Pin It

Vela, Kimbo caffé ufficiale dell'America's Cup

Roma, 18 mag. (Adnkronos) - Kimbo, iconico marchio napoletano del caffè e ambasciatore dell’autentico espresso italiano nel mondo, è Official Coffee della Louis Vuitton 38ª America&’s Cup Naples. lo scrive l'azienda. La tappa di Cagliari, dal 21 al 24 maggio 2026, rappresenta il primo appuntamento ufficiale della regata ed inaugura la ‘Road to Naples 2027’. 

Le gare si svolgeranno nel Golfo degli Angeli e saranno accompagnate da un ricco programma di eventi con accesso gratuito al pubblico. In qualità di Official Coffee, Kimbo porta il suo aroma, il rito e l’eccellenza dell’espresso napoletano nel cuore della competizione, affiancando con la sua energia atleti, team, partner e ospiti lungo tutto il percorso della gara, fino alla Finale prevista per luglio 2027 a Napoli, città ospitante della 38ª edizione. “Questa Preliminary Regatta è solo l’inizio di un percorso che porterà Kimbo ad essere tra i protagonisti del più antico e prestigioso trofeo sportivo velico al mondo. Non vediamo l’ora di poter condividere la nostra energia e la nostra passione con tutti i fan di questa storica competizione. L’America’s Cup è un esempio di continua ricerca dell’eccellenza attraverso l’impegno, la costanza e la qualità, in ogni azione” - commenta Massimiliano Scala, Head of Marketing di Kimbo - “Ed è un particolare onore per noi cominciare questo percorso da Cagliari, non solo per l’opportunità di raccontare ancora una volta al mondo la qualità di Kimbo, ma anche per la possibilità di portare all’attenzione di un pubblico internazionale il gusto del Caffè di Sardegna, quello dello storico brand La Tazza d’Oro, sister company dal 2012”.

In questa prima tappa speciale, infatti, Kimbo saprà esprimere anche il suo legame reale ed imprenditoriale con il territorio sardo valorizzando le miscele di caffè dell’azienda La Tazza d’Oro - Il Caffè di Sardegna dal 1938, proprietaria anche dei brand Caffè Karalis e Adesso Espresso, diffusi in tutta l’isola e nel mondo. Il brand, profondamente legato alla cultura del caffè a Cagliari, è parte del gruppo Kimbo dal 2012, ed è da sempre il caffè più amato e diffuso sull’isola. Kimbo sarà presente con il suo stand all’interno del Race Village, nel nuovo waterfront del porto di Cagliari, tra Molo Ichnusa e Calata Via Roma. 

Il servizio bar sarà attivo dal 21 al 24 maggio, dalle 10.00 alle 20:00, non solo per degustare caffè ma anche per partecipare ai giochi interattivi dedicati ai mondi della vela e del caffè e ricevere gadget ufficiali. Per la degustazione sono stati scelti due prodotti premium: Kimbo Antica Miscela 100% Arabica, la prima, storica miscela realizzata dai fondatori nel 1963, e la linea di Specialty Coffee ‘Sapiente by Kimbo’ Il caffè sarà servito non solo in espresso ma anche con preparazioni alternative pensate apposta per stupire, incantare e sorprendere il parterre della regata. Kimbo avrà un suo punto bar anche al Lazzaretto di Cagliari, una delle principali fan zone ufficiali dell’evento, dotata di maxi-schermi e aree dedicate alle famiglie. Qui sarà proposto uno dei caffè più iconici di Cagliari, La Tazza d’Oro - Miscela d’Oro: un espresso dal gusto morbido ed equilibrato che si unisce a sentori di pan tostato. Kimbo sarà anche nell’area hospitality del Christina O, uno degli yacht più iconici al mondo, lungo 99 metri e capace di ospitare fino a 157 persone, confermando la sua presenza anche nei momenti più esclusivi dell’esperienza America’s Cup.

A supporto della partnership, Kimbo esplode una campagna TV dal 17 al 30 maggio, con lo spot istituzionale arricchito da un codino dedicato all’America’s Cup. Inoltre, sui canali Rai, Kimbo sarà protagonista con un billboard da 4’ nelle giornate delle regate, ovvero il 22, 23 e 24 maggio. Kimbo, marchio italiano premium presente in oltre 100 paesi del mondo, ha coltivato negli anni una forte presenza nello sport. Nel 2025 ha fornito il caffè nell'area hospitality del Gran Premio di Formula 1 di Las Vegas ed è stato caffè ufficiale dell'ATP1000 National Bank Open di Toronto. Precedentemente l'azienda ha sostenuto il calcio italiano come partner ufficiale di sedici squadre di Serie A e B, tra cui il Napoli. Dal 2026 Kimbo è main sponsor del Napoli Basket.

Giornata patologie eosinofile, allergologo Caminati: "Diagnosi complessa”

Roma, 18 mag. (Adnkronos Salute) - Identificare un paziente con sindrome ipereosinofila (Hes) "è tutt’altro che semplice: sintomi spesso aspecifici, esordio variabile e test non sempre dirimenti rendono la diagnosi ancora oggi un percorso complesso, basato sull’integrazione di più elementi clinici e strumentali".  Così Marco Caminati, specialista in allergologia e immunologia clinica e direttore dell’Uoc Allergologia asma Center dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, in occasione della Giornata mondiale delle patologie eosinofile, che si celebra oggi, 18 maggio, richiama l’attenzione sulle principali criticità legate a queste malattie infiammatorie croniche rare causate da un accumulo eccessivo di granulociti eosinofili (un tipo di globuli bianchi) in vari organi o tessuti.

“I sintomi di esordio, lenti e progressivi o acuti che siano - spiega l'esperto - sono spesso poco specifici e condivisi con altre condizioni, comprese le altre patologie eosinofile. Anche gli strumenti diagnostici a disposizione non sono sempre conclusivi. Arrivare a una diagnosi corretta implica ancora un percorso articolato, che richiede l’integrazione della storia clinica, delle manifestazioni e degli esiti degli esami”. Il riconoscimento precoce e la presa in carico appropriata restano dunque ‘le principali criticità’. Nonostante la rarità della patologia, l’impatto sulla qualità di vita può essere rilevante. “Oggi - sottolinea Caminati - disponiamo di terapie di precisione che consentono di intervenire alla radice, migliorando significativamente la qualità di vita dei pazienti e riducendo il ricorso prolungato ai corticosteroidi”. Con l'obiettivo di ridurre i tempi della diagnosi e iniziare precocemente la terapia mirata, "a Verona abbiamo istituito e ufficialmente formalizzato un Gruppo interdisciplinare dedicato alle malattie immunologiche rare con ipereosinofilia", continua Caminati, che è anche coordinatore dell’iniziativa. "Al momento è un esempio abbastanza unico in Italia di un approccio integrato e trasversale al fine di ottimizzare la discussione collegiale e ridurre nettamente le tempistiche di diagnosi e inizio terapia. Il nostro modello gestionale è stato oggetto di pubblicazione sulla rivista internazionale 'World Allergy Organization Journal' e speriamo possa contribuire a ridurre le attuali barriere gestionali”.

