto, li infila nella tasca dei pantaloni e poi li indossa a mò di gonnellina. "I vestiti possono renderti molto sexy", scherza. Poco dopo finiranno tra le mani di qualche fortunato delle prime file. “È stato doloroso?", chiede al pubblico dopo 'Shoplifters of the World Unite'. "Devo andare avanti?". Qualcuno gli porge un pacchetto regalo. "Spero siano soldi", commenta mettendolo da parte. Dalle prime file si alza un "Patrick, sei Dio". Lui sorride e replica: “Qualcos'altro? Non siate così sciocchi”.
Accanto ai classici trovano spazio diversi pezzi di 'Make-Up Is A Lie', uscito nel marzo scorso dopo un percorso lungo e accidentato tra cambi di etichetta, pubblicazioni rinviate e album rimasti bloccati per anni. Tra quelli che convincono maggiormente ci sono la title track e 'Notre-Dame', che riprende le teorie complottiste sull’incendio della cattedrale di Parigi del 2019. Ma sono le canzoni degli Smiths a rendere l’atmosfera completamente differente. 'A Rush and a Push and the Land Is Ours' riporta il pubblico ai fasti della band mentre 'How Soon Is Now?', forse il brano più iconico degli Smiths, conferma come la sua voce conservi ancora la stessa elegante malinconia. Su 'Irish Blood, English Heart' le luci si tingono di rosso e il suono si fa ancora più affilato. C’è chi lo osserva quasi ipnotizzato e chi continua a gridargli "Grazie, Patrick". Tutti, indistintamente, cantano ogni parola. Negli anni Ottanta Morrissey era il simbolo dell’emarginato capace di trasformare inquietudini e fragilità in poesia. Oggi le sue dichiarazioni fanno spesso più rumore delle sue canzoni ma il finale dimostra quanto il legame con il pubblico sia ancora fortissimo.
Accenna il ritornello di 'Girlfriend in a Coma', trasformandolo ironicamente in "Girlfriend in Lake Como", prima di salutare con una delle sue uscite surreali: "Vi amerò per sempre, finché la polizia non mi porterà via e mi seppelliranno". Nel bis, con 'There Is a Light That Never Goes Out' canta tutto il pubblico. Morrissey la interpreta indossando una t-shirt blu che poco dopo si sfila, restando a petto nudo. Il pubblico lo amerà per sempre. Le polemiche non hanno mai scalfito il suo magnetismo: Steven Patrick Morrissey continua a dare voce alla malinconia con un’ironia tagliente, conquistando chi lo segue dagli anni Ottanta e chi lo scopre oggi. Anche il contesto contribuisce alla riuscita della serata. Incastonato tra il lago e le montagne, il Lake Sound Park si conferma una delle venue estive più piacevoli del panorama italiano: raccolta, vivibile, lontana dal caos dei grandi festival, con un’atmosfera quasi da piccola oasi. Giunto alla quinta edizione, il festival affianca alla musica un’area ricca di proposte, tra market di abbigliamento vintage, vinili e artigianato, oltre a un’offerta gastronomica curata, senza che tutto questo finisca per rubare la scena ai concerti. (di Federica Mochi)
Covid: reintegro medici no Vax radiati, anestesisti Siaarti: "Pericoloso precedente”
Roma, 20 lug. (Adnkronos Salute) - La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) esprime profonda preoccupazione e ferma contrarietà rispetto all'emendamento approvato dalla Commissione Affari sociali della Camera nell'ambito del disegno di legge delega per la riforma delle professioni sanitarie. La disposizione - ricostruisce la società scientifica in una nota - consente ai sanitari radiati per fatti non dolosi connessi alla pandemia da Sars-CoV-2 di presentare una richiesta di reiscrizione all'Albo professionale alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie. A giudizio di Siaarti, “questa possibilità apre la strada al ritorno all'esercizio della professione di medici radiati per avere diffuso posizioni no-vax, informazioni false sui vaccini o terapie prive di fondamento scientifico. Non si tratta di semplici opinioni personali, ma di condotte valutate dagli organi professionali competenti e ritenute incompatibili con i doveri scientifici, deontologici e professionali del medico. Durante la pandemia, mentre migliaia di medici, infermieri e professionisti sanitari affrontavano una pressione assistenziale senza precedenti, in particolare nelle Terapie intensive, alcuni medici utilizzavano l'autorevolezza del proprio ruolo per alimentare la sfiducia nei vaccini, nelle campagne di prevenzione e nelle istituzioni sanitarie”.
