19:32:12 MADDALONI. Non un semplice raduno, ma un ritorno alle radici, un richiamo potente che ha attraversato il tempo e acceso i cuori. Il 1° Raduno dei Sottufficiali in quiescenza della Scuola di Commissariato di Maddaloni si è trasformato in una giornata di intensa partecipazione, dove ogni stretta di mano raccontava una storia, ogni sguardo custodiva un frammento di vita vissuta in uniforme.
Un appuntamento nato dalla sensibilità del Brigadier Generale Sandro Corradi e dalla determinazione del Primo Luogotenente Amilcare Difato, che ha creduto fino in fondo in questo progetto, trasformando un’idea attesa da anni in una realtà carica di significato.
Ma è stato il cuore, più di ogni organizzazione, a rendere questo momento indimenticabile.
Il culmine dell’emozione si è vissuto davanti al monumento ai caduti. Quando la tromba ha intonato il Silenzio, il tempo si è fermato davvero. Nessuna parola, solo il suono limpido che attraversava l’aria e arrivava dritto dentro l’anima. In quel momento, ogni presenza si è fatta memoria viva, ogni respiro si è unito in un unico, profondo sentimento di rispetto e gratitudine.
Tra i volti e le storie, emerge con forza quella di Antonio Esposito, oggi diacono permanente della Diocesi di Caserta. La sua presenza non è stata solo simbolica, ma profondamente evocativa: un uomo che ha servito lo Stato e che continua a servire la comunità, trasformando la disciplina in fede, il dovere in missione.
Nel suo percorso si legge una continuità rara e preziosa: quella di chi non ha mai smesso di donarsi, cambiando uniforme ma non spirito. Una testimonianza che ha toccato profondamente i presenti, ricordando a tutti che certi valori non si abbandonano, si trasformano.
Questo raduno ha restituito dignità alla memoria, ha riacceso legami mai spezzati, ha dato voce a un senso di appartenenza che il tempo non ha scalfito.
E mentre le ultime note si dissolvevano nel silenzio, restava una consapevolezza forte, quasi tangibile: non esiste congedo per chi ha scelto di servire con onore. Ci sono storie che continuano a camminare, cuori che continuano a battere all’unisono, anche dopo una vita intera.
Carlo Scalera





