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Massa, "Giacomo Bongiorni colpito anche mentre era a terra": la ricostruzione del pestaggio

Massa, 13 apr. - (Adnkronos) - Sarebbe stato colpito più volte da un gruppo di giovani, cadendo a terra dopo un primo pugno Giacomo Bongiorni. E l’aggressione sarebbe proseguita anche quando la vittima era già a terra. Ricostruire una sequenza di violenza improvvisa, brutale e letale attraverso immagini di videosorveglianza senza audio, testimonianze ancora frammentarie e accertamenti medico-legali in corso. È questo il lavoro serrato della procura sull’omicidio del 47enne morto dopo un’aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica a Massa, in piazza Felice Palma, a pochi passi dal Municipio.

Le indagini stanno rapidamente delineando un quadro che gli inquirenti definiscono "chiaro nella dinamica generale, ma ancora da completare nei dettagli decisivi", soprattutto per quanto riguarda il colpo o i colpi che hanno determinato la morte dell’uomo.

Secondo quanto emerso dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, visionate dagli investigatori dei carabinieri e al centro dell’analisi tecnica, Bongiorni sarebbe dunque stato colpito più volte da un gruppo di giovani, cadendo a terra dopo un primo pugno. Le stesse riprese mostrerebbero poi una prosecuzione dell’aggressione anche quando la vittima era già a terra, in una fase che gli inquirenti stanno definendo cruciale per la ricostruzione giuridica dei fatti. "Stiamo ancora lavorando per ricostruire con esattezza quanto accaduto - ha spiegato il procuratore della Repubblica di Massa, Piero Capizzoto -. L’elemento più oggettivo di cui disponiamo sono i filmati, privi però di audio. Dobbiamo ancora ascoltare la persona ferita presente al momento dei fatti, che non era in grado di parlare nelle prime ore successive”.

Dalle prime ricostruzioni investigative emergerebbero due gruppi distinti. Da un lato cinque giovani - tre minorenni e due maggiorenni - attualmente indagati; dall’altro la vittima e il cognato, rimasto ferito e tuttora ricoverato. Secondo gli inquirenti, i due gruppi non si conoscevano e non vi sarebbero stati contatti precedenti all’episodio. Un elemento che rafforza l’ipotesi di un’aggressione scaturita da una discussione improvvisa poi degenerata rapidamente.

Le immagini mostrerebbero un 17enne, attualmente sottoposto a fermo, colpire Bongiorni con un pugno che lo fa cadere a terra. Da quel momento, secondo la ricostruzione della Procura, si sarebbe verificata una sequenza di ulteriori colpi inferti mentre l’uomo era già privo di difesa. "Allo stato attuale non è possibile individuare con certezza il colpo mortale - ha precisato Capizzoto -. Non è stato un solo colpo a provocare il decesso, ma una pluralità di azioni violente. Sarà l’autopsia a stabilire quale lesione sia stata determinante”.

L’esame autoptico, che sarà eseguito oggi a Genova, rappresenta il passaggio fondamentale dell’intera inchiesta. L’incarico per la consulenza medico-legale è stato affidato dalla Procura per i Minorenni al professor Francesco Ventura, chiamato a chiarire la natura delle lesioni e la loro compatibilità con la dinamica ricostruita dalle telecamere.

La Procura per i Minorenni di Genova, guidata dalla procuratrice Tiziana Paolillo, ha sottolineato la delicatezza del procedimento, che coinvolge sia presunti autori di reato sia vittime indirette minorenni. In una nota ufficiale, l’ufficio giudiziario ha evidenziato la necessità di mantenere un equilibrio tra diritto di cronaca e tutela dei soggetti coinvolti, in particolare dei minori, mentre le indagini proseguono su più fronti.

Sul piano giudiziario, l’inchiesta dunque si è allargata rapidamente. Dopo il fermo di un 17enne con l’accusa di omicidio volontario, e i provvedimenti nei confronti di due maggiorenni - ritenuti responsabili di concorso in omicidio volontario - altri due giovani sono stati iscritti nel registro degli indagati, anch'essi minorenni tra 16 e 17 anni. Le misure sono state disposte in coordinamento tra la Procura di Massa e la Procura per i Minorenni di Genova, con il supporto operativo del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Massa Carrara e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Massa. Il 17enne fermato è attualmente collocato presso un Centro di Prima Accoglienza a Genova, in attesa dell’udienza di convalida.

Determinante per la svolta investigativa è stato il sistema di videosorveglianza della zona. Le immagini avrebbero permesso di identificare rapidamente i soggetti coinvolti e di ricostruire la sequenza dell’aggressione quasi minuto per minuto. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato materiale ritenuto utile alle indagini e stanno procedendo all’analisi delle testimonianze raccolte nelle ore successive ai fatti. Il procuratore Capizzoto ha parlato di un’indagine "rapida ma complessa", resa possibile dalla combinazione tra prove tecniche e dichiarazioni dei presenti, anche se ancora parziali.

A ricostruire i momenti concitati è stata anche la compagna della vittima, Sara Tognocchi, anche lei 47enne, che ha raccontato una scena di violenza prolungata e incontrollata. I due, che si erano conosciuti tre anni, avevano in programma di sposarsi nel prossimo mese di luglio. Secondo il racconto della donna, il gruppo avrebbe iniziato a colpire senza un apparente motivo, dopo un breve confronto verbale legato al lancio di bottiglie in strada. La situazione sarebbe degenerata rapidamente, fino all’aggressione fisica. "Hanno continuato a picchiarlo anche quando era a terra - ha dichiarato -. Non si sono fermati fino a quando non hanno capito cosa avevano fatto". La donna ha raccontato anche i momenti immediatamente successivi, con i tentativi di soccorso da parte di alcuni presenti e l’arrivo dei carabinieri. Il figlio di Bongiorni, 11 anni, presente durante l’aggressione, è stato portato via per proteggerlo dalla violenza della scena.

Secondo la ricostruzione, tutto sarebbe iniziato in piazza Felice Palma a Massa, dove il gruppo di giovani avrebbe lanciato bottiglie contro una vetrata di un esercizio commerciale. Un richiamo verbale da parte dei presenti avrebbe innescato la reazione violenta. Da quel momento, la situazione sarebbe degenerata in pochi minuti, trasformandosi in un pestaggio che ha coinvolto più persone contro Bongiorni e il cognato. 

La città di Massa resta profondamente scossa dall’accaduto. Stasera per le strade del centro si terrà una fiaccolata in ricordo di Giacomo Bongiorni promossa da Comune e Diocesi.

Barilla celebra il Made in Italy: tradizione e innovazione per valorizzare saper fare italiano

Roma, 14 apr. (Adnkronos/Labitalia) - Porte aperte ai cittadini, iniziative culturali e progetti itineranti per raccontare il saper fare italiano: in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy del 15 aprile, Barilla scende in campo con un programma articolato di attività su tutto il territorio nazionale. La ricorrenza, celebrata nel giorno della nascita di Leonardo da Vinci, rappresenta un momento simbolico per riconoscere il ruolo del Made in Italy nello sviluppo economico e culturale del Paese e per trasmettere il valore delle professioni artigianali e creative. Un patrimonio che oggi si misura anche nella capacità delle imprese italiane di affermarsi a livello internazionale non solo per la qualità dei prodotti, ma anche per affidabilità, innovazione e responsabilità.

In questo scenario si inserisce il riconoscimento ottenuto da Barilla nel Global RepTrak® 100, lo studio condotto da RepTrak che analizza le aziende con la migliore reputazione a livello globale: per il terzo anno consecutivo il Gruppo è la prima azienda al mondo nel settore alimentare e, nel 2026, entra nella top 10 globale al 9° posto, guadagnando 16 posizioni rispetto all’anno precedente. Un risultato che riflette la capacità di coniugare qualità dei prodotti, visione industriale e responsabilità sociale.

Tra le principali iniziative che il Gruppo porta avanti in occasione della Giornata, dal 14 al 17 aprile Barilla apre le porte del proprio pastificio di Parma e dell’Archivio storico con 'Porte aperte', offrendo a cittadini e studenti l’opportunità di entrare nei luoghi dove nascono i prodotti e di scoprire da vicino 149 anni di storia, innovazione e cultura alimentare. L’iniziativa si inserisce nel progetto territoriale promosso da Unione Parmense degli Industriali. 

