16:05:15 SAN PRISCO. In questi giorni è tornata alla ribalta della cronaca locale la villetta comunale di via Napoli a San Prisco, chiusa ormai da anni. Sul tema è intervenuto il capogruppo di ‘Insieme per San Prisco Città’ Antonio Morgillo.
«Quando parliamo della villetta di via Napoli – afferma il rappresentante dell’opposizione – ci riferiamo ad un’area già riqualificata con circa 90mila euro di fondi ministeriali – Ministero dell’Interno (art. 1, comma 29, Legge 27 dicembre 2019, n. 160 – Legge di Bilancio 2020), annualità 2023 – conclusa a fine 2023 quando ricoprivo il ruolo di vicesindaco con delega al Verde pubblico. Un intervento realizzato senza gravare sulle casse comunali, ma che oggi risulta ancora chiuso ai cittadini.
Mancava soltanto un ultimo passaggio: la ristrutturazione dei servizi igienici, già prevista nel bilancio 2024. Successivamente, però, sono intervenute le mie dimissioni e, da allora, sono passati due anni senza che si sia arrivati a una soluzione. Piuttosto che affannarsi a trovare giustificazioni a quello che appare come un evidente fallimento amministrativo, sarebbe opportuno concentrarsi sul proprio ruolo e sugli obiettivi da raggiungere per la comunità. Il sottoscritto, nel periodo in cui ha avuto responsabilità amministrative, ha portato risultati concreti alla città, e la villetta di via Napoli rappresenta uno dei tanti interventi realizzati.
Nel frattempo, non si può non evidenziare una responsabilità politica evidente: in due anni la consigliera delegata Nazaria non è stata in grado di completare nemmeno un intervento minimo, lasciando deteriorare un’area già riqualificata. Eppure, nel suo recente post autocelebrativo, è arrivata ad accusare il sottoscritto di ‘distruzione’. La realtà è sotto gli occhi di tutti: chi distrugge è chi lascia andare in degrado ciò che è stato già realizzato. La villetta di via Napoli ne è l’esempio più chiaro: quasi pronta, ma abbandonata e chiusa da anni.
Consigliamo, infine, alla consigliera Nazaria di adottare anche sui social lo stesso atteggiamento che spesso mostra in consiglio comunale: il silenzio. Una scelta che, viste le difficoltà di contenuto ed esposizione, risulterebbe sicuramente più utile alla città».





