09:39:48 CASERTA. C’è un’Italia che non fa rumore, ma costruisce valore ogni giorno. È l’Italia delle mani nella terra, dei sacrifici tramandati, delle storie che diventano prodotti veri. Da Castel Campagnano arriva una di queste storie: quella di Raffaele Cotugno e della sua Pasta Rosema.
Una storia che non nasce in un ufficio marketing, ma nei campi. Non da un’idea commerciale, ma da un’eredità morale.
«Nasce dalla terra… e dal cuore», racconta Cotugno. «Vengo da una famiglia di contadini e, quando mio padre e mio nonno non ci sono stati più, ho sentito che non potevo fermarmi. Quei sacrifici meritavano continuità. Il grano che coltivavamo è diventato pasta. Prima ancora che un progetto, è stato un gesto d’amore».
Un amore che oggi ha anche un nome, anzi due: Rosema è l’acronimo di Rossella ed Emanuele, i miei figli.
«È una vera storia d’amore», confida Cotugno. «Dentro questo nome c’è la mia famiglia, il motivo per cui ogni giorno continuo a credere in quello che faccio».
Parole che pesano, perché raccontano un legame autentico con un territorio troppo spesso fuori dai grandi riflettori. Eppure, Castel Campagnano è una sintesi perfetta di eccellenza agricola.
«È una terra generosa, spesso poco raccontata, ma straordinaria», spiega. «Qui non si produce solo pasta: nascono vini autentici, oli profumati, prodotti che portano dentro il carattere di queste colline. La qualità qui non è una moda, è una tradizione quotidiana».
E quella tradizione si sente tutta nei prodotti. Non è solo gusto: è identità. Nei paccheri, nelle linguine, fino ai formati più ricercati come il tubetto alla borragine, il fusillone alla lavanda o la casereccia con spinaci e spirulina.
«Quando qualcuno assaggia la nostra pasta, assaggia la nostra storia», dice Cotugno. «Dentro c’è il senso profondo del nostro lavoro: tradizione e benessere insieme».
Ma guai a pensare a un’azienda ferma nel passato. La sfida è proprio questa: evolversi senza tradirsi.
«Stiamo ampliando la gamma con nuove linee», anticipa. «Valorizziamo ancora di più le materie prime del territorio, puntando su grani selezionati e lavorazioni che esaltino gusto e proprietà nutrizionali. Vogliamo una pasta sempre più identitaria, capace di distinguersi anche per ricerca e innovazione».
Una visione che va in direzione opposta rispetto ai colossi dell’industria alimentare. Dove altri inseguono i numeri, qui si custodisce un’identità.
«Noi restiamo fedeli alla nostra terra», rivendica Cotugno. «Filiera corta, lavorazione lenta, grano coltivato qui. Non produciamo in serie, custodiamo un sapere».
E anche la distribuzione segue questa filosofia: niente corsa alla grande distribuzione, ma una presenza selettiva. La Pasta Rosema si può trovare direttamente in azienda e in alcune realtà locali - agriturismi e ristoranti dell’Alto Casertano - luoghi scelti, non casuali. Contesti che rispettano il prodotto, prima ancora che venderlo. Il messaggio finale è semplice, ma tutt’altro che banale:
«Scegliere con consapevolezza. Ogni prodotto della nostra terra è una storia che continua solo se qualcuno decide di portarla a tavola».
Chiusura
Castel Campagnano sorprende chi ha ancora voglia di scoprire. Non solo vino e olio, ma anche pasta: prodotti autentici, di alta qualità, irripetibili perché legati a una terra precisa e a mani riconoscibili. Pasta Rosema guarda avanti senza dimenticare da dove viene. Nuove produzioni, nuove idee, ma una sola direzione: restare fedele alla terra, al tempo, alla verità. Scegliere prodotti locali non è solo una questione di gusto.
È una scelta concreta. È sostenere chi ogni giorno difende tradizioni trasformandole in eccellenza.
Perché dentro ogni piatto non c’è solo ciò che mangiamo… c’è ciò che decidiamo di difendere.
Carlo Scalera