Il racconto del saper fare italiano continua anche attraverso il volume 'Mulino Bianco. Come una volta, sempre', pubblicato da Rizzoli, che si inserisce nel più ampio percorso di celebrazione dei 50 anni del marchio Mulino Bianco. Un percorso che ha avuto uno dei suoi momenti centrali nella mostra 'Mulino Bianco: 50 anni di storia tra tradizione e innovazione', ospitata nel 2025 presso Palazzo Piacentini a Roma, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’esposizione ha ripercorso l’evoluzione del brand dagli anni Settanta a oggi attraverso prodotti iconici, campagne pubblicitarie e oggetti entrati nel costume italiano valorizzando il patrimonio dell’Archivio storico Barilla. 

Sempre in occasione della Giornata, prosegue il Grand tour del Libro del Risparmio, progetto itinerante promosso da Fondazione Barilla che attraversa 11 città italiane con un’installazione artistica dedicata al tema dello spreco alimentare, trasformato in un’esperienza culturale e partecipativa capace di coinvolgere cittadini e comunità. 

Presente in oltre 100 Paesi, con 30 siti produttivi e una produzione annuale superiore ai 2 milioni di tonnellate tra pasta, sughi pronti e prodotti da forno, Barilla continua a investire in innovazione e nel miglioramento continuo dell’offerta, contribuendo a diffondere nel mondo i valori del Made in Italy.

Siaarti: "Basta attacchi agli ospedali in Libano, proteggere chi cura”

Roma, 14 apr. (Adnkronos Salute) - "Il 30 marzo l'Associazione medica mondiale ha espresso profonda preoccupazione per la crescente ondata di violenza diretta contro il personale e le strutture sanitarie in Libano. Purtroppo nei giorni successivi la situazione è ulteriormente precipitata", sottolinea la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), che in una nota esprime profonda preoccupazione per quanto sta accandendo in Libano. Gli anestesisti-rianimatori si uniscono così all'appello dell'Associazione medica mondiale per la tutela del personale sanitario, dei pazienti e degli ospedali in zona di conflitto. 

"Un documento delle Nazioni Unite del 9 aprile descrive la drammatica condizione degli ospedali di Beirut e riferisce di decine di operatori sanitari uccisi o feriti - spiega la Siaarti - Un secondo documento Onu (10 aprile) riporta l'intenzione dichiarata dell'esercito israeliano di prendere di mira le ambulanze, con la motivazione che potrebbero essere utilizzate da Hezbollah. Autorevoli organi di stampa internazionale confermano la gravità della situazione e documentano il deliberato intento di colpire le strutture sanitarie libanesi e il personale sanitario. Il quadro che emerge è quello di una violazione gravissima e intollerabile del diritto internazionale umanitario e, ancor prima, delle più elementari norme di civiltà e umanità. Desta particolare allarme il fatto che tali azioni siano condotte dall'esercito di uno Stato di diritto, il cui sistema sanitario è storicamente all'avanguardia nella gestione delle emergenze sanitarie: una realtà che rende inaccettabile qualsiasi ignoranza delle devastanti conseguenze di questi attacchi sulla popolazione civile”.

Siaarti condivide pienamente quanto affermato dall'Oms: "Le strutture sanitarie, i professionisti della salute e i pazienti sono sempre intoccabili. Devono essere attivamente protetti e mai attaccati, né utilizzati per scopi militari. I principi di precauzione, distinzione e proporzionalità previsti dal Diritto umanitario internazionale sono assoluti e devono essere rispettati sempre". La società scientifica ribadisce con fermezza che, "in qualsiasi contesto e circostanza, nulla può giustificare la distruzione deliberata di ospedali e strutture sanitarie, né la conseguente privazione delle cure mediche per la popolazione civile". La Siaarti "si unisce pertanto con decisione all'appello dell'Associazione medica mondiale, che esorta tutte le parti coinvolte nel conflitto in Libano e nel più ampio contesto mediorientale: 1) A rispettare pienamente e senza riserve gli obblighi sanciti dal diritto internazionale umanitario; 2) A garantire la protezione integrale del personale sanitario, dei pazienti e delle infrastrutture mediche; 3) Ad assicurare a tutti i civili un accesso sicuro, libero e incondizionato alle cure mediche”.

Distrofia Duchenne, Aifa approva rimborso per givinostat

Roma, 14 apr. (Adnkronos salute) - L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di givinostat per il trattamento della distrofia muscolare di Duchenne (Dmd) nei pazienti in grado di camminare, a partire dai 6 anni di età, in trattamento concomitante con corticosteroidi e indipendentemente dal tipo di mutazione genetica alla base della patologia. Una malattia rara e degenerativa che colpisce a livello globale circa 1 su 5.050 nati maschi e provoca un progressivo indebolimento di tutti i muscoli, inclusi quelli cardiaci e respiratori. Lo annuncia in una nota Italfarmaco, sottolineando che la decisione di Aifa fa seguito all'approvazione condizionata da parte della Commissione europea nel 2025 e si basa sui risultati delle sperimentazioni cliniche che dimostrano l'efficacia del farmaco e il suo favorevole rapporto beneficio-rischio. 

"La distrofia muscolare di Duchenne è causata da mutazioni del gene Dmd che impediscono la produzione di distrofina funzionale, una proteina chiave per la salute dei muscoli - spiega Eugenio Mercuri, professore e direttore dell'Unità operativa di Neuropsichiatria infantile del Policlinico Gemelli, presso l'università Cattolica di Roma - In assenza di distrofina il muscolo viene progressivamente sostituito da tessuto fibroso o adiposo. Givinostat agisce modulando l'attività di alcune sostanze e permettendo di ridurre il danno alla fibra muscolare, promuovendo così fenomeni di rigenerazione dei muscoli". Attualmente non esiste una cura definitiva per questa malattia genetica rara che ha una trasmissione recessiva legata al cromosoma X, ricorda Italfarmaco. La diagnosi avviene intorno ai 3 anni di età, a partire da difficoltà del bambino nel saltare e salire le scale. In pochi anni i sintomi progrediscono, richiedono il ricorso alla sedia a rotelle e comportano una significativa perdita di autonomia dei pazienti.

"L'obiettivo raggiunto oggi - afferma Filippo Buccella, fondatore di Parent Project Aps (parentproject.it) - non è un punto di arrivo: è la conferma che vent'anni di lavoro scientifico, clinico e di advocacy su questa molecola possono produrre risultati concreti. Parent Project ha supportato la ricerca su questa innovazione terapeutica fin da quando era ancora in fase universitaria, insieme a genitori, ricercatori e clinici italiani che hanno creduto in questo percorso. Allo stesso tempo è importante ricordare che non abbiamo ancora raggiunto una cura definitiva. E' necessario proseguire affinché tutti i pazienti possano accedere alle terapie disponibili, e perché interi capitoli della vita adulta con Dmd - dall'autonomia al lavoro, dalla cardiologia alla respirazione - abbiano finalmente risposte adeguate dal sistema. La nostra comunità, in questi trent'anni, ha contribuito a creare le condizioni perché tutti i pazienti possano accedere alle terapie disponibili”.

La novità terapeutica givinostat - si legge nella nota - rappresenta una storia di eccellenza scientifica italiana, perché l'Italia ha guidato fin dalle prime fasi la ricerca e sviluppo del nuovo farmaco a livello internazionale. "Questa approvazione - commenta Francesco Di Marco, Ceo di Italfarmaco - ci riempie di soddisfazione e rappresenta una tappa importante del percorso che stiamo compiendo in un ambito complesso come quello delle malattie rare, dove esistono tante sfide ancora aperte che richiedono coraggio e visione per dare nuove risposte a chi ancora troppo spesso si sente dimenticato. Vedere questa innovazione, frutto della ricerca italiana, arrivare ai pazienti - conclude - è per noi uno stimolo a fare sempre di più, verso nuovi traguardi terapeutici”.

