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Morto a 78 anni Paki Canzi, voce di 'Donna felicità e frontman del gruppo Nuovi Angeli

Milano, 16 mar. - (Adnkronos) - E' stato la voce di canzoni di successo come 'Donna felicità', 'Ragazzina, ragazzina’, 'Anna da dimenticare’ e ‘Singapore'. E' morto domenica 15 marzo, all’età di 78 anni, Pasquale 'Paki' Canzi, cantante e musicista milanese noto soprattutto come frontman del gruppo beat I Nuovi Angeli, protagonista della scena pop italiana tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Nato a Milano l’8 settembre 1947, con la sua band arrivò a vendere circa otto milioni di dischi, segnando una stagione musicale che ha accompagnato più generazioni.

Appassionato di musica fin da bambino, iniziò a suonare il pianoforte in tenera età e frequentò il conservatorio. All’inizio degli anni Sessanta fondò il duo Paki & Paki insieme a Pasquale Andriola, con cui incise i primi singoli e partecipò al Festivalbar del 1964. Nel 1966 arrivò la svolta con la nascita dei Nuovi Angeli, gruppo formato insieme ad Alberto Pasetti, Renato Sabbioni e Ricky Rebaioli. Dopo alcune incisioni e partecipazioni a rassegne musicali, il grande successo arrivò nel 1969 con 'Ragazzina, ragazzina’, versione italiana di 'Mendocino' dei Sir Douglas Quintet. Due anni più tardi la consacrazione con 'Donna felicità’(1971), brano scritto anche da Roberto Vecchioni e Andrea Lo Vecchio: la canzone vendette oltre un milione e mezzo di copie e portò il gruppo ai vertici delle classifiche anche all’estero. Tra gli altri successi della band figurano 'Uakadì Uakadù’, ‘Singapore' e 'Anna da dimenticare’, rimasta a lungo nelle classifiche italiane.

Terminata la stagione d’oro degli anni Settanta, il gruppo attraversò numerosi cambi di formazione. Canzi rimase però sempre il punto di riferimento della band, come cantante, pianista e volto più riconoscibile. Negli anni successivi continuò a portare in tournée il repertorio dei Nuovi Angeli, mantenendo vivo il legame con il pubblico. Negli ultimi anni viveva tra Milano e Peschiera Borromeo e non aveva mai smesso di esibirsi. Proprio il prossimo 20 marzo era previsto un concerto all’Auditorium di Bareggio, in provincia di Milano, insieme ad Aldo Valente e Marco Bonino: un appuntamento che non potrà più avere luogo. Numerosi i messaggi di cordoglio apparsi sui social da parte di fan e colleghi. La camera funeraria è stata allestita da oggi a Vignate (Milano) presso la struttura La Vignatese, mentre il funerale, in forma laica, si terrà mercoledì 18 marzo alle ore 11. (di Paolo Martini)

Pasqua, 'Un uovo per la vita' torna la campagna Ail per la ricerca e la cura dei tumori del sangue

Roma, 13 mar. (Adnkronos Salute) - L'Ail, Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, rinnova anche quest'anno la storica campagna solidale 'Un uovo per la vita'. Il 20, 21 e 22 marzo le uova di Pasqua Ail torneranno in 5mila piazze italiane per la 33esima edizione dell'iniziativa, posta sotto l'Alto Patronato del presidente della Repubblica. L'appuntamento, ormai una tradizione della solidarietà nel Paese, sostiene l'impegno di Ail accanto ai pazienti con tumori del sangue e alle loro famiglie. Con un contributo minimo associativo di 15 euro sarà possibile ricevere un uovo di Pasqua Ail, disponibile al cioccolato al latte o fondente. Per conoscere le piazze in cui trovare i volontari dal 20 al 22 marzo è possibile consultare il sito ail.it, oppure chiamare il numero 06 7038 6060 (attivo dal 17 marzo, dalle 9 alle 17). Le uova sono riconoscibili dal logo dell'associazione sulla confezione, simbolo dell'impegno quotidiano di Ail: donare un futuro ai sogni dei pazienti con tumore del sangue. Pazienti particolarmente fragili, perché spesso hanno un sistema immunitario fortemente compromesso, e necessitano quindi di cure e assistenza altamente specializzate.

Negli ultimi anni la ricerca ha portato a progressi importanti nella diagnosi e nel trattamento delle malattie ematologiche, ricorda l'Ail. Terapie innovative sempre più precise e mirate, come l'immunoterapia con Car-T, considerata una delle frontiere più avanzate nella lotta ai tumori, insieme al trapianto di cellule staminali, hanno migliorato significativamente le prospettive di cura per pazienti adulti e pediatrici. Per continuare su questa strada - sottolinea l'associazione - è fondamentale investire sempre di più nella ricerca scientifica, con l'obiettivo di raggiungere nuovi traguardi e rendere queste malattie sempre più guaribili. In Italia l'ematologia può contare su una rete di centri di cura specializzati e sull'attività delle 83 sezioni provinciali Ail, sostenute da circa 17mila volontari, che ogni giorno contribuiscono a garantire la continuità terapeutica ai pazienti su tutto il territorio nazionale. L'iniziativa 'Uova di Pasqua Ail' ha permesso in tanti anni di mettere in campo concretamente importanti progetti di ricerca e assistenza e ha contribuito a far conoscere i rilevanti progressi della scienza nel trattamento dei tumori del sangue.

Ail - si legge in una nota - finanzia la ricerca sulle leucemie, i linfomi, il mieloma e le altre malattie del sangue; sostiene servizi socioassistenziali;  finanzia servizi di supporto psicologico, offrendo l'opportunità di confrontarsi con esperti in una fase così impegnativa della vita dei malati; realizza e gestisce le Case alloggio Ail vicine ai maggiori centri di ematologia, per accogliere gratuitamente i pazienti non residenti e i loro familiari che devono affrontare lunghi periodi di cura; organizza il servizio di cure domiciliari per adulti e bambini, per evitare il ricovero in ospedale a tutti i pazienti che possono essere curati nella propria casa; finanzia attività di supporto legale, di mobilità sanitaria e supporti economici; collabora a sostenere le spese per garantire il funzionamento dei centri di ematologia e di trapianto di cellule staminali, per realizzare o rinnovare ambulatori, day hospital, reparti di ricovero, per acquistare apparecchiature all'avanguardia e per finanziare personale sanitario che consenta il buon funzionamento delle strutture specialistiche. L'iniziativa verrà realizzata grazie al contributo di migliaia di volontari che rappresentano per Ail il patrimonio più prezioso, e all'opera delle sue 83 sezioni.