Una delle principali leve per migliorare la gestione della Hes è oggi rappresentata dalla raccolta strutturata dei dati. “Abbiamo recentemente creato Inhes- Italian Network on Hes, una rete collaborativa tra centri specialistici - prosegue l’esperto - per condividere conoscenze, esperienze cliniche e modelli organizzativi”. All’interno di questo progetto si colloca Phleos, piattaforma web dedicata alla raccolta di dati clinici anonimizzati sulle patologie eosinofile. “Phleos - spiega Caminati - rappresenta uno strumento chiave perché consente di sistematizzare informazioni oggi frammentate, migliorare la comprensione della malattia e contribuire alla definizione di percorsi di cura sempre più appropriati”. Due le finalità: da un lato rafforzare la ricerca e la conoscenza epidemiologica della Hes e, dall’altro, supportare concretamente la pratica clinica. “Disporre di dati condivisi e strutturati - conclude - significa poter migliorare la diagnosi, ottimizzare la gestione dei pazienti e contribuire a superare le attuali criticità assistenziali in una patologia ancora poco conosciuta”.

Engineering, Cristiano Zanetti nominato executive vice president software products

Roma, 18 mag. (Adnkronos/Labitalia) - Engineering, tra i leader della digital transformation in Italia e con un’importante presenza a livello internazionale, annuncia l'ingresso nel Gruppo di Cristiano Zanetti nel ruolo di executive vice president software products. A diretto riporto del ceo Aldo Bisio, Zanetti entra a far parte del Gruppo con la responsabilità di guidare la nuova Business Unit Software Products, costituita per definire e guidare la strategia di prodotto di Engineering e valorizzare la performance di tutte le soluzioni proprietarie, assicurandone coerenza strategica, innovazione continua e crescita commerciale in cooperazione con i mercati di riferimento.

A Zanetti riporteranno le seguenti business unit di prodotto: Neta - Piattaforma data-driven e AI-enabled per il settore Energy & Utilities; Grace - Piattaforma per il settore bancario a supporto della Governance, Risk, Regulatory e Compliance; Universo e Isypol - Piattaforme per il settore assicurativo che abilitano la gestione del business vita e danni; XLayers - Piattaforma per la gestione del processo riassicurativo; MarketSuite - Piattaforma per il mercato Retail.

Con oltre venticinque anni di esperienza manageriale nei settori del software, della tecnologia e dei servizi professionali, maturata in contesti complessi e ad alta crescita, Zanetti garantirà il suo contributo nel percorso di rafforzamento e valorizzazione del portafoglio di piattaforme proprietarie di Engineering. Zanetti ha sviluppato gran parte della sua carriera in TeamSystem, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità. Più recentemente ha svolto il ruolo di general manager, market specific solutions, guidando una business unit con responsabilità diretta su sviluppo prodotto, r&d, go-to-market, delivery e customer support, operando a diretto riporto del ceo. In precedenza, ha ricoperto il ruolo di executive director, vertical business, assumendo la responsabilità dell'integrazione post-acquisizione di diverse realtà e della governance di unità di business verticali.

Welfare, Fava (Inps): "Giovani, donne e senior leve che sosterranno Paese”

Roma, 16 mag. (Adnkronos/Labitalia) - "Sono tre le leve che sosteranno il futuro del nostro Paese: giovani, donne e senior. Noi come Inps abbiamo messo in atto già da tempo parecchie misure concrete e fruibili quali ad esempio per i giovani la nuova app, il portale giovani, l'educazione previdenziale per fare maturare in loro la consapevolezza di costruire insieme in maniera strutturale e stabile il loro futuro. Per le donne il portale genitorialità. E per i senior stiamo andando verso anche le 'senior housing' e quindi cercare di rendere una vita più agevole ai nostri anziani. Queste sono misure che abbiamo già messo in campo, altre le metteremo nei prossimi anni". Così, con Adnkronos, il presidente di Inps, Gabriele Fava, a margine dei Capri Talks promossi da Spin Factor nell'Isola campana. 

Giornata patologie eosinofile, ematologa Iurlo 'fino a 5 anni per diagnosi’

Roma, 18 maggio, (Adnkronos Salute) -  "Oltre un terzo dei pazienti attende tra 1 e 5 anni prima di arrivare a una diagnosi di sindrome ipereosinofila". Il percorso diagnostico della Hes "è complesso soprattutto per la necessità di escludere tutte le possibili cause secondarie o extra-ematologiche" della patologia rara, "incluse infezioni, patologie del sistema immunitario, dermatologiche e respiratorie, oltre ad allergie e reazioni avverse ai farmaci". Solo dopo questa prima fase di esclusione, "diventa centrale il ruolo dell’ematologo, chiamato a indagare eventuali forme mieloidi o linfoidi attraverso test molecolari sempre più sensibili e specifici, oltre alla biopsia ossea". Così l’ematologa Alessandra Iurlo, responsabile Struttura semplice Sindromi mieloproliferative-Ematologia policlinico di Milano,nella Giornata mondiale delle patologie eosinofile, che si celebra oggi 18 maggio, richiama l’attenzione sulle criticità della Hes, condizione rara,  sottodiagnosticata che ha  un’incidenza stimata intorno a 0,03 casi per 100mila abitanti l’anno e una prevalenza fino a circa 5 casi su 100mila, secondo dati della letteratura scientifica internazionale e studi epidemiologici condotti in Europa e negli Stati Uniti.

Le patologie eosinofile comprendono un ampio spettro di condizioni, sia reattive sia primitive, caratterizzate da un aumento persistente degli eosinofili - globuli bianchi coinvolti nella risposta immunitaria - che, se in eccesso," possono provocare danni anche severi a diversi organi, dal cuore ai polmoni fino al sistema nervoso". Sul fronte terapeutico, tuttavia, negli ultimi anni si registrano progressi importanti. “L’introduzione degli anticorpi monoclonali diretti contro l’interleuchina-5, come il mepolizumab - chiarisce l'esperta - ha rappresentato una svolta nella gestione della malattia, permettendo di ridurre in modo significativo la frequenza delle riacutizzazioni, con un profilo di sicurezza favorevole”. 

Ambiente, italiani e natura: per il 98% è importante essere in armonia con essa

Roma, 18 mag. (Adnkronos/Labitalia) - Il legame tra gli italiani e la natura si fa sempre più centrale e consapevole, ma anche più complesso: una connessione che genera speranza in un futuro positivo, ma che oggi richiede di essere riscoperta e vissuta in modo più profondo. È un desiderio praticamente unanime: il 98,78% degli italiani intervistati pensa sia importante trovare il modo di vivere in armonia con la natura e di essere più vicini ad essa. Tuttavia, circa 6 italiani su 10 (quota d’accordo 56,53%) sentono la mancanza di un rapporto più vero e interiore, di quella sensazione di sentirsi parte della natura a livello di emozioni e sentimenti. 