All'Università Statale di Milano torna l'Agorà della psicologia, il racconto alleato della cura

Roma, 14 apr. (Adnkronos Salute) - Quando bisogna prendere delle decisioni importanti la narrazione può aiutare il medico a comprendere meglio le esigenze del paziente. Il clinico deve avere una preparazione non solo scientifica per affrontare il sempre più complesso rapporto con il malato. E' questa la tesi al centro del quinto appuntamento di 'Agorà di psicologia', un ciclo di incontri promosso dall'università Statale di Milano in collaborazione con il Dipo (Dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia). Ogni appuntamento è dedicato ai temi della psicologia e del benessere mentale. Il prossimo, intitolato 'Il paziente e la cura', avrà come protagonista Marco Venturino, direttore della Divisione di Anestesia e terapia intensiva dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano. Si terrà nell'Aula Magna di via Festa del Perdono giovedì 16 aprile alle 18, con ingresso libero fino a esaurimento posti. 

"L'incontro propone una riflessione sul senso profondo della relazione terapeutica - afferma Venturino - Vogliamo esplorare le dimensioni etiche, l'importanza dell'ascolto e la responsabilità che accomuna chi cura e chi è curato. La narrativa, l'aneddotica e più in generale il racconto possono avere un ruolo fondamentale ed essere fonte di conoscenze proprio come lo sono gli studi scientifici. Riescono a dare quello che le ricerche cliniche non possono fornire. Uno studio parte da uno stadio statistico per arrivare ad un'informazione specifica per un singolo individuo. La narrativa invece inizia con il racconto dell'esperienza di un paziente e può dare soluzioni utili a molte persone. Un paradigma diverso, con grandi potenzialità e che vale soprattutto per malattie gravi e spesso a prognosi infausta come i tumori". Durante l'incontro saranno presentati una novella e due racconti, scritti sempre da Venturino. Hanno al centro tre diverse storie di pazienti, colpiti da patologie serie, e dei loro medici curanti. L'obiettivo è dimostrare il ruolo positivo e di facilitazione della narrativa in ambito medico-scientifico. 

L'iniziativa Agorà della psicologia - ricorda una nota - è stata avviata lo scorso inverno e per la prima volta l'università degli Studi di Milano ha promosso un progetto dedicato alla cittadinanza sui temi della psicologia. Il ciclo prevede 6 incontri nei quali l'Aula Magna della Statale diventa una piazza aperta come nelle antiche polis greche. "Abbiamo finora registrato un grande successo per un'iniziativa che vuole andare incontro ai bisogni dei cittadini - sottolinea Gabriella Pravettoni, ordinaria di Psicologia presso il Dipo, UniMi, e direttrice della Divisione di Psiconcologia allo Ieo - E' stata creata una 'piazza aperta' dove è possibile ampliare le proprie conoscenze, coltivare il dialogo e ascoltare alcuni tra gli esperti più autorevoli del panorama scientifico e culturale italiano. L'incontro ha al centro il tema della comunicazione medico-paziente che è davvero rilevante nella gestione di malattie a forte impatto. Lo è pure il supporto psicologico che deve essere sempre garantito, soprattutto ai malati oncologici. Il trattamento del cancro per essere efficace deve prevedere anche l’aiuto a pazienti e caregiver da parte di personale medico-sanitario opportunamente formato". 

Ghiacciai in rapido arretramento, studio internazionale fotografa il 2025

Pisa, 14 apr. - (Adnkronos) - Nel 2025 i ghiacciai del pianeta hanno continuato a perdere massa a un ritmo estremamente elevato. È quanto emerge da un nuovo studio coordinato dal World Glacier Monitoring Service (Wgms), al quale ha contribuito anche l’Università di Pisa con il professor Carlo Baroni del Dipartimento di Scienze della Terra, in qualità di corrispondente italiano del Wgms.

Secondo i dati dello studio pubblicato sulla rivista internazionale Climate Chronicles di Nature Reviews Earth & Environment e nel Rapporto sullo Stato del Clima in Europa 2025 (Copernicus Climate Change Service e Organizzazione Meteorologica Mondiale), nell’anno idrologico 2025 - escludendo le calotte glaciali di Groenlandia e Antartide - i ghiacciai globali hanno registrato una perdita netta di massa pari a 408 gigatonnellate (con un margine di incertezza di 132 gigatonnellate), equivalente a un innalzamento del livello del mare di 1,1 millimetri (con un margine di circa 0,4 millimetri).

Il dato conferma una tendenza ormai consolidata: la perdita di massa dei ghiacciai si è infatti fortemente accelerata negli ultimi decenni. Si è passati da circa 100 gigatonnellate annue nel periodo 1976/1995, a circa 230 nel periodo 1996/2015, fino a raggiungere una media di circa 390 gigatonnellate annue nell’ultimo decennio (2016/2025), quasi quattro volte superiore rispetto agli anni Settanta e Ottanta. Complessivamente, dal 1975, i ghiacciai hanno perso circa 9.583 gigatonnellate di massa (con un margine di incertezza di 1.211 gigatonnellate), contribuendo a un innalzamento del livello del mare di circa 26,4 millimetri, con un margine di circa 3,3 millimetri.

“Per dare un’idea del processo in atto - ha spiegato Michael Zemp, direttore del WGMS - la perdita annuale di massa dei ghiacciai nel 2025 avrebbe potuto riempire cinque piscine olimpioniche ogni secondo per l’intero anno”. Lo studio si basa su osservazioni raccolte da una vasta rete internazionale di ricercatori, università e istituti di ricerca, tra cui anche il Comitato Glaciologico Italiano, coordinate dal Wgms. 

All’interno di questo quadro globale, il contributo dell’Università di Pisa ha riguardato in particolare il monitoraggio e l’analisi dei ghiacciai italiani. I dati mostrano una situazione critica lungo tutto l’arco alpino. “Nell’anno idrologico 2025 - spiega il professor Carlo Baroni dell’Università di Pisa- tutti i ghiacciai italiani monitorati hanno registrato bilanci di massa negativi, a conferma di una tendenza ormai consolidata e preoccupante per il futuro delle nostre risorse idriche”.

In dettaglio, tutti i 16 ghiacciai italiani osservati, insieme al glacionevato del Calderone nel Gruppo del Gran Sasso, hanno evidenziato perdite, con una perdita mediana di -1038 mm di equivalente in acqua. Le situazioni più critiche sono state registrate sulla Vedretta Pendente, sul Ghiacciaio di Malavalle e sul Ghiacciaio del Careser, mentre perdite più contenute si sono osservate per il Ghiacciaio de La Mare, il Ghiacciaio Occidentale del Montasio e il Calderone.

Le abbondanti precipitazioni nevose invernali hanno contribuito a mitigare parzialmente le perdite nel settore piemontese-valdostano, in particolare sul Ghiacciaio del Ciardoney. Al contrario, Lombardia e Triveneto hanno registrato accumuli nevosi più limitati, con condizioni particolarmente critiche in Lombardia e nelle Alpi Retiche (Careser e Malavalle).

Resta tuttavia determinante il ruolo delle perdite estive, soprattutto nei ghiacciai caratterizzati da scarsi accumuli invernali: un fattore che continua a guidare i bilanci di massa negativi degli ultimi anni e che rende sempre più urgente un monitoraggio costante.

I dati relativi ai ghiacciai italiani sono attualmente in corso di pubblicazione nel volume 49 (2026) della rivista 'Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria’.

Miopia pediatrica, disponibile in Italia un collirio che la rallenta

Roma, 14 apr. (Adnkronos Salute) - E' disponibile per gli oculisti italiani l'atropina solfato 0,01%, il primo medicinale approvato dalla Commissione europea per rallentare la progressione della miopia nei bambini. Lo annuncia in una nota Santen Italia, evidenziando che gli studi clinici hanno dimostrato come i colliri a base di atropina a basso dosaggio sono efficaci nel rallentare la progressione della miopia. L'atropina solfato 0,01% - spiega l'azienda - è il primo trattamento farmacologico approvato dall'Europa che offre agli oculisti una nuova opzione per rallentare la progressione della miopia e aiutare a proteggere la vista dei bambini per il futuro. Si tratta di un cambio di paradigma:  fino a oggi, infatti, i pazienti hanno dovuto ricorrere a formulazioni galeniche, ma ora dispongono di un prodotto industriale registrato. 

La miopia in età pediatrica è in crescita a livello mondiale, si ricorda nella nota: l'aumento dell’esposizione agli schermi e la riduzione del tempo trascorso all'aperto rappresentano fattori chiave nel peggioramento della salute visiva dei più giovani. La progressione della miopia è in genere più rapida nei bambini più piccoli, pertanto è necessario un trattamento il più precoce possibile per rallentare tale progressione e ridurre il rischio di severe complicazioni per la salute degli occhi in età avanzata. I genitori e i pediatri possono svolgere un ruolo importante nell'identificare il problema in fase precoce. Allo stesso tempo, gli oculisti possono intervenire per rallentare la progressione della miopia, contribuendo a ridurne i rischi di insorgenza di patologie oculari in età adulta e migliorare la qualità di vita dei bambini.

