17:28:37 Il Tribunale del Riesame di Napoli ha blindato la misura cautelare nei confronti di Giovanni Zannini, consigliere regionale di Mondragone di Forza Italia. Divieto di dimora confermato in Campania e nelle regioni limitrofe: per i giudici esistono gravi indizi di reato e concreto pericolo di reiterazione.
Nelle motivazioni depositate a fine aprile, i magistrati non usano giri di parole e parlano apertamente di una «spregiudicata familiarità corruttiva». Secondo l’accusa accolta dal Riesame, Zannini avrebbe sistematicamente strumentalizzato le sue funzioni pubbliche per ottenere un tornaconto personale.
La misura era stata disposta all’inizio di marzo dal gip di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura diretta da Pierpaolo Bruni. A Zannini vengono contestati reati pesanti: corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Angelo Raucci e Vincenzo Maiello, aveva chiesto l’annullamento del provvedimento puntando sull’incensuratezza dell’indagato e sulla sua attuale lontananza dalla Campania. Richiesta respinta.
Il collegio presieduto dalla giudice Elisa De Tollis ha sottolineato un aspetto politicamente delicatissimo: Zannini non è decaduto dalla carica, ma solo sospeso. Mantiene dunque il ruolo istituzionale, la rete di contatti e quella «caratura politica» costruita in anni di attività. Elementi che, per i giudici, rappresentano un fattore di rischio elevato e «non tranquillizzano affatto» sulla possibilità che vengano replicati gli stessi schemi contestati.
Attualmente l’esponente di Forza Italia si trova in Abruzzo, dove sta rispettando il divieto di dimora.





