11:35:37 Si riaccende la guerra tra gli aspiranti dirigenti scolastici nella provincia di Caserta. Al centro del contendere c’è la delicata questione delle nomine dei presidi, con il rischio concreto di ritardi e contenziosi legati alla gestione delle graduatorie del concorso ordinario 2023 e della procedura riservata.
La questione è diventata particolarmente accesa a causa del pensionamento di numerosi dirigenti scolastici, che ha lasciato diverse sedi scoperte. I commi 527 e 528 della legge di Bilancio 2026 hanno integrato il graduatorio del concorso ordinario 2023 con gli idonei, superando la tradizionale distinzione tra vincitori e idonei. Questo ha creato una vera e propria “guerra” tra chi ha superato il concorso pubblico ordinario e chi è inserito nella platea della procedura riservata nazionale.
Il nodo centrale
Gli “ordinaristi” rivendicano la priorità nell’assegnazione delle sedi, sostenendo che il concorso pubblico debba rappresentare la via maestra per l’accesso alla dirigenza scolastica. Di contro, i candidati della procedura riservata (nati per chiudere i contenziosi legati al precedente concorso del 2017) chiedono di poter accedere ai posti disponibili.
Al momento, il Provveditorato agli Studi di Caserta si trova di fronte a un bivio: dare priorità alla graduatoria del concorso 2023 o procedere con assegnazioni che tengano conto anche della procedura derogatoria.
I nomi in ballo
Tra i dirigenti casertani che andranno in pensione nei prossimi mesi figurano nomi noti come:
- Rosaria Barone (Liceo Giancarlo Siani di Aversa)
- Marina Campanile (Liceo classico Giannone di Caserta)
- Aldo Improta (Direzione Didattica 1 di Marcianise)
- Rosa Suppa (Ic Maddaloni 2-Valle di Maddaloni)
- Emma Marchitto (Novelli di Marcianise)
- Antonietta Sapone (Liceo scientifico “da Vinci” di Vairano Patenora)
La situazione resta molto fluida. Il Provveditorato dovrà trovare un equilibrio tra le esigenze di trasparenza, merito e rapidità delle nomine, mentre i sindacati e gli interessati seguono con attenzione l’evolversi della vicenda.
La nomina dei nuovi presidi è attesa nelle prossime settimane, ma il nodo delle graduatorie rischia di complicare e rallentare l’intero processo.




