Unicredit: da Commerzbank dichiarazioni fuorvianti, segnalazione a Bafin per verifiche
Roma, 15 giu. - (Adnkronos) - UniCredit" ha sempre operato, e continuerà a operare, nel pieno rispetto delle normative e con totale trasparenza . Le partecipazioni e gli interessi azionari sono stati comunicati in modo chiaro e accurato" mentre "le affermazioni relative a presunte attività di prestito titoli su azioni da parte di UniCredit sono infondate". Lo si legge in una nota di UniCredit in merito all’offerta su azioni Commerzbank in cui si sottolinea come "la confusione e la conseguente narrazione fuorviante hanno avuto origine dalle dichiarazioni di Commerzbank, volte a distogliere l'attenzione dai fondamentali dell'offerta". UniCredit spiega di avere "segnalato tali questioni alla BaFin per le opportune verifiche" e "riafferma piena conformità e trasparenza nell’offerta su Commerzbank”
Megadeth, Anthrax, Cavalera e Black Label Society: Ferrara celebra i Big del metal
Ferrara, 15 giu. (Adnkronos) - È un’all star game del metal duro e puro, quello degli esordi, senza fronzoli, fatto di chitarre, sudore e una sana dose di rabbia. Il secondo giorno del Ferrara Summer Festival assomiglia al sogno di qualsiasi metallaro cresciuto negli ultimi trent’anni: una carrellata di nomi che hanno scritto pagine fondamentali del genere, con il thrash metal a fare da padrone. Sul palco di Piazza Ariostea si alternano i Cavalera, impegnati a riproporre integralmente 'Chaos A.D.', capolavoro dei Sepultura del 1993, i Black Label Society del guitar hero Zakk Wylde, gli Anthrax, pionieri del crossover e membri dei Big Four insieme ai Megadeth di Dave Mustaine, protagonisti dell’unica data italiana del loro monumentale tour d’addio che durerà tra i tre e i cinque anni.
Il sole di Ferrara non concede tregua. Una sfida non banale per il pubblico, che affronta temperature proibitive già dal primo pomeriggio ma che viene ripagata da oltre otto ore di musica dal vivo. E funziona anche una location insolita per questo tipo di eventi: Piazza Ariostea, ancora ignara, a inizio giornata, dell’assalto sonoro che la attende. Ad aprire le danze sono i ferraresi Game Over, che giocano in casa e sfruttano l’occasione per mettersi in mostra davanti ai più coraggiosi nelle ore più calde della giornata e prima dei portoghesi Gaerea. Alle 17 in punto salgono sul palco Max e Iggor Cavalera, i due fratelli brasiliani fondatori dei Sepultura. 'Chaos A.D.' viene eseguito per intero. Brani come 'Refuse/Resist', 'Territory' e 'Slave New World' sono oggi attuali più che mai e suonano ancora freschi dopo oltre trent’anni. Durante il set Max Cavalera lancia un eloquente ‘Fuck War’, un messaggio che in tempi come questi, non potrebbe essere più chiaro.
Dopo tanta brutalità, i suoni si fanno più bluesy con i Black Label Society. Zakk Wylde è monolitico mentre mescola hard rock, southern rock e heavy metal. Le sue interminabili cavalcate chitarristiche trovano terreno fertile tra gli appassionati, mentre il pensiero corre inevitabilmente a Ozzy Osbourne, figura alla quale Wylde resta indissolubilmente legato e che omaggia con la cover di 'No More Tears'. Durante il set cambia una serie infinita di chitarre. Qualcuno giura di averne contate oltre trentatré al lato del palco. Il microfono fatto di teschi e crocifisso di legno, lui in kilt giallo e combat vest di pelle, completano il quadro. Gli Anthrax portano invece la loro contaminazione in un genere spesso considerato poco permeabile ai compromessi. Scott Ian guida una macchina perfettamente oliata che alterna classici, groove e quell’approccio crossover che li ha sempre distinti dagli altri colossi del thrash americano. Se qualcuno era presente dieci giorni prima al concerto dei Metallica a Bologna, qui può idealmente completare il mosaico dei Big Four (mancherebbero gli Slayer), ritrovando uno dei gruppi che più hanno contribuito a definire il genere.
In attesa del nuovo album in arrivo a settembre, a Ferrara gli Anthrax guidati da un effervescente Joey Belladonna propongono un set che attraversa tutta la loro carriera. Da 'Got The Time' ad 'Among the Living' passando per 'Caught in a Mosh', 'Madhouse' e 'I Am the Law', mettendo in fila una serie di classici che accendono Piazza Ariostea. Ian veste i panni del perfetto maestro di cerimonie e incita continuamente il pubblico: "Non state fermi, nessuno stia fermo, dal pit alle ultime file". E i fan eseguono. Il gran finale è affidato ai Megadeth. Camicia bianca e pantalone nero, Dave Mustaine si presenta come sempre: poco incline ai sorrisi, molto più interessato a lasciare parlare la musica. E la musica parla forte. Il personaggio si può amare o meno ma il suo contributo alla storia del metal resta intoccabile. 'Tipping Point' e 'I Don’t Care' dall’ultimo album 'Megadeth' danno il via alle danze, mentre 'Countdown to Extinction', 'Symphony of Destruction', 'Peace Sells' e gli altri classici sono una sicurezza per chiunque si avvicini al thrash metal. Tecnicamente Mustaine è ancora impeccabile ma la performance nel suo complesso lascia un po' freddo qualche fan di lunga data.