Non solo: 9 italiani intervistati su 10 (89,97%) ritengono che, se il rapporto con la natura fosse più profondo, il mondo potrebbe essere migliore. È proprio a partire da questa consapevolezza, messa in luce dall’indagine 'Gli italiani e la natura', che nasce 'Dove la natura è una storia buona', la nuova campagna di Mulino Bianco firmata da Armando Testa, evoluzione del racconto di marca (già celebrato negli anni a partire dal claim 'Mangia sano, torna alla natura'), che invita le persone a riconnettersi con la natura in modo più emotivo e personale, riscoprendo il valore delle sensazioni spontanee e delle emozioni vere e pure che si provano nei momenti conviviali e quando si è in armonia con la natura.

Se il bisogno di natura è forte, il modo in cui viene vissuta oggi è complesso e spesso contraddittorio. Di fronte ai cambiamenti in atto, le sensazioni degli italiani sulla natura sono piuttosto multiformi: nell’area delle risposte più alte il 65,05% si sente spaventato, il 44,98% confuso e il 36,47% non riesce a trovare un modo per essere in armonia con essa.

Allo stesso tempo, la natura è percepita in modi diversi: per il 36%, la natura non è né buona né cattiva, dipende da come la si guarda, per il 34,35% la natura non è sempre ‘buona’, esiste anche una natura violenta, incontrollata, ostile all’uomo, mentre per un più timido 29,48%, la natura di per sé è solo ‘buona’, giusta e benevola verso l’uomo. Ma riflettendo sulla doppia anima della natura, in parte buona e in parte ostile all’uomo, prevale un sentimento ottimista e positivo: per il 90,27% del campione, il rapporto con la natura dipende anche da noi. La natura ‘buona’ va cercata e rispettata, così come ci siamo abituati a cercare la felicità nelle piccole cose.

Interrogati sul significato che la natura ricopre e rappresenta in questo momento, tra le risposte compaiono: “la sento come sempre più necessaria per prendere respiro e ossigenarsi da questa vita frenetica, e poi anche tanto lontana perché la stiamo distruggendo”, “in questo momento per me ha assunto il significato di tesoro che va protetto, la percepisco come se si stesse ribellando davanti a secoli di sfruttamento”, “oggi la vedo distante da me, mi piacerebbe poterla vivere di più e sentirmi un unicum con il nostro pianeta”.

La natura continua a rappresentare uno spazio emotivo fondamentale. Quando gli italiani riescono a entrare in contatto con essa, emergono sensazioni profonde e positive: serenità, tranquillità, gioia di vivere, benessere. Ma anche un senso più ampio di equilibrio, che li fa sentire in pace, completi e realizzati.

I momenti in cui questa connessione si manifesta sono spesso semplici e legati alla quotidianità: una passeggiata nel verde, il contatto con il mare, oppure il risveglio al mattino, tra le risposte principali. Segno che il legame con la natura non è scomparso, ma ha bisogno di essere riscoperto e vissuto con maggiore consapevolezza. Alla luce del bisogno di una riconnessione più autentica con la natura emerso anche dalla ricerca, Mulino Bianco torna a raccontare il proprio universo valoriale attraverso una nuova campagna di comunicazione.

Sin dalle origini, la marca ha portato nella vita degli italiani una visione positiva e autentica, fatta di gesti e prodotti ricchi di significato. Oggi con ‘Dove la natura è una storia buona’, Mulino Bianco dà forma a questo bisogno di riconnessione, invitando le persone a riscoprire la natura. Nella nuova campagna, la valle del Mulino ritorna ad essere simbolo di una natura emotiva che ci fa star bene e, grazie al saper fare, la marca regala storie di bontà. ‘Senti che buono’ è il cuore del messaggio della campagna, un invito alle persone a fermarsi, ad ascoltare i propri sensi e a riscoprire una bontà che va oltre il prodotto: è esperienza, emozione, condivisione. La nuova campagna è on air a partire da sabato 16 maggio con un primo spot dedicato ai Tarallucci (con il formato 30), biscotto nato nel 1975, parte della prima linea di biscotti Mulino Bianco. 

Obiettivo della nuova comunicazione è ribadire la speranza di un'armonia possibile tra uomo e natura. Un nuovo corso per Mulino Bianco che ha il sapore di un ritorno: a firmare tutto il progetto è infatti Armando Testa, l'agenzia che già nei primi anni '90 aveva contribuito a costruire nel cuore degli italiani l'immaginario unico del Mulino. Ed è proprio il sapore del ritorno a dare vita ad un vero e proprio richiamo. La nuova campagna si apre con il sound logo del passato (le prime cinque note composte per il primo storico spot del 1976) che ha portato Mulino Bianco nelle case degli italiani. 

“La nuova campagna riporta al centro ciò che rende Mulino Bianco unico: la bontà, la semplicità e l’autenticità dei piccoli momenti condivisi - commenta Laura Signorelli, Equity Director Bakery Barilla - In un contesto sempre più complesso, incerto e con mancanza di punti di riferimento, la nostra volontà è continuare a raccontare storie di bontà e di emozioni che tutti sentiamo familiari. Per questo torniamo alla Valle del Mulino, ‘dove la natura è una storia buona’.

L’impegno di Mulino Bianco per un mondo più buono e in armonia con la natura si traduce in una serie di azioni concrete che la marca porta avanti da tempo. L’energia elettrica acquistata per la produzione in stabilimento di tutti i pani, biscotti e merende del brand proviene da fonti rinnovabili e il packaging dei prodotti è riciclabile. 

Parallelamente, con la Carta del Mulino, la marca è impegnata nello sviluppo di pratiche agricole sostenibili del grano tenero La Carta del Mulino, nata nel 2018 in collaborazione con WWF Italia, Università di Bologna e Università della Tuscia, è un disciplinare che si pone l’obiettivo di promuovere un modello di agricoltura sostenibile per la coltivazione del grano tenero. Il disciplinare prevede regole che mirano a migliorare la qualità dei prodotti, supportare il lavoro delle comunità agricole e tutelare la biodiversità, anche attraverso iniziative dedicate agli insetti impollinatori. L’intera filiera è certificata ISCC Plus. Oggi sono oltre 100 i prodotti Mulino Bianco realizzati con farina di grano tenero proveniente da agricoltura sostenibile e ha recentemente lanciato il primo biscotto certificato in Italia con 100% farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa.

Logistica, a Fiera Milano focus su trasporto merci e persone: sfida è lavoro, mancano 40mila conducenti

Milano, 15 mag.(Adnkronos) - Nel mondo dei trasporti e della logistica la tecnologia corre veloce, ma a mancare sono sempre più le persone. In Italia si stimano quasi 40.000 posti vacanti, che diventano 500.000 in Europa, tra autisti del trasporto merci e conducenti del trasporto passeggeri: numeri che mettono in difficoltà un settore strategico per l’economia del Paese e che aprono, allo stesso tempo, nuove prospettive occupazionali per le giovani generazioni. Una carenza strutturale che riguarda l’equilibrio stesso del settore, sempre più segnato dall’invecchiamento della forza lavoro - l’età media di un conducente in Italia è 45 anni e dalla difficoltà di attrarre nuove generazioni. 