L'atropina solfato 0,01% - dettaglia la nota - è un marchio registrato di Santen Pharmaceutical Co. approvato dalla Commissione europea ed è un collirio indicato per rallentare la progressione della miopia nei pazienti pediatrici. Il trattamento può essere avviato nei bambini di età compresa tra 3 e 14 anni con un tasso di progressione pari o superiore a 0,5 D (diottrie) all'anno e una gravità compresa tra -0,5 D e -6,0 D. L'approvazione è supportata dallo studio di fase 3 Star, che ha dimostrato che l'atropina solfato 0,01% ha ridotto significativamente la progressione annuale della miopia con un profilo di sicurezza e tollerabilità favorevole. Il collirio a basso dosaggio di atropina è da somministrarsi una volta al giorno prima di coricarsi. Il prodotto è concesso in licenza da Sydnexis alla consociata di Santen con sede in Svizzera (Santen Sa) per la registrazione e la commercializzazione in Europa, Medio Oriente e Africa (Emea). Con oltre 130 anni di esperienza nella salute degli occhi, Santen - conclude la nota - continuerà a collaborare con gli operatori sanitari, le organizzazioni di pazienti e i responsabili politici per affrontare il crescente problema della miopia infantile. Il lancio dell'atropina solfato 0,01%rafforza l'impegno di Santen a favore dell'intervento precoce e di migliori risultati nella cura oculistica pediatrica.

Tumori: glioma, Fda riconosce come farmaco orfano l'isotopo rame-64 sviluppato nelle Marche

Roma, 14 apr. (Adnkronos Salute) - Un farmaco sperimentale per la cura del glioma maligno, una patologia oncologica cerebrale di estrema gravità, messo a punto dalla Acom, azienda marchigiana di Montecosaro (Macerata) focalizzata sullo sviluppo di radiofarmaci, ha ottenuto la Orphan Drug Designation (Odd) ed è stato riconosciuto come farmaco per patologia rara dalla Fda (Food and Drug Administration), autorità statunitense responsabile della governance del settore farmaceutico negli Usa. La Fda concede le Odd per agevolare lo sviluppo di terapie sperimentali destinate al trattamento, alla diagnosi o alla prevenzione di malattie rare che colpiscono meno di 200mila persone negli Stati Uniti. Il farmaco in questione - informa una nota - è un isotopo del rame, il rame-64, che Acom aveva in origine messo a punto come strumento diagnostico e che, grazie alle sue caratteristiche, oggi è in fase di validazione clinica avanzata per la rilevazione di lesioni tumorali non sempre identificabili con mezzi diagnostici tradizionali. Questo isotopo, a seguito di approfonditi studi, ha dimostrato successivamente, se somministrato a dosaggi maggiori, di possedere importanti potenzialità terapeutiche in ambito oncologico. Al momento trovano applicazione in fase sperimentale per una forma di tumore cerebrale, ma grazie al meccanismo d'azione del farmaco potranno interessare anche altre tipologie tumorali.

"Il fatto che un organismo di grande prestigio come la Fda abbia riconosciuto al cloruro di rame-64 la designazione di farmaco orfano (Odd) - afferma Gianluca Valentini, direttore scientifico di Acom, titolare del brevetto e medico nucleare di lunga esperienza - per la nostra piccola realtà marchigiana è motivo di particolare soddisfazione e incoraggiamento a proseguire nello sviluppo di questo radiofarmaco con studi clinici che ci impegneranno almeno per i prossimi 2 anni. Se gli ulteriori studi clinici confermeranno i risultati già in nostro possesso, il prodotto entrerà a pieno titolo, con un approccio innovativo, nel panorama scientifico internazionale della teranostica, l'approccio di medicina di precisione che combina diagnostica per immagini e terapia mirata in un'unica procedura in medicina nucleare”.

Il cloruro di rame-64 aveva già ottenuto un analogo riconoscimento dall'Ema (Agenzia europea per i medicinali) e ora arriva quello della Fda. Insieme, consentono al prodotto di avere numerose agevolazioni, sia di natura tecnico-scientifica che di natura commerciale. La Odd - sottolinea Acom - offre infatti numerosi vantaggi per l'azienda, tra cui potenziali crediti d'imposta per i costi clinici, esenzioni da alcune tasse amministrative della Fda, possibilità di accedere a sovvenzioni per finanziare future attività cliniche e 7 anni di esclusività di commercializzazione qualora la domanda di autorizzazione all'immissione in commercio venga approvata.

Psoriasi per oltre 1,5 mln italiani, campagna per accesso a diagnosi e terapie

Roma, 14 apr. (Adnkronos Salute) - In Italia più di 1 milione e mezzo di persone sono colpite dalla psoriasi, una patologia dermatologica cronica che incide profondamente sulla vita quotidiana. Per 9 pazienti su 10 la malattia ha un impatto significativo sulla sfera relazionale, sociale ed emotiva. Il 70% lamenta problemi in ambito familiare, il 68% in ambito lavorativo e il 17% ha avuto conseguenze negative anche nella vita intima. Nonostante le terapie oggi disponibili consentano di controllare i sintomi e migliorare il benessere complessivo, l’aderenza ai trattamenti e la diagnosi precoce restano una sfida. Per accendere i riflettori sulla psoriasi e promuovere una maggiore consapevolezza sull'importanza della corretta gestione della malattia, Fondazione Onda Ets ha promosso, lo scorso 11 marzo, l'(H) Open day sulla psoriasi. 

La campagna è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse) e ha avuto il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza). L'iniziativa, sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb, ha coinvolto 97 strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale, offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche, affiancate da momenti informativi rivolti alla cittadinanza, dirette social e info point presidiati da personale specializzato. I risultati della campagna vengono presentati oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa.

"LìH Open Day sulla psoriasi nasce con un duplice obiettivo: da un lato sensibilizzare lìopinione pubblica su una patologia cronica e spesso ancora sottovalutata che incide profondamente sulla qualità di vita delle persone, e dall'altro facilitare concretamente l'accesso ai percorsi di diagnosi e cura, promuovendo una presa in carico appropriata, tempestiva e multidisciplinare - afferma Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda - Attraverso iniziative come questa vogliamo non solo informare, ma anche abbattere le barriere culturali e organizzative che ancora ostacolano molti pazienti nel rivolgersi agli specialisti e intraprendere il percorso terapeutico più adeguato. La psoriasi, infatti, richiede un approccio integrato che tenga conto delle sue molteplici implicazioni cliniche e psicologiche. In questo contesto, il network degli ospedali Bollino Rosa rappresenta un presidio fondamentale sul territorio: una rete capillare e qualificata in grado di intercettare i bisogni di salute, orientare i cittadini e offrire risposte adeguate e tempestive, contribuendo a una sanità sempre più vicina alle persone e attenta alle loro specifiche esigenze”.

"La psoriasi è una malattia infiammatoria che quasi sempre compromette il benessere fisico, psicologico e relazionale delle persone che ne sono colpite - spiega Alessandro Borghi, membro del Consiglio direttivo Sidemast - E' caratterizzata da un andamento cronico e recidivante e si manifesta principalmente con placche arrossate e desquamanti in genere distribuite in maniera simmetrica su gomiti, ginocchia, mani, piedi, superficie lombosacrale e cuoio capelluto e non di rado localizzate al distretto genitale. Non interessa esclusivamente la pelle, ma spesso coinvolge l'intero organismo e può associarsi ad altre gravi patologie come l'artrite psoriasica, le malattie cardiovascolari, le malattie infiammatorie intestinali o il diabete. I pazienti spesso lamentano prurito intenso e l'interessamento di certi distretti anatomici, come le mani o i piedi, determina rilevanti limitazioni funzionali. Oggi la scelta terapeutica è sempre più personalizzata. Deve basarsi sulle caratteristiche del singolo paziente, incluse eventuali comorbidità, sulla gravità e sull'estensione del quadro clinico, oltre che sull'entità del disagio e dell'impatto della malattia sulla qualità di vita delle persone affette".  