Tra un brano e l’altro il frontman ribadisce il suo ormai consolidato legame con il nostro Paese: "Ho comprato una casa qui, abbiamo piantato il nostro giardino e il nostro vigneto. E ora sono ufficialmente residente in Italia", racconta. La voce dei Megadeth vive tra gli Stati Uniti e le Marche, dove negli ultimi anni ha scelto di stabilire una parte importante della propria vita familiare. Poi scherza con i presenti: "Non sarebbe fantastico se una mattina vi svegliaste, guardaste fuori dalla finestra e mi vedeste seduto lì? 'Ehi, il mio vicino di casa è Dave Mustaine. Lo vedo ogni mattina là fuori mentre beve il caffè'. E ancora: "Davvero, in questo momento continuo a tornare qui perché mi sto divertendo tantissimo con tutti voi e, settimana dopo settimana, con tutti i miei amici che sono qui stasera". L’atmosfera si scalda quando introduce 'Let There Be Shred', definendola "una canzone che parla di una battaglia tra chitarristi".
Nel finale, arriva invece il momento dei saluti forzati: "Abbiamo ancora una canzone da suonare stasera - premette -. Ma qui c’è il coprifuoco, quindi dobbiamo fermarci. Se questa fosse casa mia, direi: 'Fanc..., facciamo festa tutta la notte'. Ma abbiamo tempo solo per un altro brano". L’ultimo colpo è affidato a 'Holy Wars', accolta come un boato, il finale perfetto per una giornata che ha reso omaggio ai big del genere: il thrash, l’heavy metal, il groove e l’hard rock, raccontati da musicisti che ne hanno scritto la storia. Davanti a loro una comunità arrivata da ogni parte d’Italia e dall’estero, tra magliette nere, capelli lunghi e schiene ricoperte di tatuaggi e simboli dei propri idoli. Un colpo d’occhio forse insolito per il cuore rinascimentale della città estense ma sicuramente una grande festa della musica pesante, vissuta con passione e una quantità davvero impressionante di chitarre elettriche. (di Federica Mochi)
Medicina aerospaziale e impatto su ospedali, anche Paolo Nespoli al convegno Aiic
Roma, 15 giu. (Adnkronos Salute) - Come gestire la salute del personale in volo, in assenza di gravità e su stazioni stabili non terrestri? E quello che viene sperimentato ‘in volo’ può risultare utile nelle esperienze negli ospedali terrestri? E quale è il ruolo dell'ingegnere clinico in queste situazioni? A questi interrogativi è stata dedicata la sessione ‘Sanità e spazio: il futuro è ora’ del 26.esimo Convegno Aiic, Associazione italiana ingegneri clinici, che si è appena concluso a Torino.
Le sfide della medicina aerospaziale - riporta una nota - sono state ben rappresentate attraverso la voce di un connazionale che in orbita ci ha vissuto a lungo: con i suoi 313 giorni nello spazio, Paolo Nespoli - dal 1998 al 2018 astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e americana (Nasa) - è infatti uno degli autentici esperti italiani di vita nello spazio. “Tutto l’equipaggio in orbita deve fare tante cose - ha spiegato Nespoli - comprese le attività che si avvicinano al mestiere del farmacista e dell’infermiere perché, a bordo, abbiamo farmaci leggeri, che servono per piccoli malesseri, e anche prodotti per episodi impegnativi da gestire sotto controllo medico a distanza. Inoltre è utile occorre ricordare che sulla Iss”, acronimo che sta per Stazione spaziale internazionale, “circa la metà degli esperimenti è proprio di carattere biomedico, indagini realizzate per comprendere come funziona il corpo umano in assenza di gravità, o gravità ridotta". "Quando siamo in orbita - ha precisato Nespoli - ogni mese viene aggiornata una cartella medica personalizzata e realizzato un controllo generale dello stato di salute fisico, comprendente anche un consulto con uno psicologo. Nulla è lasciato al caso proprio nell'ambito della salute di chi è in orbita”.
A conferma di questa dichiarazione, il maggiore Alessandro Scagliusi, medico sperimentatore di volo, capo gruppo Fattori umani, reparto Medicina aeronautica e spaziale, ha chiarito che "viene sviluppato il massimo sforzo per comprendere la fisiologia umana nello spazio. Ciò significa monitorare come l’organismo si adatta a un ambiente estremo: dal sistema cardiovascolare fino all’apparato muscolo-scheletrico e alla performance cognitiva. La sfida - ha evidenziato - è trasformare questi cambiamenti in dati misurabili, trasmissibili e interpretabili, anche a bordo, attraverso tecnologie affidabili e procedure standardizzate”.