Tumori: 5.400 nuovi casi l'anno di cancro ovarico, per 8 su 10 diagnosi tardiva

Roma, 16 mar. (Adnkronos Salute) - Il tumore ovarico ogni anno in Italia fa registrare più di 5.400 nuovi casi. Otto donne su 10, al momento della diagnosi, presentano una malattia già in fase avanzata e vengono generalmente sottoposte a un intervento chirurgico seguito da una chemioterapia a base di platino. La sopravvivenza globale a 5 anni delle pazienti con tumori epiteliali maligni dell'ovaio si aggira intorno al 43%. I tassi di mortalità risultano però in diminuzione, nell'ultimo decennio, anche grazie all'introduzione di nuovi e più efficaci trattamenti in alternativa alla chemioterapia tradizionale. 

E' così oggi possibile donare una speranza alle 52mila donne che nel nostro Paese vivono con una diagnosi di carcinoma dell'ovaio, anche a quelle che sviluppano una recidiva che non risponde alla terapia a base di platino (Proc). Storicamente, le opzioni di trattamento per queste pazienti sono state limitate alla sola chemioterapia. Quelle disponibili, oltre a non aver dimostrato un vantaggio in sopravvivenza, spesso comportano eventi avversi che possono avere un impatto negativo sulla qualità della vita. E' questa l'attuale situazione che emerge tra gli esperti durante l'evento scientifico 'FOLight - Discovering new frontiers in ovarian cancer, organizzato da AbbVie. L'evento inizia oggi e vede riuniti per 2 giorni a Sorrento  oncologi, ginecologi, anatomopatologi, oftalmologi e altri professionisti della salute. L'obiettivo è discutere sulle ultime prospettive di trattamento e sulle nuove esigenze delle donne colpite dalla malattia.

"Tra quelli ginecologici il carcinoma ovarico è il più insidioso e il settimo più diagnosticato tra le donne di tutto mondo - sottolinea Sandro Pignata, direttore Uoc Uro-ginecologia Int-Irccs Fondazione Pascale di Napoli - Si caratterizza per una forte aggressività e non presenta sintomi specifici che invece sono spesso associabili a quelli di altre patologie. Anche la prevenzione secondaria è molto difficile e non esistono al momento degli esami di screening accertati. Il risultato è che appena 1 caso su 10 viene individuato quando la malattia è confinata solo alle ovaie. Questo rende ulteriormente più difficili le già limitate possibilità di cura. Di solito il trattamento consiste in un primo intervento chirurgico a cui seguono cicli di chemioterapia a base di platino. La neoplasia tende però a recidivare nel 70% dei casi di stadio III e IV e cioè quando è diffusa alla cavità addominale o estesa ad organi, come fegato o polmoni. La resistenza ai farmaci tradizionali è molto frequente e quindi la ricerca scientifica ha dovuto concentrarsi sulla medicina di precisione e sull'individuazione di nuove terapie mirate”.

Le uniche terapie innovative finora disponibili nel carcinoma dell'ovaio sono state riservate solo ad alcune categorie di pazienti e solo nelle prime fasi della malattia, mentre per le pazienti in stadio più avanzato, tra cui le pazienti platino-resistenti, rimane un importante bisogno insoddisfatto. La ricerca scientifica si sta oggi concentrando su anticorpi farmaco-coniugati diretti su nuovi biomarcatori, di recente identificazione, presenti in uno specifico setting di pazienti. "Il recente arrivo degli anticorpi farmaco-coniugati rappresenta una svolta importante - aggiunge Anna Fagotti, direttrice Uoc Carcinoma ovarico della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma - Sono terapie che devono essere al più presto rese disponibili ed effettivamente fruibili in Italia. In particolare, sono necessarie alle pazienti che risultano resistenti alla chemioterapia a base di platino. Mirvetuximab soravtansine è stato autorizzato a livello europeo a fine del 2024. Ha dimostrato di migliorare la prognosi in quanto ritarda la progressione della malattia, aumenta la sopravvivenza globale con un diverso profilo di tossicità rispetto ai trattamenti tradizionali. Indispensabile per il ricorso alla terapia è stata l'identi­ficazione di un nuovo biomarcatore, il recettore dei folati. Si calcola sia overespresso in circa 50% di tutte le pazienti. Ora si rende necessario un cambio di paradigma, nella presa in carico di questo specifico setting, in modo da consentire un accesso equo a tutte le opzioni di trattamento disponibili”.

Tumori: 5.400 nuovi casi l'anno di cancro ovarico, per 8 su 10 diagnosi tardiva (2)

(Adnkronos Salute) - "Nel carcinoma ovarico stiamo assistendo a un'evoluzione importante: la sopravvivenza può aumentare grazie a terapie sempre più mirate - afferma Ilaria Bellet, presidente Acto Italia (Alleanza contro il tumore ovarico) - Gli anticorpi farmaco-coniugati stanno cambiando le prospettive per molte pazienti e per trasformare questa innovazione in cura serve un passo decisivo: renderli disponibili in modo tempestivo e omogeneo sul territorio, insieme agli strumenti diagnostici indispensabili per accedervi. In parallelo, non possiamo trascurare il valore di un'informazione corretta: i tumori ginecologici sono ancora poco conosciuti e la scarsa consapevolezza può tradursi in diagnosi tardive e percorsi più difficili. Acto è impegnata a colmare questo divario con iniziative di sensibilizzazione e orientamento". 

