19:29:42 CASERTA. Una vasta rete dedita alla compravendita illecita di dati personali, compresi quelli di personaggi famosi, è stata sgominata dalla Squadra Mobile di Napoli.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri, ha portato all’esecuzione di 29 misure cautelari (4 in carcere, 6 ai domiciliari e 19 obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria) e ha coinvolto anche numerosi soggetti della provincia di Caserta.
Tra gli indagati figurano una donna finita agli arresti domiciliari, un vice ispettore di polizia sospeso dal servizio e diversi dipendenti di un Caf di Aversa.
I casertani coinvolti
Maria Rosaria Cantiello, 44enne di Caserta residente a Portici, compagna di uno dei due capi dell’organizzazione, è stata posta agli arresti domiciliari. Secondo gli inquirenti avrebbe svolto un ruolo di raccordo tra i vertici della rete e i pubblici ufficiali corrotti, occupandosi anche della trattativa economica per l’acquisto dei dati.
Pasquale Altarelli, 55enne vice ispettore di Polizia in servizio al Commissariato di Maddaloni, è stato sospeso dal servizio e sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Gli investigatori lo ritengono uno dei fornitori di informazioni riservate tratte dalle banche dati di forze dell’ordine, Inps e Agenzia delle Entrate.
Carlo Girone (37 anni) e Annalisa De Cristofaro (58 anni), entrambi di Aversa e dipendenti di un Caf, sono indagati per accessi abusivi alle banche dati dell’Inps.
Tra gli altri casertani indagati figurano Pasquale Gionti di San Tammaro, Giuseppe Mormile (originario di Aversa), Pasquale Guarini di Maddaloni e Bruno Biondi di Aversa.
Il contesto dell’inchiesta
L’organizzazione, secondo l’accusa, operava attraverso agenzie investigative private e avrebbe ottenuto illegalmente dati sensibili di migliaia di persone, tra cui quelli di noti personaggi pubblici come Alex Britti, Lory Del Santo e l’ex portiere Alex Cordaz.
I dati venivano prelevati illecitamente da banche dati istituzionali e poi rivenduti a soggetti privati. Al vertice del sistema ci sarebbero Mattia Galavotti e Giuseppe Picariello, soci della società Sole Investigazioni e Sicurezza, entrambi finiti in carcere.
L’inchiesta ha fatto emergere un vero e proprio mercato nero delle informazioni riservate, con pubblici ufficiali e dipendenti di enti pubblici che avrebbero fornito dati in cambio di denaro.
Le indagini proseguono per fare piena luce sull’intera rete e sulle eventuali ulteriori responsabilità.