Guardando alle prossime missioni spaziali, Vincenzo Giorgio, vicepresidente Thales Alenia Space, ha ricordato che “la presenza permanente sulla luna sarà la prossima frontiera di esplorazione strutturata dello spazio, dove l’essere umano rimane al centro della sfida tecnologica, mentre per ‘l’obiettivo Marte’ la tempistica è decisamente più lunga, per problematiche che riguardano prima di tutto i sistemi di propulsione e la tempistica del viaggio”.
Su queste sono le sfide ingegneristiche, aerospaziali e cliniche dell'immediato futuro, il territorio piemontese sia un protagonista privilegiato: qui infatti ha sede la gran parte delle attività italiane di collaborazione spaziale internazionale dato che è il centro logistico e ingegneristico di Iss e Lunar Gateway. Una vocazione interpretata dal tessuto di imprese che operano in ambito torinese e che Walter Cugno, vicepresidente del Distretto aerospaziale Piemonte (Dap). “Le Pmi - ha puntualizzato - rivestono un ruolo centrale nell’ideare e sviluppare soluzioni innovative, dalla sperimentazione di nuove terapie in ambito spaziale, fino all’applicazione di tecnologie avanzate per la salute sulla Terra. Come Dap valorizziamo il contributo delle Pmi, promuovendo collaborazioni e progetti che rafforzino la ricerca biomedica grazie alle competenze e alle tecnologie del settore aerospaziale”.
In questo percorso, secondo il maggiore Scagliusi, il ruolo dell’ingegnere clinico “è centrale, perché contribuisce ad integrare dispositivo, dato, sicurezza e decisione clinica”. Durante la sessione - a cui hanno contribuito anche il tenente Giovanni Tassi Stabile, dell’Istituto di medicina aerospaziale, Cesare Capararo, Altec, Torino) e Alberto Audenino del Politecnico di Torino - è stato presentato anche il primo risultato di una sperimentazione in volo promossa da Aiic con il progetto DigySky, laboratorio volante che simula le condizioni delle missioni spaziali per il monitoraggio biometrico in tempo reale. “È la medicina del futuro che estende i propri confini oltre le mura dell’ospedale”, ha illustrato Paolo Pari, membro Aiic e storico esponente dell’ingegneria clinica italiana e promotore del progetto. “Punta dritta allo spazio: un’attività d'avanguardia promosso da Aiic che unisce sanità, aviazione ed esplorazione spaziale”, ha aggiunto. L'iniziativa ha visto la trasformazione di un aeromobile Piper PA32 in un vero e proprio simulacro di navicella spaziale e laboratorio volante. Durante le campagne di volo sperimentali eseguite nei cieli di Torino - riporta la nota - il velivolo ha riprodotto le sollecitazioni psico-fisiche tipiche delle missioni extra-atmosferiche - comprese parabole per simulare l'assenza di gravità - monitorando in tempo reale e in alta quota i parametri fisiologici dell'equipaggio sottoposto a stress.
Nel progetto l’ingegnere clinico è stato identificato come specialista di missione. La sua figura, uscendo dal contesto corsia/ospedale, si è integrato nello staff tecnico-operativo di una missione aerospaziale, con un ruolo fondamentale per supportare gli ingegneri aerospaziali nell'allestimento di bordo e nella gestione dei dispositivi medici integrati nell'aereo. L’obiettivo finale del progetto è l'applicazione dei principi di Human Factors e monitoraggio avanzato direttamente nella sanità nazionale, per elevare gli standard di sicurezza nelle sale operatorie e nelle terapie intensive del Servizio sanitario nazionale (Ssn). L'iniziativa è stata frutto di una sinergia strategica guidata da Aiic in collaborazione con partner d'eccellenza del territorio piemontese come DigiSky, che ha messo a disposizione e allestito l’aeromobile e Altec, che gestisce già oggi la Iss, con il coinvolgimento di istituzioni chiave come l'Istituto di Medicina aerospaziale e il Dap.
“Con questa missione - ha continuato Pari - abbiamo dimostrato che le competenze dell’ingegnere clinico, dalla gestione delle tecnologie per la salute alla validazione dei dati, diventano l’anello di congiunzione indispensabile in contesti ad altissima criticità. Saper integrare e far dialogare sistemi complessi è una capacità cruciale: serve oggi a bordo di un laboratorio volante o di una stazione spaziale, ma ha una ricaduta diretta e immediata per innalzare gli standard di sicurezza e cura nei nostri ospedali. Si tratta dei cosiddetti processi di cross-fertilization che già in altri ambiti hanno dato ottimi risultati".
