11:53:51 A sette giorni dal drammatico decesso di Sofia Di Vico, la 15enne di Maddaloni morta per una grave reazione allergica, l’attenzione si sposta con forza sull’inchiesta giudiziaria. La Procura della Repubblica di Roma sta intensificando gli accertamenti per ricostruire con precisione ogni passaggio che ha portato alla tragedia avvenuta la sera del 2 aprile in un ristorante sul litorale di Ostia.
Al centro delle indagini c’è l’intera filiera del servizio: dalla comunicazione dell’allergia alle proteine del latte (esplicitamente segnalata dal padre) fino alla preparazione e al servizio del cibo. Gli inquirenti stanno ascoltando titolari, camerieri e personale di cucina, incrociando le testimonianze con gli elementi materiali raccolti. Utensili, piatti e superfici del ristorante sono stati sequestrati per verificare eventuali tracce di contaminazione.
Particolare attenzione viene posta sul funzionamento della catena di sicurezza prevista per i clienti allergici: se ci sia stato un errore umano, una contaminazione accidentale o una carenza nelle procedure interne del locale.
Parallelamente proseguono gli accertamenti sul dispositivo salvavita (autoiniettore di adrenalina) utilizzato dal padre senza esito e sulla tempistica dei soccorsi.
La famiglia di Sofia segue con dolore e determinazione ogni sviluppo dell’inchiesta, assistita dall’avvocato Gianfranco Passalacqua.
Il ricordo nello sport
Intanto, il mondo dello sport giovanile ha deciso di onorare la memoria della giovane atleta. Il torneo “Mare di Roma Trophy in Pink”, al quale Sofia avrebbe dovuto partecipare con la formazione Under 15 dell’UnioBasket Maddaloni allenata da Giovanni Monda, sarà interamente dedicato a lei.





