18:06:48 Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato la misura cautelare del divieto di dimora in Campania per il consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini, originario di Mondragone.
I giudici della decima sezione, presieduta da De Tollis, hanno respinto il ricorso della difesa, ritenendo fondato l’impianto accusatorio della Procura di Santa Maria Capua Vetere e confermando integralmente la decisione del gip Daniela Vecchiarelli.
Il provvedimento era stato disposto nei giorni scorsi dal giudice per le indagini preliminari, che aveva accolto solo parzialmente la richiesta della Procura – inizialmente orientata verso gli arresti domiciliari – ma aveva giudicato necessario allontanare Zannini dal territorio regionale per scongiurare il rischio concreto di reiterazione dei reati. Il Riesame ha condiviso questa valutazione, sottolineando la “spregiudicatezza” del politico emersa dagli elementi investigativi.
Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, ci sono accuse gravissime: corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Zannini è indagato insieme agli imprenditori Luigi e Paolo Griffo, legati all’azienda casearia Spinosa.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il consigliere regionale si sarebbe attivato per favorire i due imprenditori nella realizzazione di un caseificio a Cancello Arnone e nell’ottenimento di finanziamenti pubblici tramite Invitalia, per una prima tranche di circa 4 milioni di euro (finita poi sotto sequestro). In cambio, Zannini avrebbe ricevuto benefici personali, tra cui una vacanza in yacht.
L’indagine evidenzia anche un presunto sistema per aggirare i vincoli ambientali: in particolare, la mancata valutazione di incidenza (Vinca) sarebbe stata superata attraverso passaggi amministrativi ritenuti irregolari e con documentazione considerata falsa.
Per quanto riguarda i fratelli Griffo, la stessa decima sezione del Riesame ha invece revocato la misura cautelare dell’obbligo di dimora fuori dalla Campania e dalle regioni confinanti, accogliendo il ricorso della difesa (rappresentata dall’avvocato Mario Griffo). Su Zannini, invece, la misura resta confermata in toto.
La difesa del consigliere regionale potrà ora ricorrere in Cassazione. Resta ovviamente ferma, in ogni fase, la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.