La libertà di opinione, secondo Siaarti “non può giustificare la diffusione di informazioni false in ambito sanitario. Chi esercita la professione medica ha il dovere di fondare le proprie indicazioni sulle migliori evidenze scientifiche disponibili e di tutelare la salute dei pazienti, soprattutto nei momenti di emergenza. Il principio del ‘primum non nocere’ impone al medico di non mettere mai a rischio, prima di tutto, la salute di chi si affida alle sue cure: un dovere che nessuna opinione personale può superare”. Consentire una procedura straordinaria di reiscrizione rischia inoltre di “delegittimare le decisioni adottate dagli Ordini professionali al termine di procedimenti individuali e di compromettere la loro autonomia”. Il Parlamento, per gli anestesisti “non dovrebbe sovrapporsi con una disposizione generale a valutazioni disciplinari assunte dagli organi competenti a tutela dei cittadini”.
Siaarti ritiene che questa norma crei un precedente grave per la sanità pubblica e per la gestione di future emergenze sanitarie. Se condotte professionali già giudicate incompatibili con l'esercizio della medicina possono essere rimesse in discussione attraverso un intervento politico - conclude la nota - si indeboliscono il sistema disciplinare, la credibilità della professione e la capacità delle istituzioni di contrastare la disinformazione scientifica. Siaarti chiede pertanto che la disposizione venga eliminata nelle successive fasi dell'iter parlamentare e invita il Parlamento a rispettare l'autonomia degli Ordini professionali, a difendere il valore della scienza medica e a garantire la tutela della salute dei cittadini.
Contratti: Fai Flai e Uila, rinnovato integrativo 2026-2029 per 4.000 lavoratori
Roma, 17 lug. (Adnkronos) - Le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, unitamente al Coordinamento nazionale delle Rsu, hanno sottoscritto nella giornata di giovedì 16 luglio il rinnovo del contratto integrativo del gruppo Barilla per il quadriennio 2026-2029, che interessa una platea di circa 4.000 lavoratrici e lavoratori. Ne danno notizia i sindacati in una nota. Dal punto di vista economico e normativo sono state introdotte significative novità . Il premio nel quadriennio sarà pari a 12.680 euro che potrà essere ulteriormente incrementato (fino al 30% in più). Dal punto di vista normativo, è stato rafforzato il sistema di relazioni industriali rafforzando il diritto di informazione e consultazione con il Coordinamento sindacale e la Rsu sugli investimenti in Intelligenza Artificiale, e istituito il Comitato Ristretto quale sede di tempestivo confronto nazionale sulle strategie del Gruppo. Novità anche per quanto riguarda i temi della diversità e inclusione, della condivisione dei dati sulle politiche di sostenibilità ambientale e sociale, della conciliazione dei tempi di vita professionale e privata con l’introduzione di specifici e ulteriori permessi per l’inserimento all’asilo nido e alla materna, per la malattia dei figli, per assistere i genitori ultra settantacinquenni e per sostenere gli eventuali percorsi preadottivi. Importante, inoltre, la previsione di una copertura economica ulteriore per il prolungamento del periodo di comporto relativo alle persone con disabilità.
Di grande rilevanza la previsione di un limite massimo di durata dello staff leasing (24/30 mesi) in un’ottica di progressiva stabilizzazione di questi lavoratori come dipendenti Barilla. Per quanto attiene la formazione sono state previste almeno 10 ore annue aggiuntive alla formazione obbligatoria a lavoratore ed il coinvolgimento dei delegati sulla formazione, mentre in tema di salute e sicurezza è stata introdotta la possibilità per gli Rls di richiedere ulteriori incontri anche sull’impatto degli investimenti in digitalizzazione, automazione e intelligenza artificiale. Grande attenzione è stata data al tema degli appalti escludendo dagli stessi l’attività di confezionamento e impegnando l’azienda alla verifica dell’applicazione delle clausole sociali previste dai contratti collettivi della società appaltatrice. “L'accordo raggiunto migliora sensibilmente le tutele normative ed economiche delle persone in Barilla e testimonia la positività ed efficacia delle relazioni sindacali nel Gruppo” concludono le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil “la parola passa ora alle lavoratrici e ai lavoratori che saranno chiamate ad esprimersi sull’intesa nelle assemblee”.