L’obiettivo finale del progetto, e della sessione al Convegno Aiic, è stato stabilire una relazione tra Aiic ed il Dap affinché in tutti i prossimi passaggi - progettazione, modellizzazione, testing - dei moduli aerospaziali progettati in Italia siano coinvolti gli ingegneri clinici in quanto professionisti in grado di contribuire con specifico know how al corretto dimensionamento di spazi e sistemi laddove sia utile e necessario intervenire sul monitoraggio della salute degli equipaggi.
Gruppo Magis rafforza misure della natalità, iniziative per neo-genitori
Roma, 15 giu. (Adnkronos) - Il Gruppo Magis rafforza ulteriormente il proprio impegno per il benessere delle proprie persone con nuove iniziative e misure a favore della genitorialità e natalità, introducendo nuove iniziative per i neo-genitori. In un contesto nazionale segnato dal progressivo calo demografico e dalla diminuzione delle nascite, il Gruppo rafforza ulteriormente il proprio sistema di welfare aziendale attraverso nuove collaborazioni con Europediatria e Prénatal, con l’obiettivo di accompagnare lavoratrici e lavoratori in una delle fasi più importanti della vita personale e familiare: la nascita di un figlio. In occasione di ogni nuova nascita, infatti, madri e padri del Gruppo Magis potranno accedere a un percorso di coaching genitoriale realizzato con Europediatria - realtà di Verona che mette al centro la salute e il benessere dei bambini accompagnando le famiglie nei primi anni di crescita - oppure usufruire, in alternativa, di un contributo del valore di 400 euro da utilizzare nei punti vendita Prénatal.
La nuova misura si aggiunge agli strumenti già introdotti da Magis a inizio anno all’interno del pacchetto welfare dedicato alla genitorialità, che comprende un bonus nascita di 500 euro da spendere in beni e servizi welfare, l’incremento del congedo parentale integrativo - con un innalzamento dell’indennità economica a carico dell’azienda del 10%, tre giorni lavorativi aggiuntivi per il congedo di paternità, permessi dedicati al primo giorno di scuola primaria e ulteriori facilitazioni logistiche per le collaboratrici in gravidanza. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dal Gruppo all’interno del Piano industriale 2025-2030, che individua nelle persone uno dei pilastri strategici della creazione di valore nel lungo termine. Il Piano Industriale prevede infatti il raggiungimento dei seguenti target lato People: la certificazione di quattro società per la parità di genere, il 46% di presenza femminile in organico, l’azzeramento del gender pay gap e il coinvolgimento dell’80% della popolazione aziendale in programmi di formazione e change management.
"Sostenere le nostre persone in uno dei momenti più importanti della loro vita, ossia diventare genitori, significa mettere al centro collaboratrici e collaboratori e riconoscere che ciascuno può esprimere al meglio il proprio valore quando si sente supportato, non solo nel lavoro, ma anche nella vita personale", spiega Federico Testa, presidente di Magis. "Stiamo costruendo un Gruppo che vuole crescere mettendo davvero al centro le persone - interviene Alessandro Russo, consigliere delegato di Magis - Le misure dedicate alla genitorialità vanno proprio in questa direzione: non limitarsi a riconoscere un bisogno, ma offrire strumenti concreti di supporto per i nostri collaboratori e collaboratrici e per le loro famiglie. È questo il modello di welfare che vogliamo sviluppare: vicino, accessibile e capace di accompagnare le persone nel tempo".
Medicina aerospaziale e impatto su ospedali, anche Paolo Nespoli al convegno Aiic
Roma, 15 giu. (Adnkronos Salute) - Come gestire la salute del personale in volo, in assenza di gravità e su stazioni stabili non terrestri? E quello che viene sperimentato ‘in volo’ può risultare utile nelle esperienze negli ospedali terrestri? E quale è il ruolo dell'ingegnere clinico in queste situazioni? A questi interrogativi è stata dedicata la sessione ‘Sanità e spazio: il futuro è ora’ del 26.esimo Convegno Aiic, Associazione italiana ingegneri clinici, che si è appena concluso a Torino.
Le sfide della medicina aerospaziale - riporta una nota - sono state ben rappresentate attraverso la voce di un connazionale che in orbita ci ha vissuto a lungo: con i suoi 313 giorni nello spazio, Paolo Nespoli - dal 1998 al 2018 astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e americana (Nasa) - è infatti uno degli autentici esperti italiani di vita nello spazio. “Tutto l’equipaggio in orbita deve fare tante cose - ha spiegato Nespoli - comprese le attività che si avvicinano al mestiere del farmacista e dell’infermiere perché, a bordo, abbiamo farmaci leggeri, che servono per piccoli malesseri, e anche prodotti per episodi impegnativi da gestire sotto controllo medico a distanza. Inoltre è utile occorre ricordare che sulla Iss”, acronimo che sta per Stazione spaziale internazionale, “circa la metà degli esperimenti è proprio di carattere biomedico, indagini realizzate per comprendere come funziona il corpo umano in assenza di gravità, o gravità ridotta". "Quando siamo in orbita - ha precisato Nespoli - ogni mese viene aggiornata una cartella medica personalizzata e realizzato un controllo generale dello stato di salute fisico, comprendente anche un consulto con uno psicologo. Nulla è lasciato al caso proprio nell'ambito della salute di chi è in orbita”.
