19:17:19 Un Comune sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata. Opere pubbliche finite sotto la lente degli investigatori. Una scuola rimasta incompiuta. Una Corte dei Conti impegnata ad acquisire documentazione e verificare la gestione delle risorse pubbliche. Bilanci da riscrivere, crediti cancellati e un dissesto finanziario culminato in un passivo di circa 4,8 milioni di euro.
È il quadro emerso durante l'udienza di questa mattina dinanzi al collegio giudicate composto dalla Presidente Luciana Crisci, i giudici lateri Valerio Riello, e Luca Vitale, del tribunale penale della terza sezione di Santa Maria Capua Vetere, del processo che vede coinvolti l’ex sindaco Giovanni Rosario Lombardi e l’ex Vice sindaco Giuliano Cipro, ex amministratori che ruota attorno alle presunte infiltrazioni camorristiche nella gestione della cosa pubblica a Calvi Risorta, centro dell'Alto Casertano sciolto dal Consiglio dei Ministri nel luglio 2024 per condizionamenti della criminalità organizzata.
Davanti al Tribunale ha deposto uno dei componenti della Commissione Straordinaria nominata dal Governo dopo il decreto di scioglimento, il dott. Francesco Massidda ex vice prefetto. Una testimonianza che ha offerto uno spaccato dettagliato sulle condizioni dell'ente al momento dell'insediamento dei commissari e sulle difficoltà incontrate nel tentativo di riportare legalità, equilibrio finanziario e credibilità istituzionale all'interno del Comune di Calvi Risorta.
𝐋'𝐎𝐌𝐁𝐑𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐈𝐍𝐅𝐈𝐋𝐓𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈
Al centro della deposizione vi sono le motivazioni che hanno portato allo scioglimento dell'amministrazione comunale, allora guidata dal Sindaco Giovanni Rosario Lombardi. Secondo quanto ricordato dal commissario Massidda, la relazione prefettizia che ha costituito la base del provvedimento governativo descriveva un sistema caratterizzato da rapporti e intrecci tra amministratori pubblici, professionisti, tecnici comunali e imprese operanti nel settore degli appalti, in odore di camorra.
Una rete di relazioni che, secondo gli accertamenti svolti dagli organi dello Stato, sarebbe risultata permeabile agli interessi della criminalità organizzata. Non si tratterebbe di episodi isolati o marginali. Le opere pubbliche finite al centro dell'inchiesta coincidono infatti con alcuni degli interventi più significativi realizzati negli ultimi anni sul territorio comunale: le strade di collegamento alla statale Casilina e il complesso scolastico denominato “Nuova Cales”. Due opere che oggi rappresentano non soltanto infrastrutture pubbliche, ma anche il simbolo delle criticità che hanno segnato la gestione amministrativa dell'ente.
𝐋𝐄 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐃𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐀𝐒𝐈𝐋𝐈𝐍𝐀 𝐄 𝐆𝐋𝐈 𝐀𝐂𝐂𝐄𝐑𝐓𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈
Particolarmente significativa appare la vicenda relativa alle strade di collegamento alla Casilina. Quando la Commissione Straordinaria si è insediata, l'opera risultava formalmente completata. I lavori erano stati eseguiti, gli stati di avanzamento liquidati e i pagamenti effettuati. Tuttavia, il capitolo non sembra affatto chiuso.
Nel corso dell'udienza è stato infatti rivelato che la Procura regionale della Corte dei Conti ha recentemente acquisito una consistente mole di documentazione relativa all'appalto. Tra i documenti richiesti figurano fatture, certificati di pagamento, bonifici, atti contabili e documentazione amministrativa riguardante sia le imprese esecutrici sia i professionisti coinvolti nella gestione dell'intervento.
Un'attività istruttoria che potrebbe rappresentare il preludio ad ulteriori approfondimenti finalizzati a verificare la corretta gestione delle risorse pubbliche e l'eventuale esistenza di profili di danno erariale. La Commissione Straordinaria ha comunque chiarito di non aver promosso azioni giudiziarie nei confronti delle imprese coinvolte, ritenendo di non disporre degli elementi necessari per contestare specifiche responsabilità.
𝐋𝐀 𝐒𝐂𝐔𝐎𝐋𝐀 “𝐍𝐔𝐎𝐕𝐀 𝐂𝐀𝐋𝐄𝐒”: 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐓𝐈𝐄𝐑𝐄 𝐅𝐄𝐑𝐌𝐎 𝐄 𝐋𝐄 𝐑𝐈𝐒𝐎𝐑𝐒𝐄 𝐁𝐋𝐎𝐂𝐂𝐀𝐓𝐄
Ancora più complessa appare la vicenda del nuovo polo scolastico “Nuova Cales”. Quello che avrebbe dovuto rappresentare uno degli investimenti più importanti per il futuro del territorio si è trasformato in un caso emblematico di paralisi amministrativa. Quando i commissari arrivano a Calvi Risorta, il cantiere è già fermo da tempo. Oggi, a distanza di oltre due anni, la situazione non è cambiata.