"Da molti anni siamo impegnati in ambito onco-ematologico utilizzando sempre le tecnologie più avanzate con l'obiettivo di sviluppare terapie che abbiano un impatto significativo sulla vita dei pazienti e sui loro bisogni insoddisfatti - dichiara Fabrizio Greco, amministratore delegato AbbVie Italia - Dobbiamo continuare a collaborare con le istituzioni, le società scientifiche e le associazioni dei pazienti per riconoscere il valore dell'innovazione terapeutica, renderla disponibile in modo rapido e ampio a tutti coloro che ne hanno bisogno ed integrarla tempestivamente nella pratica clinica”.

Tumori: Irccs Pascale Napoli, 'mappa Gps' delle cellule rivoluziona l’immunoterapia

Roma, 16 mar. (Adnkronos Salute) - Sembra un'opera astratta di Van Gogh con colori accesi che ricordano 'La notte stellata' del celebre artista. In realtà, quello che brilla sullo schermo dei microscopi a scansione del nuovo polo dell'Irccs Fondazione Pascale, inaugurato questa mattina a Mercogliano (in provincia di Avellino), è la mappa vitale di un tumore. Non è un'esercitazione estetica, ma la più avanzata frontiera della medicina di precisione: la biologia spaziale. Si tratta di una delle linee di ricerca di punta del primo laboratorio del Sud Italia interamente dedicato all'immunoncologia, realizzato con una donazione della Fondazione Irti, presieduta da Natalino Irti. Il centro punta allo studio dei meccanismi di resistenza alle cure e alla personalizzazione dei trattamenti per rendere l'immunoterapia, sempre più 'democratica' ed efficace per tutti i pazienti. "Qui convergono le linee di ricerca più promettenti: dall'analisi del microbioma alla profilazione genetica dei pazienti (gene signature), fino all'identificazione di nuovi biomarcatori molecolari - dichiara Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all'Università Federico II di Napoli e direttore dell'Unità di Oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie Innovative dell'Istituto Pascale di Napoli -. Ma la linea di ricerca più avanzata che stiamo esplorando è la biologia spaziale, una disciplina rivoluzionaria che permette di studiare il 'microambiente tumorale' con una precisione chirurgica. Mentre la genomica tradizionale analizza i tessuti come in un 'frullato' di cellule, la biologia spaziale permette di mantenere intatta l'architettura del tumore, preservandone il contesto topografico. Grazie a strumentazioni di ultima generazione siamo quindi in grado di mappare non solo la presenza delle cellule tumorali, ma la loro interazione geografica con il sistema immunitario”.

Non è dunque solo un laboratorio - spiegano dal Pascale - ma un ecosistema di innovazione. Una vera e propria 'silicon valley' dell'immunoncologia che vede impegnato l'intero team di Ascierto, come i ricercatori Gabriele Madonna, Domenico Mallardo, Caterina Costa e Mariaelena Capone. "Con questo laboratorio facciamo un ulteriore salto di qualità nella medicina di precisione - dichiara Alfredo Budillon, direttore scientifico  -. Non ci limitiamo più a guardare le cellule tumorali in modo isolato, ma ne studiamo l'architettura spaziale. Questo ci può permettere di capire perché alcuni pazienti rispondono alle cure e altri no, nel solco di terapie sempre più personalizzate che riducono gli effetti collaterali e massimizzano l'efficacia del trattamento. È un traguardo importante che si integra in un contesto, quello del centro di Mercogliano, dove abbiamo centralizzato tutte le maggiori piattaforme tecnologiche dell'Istituto, e che rafforza ulteriormente il ruolo del Pascale come riferimento internazionale". 

La nascita del laboratorio è legata alla storia personale del giurista Nicola Irti che - informa una nota -  a seguito di un grave lutto familiare ha scelto di trasformare il dolore in speranza attraverso la Fondazione Irti. Con una donazione complessiva di 400mila euro, la Fondazione ha permesso l'acquisto di macchinari che pongono la Campania al centro della mappa scientifica europea. "Abbiamo fortemente voluto che questo investimento restasse al Sud e trovasse casa nel talento dei ricercatori dell'Irccs Pascale - conclude Natalino Irti - Trasformare una sofferenza privata in una risorsa collettiva è il modo più nobile per onorare la memoria e il futuro. Sapere che queste tecnologie porteranno nuove opportunità di cura per i pazienti è, per la nostra Fondazione, il risultato più prezioso". 

BolognaFiere porta eccellenze beverage e condimenti gourmet a National Restaurant Association Show 2026

Bologna, 16 mar. (Adnkronos/Labitalia) - BolognaFiere rafforza la propria presenza sui mercati internazionali attraverso una nuova collaborazione con Informa in occasione dell’edizione 2026 del National Restaurant Association Restaurant, Hotel-Motel Show, in programma dal 16 al 19 maggio al McCormick Place di Chicago, tra i principali appuntamenti globali dedicati al settore foodservice. Per la prima volta all’interno della manifestazione verrà presentato il Padiglione Italian Wine, Spirits & Oil, uno spazio dedicato alla valorizzazione delle eccellenze italiane nel segmento beverage e dei condimenti gourmet, pensato per favorire l’incontro tra produttori italiani e operatori internazionali della ristorazione e dell’ospitalità.

Il padiglione sarà ospitato nella Beverage Room, l’area della manifestazione dedicata alle soluzioni beverage per il mondo Horeca, offrendo ai professionisti del settore un accesso diretto a una selezione di prodotti premium italiani sempre più centrali nella definizione dell’identità e della qualità dell’offerta gastronomica contemporanea.

"Gli operatori della ristorazione sono sempre più alla ricerca di ingredienti autentici e distintivi, in grado di arricchire i programmi beverage e valorizzare le proposte di menu", ha dichiarato Tom Cindric, President of Exhibitions di Informa Connect Foodservice Group. "Questo padiglione porta i prodotti premium italiani direttamente al centro della manifestazione, offrendo ai buyer uno spazio dedicato e facilmente accessibile per individuare nuove soluzioni e opportunità di approvvigionamento", ha continuato.