A conferma di questa dichiarazione, il maggiore Alessandro Scagliusi, medico sperimentatore di volo, capo gruppo Fattori umani, reparto Medicina aeronautica e spaziale, ha chiarito che "viene sviluppato il massimo sforzo per comprendere la fisiologia umana nello spazio. Ciò significa monitorare come l’organismo si adatta a un ambiente estremo: dal sistema cardiovascolare fino all’apparato muscolo-scheletrico e alla performance cognitiva. La sfida - ha evidenziato - è trasformare questi cambiamenti in dati misurabili, trasmissibili e interpretabili, anche a bordo, attraverso tecnologie affidabili e procedure standardizzate”.
Guardando alle prossime missioni spaziali, Vincenzo Giorgio, vicepresidente Thales Alenia Space, ha ricordato che “a presenza permanente sulla luna sarà la prossima frontiera di esplorazione strutturata dello spazio, dove l’essere umano rimane al centro della sfida tecnologica, mentre per ‘l’obiettivo Marte’ la tempistica è decisamente più lunga, per problematiche che riguardano prima di tutto i sistemi di propulsione e la tempistica del viaggio”.
Su queste sono le sfide ingegneristiche, aerospaziali e cliniche dell'immediato futuro, il territorio piemontese sia un protagonista privilegiato: qui infatti ha sede la gran parte delle attività italiane di collaborazione spaziale internazionale dato che è il centro logistico e ingegneristico di Iss e Lunar Gateway. Una vocazione interpretata dal tessuto di imprese che operano in ambito torinese e che Walter Cugno, vicepresidente del Distretto aerospaziale Piemonte (Dap). “Le Pmi - ha puntualizzato - rivestono un ruolo centrale nell’ideare e sviluppare soluzioni innovative, dalla sperimentazione di nuove terapie in ambito spaziale, fino all’applicazione di tecnologie avanzate per la salute sulla Terra. Come Dap valorizziamo il contributo delle Pmi, promuovendo collaborazioni e progetti che rafforzino la ricerca biomedica grazie alle competenze e alle tecnologie del settore aerospaziale”.
In questo percorso, secondo il maggiore Scagliusi, il ruolo dell’ingegnere clinico ‘è centrale, perché contribuisce ad integrare dispositivo, dato, sicurezza e decisione clinica’. Durante la sessione - a cui hanno contribuito anche il tenente Giovanni Tassi Stabile, dell’Istituto di medicina aerospaziale, Cesare Capararo, Altec, Torino) e Alberto Audenino del Politecnico di Torino - è stato presentato anche il primo risultato di una sperimentazione in volo promossa da Aiic con il progetto DigySky, laboratorio volante che simula le condizioni delle missioni spaziali per il monitoraggio biometrico in tempo reale. “È la medicina del futuro che estende i propri confini oltre le mura dell’ospedale”, ha illustrato Paolo Pari, membro Aiic e storico esponente dell’ingegneria clinica italiana e promotore del progetto. “Punta dritta allo spazio: un’attività d'avanguardia promosso da Aiic che unisce sanità, aviazione ed esplorazione spaziale”, ha aggiunto. L'iniziativa ha visto la trasformazione di un aeromobile Piper PA32 in un vero e proprio simulacro di navicella spaziale e laboratorio volante. Durante le campagne di volo sperimentali eseguite nei cieli di Torino - riporta la nota - il velivolo ha riprodotto le sollecitazioni psico-fisiche tipiche delle missioni extra-atmosferiche - comprese parabole per simulare l'assenza di gravità - monitorando in tempo reale e in alta quota i parametri fisiologici dell'equipaggio sottoposto a stress.
Nel progetto l’ingegnere clinico è stato identificato come specialista di missione. La sua figura, uscendo dal contesto corsia/ospedale, si è integrato nello staff tecnico-operativo di una missione aerospaziale, con un ruolo fondamentale per supportare gli ingegneri aerospaziali nell'allestimento di bordo e nella gestione dei dispositivi medici integrati nell'aereo. L’obiettivo finale del progetto è l'applicazione dei principi di Human Factors e monitoraggio avanzato direttamente nella sanità nazionale, per elevare gli standard di sicurezza nelle sale operatorie e nelle terapie intensive del Servizio sanitario nazionale (Ssn). L'iniziativa è stata frutto di una sinergia strategica guidata da Aiic in collaborazione con partner d'eccellenza del territorio piemontese come DigiSky, che ha messo a disposizione e allestito l’aeromobile e Altec, che gestisce già oggi la Iss, con il coinvolgimento di istituzioni chiave come l'Istituto di Medicina aerospaziale e il Dap.