"Se nelle forme lievi e circoscritte si ricorre prevalentemente a trattamenti topici - illustra Borghi - nelle forme moderate-gravi possono essere indicati la fototerapia e i farmaci sistemici. Questi si distinguono in convenzionali e biotecnologici e in terapie orali a bersaglio mirato. L'evoluzione delle opzioni terapeutiche disponibili ha consentito un controllo più efficace della malattia a lungo termine, garantendo anche un eccellente profilo di sicurezza. Ha permesso inoltre di intervenire in modo appropriato sulle diverse manifestazioni cliniche della psoriasi, migliorandone la gestione complessiva e la qualità di vita dei pazienti". 

"Abbiamo deciso con piacere di partecipare ad u'iniziativa nata per favorire una maggiore consapevolezza sulla malattia e per facilitare l'accesso ai vari percorsi di cura - sottolinea Valeria Corazza, presidente Apiafco - In particolare, la giornata dell'11 marzo ha voluto ribadire la grande importanza di rivolgersi sempre e solo a centri ospedalieri specializzati nella gestione multidisciplinare di una malattia complessa e ancora sottovalutata. La diagnosi deve essere quanto mai tempestiva, così come il successivo intervento terapeutico personalizzato. Così si può ridurre drasticamente il rischio di un peggioramento del quadro clinico e l'insorgenza di complicanze. Vi è il grave problema dell'aderenza terapeutica che è fondamentale in una malattia cronica come la psoriasi. Durante l'iniziativa è stata sottolineata con forza l'importanza di assumere sempre con continuità i farmaci prescritti dai medici specialisti. Purtroppo - rimarca Corazza - la scarsa consapevolezza della natura sistemica della malattia porta all'interruzione delle cure in circa il 25% dei malati, che si alza fino al 60% con il trattamento con farmaci topici. E' un fenomeno che va contrastato anche attraverso un maggiore e migliore dialogo tra il medico e il paziente. Infine, vi è la necessità di mappare i 200.000 pazienti con psoriasi severa di cui circa la metà sono in carico con farmaci biologici /biosimilari. In alcune Regioni ancora oggi l'accesso ai centri prescrittori non è facile e quindi le cure ci sono, ma non per tutti". 

Turismo, UniCredit-Nomisma Wine Monitor: da quello del vino 3 miliardi di valore per cantine

Roma, 14 apr. - (Adnkronos) - Nel 2025, l'enoturismo ha generato oltre 3 miliardi di euro di valore per le cantine, contribuendo mediamente al 21% del fatturato delle aziende vinicole. E il trend è orientato alla crescita. Lo rileva  il primo report sul mercato turistico del vino, presentato oggi da UniCredit e Nomisma Wine Monitor, realizzato in partnership con Vinitaly e con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Città del Vino, su un campione di 300 aziende vinicole e 13 Consorzi di Tutela distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Il pubblico è prevalentemente italiano (58%), formato in primis da coppie e famiglie (51%) e consumatori non esperti (58%), tuttavia, la presenza internazionale è in crescita. Sebbene solo una quota ridotta di cantine non proponga ancora attività enoturistiche, infrastrutture territoriali insufficienti, complessità autorizzative, scarsità di incentivi e carenza di personale specializzato continuano a rappresentare barriere significative per consentire al settore di compiere un ulteriore salto di qualità.

“Il settore vitivinicolo e il turismo rappresentano un pilastro fondamentale per la competitività del Paese, soprattutto in una fase segnata da sfide climatiche e geopolitiche che richiedono visione strategica e interventi mirati - dichiara Remo Taricani, Deputy Head of Italy di UniCredit -  Con la nostra struttura di Agribusiness e l’offerta rinnovata One4Wine, UniCredit sostiene le imprese del comparto attraverso soluzioni dedicate a investimenti, innovazione e sostenibilità. Nel 2025 abbiamo erogato oltre 300 milioni di euro di nuovi crediti alla filiera, in crescita di oltre il 35% rispetto all'anno precedente, confermandoci come Partner affidabile per produttori e territori. Guardiamo con particolare attenzione anche allo sviluppo dell’enoturismo, una leva di valore e identità capace di generare crescita diffusa e rafforzare il legame tra imprese e comunità locali”.

Per Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, “l'enoturismo non rappresenta un piano B, ma una strategia competitiva dai molteplici vantaggi, sia per le aziende vinicole che per i territori: disintermedia le vendite garantendo una maggior redditività alle imprese; trasforma ogni visitatore - che non compra più solo una bottiglia di vino, ma un’esperienza - in un ambasciatore del brand nel mondo; ma, soprattutto, tutela il paesaggio e garantisce un futuro alle comunità rurali, rendendo l'impresa vinicola il perno di un ecosistema turistico più ampio. In questo senso, il turismo non è più percepito solo come un’attività accessoria di promozione del vino, ma una leva di valorizzazione territoriale strettamente connessa all’identità della denominazione”.

Tumori: glioma, Fda riconosce come farmaco orfano l'isotopo rame-64 sviluppato nelle Marche

Roma, 14 apr. (Adnkronos Salute) - Un farmaco sperimentale per la cura del glioma maligno, una patologia oncologica cerebrale di estrema gravità, messo a punto dalla Acom, azienda marchigiana di Montecosaro (Macerata) focalizzata sullo sviluppo di radiofarmaci, ha ottenuto la Orphan Drug Designation (Odd) ed è stato riconosciuto come farmaco per patologia rara dalla Fda (Food and Drug Administration), autorità statunitense responsabile della governance del settore farmaceutico negli Usa. La Fda concede le Odd per agevolare lo sviluppo di terapie sperimentali destinate al trattamento, alla diagnosi o alla prevenzione di malattie rare che colpiscono meno di 200mila persone negli Stati Uniti. Il farmaco in questione - informa una nota - è un isotopo del rame, il rame-64, che Acom aveva in origine messo a punto come strumento diagnostico e che, grazie alle sue caratteristiche, oggi è in fase di validazione clinica avanzata per la rilevazione di lesioni tumorali non sempre identificabili con mezzi diagnostici tradizionali. Questo isotopo, a seguito di approfonditi studi, ha dimostrato successivamente, se somministrato a dosaggi maggiori, di possedere importanti potenzialità terapeutiche in ambito oncologico. Al momento trovano applicazione in fase sperimentale per una forma di tumore cerebrale, ma grazie al meccanismo d'azione del farmaco potranno interessare anche altre tipologie tumorali.

"Il fatto che un organismo di grande prestigio come la Fda abbia riconosciuto al cloruro di rame-64 la designazione di farmaco orfano (Odd) - afferma Gianluca Valentini, direttore scientifico di Acom, titolare del brevetto e medico nucleare di lunga esperienza - per la nostra piccola realtà marchigiana è motivo di particolare soddisfazione e incoraggiamento a proseguire nello sviluppo di questo radiofarmaco con studi clinici che ci impegneranno almeno per i prossimi 2 anni. Se gli ulteriori studi clinici confermeranno i risultati già in nostro possesso, il prodotto entrerà a pieno titolo, con un approccio innovativo, nel panorama scientifico internazionale della teranostica, l'approccio di medicina di precisione che combina diagnostica per immagini e terapia mirata in un'unica procedura in medicina nucleare”.

Il cloruro di rame-64 aveva già ottenuto un analogo riconoscimento dall'Ema (Agenzia europea per i medicinali) e ora arriva quello della Fda. Insieme, consentono al prodotto di avere numerose agevolazioni, sia di natura tecnico-scientifica che di natura commerciale. La Odd - sottolinea Acom - offre infatti numerosi vantaggi per l'azienda, tra cui potenziali crediti d'imposta per i costi clinici, esenzioni da alcune tasse amministrative della Fda, possibilità di accedere a sovvenzioni per finanziare future attività cliniche e 7 anni di esclusività di commercializzazione qualora la domanda di autorizzazione all'immissione in commercio venga approvata.

Meloni: "Sospeso rinnovo automatico accordo di difesa con Israele. Agire subito su stop patto stabilità”

Roma, 14 apr. (Adnkronos) - Stop al rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele. Ad annunciarlo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Il governo, in considerazione della situazione che stiamo vivendo, ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”, ha detto la premier arrivando a Vinitaly.

