17:35:08 Caserta, venerdì 29 maggio 2026, ore 7:40 circa. Una studentessa universitaria stava scendendo le scale del binario 6 per raggiungere il binario 1 e prendere l'autobus verso l'università, dove aveva un esame. Era al telefono. All'angolo tra le scale e il sottopassaggio ha incrociato una coppia, una ragazza e un ragazzo, che stavano salendo.
«Ci passo di fianco e lei all'improvviso mi aggredisce, tirandomi in modo violento i capelli e sbattendomi la testa. Cercava di farmi cadere per picchiarmi o tirarmi calci. Io urlavo e con una mano cercavo di mantenermi la testa», racconta la giovane.
Il ragazzo, secondo il suo ricordo, era rimasto sulle scale. «Non so se le abbia detto "oh basta, muoviti", come per scappare, o se l'abbia staccata lui da me», dice.
La stazione, a quell'ora, era piena di pendolari. «Nessuno si è avvicinato per fermarla. Nessuno si è avvicinato per chiedermi come stavo. Mi vedevano piangere e da lontano una signora mi ha chiesto "ma ti ha fatto male?"», continua.
Spaventata, la studentessa ha pensato solo ad allontanarsi. «Toccavo i capelli e cadevano le ciocche. La testa mi sbatteva in un modo allucinante, soprattutto dove mi ha strappato i capelli».
Pochi istanti dopo, dalle scale sono scesi due poliziotti. «Gli ho detto impaurita "una ragazza mi ha tirato i capelli". Mi hanno chiesto come stessi e io ho risposto che stavo bene, perché in quel momento volevo solo andare via», spiega. Non sa se gli agenti fossero intervenuti perché avevano sentito le urla o per un altro motivo. Disorientata, è stata aiutata da un passante a ritrovare l'uscita verso il terminal bus del binario 1.
Nel pomeriggio è tornata in stazione con i genitori per sporgere denuncia alla polizia ferroviaria. Lì, racconta, le è stato riferito che in quel punto del sottopassaggio non ci sono telecamere.
Il dolore intanto aumentava. In ospedale le è stata prescritta una Tac. Diagnosi: trauma cranico.
«Come si può, in un luogo dove passano più di mille persone al giorno, non avere telecamere e controlli?», si chiede. Tornata in stazione nel pomeriggio, descrive un sottopassaggio «vuoto, senza nessun controllo, nonostante la mattina fossi stata vittima di un'aggressione. Arrivo sopra e c'erano quattro poliziotti tutti lì».
La studentessa oggi chiede interventi concreti. «Sono stata fortunata, perché sarebbe potuto succedere il peggio. Con questo chiedo che aumentino i controlli e la videosorveglianza. E mi auguro che quello che è accaduto a me non succeda ad altre persone».





