20:03:26 Tre condanne e un’assoluzione nel processo sulla manomissione della cartella clinica di Francesca Oliva, la 29enne di Gricignano d’Aversa morta il 24 maggio 2014 alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno mentre tentava di partorire tre gemelli (solo uno dei quali si salvò).
Il giudice monocratico Norma Cardullo ha inflitto:
4 anni di reclusione a Vincenzo Schiavone, patron della struttura sanitaria;
3 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno ai medici Gabriele Vallefuoco e Giuseppe Delle Donne;
Assolto il primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia, Stefano Palmieri.
I tre condannati dovranno inoltre risarcire i danni alle parti civili, rappresentate dall’avvocato Raffaele Costanzo, con liquidazione da definirsi in separata sede.
Per tutti e tre i condannati è scattata l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero alterato la cartella clinica della giovane dopo il decesso per evitare un processo per omicidio colposo. In particolare, sarebbero state cancellate le parole “malessere generale” annotate il 23 maggio dal dottor Renato Bembo (successivamente assolto in altro procedimento), e la prescrizione del farmaco Unasyn, che sarebbe stata poi reinserita e retrodatata.
Inoltre, dopo la morte di Francesca, sarebbero state aggiunte note cliniche false, tra cui riferimenti a una “gravidanza indotta con Fivet”, leucocitosi, neutrofilia e l’annotazione “all’atto non si apprezzano perdite atipiche” inserita retroattivamente nella visita ostetrica del 22 maggio.
Il sostituto procuratore Giacomo Urbano, titolare delle indagini insieme al pm Gerardina Cozzolino, aveva chiesto nella requisitoria 5 anni per Schiavone, 3 anni e 6 mesi per Vallefuoco e Delle Donne e 3 anni per Palmieri.
Gli imputati erano difesi dagli avvocati Giuseppe Stellato, Claudio Sgambato, Laura Serpico, Raffaele Vanacore, Gianfranco Antonelli, Luigi Vallefuoco e Paolo Maria di Napoli.
La sentenza chiude un capitolo giudiziario doloroso per la famiglia Oliva, che da oltre undici anni chiede verità e giustizia sulla morte di Francesca e sulla presunta alterazione dei documenti clinici.





