19:25:40 Il no vince in maniera netta a Caserta città. Lo fa con la forza dei numeri. Nel capoluogo, infatti si è avuta l’affluenza più alta della provincia con il 60% e si è registrato un dato per il no, seppur minimo, superiore alla media provinciale (59,06% in Terra di Lavoro, 61,79% solo a Caserta).
Cosa c’è dietro questi numeri? Certamente un sentiment nazionale che ha visto bocciare la riforma della giustizia, ma, soprattutto la modifica della Costituzione, ma anche una città che troppo spesso è stata ‘licenziata’ frettolosamente come di centrodestra.
Premessa, ogni elezione è a se stante e quindi, non c’è nulla di già scritto. Se è vero questo concetto è altrettanto vero l’esatto contrario, cioè un’insofferenza del capoluogo rispetto alle forze di centrosinistra non esiste!
Lo hanno dimostrato le elezioni regionali dove il Campo Largo di Roberto Fico ha stravinto con una percentuale superiore alla media provinciale, lo ha confermato il referendum.
Con le elezioni amministrative distanti un anno indipendentemente da quale sarà l’esito del ricorso presentato da Carlo Marino contro il decreto di scioglimento per infiltrazione camorristica, il risultato del referendum non è un passaggio da derubricare con tanta facilità.
In molti in casa del centrodestra hanno legato all’esito del referendum anche una proiezione sulle amministrative del 2027, lo stesso coordinatore del sì Iannotti è uno dei papabili candidati alla fascia tricolore per la coalizione della Meloni.
Le urne hanno detto altro, hanno stabilito che la sfida per le amministrative è tutta da scrivere.