Marchisio dalla Kings League al ct dell'Italia: "Punterei su Guardiola". E sulla Juve "Strada lunga ma sono fiducioso”
Roma, 20 lug. (Adnkronos) - "La finale del Mondiale 2026 è stata una sfida tra la qualità, contro il gruppo e il carattere. L'Argentina ha provato ma c'era un divario importante con la Spagna. Forse la finale più giusta sarebbe dovuta essere con la Francia, ma è stato un Mondiale importante. Non l'ho seguito tutto, ma è bello vedere quanta qualità c'è in giro ed è triste per noi italiani perchè non siamo ad un Mondiale da tante edizioni". Lo ha detto l'ex giocatore bianconero Claudio Marchisio, Head of Competition della Kings League, in una round table con i media tra cui l'Adnkronos, sulla Kings World Cup Clubs 2026, in programma a Milano dal 26 luglio al 1° agosto, parlando del Mondiale di calcio appena concluso con la vittoria della Spagna in finale contro l'Argentina. L'ex azzurro ha anche parlato dell'Italia e dell'attesa del nuovo ct. "Si sono fatti nomi importanti o di sorpresa, ma la decisione deve essere presa su un progetto a quattro anni. L'Italia ha bisogno di preparare un gruppo che ci dia la certezza di tornare sul quel palcoscenico li, dove manchiamo da troppo tempo. Io chi avreichiamato al posto di Maldini? Io ci avrei provato con Guardiola seriamente, si potrebbe andare a fare un progetto a medio-lungo termine che parta anche dal basso". Da tempo si parla di un possibile contatto con Guardiola che Paolo Maldini e Leonardo potrebbero aver incontrato già a Barcellona per parlare del progetto.
Marchisio ha poi parlato di uno dei protagonisti della Coppa del Mondo che è anche coinvolto nella Kings League, lo spagnolo Lamine Yamal. "Si presenterà domenica a Milano con la coppa del mondo....", ha scherzato Marchisio. "Lui è un ragazzo molto giovane, chi meglio di lui può essere portatore di novità nel mondo Kings. Ha appena vinto un mondiale, ha 19 anni, ed arrivava da un infortunio importante. A volte si chiede troppo ai giovani. Lui è un giocatore sensazionale e il mondiale la Spagna lo ha vinto anche per merito suo, anche se non ha fatto quello che tutti si aspettavano". Molto hanno fatto discutere le immagini finali con la rissa tra alcuni giocatori dopo la finale. "Il fair play? Nel mondo Kings siamo molto attenti a questo, perché si rischia di perdere il controllo ma c'è sempre stato grande dialogo. L'Argentina? E' nel loro dna accendere un po' le partite, ma dispiace vedere nel capitolo conclusivo di un mondiale un finale di gara così, dove c'è chi ha trovato il tempo di rovinare un finale che poteva essere diverso, abbiamo visto cose abbastanza raccapriccianti per una finale di un mondiale”.
"La nuova Juve? Manca ancora tempo. Si sono presentati da pochi giorni e non con tutta la rosa disponibile, la strada è ancora lunga. Il mercato non è ancora partito, ma sono fiducioso sul fatto che le persone che sono state prese in società possono fare un ottimo lavoro questa estate", ha detto l'ex giocatore bianconero Claudio Marchisio. "Il rilancio di Douglas Louiz con Spalletti? E' un giocatore di qualità, lo si vede anche per le potenzialità che ha, ma bisogna ovviamente costruire una squadra. Nell'equilibrio del campionato, forse Inter a parte, non ci sono squadre piu avanti, ma bisogna costruire il reparto centrocampo, che ho sempre ritenuto fondamentale, con piu affidabilità, e la juve deve trovare il mix giusto", ha aggiunto Marchisio che è uno dei volti della Kings League.
"Milano ospiterà per la prima volta la Kings Cup, con 27 partite in sette giorni, ci auguriamo sia un grandissimo spettacolo. Ci saranno i migliori club e il livello è molto alto. Tanti i protagonisti del mondo del calcio ma anche creator e atleti, ci aspettiamo un grandissimo livello e siamo curiosi di vedere come le squadre si sono preparate. Dopo il mondiale per club la Kings League tornerà con la competizione 2026-2027 ma non vediamo l'ora di vedere queste sfide". La Kings World Cup Clubs è la competizione internazionale per club della Kings League e nel 2026 si svolgerà a Milano, per la prima volta in Italia. L’edizione milanese rappresenterà il terzo appuntamento nella storia del torneo, dopo le prime due edizioni disputate in Messico nel 2024 e a Parigi nel 2025. Il torneo vedrà sfidarsi 16 squadre dell’ecosistema globale della Kings League, provenienti dalle sette competizioni regionali, per conquistare il titolo di Campione del Mondo Kings League. L’evento riunirà in un’unica venue - la Kings League Arena di Cologno Monzese - campioni del calcio, content creator, icone sportive e community di tifosi. Tra i protagonisti del torneo figurano alcune delle più importanti stelle del calcio internazionale, tra cui Lamine Yamal (La Capital CF -; Kings League Spagna), Neymar Jr. (Furia FC - Kings League Brasile), James Rodríguez (Atlético Parceros - Kings League Messico) e Hasan Salihamid (No Rules FC - Kings League Germania).