Il settore dei trasporti si trova dunque di fronte a una sfida che è insieme economica e sociale: attrarre nuove energie, valorizzare le professioni e costruire un ponte concreto tra scuola e occupazione. È da questa consapevolezza che oggi, nell’ambito di Transpotec Logitec e NME - Next Mobility Exhibition, in corso fino a domani 16 maggio, Fiera Milano e Think Smart Mobility @Mind hanno organizzato la ‘Giornata delle professioni del trasporto - Guida al futuro’. Rivolta alle scuole superiori e tecniche post diploma, la giornata ha coinvolto oltre 350 studenti in un percorso di orientamento permettendogli di incontrare e conoscere diverse realtà in cerca di personale specializzato: Alsea, Atm, Ferrovie Nord, Busitalia Sita Nord, Columbus Logistics, Fs Logistics, Navigazione Laghi, Rfi, Sea, Trenord.

Non mancano solo autisti o operatori logistici: accanto ai ruoli tradizionali emerge la richiesta di nuove competenze legate a digitalizzazione, sostenibilità, gestione dei flussi e automazione, che richiedono percorsi formativi aggiornati e una maggiore integrazione tra scuola e impresa. Cuore dell’iniziativa è stato uno spazio dedicato all’incontro diretto tra studenti e imprese, in cui i giovani hanno potuto confrontarsi con orientatori e responsabili delle risorse umane, conoscere le competenze richieste e avvicinarsi concretamente al mondo del lavoro. Sempre nella giornata odierna, un’iniziativa organizzata da Next to the Truckers, ha coinvolto altri 100 studenti, cui sono state illustrate le potenzialità occupazionali in ambito meccatronico e nelle officine. Domani si parlerà invece di occupazione al femminile, in un evento dedicato alle donne.

Radiologia interventistica, Ssn e fondazioni per cure più accessibili

Roma, 18 mag. (Adnkronos Salute) -  Le Fondazioni, associazioni e onlus rappresentano oggi uno dei pilastri più importanti a supporto del Servizio sanitario nazionale, soprattutto in un momento storico segnato da trasformazioni profonde, aumento della domanda di salute e necessità di accelerare innovazione, ricerca e accesso alle cure. Il loro contributo non è sostitutivo della sanità pubblica, ma integrativo e complementare: un supporto concreto per rafforzare i percorsi diagnostici e terapeutici, sostenere la ricerca scientifica, finanziare tecnologie avanzate e contribuire a ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. Tra le realtà maggiormente impegnate in questo percorso figurano la Fondazione Leonardo Del Vecchio e la Fondazione Roma, da sempre attive nel sostegno alla sanità, alla ricerca scientifica e ai progetti destinati a migliorare la qualità dell’assistenza e l’accesso alle cure sul territorio. È questo uno dei messaggi centrali emersi nel corso del convegno 'Milano e Roma si incontrano per una sanità pubblica più vicina ai cittadini', organizzato oggi al Policlinico di Milano con il patrocinio della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm). L’iniziativa ha riunito esperti, clinici, rappresentanti delle istituzioni sanitarie e numerose Fondazioni, associazioni e onlus impegnate nel settore salute, con l’obiettivo di promuovere un confronto sul futuro della radiologia e sul valore della collaborazione tra pubblico, privato accreditato e Terzo settore. Al centro del dibattito il ruolo sempre più strategico della diagnostica per Immagini e della radiologia interventistica nella medicina moderna, insieme alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, dalla radiomica, dall’imaging molecolare e dalle nanotecnologie per la diagnosi precoce e la medicina personalizzata.

"La diagnostica per Immagini e la radiologia Interventistica rappresentano oggi uno degli snodi fondamentali dei percorsi di cura - ha dichiarato Ettore Squillaci, responsabile della Uoc di Diagnostica per immagini ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola-. Il radiologo accompagna il paziente lungo tutto il percorso clinico, dalla prevenzione al monitoraggio terapeutico. In questo scenario il ruolo della sanità pubblica è centrale, perché garantisce accesso universale, appropriatezza e continuità assistenziale. Tuttavia, per mantenere elevati standard di cura e assicurare a tutti i cittadini diagnosi tempestive e trattamenti all’avanguardia, il contributo delle fondazioni è diventato indispensabile".  Secondo Squillaci, le realtà del Terzo settore svolgono una funzione strategica soprattutto nel sostenere l'innovazione tecnologica e la ricerca clinica: "le Fondazioni consentono di accelerare investimenti, favorire l’acquisizione di tecnologie avanzate e supportare progetti di ricerca che migliorano concretamente la qualità delle cure. La collaborazione tra Ssn, privato accreditato e fondazioni permette inoltre di ampliare la capacità diagnostica del sistema, ridurre i tempi di attesa e favorire diagnosi sempre più precoci, che significano più possibilità di cura e più vite salvate”.

"La Diagnostica per immagini sta entrando in una nuova era grazie all’integrazione tra intelligenza artificiale, radiomica, imaging molecolare e nanotecnologie - ha sottolineato Gianpaolo Carrafiello, direttore Dipartimento Area dei servizi Policlinico di Milano e ordinario di Diagnostica per immagini Università degli Studi di Milano -. Gli algoritmi di apprendimento automatico stanno già migliorando l’acquisizione e l’interpretazione delle immagini e supportando il radiologo nell’identificazione precoce delle malattie, soprattutto in ambito oncologico. Inoltre la radiologia interventistica, anche essa supportata sempre più dall’intelligenza artificiale, rappresenta uno dei pilastri fondamentali per la cura del cancro". Carrafiello ha evidenziato come lo sviluppo di queste innovazioni richieda investimenti continui e una forte sinergia tra pubblico e fondazioni: "il futuro della radiologia sarà sempre più orientato verso un modello predittivo, personalizzato e multidisciplinare. Per rendere sostenibile questa evoluzione è fondamentale costruire reti collaborative in cui ricerca scientifica, innovazione tecnologica e sostegno del Terzo settore lavorino insieme per garantire qualità delle cure e sostenibilità del Ssn’.

"La Diagnostica per immagini sta vivendo una trasformazione profonda - ha aggiunto Andrea Laghi, direttore Dipartimento di Diagnostica per immagini Irccs Istituto Clinico Humanitas, ordinario di Radiologia Humanitas University-  guidata dall’innovazione tecnologica, dalla crescente domanda di salute e dalla necessità di garantire risposte rapide, accurate e accessibili ai cittadini. In questo scenario la vera sfida non è soltanto tecnologica, ma culturale e organizzativa".  

Per Laghi, il futuro della sanità passa dalla capacità di creare un sistema realmente integrato: "È necessario costruire un modello sanitario moderno capace di coniugare qualità clinica, sostenibilità organizzativa ed equità nell’accesso. La collaborazione tra pubblico, privato e fondazioni rappresenta oggi un elemento strategico per ridurre le liste d’attesa, valorizzare le competenze presenti sul territorio e garantire continuità assistenziale di qualità. Al centro deve rimanere il principio di una sanità sostenibile ed equa: un sistema capace di innovare senza creare disuguaglianze, assicurando a tutti l’accesso a servizi diagnostici di alta qualità. Investire nella diagnostica significa investire nella salute pubblica, nella prevenzione e nell’efficienza complessiva del sistema sanitario". Nel corso del convegno è stato infine ribadito come il Ssn resti una delle più grandi conquiste del Paese, ma anche come, in questa fase di transizione, il contributo del Terzo settore e delle fondazioni sia sempre più decisivo per preservarne qualità, universalità e capacità di innovazione.