Il Padiglione Italian Wine, Spirits & Oil presenterà una selezione di prodotti ampiamente utilizzati nei moderni programmi di foodservice, tra cui aperitivi, bitter, digestivi, aceti speciali e oli extravergine di oliva di alta qualità, ingredienti sempre più richiesti per la mixology contemporanea, la ristorazione creativa e le applicazioni gastronomiche di alto livello. La sezione degli amari è realizzata in collaborazione con la Fiera dell’Amaro d’Italia, mentre per i condimenti BolognaFiere si è avvalsa della collaborazione di EVOLIO Expo (Senaf/Fiera del Levante). Molte di queste produzioni rappresentano eccellenze difficilmente reperibili con continuità sui mercati internazionali, soprattutto per gli operatori alla ricerca di prodotti autentici, di qualità certificata e fortemente legati ai territori di origine. La concentrazione di queste categorie allinterno della Beverage Room consentirà ai professionisti della ristorazione di orientarsi con maggiore efficacia tra le proposte espositive, facilitando la scoperta di nuovi prodotti e semplificando i processi di sourcing.

"Siamo orgogliosi di poter ampliare la collaborazione internazionale con il nostro partner e socio Informa nel settore dell’horeca. Attraverso questa iniziativa creiamo un ponte diretto tra l’eccellenza produttiva italiana e uno dei mercati foodservice più dinamici al mondo", ha dichiarato Antonio Bruzzone, ceo di BolognaFiere Group. "Portando a Chicago alcuni tra i più rappresentativi produttori italiani, offriamo ai buyer internazionali un contesto professionale in cui scoprire la qualità, la storia e la cultura del beverage e dei condimenti italiani, anche attraverso momenti di degustazione e approfondimento pensati per una valutazione tecnica dei prodotti", ha continuato.

Il nuovo Padiglione Italian Wine, Spirits & Oil si inserisce nella strategia del National Restaurant Association Show di sviluppare aree tematiche sempre più specializzate all’interno della manifestazione, facilitando percorsi di sourcing mirati e creando opportunità di business ad alto valore per espositori e buyer. Ulteriori dettagli sugli espositori partecipanti e sul programma delle attività del padiglione saranno annunciati nelle prossime settimane. Per maggiori informazioni e per registrarsi al National Restaurant Association Show 2026: www.nationalrestaurantshow.com

Chiusa II edizione Festival Innovation Hub nell’ambito di 'Rocca Calascio - Luce d’Abruzzo’

'Aquila, 16 mar. - (Adnkronos) - Per cinque giorni un piccolo centro dell’Appennino centrale si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto di creatività, tecnologia e partecipazione.

Si è conclusa con grande partecipazione la seconda edizione di Calascio Innovation Playground, iniziativa promossa da Giffoni Hub nell’ambito del programma 'Rocca Calascio - Luce d’Abruzzo'. Dal 9 al 13 marzo, si legge in una nota, 500 studenti delle scuole medie e superiori della regione, accompagnati da 50 docenti, hanno preso parte a un percorso immersivo tra esperienze di gioco territoriale, laboratori di intelligenza artifi ciale, attività dedicate alle professioni digitali, narrazioni geolocalizzate e approfondimenti sul patrimonio culturale. Il Convento di Santa Maria delle Grazie, la Chiesa di San Leonardo e le strade del borgo sono diventati spazi di apprendimento e sperimentazione, in cui tecnologia e tradizione hanno dialogato in modo concreto e partecipato. Un programma pensato per avvicinare le nuove generazioni ai temi della rigenerazione territoriale, dimostrando come tecnologia e tradizione possano dialogare anche nei piccoli centri valorizzandone le risorse.

Tra i momenti più coinvolgenti dell’edizione 2026, 'Play Calascio, before the journey', esperienza immersiva di gioco territoriale e gamifi cation narrativa ispirata alla transumanza e ambientata nel Seicento. Il borgo è diventato una storia da attraversare e vivere: gli studenti hanno interpretato ruoli, affrontato missioni e interagito con luoghi reali, sperimentando un modo nuovo di apprendere attraverso il coinvolgimento diretto. Il format, nato dalla residenza creativa internazionale di febbraio, è stato realizzato con la cura di Cronosfera, agenzia specializzata in giochi immersivi e narrazione dal vivo, che con tecniche teatrali e meccaniche ludiche ha guidato le sessioni dedicate alle scuole trasformando il patrimonio locale in un’esperienza partecipativa e formativa.

Grande coinvolgimento anche per le attività dedicate alle professioni delle industrie creative e digitali, tra cui il laboratorio curato da Triality Studio, realtà innovativa specializzata nello sviluppo di soluzioni digitali che ha trasferito in una riproduzione del proprio uffi cio a Calascio per 5 giorni. Durante l’attività gli studenti hanno potuto scoprire come nasce un progetto digitale: dall’ideazione alla modellazione 3D, fi no alla programmazione, con focus su tecnologie immersive e visori VR. Accanto a queste attività, il festival ha ospitato laboratori e contenuti dedicati all’intelligenza artifi ciale, alla narrazione digitale dei luoghi e alla valorizzazione culturale del territorio, confermando la vocazione di Calascio Innovation Playground come piattaforma di co-creazione tra scuole, professionisti, università e comunità locali. 

"Calascio Innovation Playground dimostra che anche un piccolo comune può diventare un luogo di sperimentazione e futuro. Per cinque giorni Calascio - afferma Paolo Baldi, sindaco di Calascio - si è trasformato in un laboratorio aperto dove giovani, scuola, tecnologia e patrimonio culturale hanno dialogato in modo concreto. È un segnale importante: la rigenerazione dei territori passa dalla capacità di coinvolgere le nuove generazioni, offrendo loro occasioni di apprendimento, creatività e partecipazione. Vedere centinaia di studenti vivere e raccontare Calascio con uno sguardo nuovo è stato motivo di grande orgoglio per tutta la comunità”.