“Con questa missione - ha continuato Pari - abbiamo dimostrato che le competenze dell’ingegnere clinico, dalla gestione delle tecnologie per la salute alla validazione dei dati, diventano l’anello di congiunzione indispensabile in contesti ad altissima criticità. Saper integrare e far dialogare sistemi complessi è una capacità cruciale: serve oggi a bordo di un laboratorio volante o di una stazione spaziale, ma ha una ricaduta diretta e immediata per innalzare gli standard di sicurezza e cura nei nostri ospedali. Si tratta dei cosiddetti processi di cross-fertilization che già in altri ambiti hanno dato ottimi risultati".
L’obiettivo finale del progetto, e della sessione al Convegno Aiic, è stato stabilire una relazione tra Aiic ed il Dap affinché in tutti i prossimi passaggi - progettazione, modellizzazione, testing - dei moduli aerospaziali progettati in Italia siano coinvolti gli ingegneri clinici in quanto professionisti in grado di contribuire con specifico know how al corretto dimensionamento di spazi e sistemi laddove sia utile e necessario intervenire sul monitoraggio della salute degli equipaggi.
Mondiali 2026, per Sisal esordio facile per le favorite Spagna e Francia
Roma, 15 giu. (Adnkronos) - Scendono in campo i pezzi da novanta di questo Mondiale: le due grandi favorite alla vittoria, Spagna e Francia, iniziano il loro cammino nel torneo iridato rispettivamente con Capo Verde e Senegal. Le Furie Rosse cominciano con l’avversaria che, almeno sulla carta, si presenta come la più abbordabile del Gruppo H, dove si sfidano anche Uruguay e Arabia Saudita. La Roja parte favoritissima per gli esperti Sisal, a un rasoterra 1,07, il successo di Capo Verde - alla sua prima storica qualificazione a un Mondiale - avrebbe il sapore di un’impresa, a 33 volte la posta, alta anche la quota per il pareggio, a 14. Ci si aspetta una valanga di gol da parte della Spagna, che ha realizzato tre reti in ben 4 delle ultime 7 partite: l’Over 3,50 è a 1,75 con l’ipotesi che il match finisca con più di 4 gol a 2,90. Con le stelle Lamine Yamal e Nico Williams che partiranno dalla panchina, il primo candidato al gol è Oyarzabal che agirà da terminale offensivo della squadra, a 1,70, con Ferran Torres a 1,80 e Rodriguez Baena a 2,40.
La Francia si presenta al Mondiale con i gradi della favorita numero uno, con 8 vittorie e 1 pareggio, battuta solo una volta nelle ultime 10 gare, che punta alla terza finale consecutiva. Il debutto è contro il Senegal, campione d’Africa a cui poi è stata tolta la vittoria a tavolino, in un Gruppo I che non ammette errori. Per gli esperti Sisal, i Blues sono ovviamente avanti, a 1,45, si sale a 7,50 per la vittoria senegalese, il pareggio è a 4,25. Deschamps sembra intenzionato a schierare una Francia spregiudicata con Mbappè prima punta, a 2,00. Sulla trequarti, spazio agli astri nascenti, ma già affermatissimi, Douè ed Olise, entrambi a 3,00, al fianco di Dembelè, a 2,75. Nel Senegal, spicca l’icona nazionale Sadio Manè, ma occhio anche all’attaccante del Bayern Monaco Nicolas Jackson, entrambi in rete a 5,00.
Al via anche l’avventura mondiale di Belgio ed Egitto, le due favorite del Gruppo G. Su Sisal.it comanda la Nazionale di Rudi Garcia, imbattuta da oltre un anno e vincente a 1,60, si sale a 6,00 per la vittoria egiziana, il pareggio vale 4,00. Tanti ‘gli italiani’ nel Belgio, specie in attacco con Lukaku a 2,25, De Bruyne a 3,25 e De Ketelaere a 3,00, pronti a riscattare una stagione non brillantissima in Serie A. Per l’Egitto, non si può non menzionare Momo Salah, a 4,00, che con Marmoush, a 4,50, forma una coppia di formidabili attaccanti con cui la nazionale africana è riuscita a segnare 19 gol nelle 9 partite di qualificazione.
'Na pizza, al via la terza stagione su Sky con Renato Bosco: le anticipazioni
(Adnkronos) - Arriva la terza stagione di 'Na pizza, la trasmissione prodotta da Food Media Factory che accompagna i telespettatori alla scoperta della varietà e delle nuove tendenze del piatto simbolo del Made in Italy. Dopo il successo delle prime due stagioni, riparte il viaggio dell’imprenditore e pizza-ricercatore Renato Bosco tra i sapori della pizza contemporanea.
