13:23:50 Si chiude con entusiasmo e partecipazione la 22ª edizione della Sagra degli Asparagi Selvatici di Squille, diventata negli anni molto più di un evento gastronomico: un’esperienza autentica capace di raccontare l’anima di un territorio.
Per alcuni giorni, il borgo ha accolto centinaia di visitatori trasformandosi in una meta viva, calorosa, dove ogni dettaglio – dall’organizzazione impeccabile alla gentilezza dei volontari – ha fatto sentire chiunque parte di una comunità. Un successo che nasce dal lavoro silenzioso e instancabile di tante persone, unite dalla stessa passione.
Protagonista indiscusso resta l’asparago selvatico, eccellenza che cresce spontanea sulle colline di Castel Campagnano. Un prodotto unico, dal gusto deciso e autentico, capace di esprimere tutta la ricchezza della terra. Nei piatti proposti, tradizione e creatività si sono fuse regalando sapori intensi e genuini, esaltati da una filiera davvero a chilometro zero.
Ma la sagra è soprattutto un racconto di persone. È il sorriso di chi serve ai tavoli, è la dedizione di chi lavora dietro le quinte, è l’orgoglio di una comunità che crede nelle proprie radici. Fondamentale la guida del presidente Antonio Giannetti e del vicepresidente Giovanni Zambella, insieme al contributo del professor Pietro Sivo e di tutti i soci che, anno dopo anno, rendono possibile questo piccolo grande miracolo collettivo.
Un ringraziamento sentito va anche all’amministrazione comunale di Castel Campagnano, guidata dall’avvocato Gennaro Marcuccio, e al suo staff, per il supporto concreto e la vicinanza dimostrata: una collaborazione che rafforza il legame tra istituzioni e territorio, contribuendo alla crescita di eventi che valorizzano l’identità locale.
Squille, ancora una volta, dimostra che valorizzare il territorio significa viverlo, raccontarlo e condividerlo. E quando passione, organizzazione e ospitalità si incontrano, il risultato non è solo una festa riuscita, ma un’esperienza che resta nel cuore.
L’appuntamento è al 2027, con la promessa di ritrovarsi ancora, tra gli stessi profumi e la stessa, straordinaria umanità.