"Credo di aver portato oltre alla mia esprienza anche la mia professionalità. Era tutto nato come una grande novità ma si è trasformato sempre di più in professionismo. Quest'anno lo abbaimo vissuto tanto, abbiamo visto uno step in più anche per la preparazione del mondo Kings. Margini futuri? E' un progetto giovane ma in continua evoluzione, lo abbiamo visto sin dall'inizio e abbiamo visto che il livello si è sempre più alzato e ce lo stanno dimostrando tutti quanti. Ogni edizione potrà crescere sempre di più e vedo un futuro importante, con nuovi progetti e grande voglia di raccontarlo", ha sottolineato l'ex centrocampista della Juventus. La Kings League guarda sempre di più anche verso i giovani con la novità delle scuole calcio. "Da quando sono in Kings ho visto nei settori giovanili pofessionistici molto interesse per come è costruita la Kings League", ha aggiunto Marchisio che porterebbe alcune regole nel calcio tradizionale. "Sarebbe molto bello non avere più i pareggi. Rimanere fino all'ultimo e sapere che o si vince o si perde è più attrattivo. Poi della Kings mi ha colpito la parte piu sportiva degli atleti, calciatori, alcuni entrati nel mondo Kinks per diventare migliori, ma molto stanno dando calciatori di B o C che sono entrati o le Legends. Il calcio può rubare quacosa alla Kings? Parliamo di due prodotti diversi, uno con una grande tradizione ed uno appena nato ma che ha portato cose molto interessanti", ha concluso Marchisio.
Giornata neurologia, Sin: "Benessere del cervello una sfida che riguarda tutti”
Roma, 20 lug. (Adnkronos Salute) - La salute del cervello, una delle grandi sfide sanitarie, sociali e scientifiche del nostro tempo, torna al centro del dibattito pubblico in occasione della Giornata mondiale della neurologia che si celebra il 22 luglio. Con varie iniziative nel territorio, ma anche su radio e social, anche in Italia la ricorrenza sarà l’occasione per aumentare la consapevolezza sull’impatto delle patologie neurologiche e sul ruolo sempre più strategico della neurologia nella tutela della salute pubblica. Le malattie neurologiche rappresentano oggi un’emergenza globale. Secondo il Global Burden of Disease Study dell’Organizzazione mondiale della sanità - informa la Sin-Società italiana di neurologia, in una nota - i disturbi neurologici interessano 3,4 miliardi di persone e costituiscono la prima causa globale di cattiva salute e disabilità. Anche in Italia l'impatto è rilevante: oltre un milione di persone vive con una forma di demenza, circa 300mila con la malattia di Parkinson, 144mila con la sclerosi multipla. A questi numeri si aggiunge l'ictus cerebrale, una delle principali cause di morte e disabilità: ogni anno nel nostro Paese si registrano circa 90mila nuovi casi di stroke, con un impatto sanitario, sociale ed economico rilevante - si stima un costo di oltre 20 miliardi di euro l'anno, tra spesa sanitaria, assistenza e perdita di produttività - con conseguenze sempre più rilevanti per le famiglie, i caregiver e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
L’allungamento dell’aspettativa di vita, la cronicità di molte condizioni neurologiche e la complessità dei percorsi di diagnosi e cura rendono queste patologie una delle principali sfide sanitarie contemporanee, con un impatto crescente sulla qualità della vita delle persone, sulle famiglie e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. La neurologia, infatti - spiega la società scientifica - è oggi chiamata a presidiare un campo sempre più ampio: dalle patologie acute tempo-dipendenti alle malattie neurodegenerative, dalle condizioni croniche alle malattie rare. Proprio queste ultime rappresentano un ambito di particolare rilievo, se si considera che il 40% delle malattie rare è di natura neurologica e richiede competenze specifiche e altamente qualificate.
“La neurologia è una disciplina vasta, complessa - afferma Mario Zappia, presidente Sin - Non si occupa solo di emergenza e urgenza, quindi di patologie tempo-dipendenti come l’ictus ma anche di patologie croniche estremamente complesse: sclerosi multipla, epilessia, Parkinson, malattia di Alzheimer, cefalee. Sono malattie che durano anche decenni e spesso le scelte terapeutiche devono essere via via aggiornate in funzione delle necessità dei pazienti. Richiedono competenze altamente specializzate non solo per l’individuazione e la diagnosi, ma anche per il trattamento nel corso del tempo”. In questo scenario, la formazione del neurologo diventa una leva decisiva. La trasformazione digitale sta cambiando in profondità il modo di fare diagnosi, monitorare i pazienti e organizzare la presa in carico. “La tecnologia sta cambiando il nostro modo di agire - osserva Zappia - pensiamo all’intelligenza artificiale, all’uso sempre più rilevante della telemedicina, dei biosensori per monitorare la quotidianità dei pazienti. Tutte queste competenze richiedono formazione. Il compito della Società Italiana di Neurologia, in questo momento, è quello di dare formazione ai neurologi, non solo ai giovani neurologi ma anche a quelli con grande esperienza alle spalle”.