Le cinque puntate inedite, in prima tv assoluta da lunedì 15 a venerdì 19 giugno alle 18.20 su Sky e in streaming su NOW, sveleranno tutti i segreti dell’iconico lievitato e faranno venir voglia di mettere le mani in pasta, letteralmente, anche al pubblico da casa.
Seppur ancora legata alle tradizioni regionali italiane, la pizza si rende protagonista di continue innovazioni in ambito stilistico, sperimentando una scelta sempre più ampia degli ingredienti e nuove tecniche di preparazione. Per questo motivo il padrone di casa - o di laboratorio - Renato Bosco, i cui locali sono tra i più apprezzati nel settore, ospiterà cinque talentuosi Maestri pizzaioli provenienti da tutta Italia, che lo affiancheranno nel racconto dell’evoluzione della pizza gourmet, per dar vita a un confronto dinamico sulla cultura della pizza. Ciascuno dei cinque ospiti, inoltre, porterà sul bancone di ‘Na Pizza un ingrediente particolare - dai più tradizionali come il salamino piccante a quelli innovativi come il broccolo e il limone - con cui Renato preparerà la propria sfiziosa creazione capace di far venire l’acquolina in bocca anche agli spettatori davanti al teleschermo.
Indossate il grembiule e mettete le mani in pasta: si comincia con Davide Ruotolo della pizzeria Palazzo Petrucci a Napoli, autentico outsider della pizza napoletana che porterà la mozzarella di bufala campana come ingrediente speciale. Poi Davide Sardina della pizzeria Da Lioniello Milano, allievo e oggi socio del celebre maestro pizzaiolo Salvatore Lionello, renderà omaggio alle sue origini siciliane proponendo a Renato di cucinare con il broccolo. Nella terza puntata, il campione del mondo di pizza napoletana Davide Civitiello di Rossopomodoro porterà come ingrediente particolare le acciughe. Poi sarà il turno del giovane talento pugliese Antonio Fusco della Pizzeria Sublime di Milano, che mescola la tradizione con l’esperienza internazionale dando vita alla nuova scuola della pizza milanese, e che nella cucina di ‘Na Pizza farà recapitare il salamino piccante. Infine venerdì 19 giugno, Ciro Tutino della pizzeria BRO a Napoli, pizzaiolo da ben cinque generazioni, porterà il limone come ingrediente speciale dell’episodio conclusivo.
‘Nelle cinque nuove puntate di ‘Na Pizza, Renato Bosco illustrerà l’evoluzione del comfort food per eccellenza, una delle pietanze più amate al mondo, indagando le sua molteplici declinazioni, sempre capaci di incantare anche i palati più esigenti e i gusti internazionali. Riuscite già a sentirne il profumo?
Milan, è fatta per Amorim: il portoghese sarà il nuovo allenatore rossonero
Milano, 15 giu. (Adnkronos) - È tutto fatto per l'arrivo di Ruben Amorim al Milan. Sarà lui il nuovo allenatore del club rossonero, dopo l'esonero di Massimiliano Allegri: come spiegato dalla stampa portoghese, l'ex tecnico del Manchester United e dello Sporting Lisbona ha raggiunto un accordo con il Diavolo per un contratto biennale fino al 30 giugno 2028, con opzione per una terza stagione.
A Milano, Amorim (che dovrebbe arrivare in città tra oggi e domani per la firma) percepirà uno stipendio di circa 3,5 milioni di euro netti a stagione, a cui si aggiungeranno importanti bonus legati ai risultati.
Università: Rapporto Censis-United su didattica digitale, componente strutturale sistema italiano
Roma, 15 giu. (Adnkronos/Labitalia) - Università telematiche: una componente strutturale del sistema universitario italiano. Secondo il primo rapporto Censis-United sulla didattica digitale, realizzato su 3.993 laureati delle 7 università telematiche associate United, gli atenei digitali non rappresentano più soltanto una modalità alternativa di fruizione della didattica, ma una risposta sempre più rilevante ai cambiamenti del lavoro, alla domanda di aggiornamento continuo delle competenze e alla necessità di rendere l’istruzione universitaria più accessibile. L’86,8% dei laureati intervistati ritiene infatti che le università telematiche siano maggiormente in grado di rispondere alle nuove esigenze tecnologiche della società contemporanea, mentre l’82,7% ne sottolinea il contributo alla promozione dell’apprendimento permanente e al miglioramento delle competenze professionali.
Molto significativa anche la valutazione relativa al rapporto con le università tradizionali: per l’81,6% degli intervistati i due modelli formativi si integrano reciprocamente, contribuendo ad arricchire il panorama dell’offerta universitaria italiana e a rispondere a bisogni formativi sempre più differenziati. Positiva anche la valutazione del contributo culturale e scientifico delle università digitali: il 48,1% dei laureati si dichiara abbastanza d’accordo e il 30,8% molto d’accordo con l’idea che le università telematiche favoriscano il progresso culturale e scientifico del Paese.