Secondo Luca Tesauro, Chairman e Founder di Giffoni Innovation Hub e Jacopo Moretti, Head Of Events di Giffoni Hub “abbiamo portato l’esperienza di Giffoni Hub a 1.000 metri di quota per dimostrare che il talento dei giovani non appartiene solo alle grandi città, ma può crescere ovunque esistano luoghi capaci di credere nel futuro. A Calascio abbiamo realizzato laboratori dove gaming, tecnologie emergenti e patrimonio culturale si incontrano per immaginare nuove professioni, nuove economie e nuovi modi di abitare i territori. Crediamo in un’innovazione che non si misura solo nella velocità, ma nella capacità di generare valore reale, attivare comunità e aprire nuove possibilità per i luoghi. Quando giovani, creatività e competenze si connettono con la forza dei territori, anche un piccolo borgo può diventare un playground globale per l’innovazione”.

Odda Studio, talent hub di professionisti IT, ha realizzato 'IA - Immagina Abruzzo .02:  Restare è una rivoluzione lenta', laboratorio dedicato all’intelligenza artifi ciale con strumenti e metodologie concrete di progettazione dal design thinking al mood boarding, sperimentando processi creativi e collaborativi per trasformare idee e suggestioni in concept progettuali legati al territorio. 'OperaParla', piattaforma tecnologica per la fruizione narrativa dei luoghi, ha portato nel borgo I racconti nell’aria, esperienza sonora geolocalizzata che ha permesso di esplorare Calascio attraverso contenuti audio immersivi attivati nei punti chiave del paese, con quiz e call creative dedicate ai ragazzi. DeepCube, realtà attiva nella progettazione di percorsi di innovazione e apprendimento digitale, ha proposto Viral Tomorrow, workshop dedicato all’innovazione consapevole e ai linguaggi del digitale, invitando i partecipanti a rifl ettere sul rapporto tra tecnologia, social e comunità. Infine il prof. Alfonso Forgione, docente di Archeologia cristiana e medievale dell’Università dell’Aquila, ha valorizzato il progetto Rocca Calascio: archeologia, rilievo digitale e ricostruzione tridimensionale di un paesaggio fortifi cato, dedicato alla ricostruzione storica e digitale del Castello attraverso archeologia, rilievo 3D e tecnologie immersive. Il festival si chiude confermando una visione chiara: i giovani sono il motore della rigenerazione e anche nei piccoli centri è possibile costruire esperienze in cui tecnologia e tradizione convivono, generando nuove opportunità culturali, educative e professionali.

Sagre, sindaco Niscemi: "Premio riconosce nostro lavoro ed è simbolo di ripartenza”

Roma, 16 mar. (Adnkronos) - “Riceviamo un riconoscimento dal duplice significato: da un lato c’è il lavoro svolto, un lavoro lungo 44 anni di Sagra del carciofo, dall’altro vale come simbolo di ripartenza”. Con queste dichiarazioni, Massimiliano Conti, sindaco di Niscemi (Caltanissetta) in Sicilia è intervenuto in occasione della cerimonia di assegnazione dei marchi ‘Sagra di Qualità’ ed ‘Evento di Qualità’ da parte dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, che rinnova, così, il suo impegno nella valorizzazione delle tradizioni, delle produzioni tipiche e del patrimonio culturale materiale e immateriale italiano, svoltasi presso il Senato della Repubblica. 

“Pochi giorni fa, infatti, abbiamo deciso di riproporre questo appuntamento. Questo significa che sarà un momento di rinascita e di crescita della nostra comunità dopo tutto quello che ci è accaduto”, conclude il sindaco, facendo riferimento alla tragica frana che ha colpito il Comune di Niscemi in seguito alle prolungate precipitazioni.

Sostenibilità, Barilla: 100% dei pack venduti in Italia progettato per essere riciclato

Roma, 16 mar. (Adnkronos) - Con il 100% delle confezioni vendute in Italia progettate per essere riciclate, oltre il 50% dei materiali di packaging già riciclati a livello globale e un +45% di acqua riciclata e riutilizzata nel 2024 rispetto al 2022, Barilla continua a rafforzare il proprio impegno nella gestione responsabile delle risorse. Un percorso che l’azienda ribadisce in occasione della Giornata Mondiale del Riciclo (18 marzo) e della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo).

Risorsa fondamentale per la produzione della pasta e per l’equilibrio degli ecosistemi, l’acqua rappresenta per Barilla un elemento centrale nella gestione sostenibile delle proprie attività. L’azienda - spiega l'azienda in una nota - lavora per ridurne progressivamente il consumo nei processi produttivi, promuovendo un uso responsabile della risorsa e favorendo pratiche di recupero, riciclo e riutilizzo all’interno degli stabilimenti e lungo la catena di approvvigionamento. A supporto di questo approccio integrato, il Gruppo ha adottato un Sistema di Gestione Ambientale conforme alla norma Uni En Iso 14001 e sviluppa da anni Analisi del Ciclo di Vita (Lca) dei propri prodotti, con particolare attenzione al Water Scarcity Index, che misura il consumo idrico in relazione alla disponibilità regionale di acqua. Negli stabilimenti l’acqua, che proviene principalmente da acquedotti, pozzi o acque superficiali, è costantemente monitorata per garantire il rispetto delle normative ambientali, mentre i sistemi di trattamento delle acque reflue sono sottoposti a rigorosi controlli per prevenire l’inquinamento.

Ogni sito produttivo definisce obiettivi annuali di riduzione dei consumi idrici, monitorati mensilmente attraverso la Supply Chain Scorecard, la piattaforma globale che raccoglie gli indicatori ambientali del Gruppo. Il recupero e riutilizzo dell’acqua è sempre più rilevante: nel 2024 il volume totale di acqua riciclata e riutilizzata è cresciuto del 45% rispetto al 2022, con un incremento ancora più significativo nelle aree a rischio idrico, dove l’aumento ha raggiunto il 164%. Un contributo importante arriva dallo stabilimento di Rubbiano (PR), dedicato alla produzione di sughi e pesti: il miglioramento degli impianti di depurazione ha permesso di incrementare del 28% l’acqua riciclata nel solo 2024 e di recuperare oltre 62.000 m3 di acqua nel triennio 2022-2024 grazie a soluzioni avanzate di riciclo idrico. L’impegno si estende anche alla filiera agroalimentare, con collaborazioni volontarie con i fornitori di pomodoro e basilico per promuovere pratiche agricole più efficienti nell’uso delle risorse idriche.