La formazione, tuttavia, non riguarda solo l’innovazione tecnologica. Secondo la Sin, il neurologo deve poter svolgere un ruolo più incisivo anche nelle relazioni istituzionali e nei processi decisionali che definiscono l’organizzazione dei servizi, il fabbisogno di specialisti e la programmazione sanitaria nei territori. “Spesso le scelte che riguardano il fabbisogno dei neurologi nel nostro Paese vengono determinate senza che i neurologi siano interpellati. Riteniamo invece - precisa Zappia - che il neurologo debba avere voce in capitolo. Per questo stiamo promuovendo una formazione in public affairs, affinché i neurologi possano avere un’interlocuzione reale e credibile con i decisori delle scelte che si andranno a fare nei vari territori”.
Accanto alla diagnosi, alla cura e alla presa in carico, la prevenzione rappresenta uno dei capitoli più innovativi della neurologia contemporanea. Le evidenze scientifiche più recenti indicano che una quota rilevante del rischio neurologico è modificabile: la prevenzione è quindi possibile e deve diventare parte integrante delle strategie di salute pubblica, attraverso interventi precoci, politiche sociali ed educative, promozione di stili di vita sani e riduzione delle disuguaglianze. “La prevenzione è qualcosa di nuovo in ambito neurologico - rimarca il presidente Sin -In neurologia è stata spesso poco considerata, probabilmente perché molte malattie sono state ritenute a decorso ineluttabile. Ma oggi sappiamo, ad esempio, che nell’ambito della demenza abbiamo un 45% di fattori di rischio modificabili”. Da qui la centralità della Brain Health. “La salute del cervello - illustra Zappia - vuol dire prendersi cura di quest’organo importantissimo anche indipendentemente dalla presenza di una malattia neurologica. Le campagne di prevenzione che stiamo progettando insieme ad altre istituzioni e partner riguarderanno tutta la popolazione, soprattutto i giovani. Siamo fiduciosi di poter ottenere, nel tempo, gli stessi risultati che le campagne di prevenzione hanno avuto nell’ambito di altre malattie”.
La Giornata mondiale della neurologia diventa così non solo una ricorrenza scientifica ma un appello alla responsabilità collettiva. Per questo, la Sin promuove diverse iniziative di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale. Molti Comuni e istituzioni illumineranno di blu alcuni dei principali monumenti cittadini: a Roma, ad esempio, Palazzo Chigi, Palazzo Madama e Palazzo Montecitorio. Su neuro.it l’elenco completo dei monumenti illuminati. Tra le iniziative previste la nota segnala: una campagna radiofonica che dal 22 al 29 luglio porterà la voce dei neurologi Sin sulle emittenti locali di tutta Italia e una campagna dedicata sui canali social Sin, con contenuti divulgativi pensati per il grande pubblico.
Energia: consumi di gas in crescita, +3% a giugno 2026 rispetto all’anno precedente
(Adnkronos) - Continuano a crescere i consumi di gas in Italia: a giugno 2026. La domanda ha registrato un aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sostenuta soprattutto dal comparto termoelettrico, impianti che usano il gas per la produzione nazionale di energia elettrica, i cui consumi sono aumentati dell’11% rispetto a giugno 2025. In un panorama geopolitico ed energetico come quello attuale, segnato da crescente volatilità, incertezza, tensioni, come le recenti criticità legate alla sicurezza dei flussi globali e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, il sistema italiano ha dimostrato di avere una significativa capacità di adattamento, reagendo con flessibilità e resilienza grazie alla diversificazione degli approvvigionamenti e a un’infrastruttura gas altamente interconnessa, che ha garantito le forniture necessarie e soddisfatto la domanda di gas.
In tale contesto, il gas e le sue infrastrutture si confermano, infatti, elemento fondamentale per la sicurezza energetica nazionale. Grazie a una rete composta da gasdotti, rigassificatori e siti di stoccaggio, l’Italia è in grado di garantire continuità negli approvvigionamenti e stabilità del sistema energetico anche in situazioni di crisi geopolitiche o di forte variazione della domanda.
L’Italia dispone di 10 punti di ingresso tra gasdotti e terminali di rigassificazione, che la rendono il Paese europeo più interconnesso per l’approvvigionamento di gas e un importante hub energetico nel Mediterraneo.