Più della metà dei laureati ha conseguito una laurea triennale (57,1%), il 53,7% è donna e quasi il 40% ha almeno 46 anni. Al momento dell’iscrizione, il 75,3% degli studenti risultava occupato e il 48,4% proveniva da percorsi di istruzione tecnica e professionale. Significativa anche la dimensione territoriale: oltre la metà degli intervistati al momento dell’iscrizione risiede nel Mezzogiorno (51,2%), segnale della capacità delle università telematiche di contribuire a ridurre i divari territoriali nell’accesso all’istruzione universitaria. Le università digitali intercettano oggi una domanda formativa sempre più ampia e diversificata: non soltanto lavoratori adulti e persone che riprendono studi interrotti, ma anche giovani neodiplomati che scelgono la formazione online per la maggiore flessibilità organizzativa e per la possibilità di integrare studio, lavoro ed esperienze internazionali.
Le università telematiche intercettano soprattutto una domanda di formazione che più difficilmente trova risposta nei percorsi accademici tradizionali. Il 45,1% dei laureati intervistati dichiara infatti che, senza la possibilità di frequentare un’università telematica, con ogni probabilità non avrebbe conseguito la laurea, mentre il 39,4% ritiene che avrebbe raggiunto il titolo solo con tempi più lunghi. Solo il 15,5% è convinto che si sarebbe laureato indipendentemente dalla modalità di studio scelta. L’opzione telematica è stata dirimente soprattutto tra coloro che provengono dall’istruzione tecnica (50,5%) e professionale (46,9%), tra chi ha genitori con al massimo la licenza media (circa 49%) e tra chi definisce 'bassa' o 'medio bassa' la condizione economica della famiglia di origine (48,8%). Si sono laureati solo grazie alla didattica digitale il 55,3% dei coniugati conviventi con figli e il 51,7% dei single con figli, che hanno potuto in questo modo conciliare non solo lo studio con il lavoro ma anche con gli impegni familiari.
Nell’anno accademico 2024/2025 gli iscritti agli atenei telematici hanno superato le 309.000 unità, pari al 15,3% del totale degli studenti universitari italiani, contro il 3,2% registrato dieci anni prima. In un decennio gli iscritti alle università telematiche sono cresciuti di quasi il 470%, mentre i laureati sono aumentati di oltre l’860%, arrivando a rappresentare il 18% del totale dei laureati italiani. Si tratta di una crescita che riflette l’emergere di una domanda di formazione più flessibile, personalizzabile e compatibile con percorsi professionali e familiari sempre più articolati.
Particolarmente significativa è anche la crescita della componente femminile. Se nel 2019 le donne rappresentavano ancora una minoranza tra i laureati delle università telematiche, oggi costituiscono il 53,1% del totale. Un dato che segnala come la formazione digitale stia ampliando le opportunità di accesso all’università anche per molte donne impegnate nella conciliazione tra lavoro, famiglia e percorsi di crescita professionale.
La valutazione dell’esperienza universitaria è ampiamente positiva: oltre 9 laureati su 10 si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti del percorso svolto. Gli aspetti più apprezzati sono la possibilità di conciliare studio, lavoro e vita personale (82,5%) e l’autonomia nella gestione dello studio (47,7%). La principale motivazione che spinge alla scelta dell’università telematica resta infatti la possibilità di conciliare studio e lavoro, indicata dal 73,7% dei laureati, seguita dalle esigenze legate alla gestione dei tempi di vita e familiari (55,5%). Molto positivi anche i giudizi sulla qualità della didattica e sulle tecnologie utilizzate: oltre il 96% degli intervistati considera facilmente accessibili i materiali online e intuitive le piattaforme di e-learning. Il 78,4% valuta positivamente anche l’impiego di strumenti avanzati come intelligenza artificiale, metaverso e laboratori virtuali.
Intelligenza artificiale, chatbot didattici, ambienti immersivi e strumenti di apprendimento personalizzato stanno progressivamente ridefinendo le modalità della formazione universitaria digitale, rendendo i percorsi sempre più accessibili, interattivi e flessibili. La modalità asincrona viene apprezzata soprattutto per la possibilità di personalizzare i tempi di apprendimento e rivedere più volte i contenuti. Complessivamente, il 73,9% dei laureati dichiara che si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso nello stesso ateneo.
Il Rapporto evidenzia anche una percezione positiva dell’utilità professionale del percorso universitario svolto nelle telematiche. Tra coloro che hanno trovato o cambiato lavoro entro un anno dalla laurea, il 79,1% considera infatti il titolo utile nella ricerca di un’occupazione, soprattutto grazie alle competenze e alle conoscenze acquisite durante il percorso formativo. Resta tuttavia aperta la questione del riconoscimento del valore del titolo da parte dei datori di lavoro: il 57,2% degli intervistati ritiene che le lauree telematiche non siano ancora adeguatamente valorizzate nel mercato del lavoro.