Guardando al futuro, Barilla continuerà a investire nell’efficienza idrica dei propri impianti: nello stabilimento di Rubbiano sono previsti interventi per oltre 5 milioni di euro nell’ambito dell’Energy & Water Plan, il programma da 168 milioni di euro avviato nel 2024, con l’obiettivo di aumentare del 250% l’indice di acqua riciclata nelle aree a maggiore stress idrico entro il 2030 rispetto al 2022.

Uno degli esempi più tangibili della strategia di sostenibilità di Barilla riguarda il packaging, una sfida ambientale legata ai rifiuti generati e alle emissioni associate alla produzione. L’azienda lavora per migliorare la protezione del prodotto - riducendo lo spreco alimentare - e per aumentare l'impiego di materiali riciclati, diminuendo l’uso di fonti fossili. Oggi il 100% delle confezioni dei prodotti Barilla venduti in Italia (pasta, sughi e prodotti da forno) è progettato per essere riciclato. A livello globale, oltre il 50% dei materiali utilizzati nel packaging del Gruppo è riciclato, mentre il 71% delle confezioni è a base di carta e cartoncino. Questo percorso si fonda sui Principi del Packaging Sostenibile, introdotti nel 1997 e costantemente aggiornati. Tra gli obiettivi concreti, l’azienda si è data il traguardo di eliminare dal mercato entro il 2030 circa 4mila tonnellate di materiale di packaging grazie a progetti di re-design.

Le confezioni di Pasta Barilla rappresentano un caso di riferimento nella progettazione di imballaggi che garantiscono sicurezza e qualità degli alimenti riducendo al contempo l’impatto ambientale. L’azienda utilizza ogni anno quasi 160mila tonnellate di carta e cartone provenienti da filiere forestali gestite in modo responsabile. Simbolo di questo impegno è la Blue Box, realizzata con cartoncino in fibra vergine proveniente da filiere gestite in modo sostenibile. A ciò si aggiunge l’uso di inchiostri a basso odore, che migliorano ulteriormente la riciclabilità nella filiera della carta. Un ulteriore passo significativo è stata l’eliminazione progressiva della finestrella di plastica dalle confezioni, che ha consentito di ridurre l’immissione sul mercato di plastica superflua per circa 126mila kg ogni anno. 

Sagre, La Spina (Unpli): "Punto di riferimento per valorizzazione prodotti locali”

Roma, 16 mar. (Adnkronos) - “Questo è un momento molto importante per la valorizzazione del nostro territorio, le sagre costituiscono il nostro punto di riferimento per la promozione e la valorizzazione dei prodotti tipici locali. Quest'anno contiamo 69 sagre ed eventi di qualità certificati, in un processo che vuole dare sempre più un'impronta di qualità ai territori e agli oltre 50 milioni di visitatori che frequentano le nostre manifestazioni”. Sono le parole di Antonino La Spina, presidente nazionale dell'Unpli - Unione nazionale Pro Loco d'Italia, alla cerimonia di assegnazione dei marchi “Sagra di Qualità” ed “Evento di Qualità” da parte dell’Unpli, che rinnova, così, il suo impegno nella valorizzazione delle tradizioni, delle produzioni tipiche e del patrimonio culturale materiale e immateriale italiano, svoltasi presso il Senato della Repubblica. 

La Spina prosegue: “Vogliamo dare un segnale molto forte rispetto alla possibilità di movimentare il sistema economico attraverso gli eventi. Oltre 2,1 miliardi di euro è il valore generato per i territori, guardando poi a tutto l’indotto - viaggi, acquisti ecc - arriviamo ad oltre 10 miliardi di euro. Questo è un grande capitale, un’economia che lasciamo nei piccoli territori”. 

Sagre, De Poli (UdC): "Premiando la qualità si celebra anche il volontariato”

Roma, 16 mar. (Adnkronos) - “Credo che oggi premiare le sagre di qualità significhi premiare il grande mondo del volontariato: sono più di 6400 le associazioni e centinaia di migliaia i volontari che lavorano gratuitamente nei nostri territori e di questi sono gli ambasciatori, delle nostre comunità, dei nostri borghi, delle nostre città”. E’ quanto affermato dal senatore Antonio De Poli, segretario dell’Udc, alla cerimonia di assegnazione dei marchi ‘Sagra di Qualità’ ed ‘Evento di Qualità’da parte dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, che rinnova, così, il suo impegno nella valorizzazione delle tradizioni, delle produzioni tipiche e del patrimonio culturale materiale e immateriale italiano, svoltasi presso il Senato della Repubblica. 

Prendere parte a questi eventi “significa conoscere e far conoscere le tradizioni ai nostri figli, che per molti aspetti le hanno perse, ma soprattutto a livello nazionale e internazionale - aggiunge il senatore - Credo che questo sia il grande valore del mondo del volontariato, delle Proloco. Oggi premiamo quindi tutte quelle sagre e manifestazioni che hanno fatto un percorso di qualità e di attenzione, con momenti di formazione importanti, fondamentali nel mondo in cui ci troviamo”. “Da qui parte anche un messaggio da parte del mondo del volontariato, quello della pace - precisa - Il volontariato è cuore e amore: verso le comunità, i cittadini e verso le persone. Il che significa un grande appello alla pace”. 

Per tutelare il lavoro delle Proloco “c'è una proposta di legge che è già stata presentata da me, come primo firmatario, firmata da tutti i gruppi dei diversi schieramenti. Tutti condividono il percorso. Stiamo arrivando al dunque e spero che nel giro di qualche mese veda la luce questa legge” che mira a “sburocratizzare il sistema, dando la possibilità ai nostri amministratori, sindaci e, dall'altra parte, ai presidenti delle Proloco e a tutti i volontari di poter fare le manifestazioni in modo più semplice, più concreto e con meno responsabilità”.