Un ruolo crescente è svolto dal Gnl (gas naturale liquefatto), che dopo la riduzione delle forniture russe (pari al 40%), causata dalla guerra in Ucraina, è diventato una delle principali fonti di approvvigionamento. Grazie a cinque terminali di rigassificazione, l’Italia ha aumentato notevolmente la propria capacità di ricevere gas dai mercati globali, posizionandosi come terzo Paese a livello Ue per capacità di rigassificazione. Nel primo semestre del 2026 il Gnl ha rappresentato il 32% del gas immesso nella rete nazionale, registrando un aumento del 5% nonostante le turbolenze geopolitiche.
Fondamentale anche il contributo degli stoccaggi gas, il cui livello di riempimento ha già superato a metà luglio il 70%, quasi venti punti percentuali oltre la media europea, avvicinando il Paese al raggiungimento anticipato del target europeo del 90%. L’Italia è il primo Paese dell’Unione europea per volumi di gas stoccato, grazie alle infrastrutture gestite da Snam, che controlla 12 siti di stoccaggio e circa un sesto della capacità totale dell’Ue.
Al cuore del sistema gas nazionale c’è il Centro di dispacciamento di Snam a San Donato Milanese, in provincia di Milano, operativo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, dove viene monitorata e coordinata l'intera rete nazionale del gas, grazie a personale altamente specializzato che gestisce da remoto oltre 33mila km di metanodotti, impianti di stoccaggio, centrali di compressione e punti di ingresso del gas, garantendo bilanciamento ed equilibrio tra import, export, domanda e offerta e verificando puntualmente il corretto funzionamento delle infrastrutture.
Il Dispacciamento di Snam svolge, quindi, un ruolo fondamentale per la sicurezza energetica nazionale e anche per i suoi operatori, assicurando continuità di servizio anche in situazioni di emergenza, come dimostrato durante la pandemia di Covid-19, quando l’azienda introdusse per prima l’isolamento del Dispacciamento, poi adottato come best practice anche da altri operatori europei del trasporto gas. Questo sistema connesso e flessibile permette all'Italia di affrontare i picchi di consumo, reagire agli imprevisti e garantire continuità degli approvvigionamenti, a favore della sicurezza energetica del Paese. Una capacità che si fonda sull'integrazione di infrastrutture, tecnologie e fonti energetiche, che lavorano in sinergia per assicurare l'equilibrio e la resilienza del sistema nazionale.
Oropan, l'ad Forte: "Tra identità e memoria il nostro pane viaggia in 26 paesi del mondo”
Roma, 20 lug. (Adnkronos) - Con l'odore del pane appena sfornato ci è cresciuta, l'ha respirato fin da bambina. Un amore ereditato dal padre che l'ha portata nel suo lungo percorso a guidare, insieme ai fratelli, l'azienda di famiglia. Lucia Forte, altamurana, è il volto di Oropan, l'azienda che esporta in tutto il mondo uno dei prodotti più identitari del Made in Italy, simbolo per eccellenza della cultura agroalimentare pugliese: il pane. Rispettando la tradizione e guardando al futuro, l'imprenditrice, amministratrice delegata e Ceo di Oropan, ha reso nel tempo l'impresa ancora più dinamica portando visione e innovazione con un impegno decisivo verso la sostenibilità. Una ricetta di successo: il fatturato di Oropan supera oggi i 48 milioni di euro, l’export è cresciuto di quasi 11 punti nel 2025. L'azienda è presente in 26 Paesi nel mondo. "Per Oropan la sostenibilità non è una dichiarazione: è una precisa visione di impresa. Governance evoluta, misurazione come metodo per il miglioramento continuo, stakeholder engagement, adozione del metodo di doppia materialità", dice Lucia Forte all'Adnkronos.
"Il Piano Strategico Esg 2023/2025 ha generato risultati concreti e misurabili: oltre il 90% delle 101 iniziative progettate sono state realizzate, 17.000 ore di formazione, crescita dell’organico, la presenza femminile è aumentata di +162,5% con un turnover femminile azzerato, riduzione delle emissioni da gestione rifiuti e dei rifiuti, eliminazione di oltre 43.000 kg di plastica dagli imballi primari. Numeri - continua l'imprenditrice - che dimostrano come profitto e benessere collettivo possano camminare insieme. Oggi Oropan compie un ulteriore passo nel suo percorso di sostenibilità con il Piano Strategico Esg 2026-2029, che si pone obiettivi molto concreti: azzeramento Scope 1 e 2 e riduzione del 30% di scope 3 entro il 2029, energia da fonti rinnovabili, packaging integralmente sostenibile, agricoltura rigenerativa, digitalizzazione della filiera, nuovi prodotti nutrizionali. Programmi di crescita professionale, welfare aziendale e rafforzamento continuo della governance Esg".