Trump minaccia di nuovo l'Iran. Teheran: "Abbiamo risposto ad ultima proposta Usa”

(Adnkronos) - Nuovo avvertimento del presidente Usa Donald Trump all'Iran. "Il tempo stringe", ha scritto su Truth a fronte dello stallo nei negoziati volti a porre fine al conflitto. "Farebbero meglio a decidere velocemente o di loro non rimarrà nulla. Il tempo è essenziale", ha aggiunto.

Dal canto suo Teheran afferma di aver risposto all'ultima proposta negoziale americana. Ad annunciarlo è stato il ministero degli Esteri: "Le nostre preoccupazioni sono state trasmesse alla parte americana", ha dichiarato il portavoce Ismail Baqaei durante un punto stampa, precisando che le comunicazioni con gli Stati Uniti proseguono "attraverso il mediatore pachistano". Baqaei ha difeso le richieste dell'Iran, tra queste lo sblocco dei beni iraniani congelati all'estero e la revoca delle sanzioni di lunga data. "I punti sollevati sono richieste iraniane fermamente difese dal nostro team negoziale in ogni round di trattative", ha aggiunto.

Il portavoce ha quindi ribadito la legittimità della condizione posta da parte iraniana sul pagamento delle riparazioni di guerra da parte degli Stati Uniti, definendo il conflitto "illegale e infondato". Riguardo alla possibilità di un nuovo scontro militare, Baqaei ha assicurato che l'Iran è "pienamente preparato a qualsiasi eventualità”.

L'Iran ha inoltre comunicato formalmente l'avvio delle attività del nuovo organismo per la gestione dello Stretto di Hormuz, creato a inizio maggio da Teheran. "E' attivo l'account ufficiale su X della Persian Gulf Strait Authority (Pgsa) - si legge in un post su X pubblicato anche in inglese - Seguiteci per aggiornamenti in tempo reale sulle operazioni e sugli ultimi sviluppi nello Stretto di Hormuz". Il post viene rilanciato su X dal Consiglio supremo di sicurezza nazionale.

Parlando con Axios Trump ha ripetuto che "il tempo stringe" per l'Iran. Se il regime iraniano non presenterà un&#8217;offerta migliore per arrivare a un accordo, ha aggiunto nel corso di un colloquio telefonico, "subirà un colpo molto più duro". Trump ha poi detto di credere ancora che l'Iran voglia un accordo e ha detto di essere in attesa di una nuova proposta iraniana, che, ha aggiunto, auspica sia migliore dell'ultima presentata alcuni giorni fa.</p>

<p>Funzionari statunitensi citati da Axios sottolineano che il presidente americano desidera un accordo per porre fine alla guerra, ma ritiene che il rifiuto da parte di Teheran di molte delle sue richieste e la riluttanza iraniana a fare concessioni significative sul programma nucleare abbiano rimesso sul tavolo l'opzione militare. Secondo due funzionari statunitensi - si legge sul sito - Trump dovrebbe riunire domani il suo team di sicurezza nazionale nella Situation Room per discutere le opzioni militari. 

Ieri il presidente americano ha parlato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu della situazione in Iran e sabato ha incontrato i membri del suo team di sicurezza nazionale nel suo golf club in Virginia per discutere di Iran, secondo una fonte informata. Tra i presenti figuravano il Vicepresidente JD Vance, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il Segretario di Stato Marco Rubio e il Direttore della CIA John Ratcliffe. "Vogliamo raggiungere un accordo. Non sono ancora dove vorremmo che fossero. Dovranno arrivarci, altrimenti subiranno un duro colpo, e loro non lo vogliono", ha affermato, sottolineando che gli Stati Uniti colpiranno l'Iran "molto più duramente di prima" se Teheran non presenterà una proposta migliore. "Il tempo stringe. Faranno meglio a darsi una mossa, altrimenti non resterà loro più nulla", ha sottolineato Trump.

La Cnn ha confermato che è attesa una nuova riunione tra Trump e il team di sicurezza nazionale, mentre - riporta ancora la rete americana, citando altre fonti - il Pentagono ha preparato una serie di piani per eventuali attacchi a obiettivi militari, compresi impianti del settore dell'energia e infrastrutture in Iran, qualora Trump dovesse decidere per nuove operazioni.

Il messaggio di Trump riecheggia una precedente minaccia in cui aveva paventato la morte di una "civiltà intera" qualora l'Iran non avesse accettato un accordo per la cessazione delle ostilità, poco prima dell'annuncio del cessate il fuoco all'inizio di aprile. 

I media israeliani hanno fatto trapelare dal canto loro che Trump e Netanyahu sono pronti a riprendere la guerra contro l'Iran. Il presidente americano non ha fissato una scadenza precisa per i negoziati, ma ha ribadito che, in caso di mancato accordo, gli Stati Uniti potrebbero ricorrere a ‘azioni militari dure’. “Se non verranno da noi con una offerta migliore, li colpiremo più duramente rispetto a quanto fatto finora”, ha dichiarato.

Netanyahu continua a mantenere una linea dura sul nucleare iraniano. Negli ultimi giorni ha ribadito che l’obiettivo resta la rimozione completa del materiale arricchito e lo smantellamento delle capacità di arricchimento di Teheran.

Open Fiber lancia la nuova campagna 'The Fiber Life’

Roma, 18 mag. (Adnkronos/Labitalia) - Una connessione che accompagna ogni giorno lavoro, studio, intrattenimento e accesso ai servizi digitali. Con 'The Fiber Life', Open Fiber lancia una nuova campagna di comunicazione dedicata al ruolo della connettività nella vita quotidiana di persone, imprese e territori. Interamente realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale generativa, la campagna racconta il valore della rete Ftth e il contributo della fibra ottica allo sviluppo digitale del Paese, mostrando come la connettività sia diventata un’infrastruttura invisibile ma essenziale nelle nuove modalità di vita, lavoro e relazione. Una campagna di comunicazione in linea con la nuova fase di Open Fiber che, dopo aver costruito l’infrastruttura, sta spostando il suo focus sulla valorizzazione della rete in fibra e dei servizi abilitati.

'The Fiber Life' nasce per rendere visibile il valore di un’infrastruttura che, pur restando spesso invisibile, abilita ogni giorno nuove possibilità per persone, famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni. La campagna presenta la fibra ottica come una presenza concreta, stabile e affidabile, capace di connettere persone, servizi e territori. Attraverso un racconto semplice ed emozionale, la campagna mostra come la rete Ftth rappresenti oggi un elemento abilitante per il lavoro, lo studio, l’intrattenimento e l’accesso ai servizi digitali, contribuendo anche alla riduzione del digital divide. 

Lo spot racconta la fibra ottica attraverso situazioni quotidiane e riconoscibili, evidenziando i principali ambiti di applicazione: dalla connessione domestica allo smart working, dall’intrattenimento digitale alla casa smart, fino ai servizi per imprese, città e pubbliche amministrazioni. La connettività entra nella quotidianità come abilitatore di nuove esperienze, relazioni e modalità di lavoro.