Secondo la ricostruzione fornita in aula, lo stallo sarebbe il risultato di una serie di fattori concomitanti. Da un lato vi sarebbe la mancata erogazione delle somme previste da parte del Ministero dell'Istruzione, nonostante le ripetute richieste inoltrate dal Comune. Dall'altro lato pesano le vicende giudiziarie che hanno interessato l'impresa incaricata dell'esecuzione dei lavori, destinataria prima di un'interdittiva antimafia e successivamente di un provvedimento di sequestro. Il risultato è una struttura incompiuta che continua a rappresentare una delle più evidenti ferite aperte sul territorio comunale.
𝐈𝐋 𝐃𝐈𝐒𝐒𝐄𝐒𝐓𝐎 𝐅𝐈𝐍𝐀𝐍𝐙𝐈𝐀𝐑𝐈𝐎 𝐄 𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐈 𝐃𝐀 𝐑𝐈𝐒𝐂𝐑𝐈𝐕𝐄𝐑𝐄
Ma è probabilmente sul fronte finanziario che emerge il quadro più allarmante. Durante la deposizione, il commissario ha ricostruito i primi confronti avuti con la Corte dei Conti dopo l'insediamento della gestione straordinaria. Secondo quanto riferito, i magistrati contabili avrebbero evidenziato profonde criticità nella struttura dei bilanci comunali, invitando l'amministrazione a procedere a una revisione radicale delle scritture contabili. Da quel momento è iniziata una lunga e complessa attività di ricostruzione finanziaria.
L'operazione ha comportato il riaccertamento dei residui, la cancellazione di crediti ritenuti inesigibili e la revisione di numerose poste di bilancio. Un lavoro che ha progressivamente trasformato quello che appariva come un equilibrio finanziario in una situazione di grave squilibrio strutturale. Milioni di euro sono stati eliminati dai conti perché ritenuti non più recuperabili. Il risultato finale è stato un passivo stimato in circa 4,8 milioni di euro. Una voragine finanziaria che ha condotto il Comune alla dichiarazione ufficiale di dissesto, approvata il 7 gennaio scorso.
𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐑𝐒𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐍𝐎𝐍 𝐏𝐄𝐑𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐈 𝐅𝐈𝐍𝐀𝐍𝐙𝐈𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈
L'attività della Commissione Straordinaria non si è limitata alla gestione dell'emergenza contabile. Durante l'udienza è emerso anche il delicato lavoro svolto per evitare la perdita dei finanziamenti pubblici già assegnati al Comune. Una vera e propria corsa contro il tempo. I commissari hanno raccontato di aver dovuto instaurare un dialogo costante con ministeri e amministrazioni centrali per scongiurare la revoca dei fondi e preservare gli investimenti destinati al territorio. Un compito particolarmente difficile nei mesi immediatamente successivi allo scioglimento, quando l'ente doveva riconquistare credibilità agli occhi delle istituzioni finanziatrici.
𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐑𝐎𝐆𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐎𝐌𝐌𝐈𝐒𝐒𝐀𝐑𝐈𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎
La gravità della situazione è testimoniata anche dalla decisione del Governo di prorogare la gestione straordinaria. L'incarico dei commissari avrebbe dovuto concludersi nei primi mesi del 2025. Tuttavia, attraverso un nuovo decreto del Presidente della Repubblica, l'amministrazione straordinaria è stata estesa per ulteriori sei mesi. Una scelta motivata dalla necessità di completare il percorso di risanamento e ripristino della legalità amministrativa. Una proroga che rappresenta anche un indicatore della profondità della crisi istituzionale che ha interessato il Comune.
𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐄 𝐋𝐄 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐃𝐄 𝐀𝐍𝐂𝐎𝐑𝐀 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐄
Sarà il processo a stabilire eventuali responsabilità penali e a chiarire il ruolo dei soggetti coinvolti nelle vicende finite al centro delle indagini. Tuttavia, dall'udienza emerge già un dato che appare difficilmente contestabile: lo scioglimento del Comune non è stato il risultato di un singolo episodio, ma il punto di arrivo di una lunga serie di criticità amministrative, finanziarie e istituzionali stratificatesi nel tempo. Le presunte infiltrazioni mafiose, gli appalti sotto osservazione, il blocco delle opere pubbliche, le verifiche della Corte dei Conti, il dissesto finanziario e il successivo commissariamento sembrano infatti comporre i tasselli di una stessa vicenda. Una vicenda che continua oggi a essere ricostruita nelle aule giudiziarie e che potrebbe ancora riservare sviluppi sia sul piano penale sia su quello contabile. Per Calvi Risorta resta aperta la sfida più complessa: ricostruire un'amministrazione capace di ristabilire legalità, efficienza e fiducia, dopo una delle pagine più difficili della sua storia recente.
Vito Taffuri