"Il nostro pane, espressione del Made in Italy e della dieta Mediterranea è molto più che un alimento - racconta Forte che si definisce 'ambasciatrice del food Made in Italy' - E’ identità, cultura, relazione, sapori, profumi, memoria. E’ uno dei patrimoni più potenti che possediamo come sistema-Paese, l'icona riconoscibile di uno stile di vita sano e autentico. Esportare il nostro pane significa presentare la solidità aziendale, la qualità del sistema di governance, l’affidabilità e continuità. Significa portare con sé la propria terra, una filiera certificata e un modello industriale competitivo. È su questa visione che abbiamo costruito la nostra strategia internazionale: compliance rigorosa, sostenibilità come valore e metodo, processi e prodotti certificati come strumenti concreti di competitività. Al centro di tutto c’è un equilibrio evoluto del nostro modello di business: da un lato la fedeltà alle ricette storiche, dall’altro l’efficienza dei processi e gli standard qualitativi richiesti e apprezzati dalla distribuzione moderna”.
Parlando dei traguardi, Forte ricorda che Oropan ha raggiunto "18 certificazioni di qualità, di sistema e di prodotto, Rating di Legalità con il massimo punteggio, medaglia d’argento EcoVadis, che colloca Oropan nel 5% delle migliori aziende al mondo del settore produzione di altri prodotti alimentari, sulla base di quattro pilastri quali ambiente, etica, pratiche lavorative, tutela dei diritti umani e acquisti sostenibili. Così la sostenibilità smette di essere narrazione e diventa architettura concreta del valore e della competitività”.
Nestlè, investimento di 560 mln a Mantova per nuovo stabilimento Purina dedicato al petfood e polo logistico
Roma, 20 lug. (Adnkronos) - Nestlé annuncia un investimento di circa 560 milioni di euro in Italia per la realizzazione a Mantova di un nuovo hub integrato, che unirà uno stabilimento produttivo Nestlé Purina dedicato al petfood umido e un polo logistico al servizio di diversi brand del Gruppo. L’operazione rientra nella strategia di sviluppo di Nestlé, che punta a concentrare risorse e investimenti su specifiche aree strategiche per la crescita, tra cui il petfood, facendo leva sulle potenzialità di sviluppo di Purina. Il nuovo stabilimento produrrà alimenti umidi super premium per cani e gatti, rafforzando la capacità produttiva dell’azienda in uno dei segmenti a più rapida crescita del mercato, con il wet cat food che registra un aumento dell’8% all’anno in Europa. Un investimento che si inserisce in un settore in forte sviluppo anche in Italia, dove il mercato del petfood ha raggiunto nel 2025 un valore di 4,2 miliardi di euro. Il progetto, che integra produzione e logistica in un unico centro, punta inoltre a ottimizzare i tempi di consegna, rendere più efficienti i trasporti in ottica sostenibile e rafforzare la resilienza della supply chain, valorizzando la posizione strategica di Mantova lungo i principali corridoi europei. L’avvio dell’operatività e l’integrazione dell’hub produttivo e logistico sono previsti a partire dal 2029.
“Siamo orgogliosi che il Gruppo Nestlé abbia scelto l’Italia e, in particolare, Mantova, per questo importante investimento che coniuga produzione avanzata e capacità logistica. Il grande lavoro di squadra con le istituzioni nazionali e locali, che ringraziamo, ha portato a questo importante risultato che riconosce il ruolo strategico dell’Italia per Nestlé”, ha dichiarato Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del Gruppo Nestlé in Italia. “In un mercato che continua a mostrare solide performance, Purina prosegue il proprio percorso di crescita, guidando l’evoluzione del mercato e per rispondere in maniera sempre più puntuale all’attuale domanda in aumento, ampliando la capacità produttiva e consolidando il posizionamento strategico" ha commentato Fabio Degli Esposti, amministratore delegato di Purina Italia e direttore regionale di Purina Sud Europa.
Da Noemi a Springsteen e Madonna, quando il palco ‘tradisce’ le star
Roma, 20 lug. (Adnkronos) - La caduta di Noemi ieri sera a San Salvo Marina, con il concerto interrotto e il ricovero in ospedale per accertamenti, è solo l’ultimo episodio di una lunga lista di incidenti accaduti sui palchi di eventi musicali live. La cantante romana ha rassicurato i fan con un post dall’ospedale, ma dovrà fermarsi per quattro settimane: un imprevisto che si aggiunge a una casistica sorprendentemente ricca. Sono tantissime infatti le star ‘tradite’ dal palco e costrette a fermare o sospendere concerti.