Milano-Cortina, Abodi: "Eredità Giochi anche in creazione di nuovi spazi per lo sport”

Milano, 16 mar. - (Adnkronos) - “L’iniziativa di oggi è un modo per far tornare i ragazzi in campo e per arricchire una città. È un’iniziativa di tutti i giorni, con uno spazio che viene messo a disposizione degli sportivi di ogni età e di ogni condizione. La consacrazione di quello che stiamo cercando di fare come governo, in collaborazione con le amministrazioni del territorio”. Lo ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, a margine dell’inaugurazione di un playground a Cologno Monzese nell’ambito del progetto Illumina, ideato da Sport e Salute e promosso e finanziato dal Ministro per lo Sport e i Giovani. Il ministro ha continuato: “Importanza della coincidenza con la fine delle Paralimpiadi di Milano Cortina? Io considero sempre gli eventi come momenti di una strategia che mette insieme l’alto livello con le attività sociali e di base. C’è una relazione stretta tra quello che abbiamo celebrato fino a ieri sera e quello che inizia oggi, non sono due momenti distinti. L’eredità che vogliamo consolidare riguarda tante giornate come questa, cioè tanti spazi che si illumineranno e che consentiranno alle persone di ogni età di poter praticare sport. Non soltanto per vincere una medaglia, ma soprattutto per seguire il benessere individuale e comunitario”.

Sul tema calcio ha poi aggiunto: "Giusto non mettere in discussione la convocazione di Bastoni in Nazionale? Io credo che si venga convocati non soltanto per le qualità tecniche ma anche per le qualità comportamentali. Bastoni ha avuto la lucidità di ammettere di aver sbagliato". Il ministro ha aggiunto: "I fischi dei tifosi? Ognuno fa quello che ritiene più opportuno, io credo che il rispetto sia un fattore supremo e questo rispetto si manifesta nei comportamenti dei protagonisti e nei comportamenti di quelli che spesso prendono esempio dai protagonisti, considerando il pubblico parte del protagonismo sportivo. Credo che chi arrivi a certi livelli abbia la consapevolezza di giocare per il pubblico. A un livello professionale così alto si hanno si hanno anche dei doveri, oltre che dei diritti che contrattualmente vengono sempre sanciti e rispettati". Il ministro è poi tornato sulla candidatura di Bastoni al Premio Rosa, da parte della Regione Lombardia: "Rispetto la decisione, ma c'è stata qualche distrazione”.

“Come possiamo aiutare gli arbitri? La prima collaborazione passa dal comportamento in campo, quindi aiutiamoli a fare serenamente il loro lavoro, che non è semplice, ricordando che senza gli arbitri non si gioca”. Il ministro ha aggiunto: “Bisogna ricordarsi, non solo nella massima serie ma anche nelle serie minori, che chi picchia un arbitro deve pagare e non soltanto con il Daspo. Dobbiamo fare in modo che un comportamento leale e corretto sul campo aiuti l’arbitro a prendere le decisioni giuste. E, se c’è qualche errore, mi auguro che vengano elaborate delle regole che consentano di recuperarlo anche fuori dal campo. Per evitare un doppio errore”.

“Italia verso i Mondiali? Il playoff si gioca il 26, si scende in campo tutti insieme, mi auguro che si possa essere tutti dalla stessa parte".  Il ministro ha commentato poi la situazione degli stadi per Euro 2032, senza sbilanciarsi: "Arriveranno a ottobre le decisioni che prenderà la federazione del calcio”.

Iran, a Roma il primo Spes Talk su guerre, energia e inflazione

Roma, 16 mar. - (Adnkronos) - Conflitti regionali sempre più 'iperconnessi', con effetti globali su energia, inflazione e mercati finanziari, sono stati al centro del primo appuntamento di Spes Talks, promosso dalla Spes Academy 'Carlo Azeglio Ciampi' in collaborazione con Unitelma Sapienza. Nel dibattito, si legge in una nota, è stato evidenziato come il confronto tra Iran, Israele e Stati Uniti, possa avere ripercussioni immediate sull’economia globale, a partire dal traffico energetico nello Stretto di Hormuz, snodo attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale.

“L'energia a basso costo è la nuova arma per essere più competitivi sui mercati globali. Per questo, le tensioni geopolitiche in corso non colpiscono solo il sistema energetico ma anche quello finanziario. Per paesi con alto debito pubblico come l’Italia, ma non solo, basta vedere i tassi in rialzo sui bund tedeschi, questa crisi di Hormuz può tradursi anche in tensioni sul debito pubblico”, ha spiegato Roberto Sommella, direttore di Milano Finanza.

“Raccontare questi conflitti è sempre più impegnativo perché l’informazione si muove alla stessa velocità degli eventi e contribuisce a formare la percezione pubblica delle crisi”, ha osservato la giornalista Rai, Monica Giandotti.

Sport, Nepi Molineris (Sport e Salute): "Ha il potere di illuminare aree degradate”

Cologno Monzese, 16 mar. (Adnkronos) - "Abbiamo scelto la parola 'Illumina' perché lo sport ha il potere di accendere e riqualificare aree spesso trascurate o degradate. Basta un canestro per dare nuova vita a uno spazio. Creare un luogo che favorisca la naturalezza, la normalità e l'unione tra persone di ogni ceto e livello è un concetto straordinario. Oggi inizia un’avventura che ci auguriamo duri a lungo. Sarà bello ritrovarsi qui tra un anno per vederne i frutti". Queste le parole di Diego Nepi Molineris, amministratore delegato Sport e Salute, oggi alla presentazione di 'Sport Illumina' a Cologno Monzese, nell’ambito del progetto Illumina, ideato da Sport e Salute e promosso e finanziato dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi tramite il dipartimento per lo Sport, che vuole rispondere concretamente alla necessità di restituire ai cittadini luoghi di aggregazione autentici, accessibili e sicuri.