Il memorandum Italia-Israele stabilisce una sorta di cornice per la cooperazione nel settore della difesa riguardo allo scambio di materiali militari e la ricerca tecnologica nell'ambito delle forze armate. La decisione dell'Italia "non influirà sulla sicurezza di Israele", ha dichiarato il ministero degli Esteri di Tel Aviv.

In una nota rilanciata da diversi media israeliani, il ministero degli Esteri ha precisato che non si tratta di un accordo di difesa, ma di un memorandum d'intesa privo di contenuto reale". Secondo Ynet, la decisione è stata comunicata ieri da Roma in una lettera inviata al ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.

La Ue deve "agire subito", noi "stiamo ponendo una serie di questioni in Europa" come l'idea "di prendere in considerazione una sospensione del Patto di stabilità, non intesa come misura per il singolo Stato membro, ma come misura generalizzata", ha affermato inoltre la premier. "Esattamente come, tornando a questo settore, stiamo chiedendo alcune cose che riguardano l'energia" a partire dalla questione Ets, "la cui sospensione si è cominciata a discutere mesi fa". La Ue commetterebbe "un errore", secondo Meloni, nel "sottovalutare questa crisi". 

La sospensione del Patto di stabilità "potrebbe aiutare, certamente. Bisogna vedere come va nei prossimi giorni, ma penso che l’Europa non dovrebbe sottovalutare l’impatto che questa crisi può avere nei prossimi mesi. Farebbe un enorme errore di valutazione se considerasse di muoversi troppo tardi", ha aggiunto.

La presidente del Consiglio è tornata anche a parlare dell'attacco di Trump al Papa, dopo aver definito "inaccettabili" le parole del tycoon.  "Considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico, prioritario; però, quando si è amici e si hanno alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non si è d’accordo. È quello che faccio ogni giorno: quando sono d’accordo lo dico, quando non sono d’accordo dico di non esserlo, perché credo che questo faccia bene all’Europa, agli Stati Uniti e all’Occidente in generale", ha affermato.

Le dichiarazioni del presidente americano sul Pontefice "erano inaccettabili - ha ribadito anche oggi -  Ho espresso e rinnovo la mia solidarietà a Papa Leone. E dico di più: francamente non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici, diciamo non in questa parte del mondo". 

Quanto allo stop al bando sul gas russo: "Io continuo a sperare che, quando il problema dovesse seriamente porsi, cioè a gennaio 2027, noi saremo riusciti a fare dei passi avanti e a portare la pace in Ucraina. Però non dobbiamo dimenticare - benché io ovviamente capisca il punto di vista di Descalzi - che la pressione economica che abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è, alla fine, l’arma più efficace che abbiamo per costruire la pace. Per cui dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo da questo punto di vista”.

"Mi fa un po' sorridere questo fatto che la sinistra italiana è così contenta di un risultato di un'elezione in cui la sinistra non è pervenuta. Lascia ben sperare per il futuro: contenti loro che quello sarà la scenario che avremo in tutta Europa, io ci metto la firma", ha affermato ancora rispondendo ad una domanda sull'esito del voto in Ungheria. E sul declino dei sovranismi, ha detto "sono titoli che piacciono a voi della stampa, la politica per me è un po' più complessa". “Italia e Ungheria continueranno a lavorare insieme. Per difendere gli interessi italiani non mi interessa capire da dove viene l'interlocutore" ha concluso Meloni.

Università Lum, al via nuovo corso di laurea in Ingegneria biomedica

Roma, 14 apr. (Adnkronos Salute) - L'offerta formativa dell'università Lum Giuseppe Degennaro (Bari) si arricchisce con l'avvio del corso di laurea triennale in Ingegneria biomedica, un percorso di studi che nasce in linea con il piano strategico dell'ateneo nell'ambito dell'ingegneria applicata alle scienze della vita e alla salute. "L'avvio del nuovo corso rappresenta una scelta di grande valore strategico per il nostro ateneo e per il territorio - afferma Giovanni Schiuma, direttore del Dipartimento di Ingegneria della Lum - Si tratta di un passo importante che rafforza la visione con cui stiamo sviluppando il Dipartimento di Ingegneria e, più in generale, l'intero ecosistema formativo della Lum relativamente alle scienze della salute, della tecnologia e dell’innovazione. Infatti il corso si sviluppa in forte sinergia con i corsi di Medicina e Chirurgia della Lum. Il nostro obiettivo è quello di formare ingegneri biomedici in un ambiente accademico che dialoga costantemente con la medicina, la ricerca traslazionale e le professioni sanitarie". 

Nei 3 anni di formazione - informa una nota - gli studenti acquisiranno dapprima una solida base nelle discipline scientifiche e ingegneristiche fondamentali, per poi approfondire la bioingegneria, l'elaborazione dei dati biomedici, i sistemi informativi, la cybersecurity, la statistica per la ricerca medica, l'automazione, la progettazione assistita e, nel terzo anno, temi avanzati quali il machine learning, l'intelligenza artificiale, l'image processing per la diagnostica, le tecnologie dei dispositivi medici, la robotica in ambito sanitario e la gestione dei sistemi sanitari. A ciò si aggiungono il tirocinio e il contatto diretto con realtà esterne, elementi essenziali per connettere la formazione universitaria alle dinamiche concrete del mondo del lavoro. 

"Con il nuovo corso di laurea in Ingegneria biomedica - conclude Schiuma - la Lum rinnova il proprio impegno a formare persone capaci di interpretare il cambiamento e guidarlo. E' questo, in fondo, il senso più profondo della nostra missione universitaria: non limitarci a inseguire il futuro, ma contribuire a costruirlo”.

Design, alluminio e creatività contemporanea: Cial alla Milano design week con 'Extreme environments’

Milano, 14 apr. (Adnkronos) - Cial, Consorzio nazionale imballaggi alluminio, torna alla Milano design week, il più importante appuntamento internazionale dedicato al progetto e al design, con una collaborazione d’eccellenza con Naba, Nuova accademia di belle arti. Un legame che non sorprende: l'alluminio, duttile, riflettente e riciclabile infinite volte, è da decenni un materiale di elezione per artisti e progettisti, capace di trasformarsi in opera, installazione, visione senza mai perdere le proprie qualità. Per il Consorzio, portarlo al cuore della Design week significa dare forma concreta a un messaggio di responsabilità circolare attraverso il linguaggio più universale che esista: quello del progetto. Dal 21 al 26 aprile 2026, presso uno degli spazi più iconici di Milano, Palazzo Litta (Corso Magenta, 24), sarà visitabile l’installazione 'Extreme environments', nell’ambito di MoscaPartners variations 2026, la mostra collettiva che in questa edizione ha come tema conduttore Metamorphosis.

'Extreme environments' nasce da un percorso di ricerca condivisa curato da Claudio Larcher, design area leader, Andrea Mancuso, designer e docente, Luca Poncellini, design and applied arts department head, Michele Aquila, course leader del biennio specialistico in Creative media production e da Sofia D’Andrea, design area academic assistant, il progetto nasce da un percorso di ricerca condivisa che ha coinvolto gli studenti dell'area design per le installazioni in alluminio e quelli del biennio specialistico in Creative media production per lo sviluppo dei contenuti audiovisivi.

Il progetto invita a riflettere su come il design possa reagire, adattarsi e generare nuove visioni in contesti estremi: dalle città verticali ai luoghi remoti, dalle temperature proibitive alle situazioni di forte fragilità sociale. Il concetto stesso di 'ambiente' si espande: è condizione climatica, spazio abitabile, ecosistema sociale e culturale. Protagonisti dell’installazione sono totem scultorei in lastra di alluminio, integrati da contenuti video su schermo Led, che dialogano con lo spazio storico di Palazzo Litta attraverso contrasti tra naturale e artificiale, leggerezza e solidità, riflessione e distorsione. Le superfici metalliche diventano dispositivi percettivi capaci di amplificare e reinterpretare l’esperienza dello spazio, trasformando un materiale quotidiano in linguaggio artistico di grande potenza visiva.