Uno degli episodi più recenti riguarda Gianna Nannini, che nel luglio 2025 si era procurata una frattura al radio durante il Rheingau Musik Festival di Wiesbaden. Un urto violento al braccio, un tutore, e la decisione di non fermarsi: il tour ‘Sei nell’anima - Festival European Leg 2025” era andato avanti comunque, con la rocker di Siena che aveva ridotto acrobazie e movimenti ma non l’energia.
Di tutt’altro tenore la pausa forzata di Alessandra Amoroso, costretta nell'agosto 2025 a interrompere per qualche minuto il concerto di Asti a causa dei calci della piccola Penelope, la bimba che portava in grembo e che è poi nata il 6 settembre 2025. Un momento tenero, diventato virale, che aveva mostrato la cantante seduta al centro del palco mentre spiegava sorridendo al pubblico il motivo dello stop.
Ma la lista degli incidenti sul palco è lunga e variegata. Nell’estate 2022 Tananai era caduto dal palco di ‘Battiti Live’ durante l’esibizione di ‘La Dolce Vita’ con Fedez e Mara Sattei, finendo con la caviglia fasciata dagli operatori. E non è stato l’unico scivolone della sua carriera: l'anno dopo, nel 2023, all’Arena di Cinquale, un altro volo dal palco aveva seminato il panico tra i fan. Per fortuna se la cavò con qualche graffio.
Sempre nel 2022 era toccato a Piero Pelù, caduto all’indietro all’Alcatraz di Milano e finito con la schiena sulla passerella e la nuca sullo scalino del palco. L’infortunio gli causò una protrusione alla colonna vertebrale e lo tenne fermo per diverso tempo. Grande spavento anche per Baby K, che nel luglio 2023, scesa dal palco in mezzo alla folla durante un concerto a Teramo, era stata colpita violentemente da una donna, riportando un trauma al seno e dovendo cancellare alcune date.
Gli incidenti non risparmiano neppure le star internazionali. Nel maggio 2023 Bruce Springsteen era inciampato su un gradino alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam, rimanendo a terra per qualche istante prima di rassicurare i fan e riprendere a suonare. Stessa sorte per Axl Rose, caduto accidentalmente durante il concerto dei Guns N’ Roses al BST Hyde Park di Londra mentre eseguiva 'Bad Obsession': qualche minuto di stop e poi di nuovo in piedi.
Nel 2018 anche Bono degli U2 era scivolato all’United Center di Chicago, camminando all’indietro sulla passerella senza accorgersi del vuoto alle sue spalle. Si era rialzato subito, continuando lo show. E la ‘;maledizione del palco’ aveva colpito anche Madonna ai Brit Awards del 2015: il mantello troppo stretto l’aveva trascinata a terra durante 'Living for Love'. La popstar si era rialzata immediatamente, raccontando poi di aver riportato un colpo di frusta.
Cadute, urti, scivoloni, incidenti surreali, aggressioni, imprevisti teneri o spaventosi: la via del successo, a volte, è davvero lastricata di pericoli.
Testaccio contro 'Positano', i residenti infuriati per le riprese del film
Roma, 20 lug. (Adnkronos) - I residenti del quartiere romano di Testaccio protestano per le riprese blindatissime del film 'Positano', una commedia d'azione romantica, prodotta da Wildiside per Netfix, diretta dal regista premio Oscar Daniel Roher e interpretata da altri due premi Oscar, Matthew McConaughey e Zoe Saldana. A far andare su tutte le furie gli abitanti del quartiere, non tanto le modifiche alla viabilità, ma i numerosissimi divieti di sosta disseminati nella zona per proteggere le vie interessate dalle riprese. Divieti che hanno reso un'impresa trovare parcheggio per i residenti, in un quartiere dove già normalmente non è facile riuscire a parcheggiare, tra flussi turistici e movida serale. Tanto che alcuni dei cartelli sono stati coperti con messaggi d'insulti, anche in romanesco: "E annate a Positano a rompe er ca...", una delle frasi comparse sui cartelli stradali.
Prima di Roma, le riprese del film avevano coinvolto anche diverse località sul Lago d'Iseo, tra fine maggio e inizio giugno. E anche lì, tra un inseguimento rocambolesco e una ripresa sui lungolago più romantici, non erano manacate le proteste di residenti e turisti di diversi borghi affacciati sullo specchio d'acqua dolce che nel film dovrebbe simulare il mare del Golfo di Salerno e la costiera amalfitana. Parte delle riprese è avvenuta comunque poco distante da Positano, nel comune di Praiano, affacciato sulle scogliere della costiera.
Il film, prodotto da Working Title con la produzione esecutiva di Wildside, racconterà le vicende di due ladri di gioielli, che si incontrano durante un furto e finiranno per fare squadra per un nuovo grande colpo che si trasformerà anche in avventura romantica.


