19:43:28 Si è conclusa la requisitoria del pubblico ministero nella prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli. Il procuratore generale Maria Aschettino ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado: ergastolo con isolamento diurno per tre anni nei confronti di Antonio Mangiacapre, il 54enne operaio di Cesa accusato di aver ucciso i fratelli Claudio e Marco Marrandino.
Il tragico episodio risale al 15 giugno 2024 in via Astragata, a Caserta, nei pressi dello svincolo della statale Nola-Villa Literno. Secondo l’accusa, Mangiacapre avrebbe sparato a sangue freddo contro i due fratelli dopo una lite scoppiata mentre questi si trovavano a bordo del loro Suv Bmw bianco.
La stessa richiesta di ergastolo è stata avanzata dalle parti civili, rappresentate dagli avvocati Luigi Poziello e Dario Carmine Procentese. La prossima settimana toccherà alle arringhe dei difensori dell’imputato, gli avvocati Paolo Caterino e Giuseppe Stellato, prima della camera di consiglio e della lettura della sentenza.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Mangiacapre avrebbe esploso diversi colpi d’arma da fuoco: prima contro Claudio, che era alla guida, e poi contro Marco, che aveva tentato di fuggire. I carabinieri, presenti sul posto, hanno assistito alla scena e hanno individuato rapidamente il presunto responsabile.
L’uomo, noto per la sua passione per le armi, è stato trovato in possesso di un vero e proprio arsenale detenuto illegalmente: un fucile a canne mozze con matricola abrasa, una pistola semiautomatica e oltre cento chili di bossoli. L’arma utilizzata per il duplice omicidio, però, non è mai stata ritrovata.
In occasione del secondo anniversario della tragedia, Mangiacapre ha scritto una lettera di perdono rivolta ai familiari delle due vittime.
L’udienza è stata presieduta dalla giudice Rosa Anna Saraceno. La decisione della Corte d’Appello è attesa nelle prossime settimane.