Dal punto di vista produttivo, il progetto integra creatività e tecnologia: la campagna utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa a supporto della realizzazione visiva, ampliando le possibilità narrative e contribuendo alla costruzione di ambientazioni e scenari contemporanei. Il contributo dell’AI si affianca al lavoro creativo umano, che resta centrale nelle fasi di ideazione, regia e direzione artistica. La campagna è stata realizzata per Open Fiber, da Saatchi &amp; Saatchi con casa di produzione Think Cattleya, e sarà pianificata attraverso un mix di mezzi volto a consolidare la leadership del brand, aumentare la riconoscibilità della rete Ftth e rafforzare il posizionamento dell’azienda come infrastruttura strategica per la modernizzazione del Paese, attraverso una presenza ad alta copertura a livello nazionale.

In onda dal 17 maggio e fino al 13 giugno, coinvolgendo televisione, radio, piattaforme digitali, Connected Tv e cinema. Lo spot sarà trasmesso in tv fino al 6 giugno con formati da 30 e 15 secondi, mentre la radio sarà on air dal 24 maggio. La presenza al cinema è prevista dal 21 maggio al 3 giugno, con presidio delle principali sale.

Open Fiber ha realizzato la più grande infrastruttura in fibra ottica del Paese, con un modello di business wholesale only. Ad oggi l’azienda a connesso in fibra 17 milioni di case ed è il principale operatore Ftth in Italia e tra i leader in Europa.

Acqua, Casini (Aubac): dopo sei anni di siccità l'Italia centrale torna alla normalità ma non al recupero totale

Roma, 18 mag.  (Adnkronos) - Dopo sei anni consecutivi di deficit pluviometrico, i primi mesi del 2026 portano un recupero significativo. Ma l’indice di siccità biennale - segnala l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale (Aubac) - resta negativo e l’estate è alle porte. L’estate scorsa 285 comuni dell’Italia centrale non avevano acqua sufficiente. Succedeva mentre il Paese - già impoverito del 19% nella disponibilità idrica rispetto al trentennio 1921-1950, secondo Ispra - guardava con sollievo le piogge di gennaio. Ecco il nodo: l’ultimo aggiornamento quadrimestrale dell’Osservatorio climatico dell’Aubac certifica un’anomalia pluviometrica del +132% a gennaio 2026 rispetto alla media 1991-2020. Un numero che sembra risolutivo ma che - segnala l'Autorità - "non lo è" dal momento che sei anni consecutivi di siccità - dal 2020 al 2025, anomalia media annua del -10,4% - non si cancellano in novanta giorni di pioggia.

"Questo Distretto viene da anni di sofferenza idrica. Per cinque anni consecutivi abbiamo gestito condizioni di severità idrica media e in alcune aree alta, con conseguenze concrete sui prelievi idropotabili, sull’irrigazione, sui livelli di laghi e falde, sulle portate dei fiumi» ricostruisce Marco Casini, Segretario Generale dell’Aubac. Parole che descrivono un problema radicato ben oltre le oscillazioni meteo stagionali - un problema che a scala nazionale ha visto la percentuale di territorio colpita da siccità estrema crescere del 120% negli ultimi vent’anni rispetto al cinquantennio precedente.

Presi da soli, i numeri del primo quadrimestre 2026 farebbero tirare un sospiro di sollievo. La pioggia cumulata distrettuale tra gennaio e aprile: 445 millimetri, il 40% sopra la climatologia di riferimento. Volume complessivo: 18,8 chilometri cubi, 5,4 dei quali in surplus. L&#8217;infiltrazione potenziale &#8212; la frazione che raggiunge davvero le falde &#8212; ha segnato +130% a gennaio e +81% a febbraio di quest’anno. Per la prima volta dopo anni le mappe di severità idrica hanno cambiato colore, dall’arancione al giallo su quasi tutto il territorio. Ma basta allargare l’inquadratura perché il quadro si rovesci.

«Se guardiamo all’anno idrologico, da ottobre 2025 ad aprile 2026, la cumulata distrettuale è sostanzialmente in linea con la climatologia, con un’anomalia di appena due-tre punti percentuali» precisa Casini. Tradotto: dopo un autunno disastroso - ottobre 2025 a -47%, dicembre a -51% - il surplus invernale ha riportato il sistema alla normalità statistica. Non al recupero. Alla normalità. Punto. Il Lazio, che a gennaio segnava un +194% e a febbraio un +101%, chiude i sette mesi dell’anno idrologico con un misero +3%. L’Umbria è in deficit del 10%. Solo l’Abruzzo registra un surplus significativo, +18%.

Poi è arrivato aprile. Un mese che ha frenato tutto con brutalità, spaccando la geografia in due tra versante tirrenico e versante adriatico. Meno 34% di pioggia a scala distrettuale, con punte di -70% sul Lazio, -68% sull’Umbria, -63% sulla Toscana. Sopra, un’anomalia termica di +2,41 gradi sull’intero Distretto, con punte oltre +3 gradi di anomalia mensile nelle aree interne tra Reatino e Perugino. Il caso laziale è da manuale sulla velocità con cui un vantaggio idrico può evaporare: dal +88% del trimestre gennaio-marzo al +46% del quadrimestre. Quaranta punti persi in trenta giorni.

«Marzo e aprile hanno frenato il recupero, in particolare sul versante tirrenico. Il Lazio è passato dal +88% del trimestre al +46% del quadrimestre, l’Umbria registra già a maggio il primo trend di peggioramento del quadro idrologico» dettaglia Casini. L’indice Spei a 24 mesi - quello che misura il deficit strutturale accumulato - segnava un -1,46 a fine 2025, siccità severa. Al 30 aprile 2026 è risalito a -0,87. Meglio, certo. Ma ancora siccità moderata. Cinque mesi di recupero non hanno chiuso il ciclo.

Le cicatrici operative degli anni secchi, intanto, restano. Nell’estate 2025, in Abruzzo 149 comuni hanno subito criticità idropotabili; nelle Marche 136. Riduzioni di pressione, blocco dei prelievi, apertura di pozzi di soccorso per centinaia di migliaia di utenti. I laghi laziali erano crollati - il lago di Albano a -49 centimetri, Nemi a -37 - e la risalita del cuneo salino sul Tevere denunciava uno stress idrogeologico profondo. Non è solo un problema di rubinetti domestici. La siccità colpisce l’uso potabile, l’agricoltura, l’industria, l’energia, gli ecosistemi e la tenuta stessa dei territori. Il Blue Book 2025 stima che l’acqua sia l’elemento abilitante per la generazione di 383 miliardi di euro di valore aggiunto, circa il 20% del PIL italiano. Dentro questo quadro, uno degli indicatori più evidenti della fragilità del sistema è rappresentato dalle perdite idriche: nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile si disperde ancora il 42,4% dell’acqua immessa, con valori che nell’Appennino centrale raggiungono circa il 51%, pari a circa 3,4 miliardi di metri cubi l’anno a scala nazionale. Un volume teoricamente sufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico di 43,4 milioni di persone per dodici mesi.

