21:36:38 Si è tenuta dinanzi alla Quarta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione l’udienza relativa al ricorso presentato dall’Avv.Paolo Falco nell’interesse del Professore Pietro Andrea Cappella.
I giudici della Suprema Corte hanno accolto la tesi dell’avvocato Falco riconoscendo il dovuto risarcimento per l’ingiusta detenzione all’ex presidente del consorzio Sannio Alifano.
La vicenda del Professore Cappella si inserisce nell’ambito dell’inchiesta “Asso piglia tutto”, che coinvolse pubblici amministratori e politici per una pluralità di reati contro la Pubblica Amministrazione e che determinò l’arresto di molti di loro tra cui Cappella, che la notte del 13 settembre 2016, veniva arrestato e condotto presso il carcere di Poggioreale. Scarcerato dal Tribunale del Riesame e neanche poi processato, il Professore ha chiesto per tramite del suo legale l’indennità prevista per l’ingiusta detenzione subita.
Ciò nonostante la Corte di Appello di Napoli pur riconoscendo l’ingiustizia nella sua detenzione gli ha attribuito la responsabilità di aver condotto in errore il magistrato inquirente attraverso il suo comportamento.
E’ contro tale ordinanza che il legale del Cappella ha istituito il ricorso in Cassazione per celare ogni minimo dubbio sulla specchiata condotta del suo assistito e per consentire allo stesso un più ampio risarcimento per l’ingiustizia subita.
Le parole dell’Avv. Paolo Falco: ”Il motore della difesa è stata la palese illogicità dell’ordinanza poiché è giuridicamente impossibile individuare una “colpa lieve” nel comportamento del Professore Cappella. Di fatto si è trattato di un errore del magistrato che ne ha disposto gli arresti poiché il materiale investigativo sulla base del quale il Professore Cappella è stato prima arrestato, poi rimesso in libertà e poi addirittura prosciolto senza un ordinario processo e’ sempre stato lo stesso. E sullo stesso, nessuna incidenza potrebbe logicamente mai avere il comportamento dell’indagato. In tal senso è assolutamente illogico, anche sulla scorta di un consolidato orientamento delle Sezioni Unite, che il Professore Cappella abbia concorso all’errore che è anche già stato riconosciuto dalla stessa ordinanza”





