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18:26:13 C'è un filo rosso - o meglio - "borbonico", che unisce idealmente la cosiddetta terra dei Mazzoni a quella del Miglio d'Oro.

È un filo che non è intriso solo di storia ma anche di salotti e poltrone, parlando di Regge e Residenze reali il nesso viene facile, soprattutto dopo gli ultimi avvenimenti sul Real Sito di Carditello.

Al centro del caso pare esserci finita in queste ultime ore di prorogatio, una sovrapposizione di ruoli che scavalca i confini geografici, come è emerso dalle cronache locali – commenta Cimmino a caldo, durante un’intervista: un unico manager, Gennaro Miranda, Direttore Generale del Real Sito di Carditello e, contemporaneamente, Presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane. Un doppio binario che solleva interrogativi su come sia possibile garantire una guida efficace, proprio ora che sui conti della fondazione Real Sito di Carditello sono stati sollevati non pochi dubbi proprio dal consigliere Emiddio Cimmino durante l’assise a inizio settimana.

“Alcuni, ho scoperto nella mia lunga esperienza politica – continua Cimmino - hanno il dono dell'ubiquità: Direttore di qua e Presidente di là, insomma un contratto a scavalco, una sorta di 110 regale. Ora io mi chiedo e vi chiedo, dal punto di vista normativo, la figura del Direttore e quella del Presidente hanno nature opposte? Lo Statuto a Carditello dice di sì, dato che l’ho fatto anche io. Il Presidente ha un ruolo politico, di indirizzo strategico, di rappresentanza, il Direttore è il braccio operativo, il manager che firma i contratti, gestisce il personale, risponde dei risultati. Qui siamo difronte a dei supereroi. Direttori che fanno i presidenti, presidenti che fanno i direttori.”

“Ma il vero cortocircuito risiederebbe nella posizione istituzionale. A Carditello il manager deve obbedire agli indirizzi di un consiglio, alle Ville Vesuviane è lui a indirizzare. Una doppia natura che rischia di creare qualche dubbio sulla performance. Tra l’altro, abbiamo avuto modo di vedere (nelle foto pubblicate da Retenews24.it) che Villa Campolieto, ospita nel pieno diritto sancito dal suo statuto, importanti compleanni con tanti amici, che qualcuno giura e spergiura conosciuti in altri siti reali: ingegneri, commercialisti, avvocati e, ovviamente, politici. E, infine, c’è l'enigma del bilancio: il “superstite” Revisore che, forse, non sapeva? Mentre i riflettori si concentrano sul super-manager diviso tra Caserta e Napoli, nelle stanze della Fondazione Real Sito di Carditello esplode il caso del Bilancio consuntivo fantasma portato alla luce dal Consigliere Emiddio Cimmino. “Un buco nei conti? Ritardi nell’approvazione?

Attesa di un finanziamento richiesto? È quanto stride, violentemente, con l'immagine di efficienza che la governance targata Maddaloni, proietta da tre anni a questa parte, ma c’è un dilemma molto forte che agita i corridoi: dov’erano i controllori? Com'è possibile che un Revisore, già presente nella precedente gestione Nicolais, (che Dio lo abbia in Gloria e che tanto si è speso per Carditello), non abbia rilevato le problematiche finanziarie che il CdA addebita alla passata governance? Per tale motivo, le opzioni sul tavolo della discussione ipotizzano la crisi del sistema dei controlli, ma un revisore esperto e veterano si fida dei colleghi, si limita a un controllo formale (tutto quadra), ma non verifica se crediti e debiti siano reali? È l’ennesimo dubbio, chi gestiva i conti. Boh? Ma in questo ipotetico scenario, una persona attenta avrebbe fiutato l'anomalia e lanciato l'allarme prima dei giornali, semmai ci fossero stati, o ci siano, problemi. O vogliamo addossare colpe e responsabilità, immaginarie, a chi purtroppo non può più difendersi?

La cultura a Caserta e in Campania non può essere gestita come un feudo personale, dove le poltrone si sommano e le responsabilità si diluiscono nel gioco dello scaricabarile” ha dichiarato Emiddio Cimmino. “Quando fummo eletti, nel 2008, nuovi amministratori di San Tammaro, ereditammo un debito faraonico per un piccolo Comune (oltre 16.000.000 di euro), mica perdemmo tempo a distribuire le responsabilità, bisognava sanare le casse del Comune, e il Comune di San Tammaro, ancora oggi, gode di ottima salute.  Il Real Sito di Carditello e le Ville Vesuviane sono monumenti straordinari che appartengono ai cittadini. Chi le governa o chi ha il compito di controllare i conti, deve dare risposte chiare, diradare ogni, eventuale, nebbia contabile prima che a pagare il conto siano, ancora una volta, il patrimonio culturale e la fiducia dei cittadini”.


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