12:56:49 I carabinieri del Comando Provinciale di Caserta e del ROS hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, colpendo duramente la fazione Zagaria del clan dei Casalesi.
Sono 23 le persone arrestate: 19 finite in carcere e 4 ai domiciliari. L’indagine, avviata nel 2019, ha fatto luce sull’esistenza di una struttura criminale ancora attiva e ben organizzata, nonostante la detenzione del boss storico Michele Zagaria.
A capo del sodalizio, secondo l’accusa, c’erano due fratelli e un nipote del capoclan. Il nipote, scarcerato nel 2019, si era rifugiato all’estero per gestire direttamente gli interessi imprenditoriali della famiglia.
Estorsioni, slot machine e controllo del territorio
Le indagini hanno documentato una intensa attività estorsiva, usura e imposizione nelle compravendite di terreni (con richieste che andavano dai 15.000 ai 125.000 euro). Il clan esercitava inoltre un forte controllo sul settore delle slot machine, utilizzato per garantire il sostentamento degli affiliati attraverso la spartizione dei proventi illeciti.
Diversi esercizi commerciali erano utilizzati come basi operative per pianificare le attività criminali.
Riciclaggio in Spagna e nel settore rifiuti
Un filone importante dell’inchiesta ha riguardato il riciclaggio di denaro proveniente dalle attività illecite. Secondo gli investigatori, il clan investiva capitali sporchi attraverso una società con sede in Spagna e un’impresa di raccolta rifiuti nel Casertano, entrambe riconducibili al nipote di Zagaria.
Patto con la ‘ndrangheta per la cocaina
Le indagini hanno inoltre rivelato l’avvio di un ambizioso progetto finalizzato a stringere un’alleanza con esponenti della ’ndrangheta calabrese, in particolare della provincia di Reggio Calabria, per rifornirsi di cocaina di alta qualità a prezzi competitivi, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza sul mercato casertano, compresa l’area di Caivano.
Sequestri per 40 milioni di euro
Contestualmente agli arresti, i carabinieri del ROS hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di due aziende per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro.
Nel corso dell’indagine sono state già arrestate altre 9 persone e 2 in flagranza, sequestrando 4 pistole, una mitraglietta Skorpion, un fucile a canne mozze, circa 600 cartucce e 11 chili di stupefacenti.
I nomi degli arrestati
In carcere:
Francesco Adinolfi, Aldo Bianco, Carlo Bianco, Andrea Bortone, Filippo Capaldo, Rolando D’Angelo, Antonio De Rosa, Giuseppe Granata, Biagio Ianuario, Carmine Iavarone, Franco Lombardi, Alfonso Ottimo, Pasquale Padulo, Giacomo Penna, Giovanni Riccio, Angelo Antonio Salviati, Biagio Vallefuoco, Antonio Zagaria, Carmine Zagaria.
Ai domiciliari:
Ivano Balestriere, Armando Ianuese, Carlo Pellegrino, Biagio Sagliocco.
L’operazione rappresenta un nuovo duro colpo alla persistente vitalità della fazione Zagaria del clan dei Casalesi, nonostante la lunga detenzione del suo capo storico.