La partecipazione di Cial alla Design week non è casuale: l’alluminio è per sua natura un materiale che si presta all’arte. Duttile, leggero, riflettente, capace di assumere qualsiasi forma senza perdere le proprie qualità intrinseche, è da decenni presente nel vocabolario dell’arte contemporanea, dall’architettura al design, dalla scultura all’installazione. In questo contesto si inserisce un percorso più ampio di dialogo tra Cial e il mondo dell’arte, sviluppato negli anni attraverso diverse collaborazioni e progetti. Tra questi, Lakapoliesis, la mostra curata dall’artista Matteo Cibic in occasione della Art week e Design week 2025; il sostegno all’Arte Laguna prize con il Premio sostenibilità e arte, dedicato a progetti che valorizzano la sostenibilità ambientale e, ancora, la ventennale collaborazione con il Dipartimento educazione del museo di Rivoli (To) con cui Cial organizza i laboratori d’arte, iniziative strettamente connesse al riutilizzo e al riciclo dei materiali. Ma c’è di più: l’alluminio è il materiale per eccellenza dell’economia circolare. Riciclabile infinite volte senza perdere qualità, la sua produzione da riciclo richiede il 95% di energia in meno rispetto a quella da materia prima.

"La Milano design week è il palcoscenico ideale per raccontare l’alluminio per quello che è: un materiale vivo, che non esaurisce mai la propria storia. Ogni imballaggio in alluminio riciclato è materia prima pronta a diventare qualcosa di nuovo -e con 'Extreme environments' questa trasformazione diventa arte, esperienza sensoriale e riflessione collettiva", dichiara Stefano Stellini, direttore generale di Cial. "Per Cial, l’arte è da sempre un canale privilegiato per trasmettere i valori della responsabilità circolare in modo diretto e duraturo, attraverso l’esperienza estetica. Collaborare con Naba significa affidarsi a una generazione di progettisti che guarda al futuro con occhi critici e capaci di meraviglia, con cui costruire una visione della sostenibilità più profonda e duratura”.

"Partecipare alla Milano design week 2026, nel contesto di MoscaPartners variations a Palazzo Litta, rappresenta per Naba l'occasione per ribadire il valore del progetto come strumento di visione e responsabilità. 'Extreme environments', realizzato anche grazie alla collaborazione con Cial-Consorzio nazionale per il riciclo degli imballaggi in alluminio, esplora scenari complessi in cui l’alluminio diventa leva progettuale per immaginare nuove possibilità sostenibili", dichiara Claudio Larcher, Naba design area leader. "Il nostro approccio 'learning by doing' forma progettisti capaci di trasformare i limiti in risorse, contribuendo attivamente al dibattito sul futuro del design con consapevolezza e innovazione”.

Merzagora (Onda): "Boom di richieste per l'Open day psoriasi, 97 ospedali e 750 consulenze”

Roma, 14 apr. (Adnkronos Salute) - "L'impegno della Fondazione Onda sulla psoriasi nasce dalla consapevolezza che si tratta di una malattia tutt'altro che rara: colpisce infatti il 2-3% della popolazione. Riguarda uomini e donne in egual misura, ma nelle donne tende a comparire prima. Spesso viene sottovalutata e considerata solo un problema della pelle, mentre in realtà è una patologia sistemica, che può coinvolgere anche altri organi e associarsi ad altre malattie. Proprio per questo abbiamo deciso di intervenire". Così Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda, alla presentazione - oggi a Roma - dei risultati dell'(H) Open day sulla psoriasi che l'11 marzo ha coinvolto 97 strutture sanitarie offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche. L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), ha avuto il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza) ed è stata sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb. 

"I dati - spiega Merzagora - mostrano chiaramente che oltre il 70% delle persone con psoriasi ha difficoltà nella vita sociale e lavorativa. Era quindi necessario affrontare il problema in modo più concreto.  Abbiamo organizzato un Open day l'11 marzo negli ospedali con il Bollino rosa: una giornata dedicata alla psoriasi. Non si è trattato solo di offrire visite gratuite, ma anche di accogliere i pazienti, ascoltarli e fornire informazioni sui trattamenti più innovativi. I risultati sono stati molto positivi: hanno partecipato 97 ospedali e in molti casi le richieste hanno superato la disponibilità. Sono state effettuate circa 750 tra visite e consulenze dermatologiche, oltre a incontri informativi, dirette sui social e punti informativi". Durante la giornata "sono stati presi in carico anche pazienti con forme gravi, che non vedevano uno specialista da anni, e persone che non erano a conoscenza delle terapie disponibili - sottolinea la presidente di Onda -  Anche se non sempre si può risolvere completamente la malattia, è possibile migliorare significativamente la qualità della vita. Le richieste più frequenti da parte dei pazienti riguardavano il ritardo nella diagnosi e la mancanza di informazioni. Molti chiedevano semplicemente di capire meglio la propria condizione e di avere accesso a cure che potessero migliorare il loro benessere quotidiano". Anche i social hanno avuto un ruolo importante: "La campagna ha raggiunto molte persone, con un'ampia partecipazione su Facebook e Instagram". 

"E' stata un’esperienza molto positiva che ci auguriamo di ripetere. Continueremo a parlare di psoriasi anche durante la Settimana dedicata alla salute della donna, che coinvolgerà circa 250 ospedali con Bollino rosa. In molte strutture saranno offerti nuovamente servizi e consulenze dermatologiche", conclude Merzagora.

Borghi (Sidemast): "Psoriasi malattia visibile ma sistemica, va trattata subito”

Roma, 14 apr. (Adnkronos Salute) - "La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce circa il 2-3% della popolazione italiana. E' una patologia della pelle, ma non riguarda solo la pelle. Ha due caratteristiche fondamentali che la rendono particolare: prima di tutto è visibile, perché colpisce un organo esposto come la cute, il nostro 'biglietto da visita'. Questo ha un forte impatto emotivo e psicologico, incidendo sulla vita sociale, relazionale e lavorativa delle persone. Per questo si parla di una malattia che 'va oltre la pelle'. Il secondo aspetto è il suo carattere sistemico: la psoriasi è sostenuta da un'infiammazione che non si limita alla cute, ma coinvolge anche altri organi. Per questo i pazienti hanno un rischio maggiore, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare altre patologie, anche a carico di organi apparentemente non collegati alla pelle". 

Lo ha detto Alessandro Borghi, membro del Consiglio direttivo Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), alla presentazione  - oggi a Roma - dei risultati dell'(H) Open day sulla psoriasi che l'11 marzo ha coinvolto 97 strutture sanitarie offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche. L'iniziativa promossa da Fondazione Onda è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Sidemast, ha avuto il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza) ed è stata sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb. 

Tra le principali comorbidità associate ci sono "sindrome metabolica, ipertensione, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, intestinali ed epatiche. A queste si aggiunge anche un impatto psicologico significativo, che rappresenta un'ulteriore componente della malattia", sottolinea Borghi. La psoriasi può presentarsi in diverse forme, spiega, ma la più comune è quella a placche: "Si manifesta con diverse forme cliniche, la più comune è la cosidetta forma 'volgare' che è caratterizzata da placche eritematose rosse e desquamanti che possono comparire in varie parti del corpo. E' una malattia sintomatica: il paziente lamenta prurito, il 60-70% dei pazienti ha prurito. Esordisce in età giovanile, anche nei bambini, e per questo motivo bisogna subito farsi vedere dal medico. Questo rende importante una diagnosi precoce e un intervento tempestivo che vuol dire benessere per il paziente”.

"Trattare la psoriasi fin dall'inizio è fondamentale - evidenzia Borghi - Il trattamento precoce e adeguato non solo mi garantisce non solo di avere una ottima risposta terapuetica sulla pelle, ma molto probabilmente di prevenire anche il rischio di complicanze e evdenti di comorbidità". Intervenire precocemente significa quindi agire non solo sui sintomi, ma anche sui meccanismi infiammatori alla base della malattia. "Oggi le opzioni terapeutiche sono diverse e si articolano su più livelli. Nelle forme lievi e localizzate - illustra lo specialista - si utilizzano terapie topiche, cioè creme e farmaci applicati direttamente sulla pelle. Se la malattia è limitata, anche poche lesioni possono essere controllate bene con trattamenti locali, a patto che il paziente segua correttamente la terapia. Nelle forme più estese si ricorre alla fototerapia, basata sull'esposizione controllata ai raggi ultravioletti, una soluzione ancora oggi efficace e molto sicura.Per i casi moderati o severi esistono invece le terapie sistemiche. Si dividono in farmaci tradizionali e terapie più recenti, come i farmaci biologici e le 'small molecules': sono estremamenti efficaci anche a lungo termine e con un buon profilo di sicurezza". La disponibilità di più terapie rappresenta un grande vantaggio: "Non si tratta solo di avere tanti farmaci - precisa Borghi - ma di avere farmaci diversi tra loro, con meccanismi d'azione differenti. Questo permette di scegliere la terapia più adatta a ciascun paziente. La psoriasi, infatti, non è uguale per tutti: non curiamo solo una malattia, ma una persona, con la sua età, le sue condizioni di salute e le eventuali altre patologie. Avere più opzioni terapeutiche significa poter curare adeguatamente ogni singolo paziente”.