Dal versante adriatico arrivano notizie più confortanti. L’Aquilano e il Pescarese hanno raggiunto per la prima volta nel 2026 la severità idrica normale. La sorgente del Gran Sasso - ancora in lieve contrazione ad aprile - al 15 maggio ha confermato un trend positivo, segnale che anche i grandi acquiferi carbonatici, con tempi di ricarica pluriennali, stanno iniziando ad assorbire il surplus invernale. Dall’altra parte degli Appennini, però, il Trasimeno continuava a calare: -1,48 metri, con 2 centimetri persi in una sola settimana.</p>

<p>«Le falde, le sorgenti, i grandi acquiferi richiedono continuità di apporti pluriennali, non singoli trimestri piovosi» ribadisce Casini. Il nodo è strutturale e i numeri lo confermano. Nel Piano di Gestione delle Acque, Aubac ha individuato oltre 500 interventi necessari nel periodo 2024-2030 per il servizio idrico integrato e il settore irriguo del Distretto, per un fabbisogno complessivo di oltre 8 miliardi di euro. Non tutti i territori, però, hanno la stessa capacità di trasformare i fabbisogni in opere: pesano la dimensione e la solidità dei gestori, la qualità della progettazione, i tempi autorizzativi e la dispersione delle competenze. La frammentazione gestionale si è ridotta, ma non è scomparsa: secondo il Blue Book 2025, in Italia restano 1.368 Comuni, circa 7 milioni di abitanti, in cui almeno un segmento del servizio idrico è ancora gestito direttamente dagli enti locali. Un mosaico che rende più complessa qualunque strategia coordinata, soprattutto quando la crisi idrica non segue i confini amministrativi. Lo stesso Distretto dell’Appennino Centrale, articolato su sette regioni e caratterizzato da risposte idrologiche opposte, ne è la prova: l’Abruzzo torna alla normalità mentre l’Umbria peggiora.

Per l’estate 2026 il quadro resta sospeso. Le piogge primaverili-estive sono ormai sempre più scarse e concentrate in bombe d’acqua di breve durata, quasi inutili per la ricarica delle falde. «Stiamo entrando nei mesi più caldi e tipicamente più asciutti dell’anno. Sarà determinante la gestione dei livelli lacustri, il monitoraggio delle riserve nivali residue ed il coordinamento tra Regioni, ATO e gestori del Servizio Idrico Integrato» avverte Casini. Dal 2000 l’Italia ha attraversato quattro grandi eventi siccitosi - 2002, 2012, 2017, 2022 - e nell’ultimo lo stato d’emergenza è stato attivato in cinque regioni del Nord. Il 2026 dirà se il Paese ha imparato qualcosa da queste crisi ricorrenti. O se la pioggia di gennaio è servita solo a rimandare il problema di qualche mese.

Studio, fluttuazioni colesterolo aumentano rischio mortalità, infarto e ictus

Roma, 18 mag. (Adnkronos Salute) - Non basta ridurre i livelli di colesterolo 'cattivo' Ldl-C, ma è importante garantire che questi livelli si mantengano stabili nel tempo. Cresce l'attenzione degli esperti sulla variabilità dei livelli lipidici, associata a un rischio cardiovascolare più elevato. Lo studio osservazionale di popolazione V-Difference di Novartis, pubblicato su 'European Heart Journal', indicano che la variabilità nel tempo dei livelli di colesterolo rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare diretto e indipendente. In particolare, riporta la farmaceutica in una nota, "le persone con le maggiori fluttuazioni dei livelli di colesterolo presentano un aumento del 26% del rischio di mortalità totale, dell'8% del rischio di infarto miocardico e dell'11% del rischio di ictus, rispetto a chi mantiene livelli più stabili nel tempo, a parità di valori medi di colesterolo”.

Sono i temi al centro del convegno 'Harmony of Silencing' che si è svolto oggi a Milano, dedicato alla gestione dell'ipercolesterolemia alla luce delle Linee guida Acc/Aha/Multisociety 2026, che introducono nuovi parametri per la prevenzione cardiovascolare secondaria nelle persone ad alto rischio. Tra i temi in primo piano, i recenti dati dello studio V-Difference che mostrano come il trattamento con inclisiran, in aggiunta alla terapia ipolipemizzante ottimizzata individualmente (Llt), permetta non solo una riduzione rapida dei livelli di Ldl-C, in linea con i nuovi parametri, ma anche il loro mantenimento prolungato nel tempo.

"Le fluttuazioni lipidiche - spiega Stefano Carugo, direttore della Cardiologia del Policlinico di Milano e presidente FinSic, Fondazione della Società italiana di cardiologia (Sic) - hanno un impatto diretto e indipendente sulla progressione del processo aterosclerotico, poiché sono correlate a fenomeni come l'aumento dell'ossidazione lipidica all'interno delle placche, l'incremento del loro volume e l'attivazione di meccanismi infiammatori. La variabilità nel tempo dei livelli di colesterolo rappresenta quindi evidenza di un controllo non ottimale di questo fattore di rischio, causa di eventi quali infarto, ictus e morte per cause cardiovascolari. L'obiettivo terapeutico oggi non è solo abbassare i livelli di Ldl, ma ottenere un controllo efficace e soprattutto sostenuto nel tempo, elemento fondamentale per rallentare la progressione dell’aterosclerosi e ridurre il rischio di eventi”.

Gli esperti, quindi, puntano al raggiungimento di livelli di colesterolo Ldl bassi e stabili nel tempo - riferisce la nota - per ridurre la mortalità cardiovascolare nelle persone ad alto rischio. Su questo obiettivo terapeutico si inseriscono i dati dello studio V-Difference sulla molecola siRna, che offrono uno spaccato utile su come, nella pratica clinica reale, sia possibile ottenere una riduzione significativa dei livelli di Ldl-C e mantenerla nel tempo in pazienti a rischio cardiovascolare alto e molto alto, in linea con i target oggi raccomandati dalle linee guida internazionali. 

La presentazione di V-Difference si inserisce in una strategia più ampia con cui Novartis mira a migliorare la gestione del rischio cardiovascolare e a rispondere a bisogni clinici ancora insoddisfatti, sottolinea l'azienda. "Da 40 anni Novartis è impegnata in ambito cardiovascolare, affinché nessun cuore smetta di battere troppo presto - commenta Paola Coco, Cso &amp; Medical Affairs Head Novartis Italia - Investiamo da anni in programmi di ricerca clinica su larga scala, come VictOrion che coinvolge oltre 60mila pazienti in più di 50 Paesi e rappresenta uno dei più ampi programmi di sviluppo clinico mai realizzati a livello globale. Un impegno che si accompagna alla volontà di lavorare insieme alla comunità scientifica e alle istituzioni per favorire un accesso equo e sostenibile all'innovazione terapeutica, elemento essenziale per rendere la prevenzione cardiovascolare realmente applicabile nella vita reale dei pazienti”.