Linguaggi, strumenti e trasformazioni al centro del Forum It & Intelligence

Milano, 14 apr. (Adnkronos) - Nell’attuale fase di transizione digitale, il tema non è più l’adozione delle tecnologie, ma la loro integrazione nei modelli decisionali e organizzativi: da qui prende forma la quinta edizione del Forum It & Intelligence. Un grande successo la quinta edizione del Forum It & Intelligence, l’appuntamento di Comunicazione italiana dedicato all’information technology e alle nuove intelligenze digitali, che ha riunito presso Assolombarda, a Milano, l’ecosistema dell’innovazione per una giornata di confronto sui linguaggi, gli strumenti e le trasformazioni che stanno ridefinendo il rapporto tra persone, dati e tecnologie.

Più 1.000 iscritti e oltre 120 speaker, tra chief information officer, head of Ai, head of data e Ciso di alcune tra le principali aziende italiane e internazionali, come Edison, Ferrarelle, Plenitude, Cdp, Ama, Impresa Pizzarotti, Credem, Gruppo Iren, Gruppo Hera e Canon Italia, oltre a realtà della pubblica amministrazione come Istat, Inail e Comune di Milano, il Forum si è confermato un punto di riferimento per chi oggi guida l’evoluzione digitale delle organizzazioni, affrontandone le implicazioni strategiche, operative e culturali.

Tra i momenti principali della giornata, il talk show di apertura 'Il linguaggio delle intelligenze e la nuova relazione tra persone e tecnologie' ha posto al centro il ripensamento del rapporto tra voce umana e intelligenza artificiale nei processi aziendali, evidenziando al contempo l’evoluzione della funzione It: da struttura di supporto a snodo strategico della governance. Il confronto ha coinvolto Alberto Bigolin (Innovo Renewables), Pierpaolo D’Odorico (Datapizza), Guido Di Fraia (Università Iulm), Antonella Periti (Edison) e Sandro Puzelli (Ferrarelle). A seguire, il main keynote speech 'Dual intelligence: le sfide dell'enterprise Ai' di Giacomo Ciarlini, co-founder e cio di Datapizza, ha richiamato l’attenzione su una criticità ormai strutturale: la difficoltà, per molte organizzazioni, di trasformare la sperimentazione sull’intelligenza artificiale in valore concreto, misurabile e scalabile. Spazio inoltre all'innovation speech ‘L'era della resolution platform: guidare l’innovazione It dell’assistenza a clienti e dipendenti tra automazione intelligente ed empatia umana' di Stefano Tosi, enterprise account executive di Zendesk, dedicato all’evoluzione dei dipartimenti It, sempre più chiamati a integrare efficienza operativa, automazione e qualità della relazione.

In una delle sale parallele, la phygital interview 'Cybersecurity It/Ot: un approccio integrato tra convergenze, differenze e tutela del business', realizzata in collaborazione con Innovio, ha messo a fuoco le nuove sfide della sicurezza in ambienti It e Ot sempre più interconnessi. Al centro del confronto, la necessità di un approccio integrato alla cybersecurity, in grado di proteggere dati, impianti, processi e continuità operativa. Riflettori puntati inoltre sul Datapizza Ai lab, lo spazio a cura del main partner Datapizza che, attraverso demo live e momenti di confronto con il team R&D, ha offerto ai partecipanti una panoramica concreta sulle applicazioni dell'Ai in ambito aziendale, dall’orchestrazione dei sistemi all’analisi avanzata di dati e documenti. In parallelo si sono svolte sessioni in formato phygital, executive circle, tavoli tematici, incontri di business e momenti di networking, confermando il Forum come piattaforma di relazione oltre che di contenuto.

Hanno sostenuto l’evento il main partner Datapizza; il main media partner Adnkronos; gli official partner Innovio e Zendesk; i content partner assist digital, OpenText, SylloTips, WeAreProject, WIIT e Yubiq; i forum partner Brother, Humans.tech e Klaaryo e il media partner FASI.eu.

Nelle prossime due settimane saranno rese disponibili su comunicazioneitaliana.tv le registrazioni delle sessioni e le sintesi dei tavoli tematici a porte chiuse. I temi emersi troveranno continuità il 23 aprile a Roma con il Forum transizione digitale, realizzato in collaborazione con Sap Concur, appuntamento dedicato all’innovazione digitale e agli impatti dell’intelligenza artificiale sulla pubblica amministrazione.

Corazza (Apfiaco): "Psoriasi non è contagiosa ma serve più informazione per abbattere i pregiudizi”

Roma, 14 apr.  (Adnkronos Salute) - “L'impatto della psoriasi sulla qualità di vita dei pazienti è molto rilevante. E' una patologia che non si può nascondere: può comparire su mani, viso e altre parti esposte del corpo. Questo porta spesso a disagio, vergogna e a una qualità di vita molto bassa. Anche perché chi si trova davanti a queste manifestazioni cutanee, non conoscendole, può reagire con diffidenza o paura del contagio, che però non esiste". Lo ha detto Valeria Corazza, presidente dell'associazione Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza), alla presentazione - oggi a Roma - dei risultati dell'(H) Open day psoriasi che lo scorso 11 marzo ha coinvolto 97 strutture sanitarie offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche. L'iniziativa è stata resa possibile da Fondazione Onda grazie alla collaborazione con Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), ha avuto il patrocinio di Apiafco ed è stata sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb. 

Corazza ha più volte sottolineato come la psoriasi sia una malattia visibile e, proprio per questo, "difficile da gestire anche sul piano sociale". Secondo la presidente di Apfiaco, un primo passo importante è proprio l'informazione: "La psoriasi non è contagiosa - rimarca - Spiegarlo apertamente, anche con piccoli gesti quotidiani, può aiutare ad abbattere quel muro di distanza che spesso si crea. Ma per i pazienti non è facile: la vergogna è ancora molto forte”.

Sul fronte delle cure, oggi le opzioni non mancano. "Esistono terapie efficaci che possono migliorare sensibilmente la condizione del paziente, fino a 'pulire' la pelle anche in tempi relativamente brevi, pur sapendo che non si può parlare di guarigione definitiva. Tuttavia - avverte - il percorso di cura non è sempre semplice. Si parte dal medico di medicina generale, che prescrive spesso trattamenti topici o farmaci di primo livello. Se però dopo alcuni mesi non si ottengono risultati, il paziente dovrebbe essere indirizzato a uno specialista. Qui emergono le difficoltà del sistema: tempi di attesa lunghi, passaggi burocratici complessi e ritardi nella presa in carico". Tutto questo "ha conseguenze anche sull'aderenza alle terapie. Quando il paziente si sente solo e non vede miglioramenti, tende ad abbandonare le cure - ricorda Corazza - Con i trattamenti topici, l'aderenza può scendere al 20-30%. Al contrario, con i farmaci biologici di ultima generazione, può arrivare fino al 90%". Per questo, evidenzia, "è fondamentale ricostruire un rapporto di fiducia tra pazienti, medici e sistema sanitario: è uno degli obiettivi principali della nostra associazione". Accanto alle cure mediche, Apiafco offre anche un supporto psicologico gratuito ai propri soci: "Abbiamo un team di 12 psicologhe che organizza incontri di gruppo, sia in presenza sia online. Questo aiuta molto i pazienti: si crea una rete di sostegno, si condividono esperienze e, soprattutto, si supera la vergogna". Un cambiamento che può fare la differenza. "Chi partecipa a questi percorsi spesso diventa più consapevole e sicuro, arriva a parlare apertamente della propria condizione anche nel lavoro o nella vita quotidiana. Abbattere questa barriera è fondamentale, tanto quanto curare la malattia fisica. Per questo, il supporto psicologico dovrebbe essere accessibile a tutti", conclude la presidente dell'associazione pazienti.


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