Dallo studio V-Difference - dettaglia Novartis - emerge che "l'85% dei pazienti trattati con il farmaco siRna più terapia ipolipemizzante ottimizzata individualmente (Llt) ha raggiunto i livelli raccomandati di colesterolo Ldl entro 3 mesi, con benefici significativi già dopo 1 mese e una riduzione media del 59% del colesterolo Ldl dopo 1 anno di trattamento, con un mantenimento costante nel tempo dei livelli raccomandati di Ldl, in linea con le nuove Linee guida Acc/Aha/Multisociety 2026. All'osservazione al giorno 330, il 92,7% dei pazienti nel braccio inclisiran aveva raggiunto i propri target raccomandati dalle linee guida Internazionali. Pubblicate a marzo 2026, le linee guida reintroducono con forza l'utilizzo di target assoluti di Ldl-C come riferimento nella pratica clinica e raccomandano, per la maggior parte dei pazienti in prevenzione secondaria ad altissimo rischio, un obiettivo di Ldl-C inferiore a 55 mg/dL. Un approccio che riflette il principio 'colesterolo basso, con tempestività e continuità nel tempo', sempre più centrale nella gestione moderna del rischio cardiovascolare. In questo scenario - conclude la nota - il tema della stabilità del controllo lipidico nel tempo si conferma come uno degli elementi chiave per tradurre le raccomandazioni delle linee guida in benefici clinici concreti nella pratica quotidiana.

Trump: "Iran urla in continuazione, vuole accordo ma poi cambia termini". Il nuovo piano di Teheran in 14 punti

(Adnkronos) - Gli iraniani "urlano in continuazione.  Non vedono l’ora di firmare un accordo. Ma una volta siglato l'accordo, ti mandano un documento che non ha nulla a che vedere con quello che avete concordato. E io mi chiedo: 'Ma siete pazzi?'". Così il presidente americano Donald Trump, nel corso di un'intervista a Fortune, dopo aver lanciato un nuovo avvertimento . "Il tempo stringe", ha scritto su Truth a fronte dello stallo nei negoziati volti a porre fine al conflitto. "Farebbero meglio a decidere velocemente o di loro non rimarrà nulla. Il tempo è essenziale", ha aggiunto. 

L'Iran intanto secondo i media ha presentato un nuovo piano in 14 punti, attraverso i mediatori pachistani, che si concentra sui "negoziati per la fine della guerra e sulle misure di costruzione della fiducia da parte americana". L'agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran, cita una fonte vicina al team negoziale di Teheran, secondo cui "l'Iran, in linea con la pratica recente dello scambio di messaggi, ha ancora una volta sottoposto il suo testo in 14 punti attraverso il mediatore pachistano, dopo aver apportato degli emendamenti”.

Poco prima il ministero degli Esteri iraniano aveva fatto sapere di aver risposto all'ultima proposta Usa. "Le nostre preoccupazioni sono state trasmesse alla parte americana", aveva dichiarato il portavoce Ismail Baqaei durante un punto stampa, precisando che le comunicazioni con gli Stati Uniti proseguono "attraverso il mediatore pachistano". Baqaei ha difeso le richieste dell'Iran, tra queste lo sblocco dei beni iraniani congelati all'estero e la revoca delle sanzioni di lunga data. "I punti sollevati sono richieste iraniane fermamente difese dal nostro team negoziale in ogni round di trattative", ha aggiunto.

Il portavoce ha quindi ribadito la legittimità della condizione posta da parte iraniana sul pagamento delle riparazioni di guerra da parte degli Stati Uniti, definendo il conflitto "illegale e infondato". Riguardo alla possibilità di un nuovo scontro militare, Baqaei ha assicurato che l'Iran è "pienamente preparato a qualsiasi eventualità”.

L'Iran ha inoltre comunicato formalmente l'avvio delle attività del nuovo organismo per la gestione dello Stretto di Hormuz, creato a inizio maggio da Teheran. "E' attivo l'account ufficiale su X della Persian Gulf Strait Authority (Pgsa) - si legge in un post su X pubblicato anche in inglese - Seguiteci per aggiornamenti in tempo reale sulle operazioni e sugli ultimi sviluppi nello Stretto di Hormuz". Il post viene rilanciato su X dal Consiglio supremo di sicurezza nazionale.

Parlando con Axios Trump ha ripetuto che "il tempo stringe" per l'Iran. Se il regime iraniano non presenterà un’offerta migliore per arrivare a un accordo, ha aggiunto nel corso di un colloquio telefonico, "subirà un colpo molto più duro". Trump ha poi detto di credere ancora che l'Iran voglia un accordo e ha detto di essere in attesa di una nuova proposta iraniana, che, ha aggiunto, auspica sia migliore dell'ultima presentata alcuni giorni fa.

Funzionari statunitensi citati da Axios sottolineano che il presidente americano desidera un accordo per porre fine alla guerra, ma ritiene che il rifiuto da parte di Teheran di molte delle sue richieste e la riluttanza iraniana a fare concessioni significative sul programma nucleare abbiano rimesso sul tavolo l'opzione militare. Secondo due funzionari statunitensi - si legge sul sito - Trump dovrebbe riunire domani il suo team di sicurezza nazionale nella Situation Room per discutere le opzioni militari. 

Ieri il presidente americano ha parlato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu della situazione in Iran e sabato ha incontrato i membri del suo team di sicurezza nazionale nel suo golf club in Virginia per discutere di Iran, secondo una fonte informata. Tra i presenti figuravano il Vicepresidente JD Vance, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il Segretario di Stato Marco Rubio e il Direttore della CIA John Ratcliffe. "Vogliamo raggiungere un accordo. Non sono ancora dove vorremmo che fossero. Dovranno arrivarci, altrimenti subiranno un duro colpo, e loro non lo vogliono", ha affermato, sottolineando che gli Stati Uniti colpiranno l'Iran "molto più duramente di prima" se Teheran non presenterà una proposta migliore. "Il tempo stringe. Faranno meglio a darsi una mossa, altrimenti non resterà loro più nulla", ha sottolineato Trump.

La Cnn ha confermato che è attesa una nuova riunione tra Trump e il team di sicurezza nazionale, mentre - riporta ancora la rete americana, citando altre fonti - il Pentagono ha preparato una serie di piani per eventuali attacchi a obiettivi militari, compresi impianti del settore dell'energia e infrastrutture in Iran, qualora Trump dovesse decidere per nuove operazioni.

Il messaggio di Trump riecheggia una precedente minaccia in cui aveva paventato la morte di una "civiltà intera" qualora l'Iran non avesse accettato un accordo per la cessazione delle ostilità, poco prima dell'annuncio del cessate il fuoco all'inizio di aprile. 

I media israeliani hanno fatto trapelare dal canto loro che Trump e Netanyahu sono pronti a riprendere la guerra contro l'Iran. Il presidente americano non ha fissato una scadenza precisa per i negoziati, ma ha ribadito che, in caso di mancato accordo, gli Stati Uniti potrebbero ricorrere a ‘azioni militari dure’. ‘Se non verranno da noi con una offerta migliore, li colpiremo più duramente rispetto a quanto fatto finora’, ha dichiarato.

Netanyahu continua a mantenere una linea dura sul nucleare iraniano. Negli ultimi giorni ha ribadito che l’obiettivo resta la rimozione completa del materiale arricchito e lo smantellamento delle capacità di arricchimento di Teheran.


CASERTAFOCUS.NET

SEGUI LE NOTIZIE IN DIRETTA

CASERTAFOCUS.NET