Un'inaugurazione che giunge "a due settimane dalla chiusura dei Giochi olimpici e paralimpici straordinari, significa portare quell'energia tra la gente comune - osserva Nepi Molineris -. Credo che questo progetto rappresenti un altro 'oro' per il nostro Paese, il primo di altri 84 che realizzeremo nei prossimi mesi”.

Quello che parte da Cologno Monzese non è solo un progetto di riqualificazione urbana. "Oggi viviamo un vero cambio di paradigma -si sofferma l'ad di Sport e Salute-. Iniziamo ad aprire nuovi spazi all'interno dei comuni e delle città. E' una giornata meravigliosa in cui offriamo sport gratuito a tutti, in un luogo senza barriere, senza chiavi d’accesso e senza orari: un posto sempre aperto e accessibile. Questa iniziativa garantisce una reale inclusività -sottolinea-. Il progetto si rivolge a tutti, dai bambini ai ragazzi: oltre al parco giochi e al campo da calcio già esistenti, qui si potrà giocare a basket, fare ginnastica, calisthenics e arrampicata. Ma non solo sport -prosegue- ci sarà spazio per la musica, la danza e lo yoga. L'obiettivo è vivere il parco in modo naturale, rendendolo un bene comune capace di trasmettere a chiunque l’endorfina della positività sportiva", conclude.

Mezzaroma (Sport e Salute): "Illumina è nuovo concetto di fare sport”

Cologno Monzese (Mi), 13 mar. (Adnkronos) - "Questo è il primo di una lunga - ci auguriamo - serie di interventi. Spot Illumina è un nuovo concetto di fare sport". Così Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute, oggi alla presentazione a Cologno Monzese di 'Sport Illumina', progetto ideato da Sport e Salute e promosso e finanziato dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi tramite il dipartimento per lo Sport, che vuole rispondere concretamente alla necessità di restituire ai cittadini luoghi di aggregazione autentici, accessibili e sicuri.

"Purtroppo lo sport sta diventando costoso -commenta Mezzaroma- ed è quindi necessario che il pubblico si adoperi per realizzare spazi gratuiti polifunzionali e che possano portare all’inclusione alla socializzazione e a praticare discipline sportive". 

Illumina non è solo un progetto di riqualificazione urbana e supera anche il concetto di progetto sportivo, ambisce infatti ad essere un movimento culturale e sociale che ridefinisce lo spazio pubblico: "Noi abbiamo un’idea: l’occasione stimola l’azione - conclude -. Avendo a disposizione dei luoghi come questo, probabilmente, si è più predisposti a muoversi, a fare sport e a stare insieme. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno intrapreso questo viaggio con noi”.

Sport, Galanda: "Porta i ragazzi a stare insieme, mia carriera iniziata così”

Cologno Monzese, 16 mar. (Adnkronos) - “Quella che ci troviamo di fronte oggi” al parco di Via Neruda di Cologno Monzese (Mi) “è un'immagine bellissima: una inaugurazione dove si gioca a pallacanestro, a calcio, e ad altri sport. Attività che portano i ragazzi a stare insieme. Anche la mia carriera è iniziata in un contesto come questo”. Così Giacomo Galanda, ex cestista e dirigente sportivo, alla presentazione a Cologno Monzese di ‘Sport Illumina’, l’iniziativa, di cui Galanda è ambassador, nell’ambito del progetto Illumina, ideato da Sport e Salute e promosso e finanziato dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che vuole rispondere concretamente alla necessità di restituire ai cittadini luoghi di aggregazione autentici, accessibili e sicuri.

L'inaugurazione dello spazio aperto a Cologno Monzese, alla presenza del ministro Abodi, “è stata una grande festa, che celebra un inizio. Da qui in poi, la passione dei ragazzi crescerà di giorno in giorno, nel rispetto delle regole, nel rispetto degli orari, degli spazi, dell'amicizia. Tante cose positive nascono in posti come questo, sono davvero felicissimo di essere qui - aggiunge ‘Gek’ Galanda - Il vero sport insegna i valori. Quando parliamo di sport parliamo di rispetto, sia verso gli avversari che verso se stessi, perché l'impegno che si prende verso noi stessi è fondamentale per crescere, per allenarsi, per capire che lo sforzo che si fa serve a migliorarsi e non importa il risultato che poi si ottiene. Io sono stato fortunato, sono stato capitano della Nazionale, ho portato a casa una medaglia olimpica, l'Europeo, gli scudetti, tutto bellissimo, ma quando torno in questi posti e li rivivo trovo vero giovamento, perchè fanno tornare ai momenti di divertimento in cui la passione è nata”.

Sport, Magnini: "Illumina progetto importante per far sognare ragazzi”

Cologno Monzese (Mi), 16 mar. (Adnkronos) -  Inaugurare questo spazio, che mette lo sport al centro anche della quotidianità "è un qualcosa di molto importante, anche perché, forse, si è un po' persa l'abitudine tra i ragazzi di oggi di uscire, andare al campetto, conoscere e incontrarsi con qualcuno e creare la magia dello sport, del gioco, dell'apprendimento, del continuare a sognare". Lo ha detto Filippo Magnini, ex nuotatore, oggi alla presentazione a Cologno Monzese di 'Sport Illumina', nell’ambito del progetto Illumina, ideato da Sport e Salute e promosso e finanziato dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi tramite il dipartimento per lo Sport, che vuole rispondere concretamente alla necessità di restituire ai cittadini luoghi di aggregazione autentici, accessibili e sicuri. 

"Questo è il primo, ma ce ne saranno più di 80 in tutt'Italia. Un bellissimo progetto di Sport e Salute di cui sono contento di far parte -sottolinea il nuotatore plurimedagliato- adesso lo sport" è considerato soprattutto nella sua componente "agonistica, si guarda al professionista che fa dello sport il suo lavoro e deve vincere medaglie. Invece lo sport è libertà, salute, vita. Riportare i ragazzi anche solo a giocare, a interagire tra di loro, a respirare l'aria, a conoscere nuove persone e fare nuove amicizie secondo me è il vero scopo dello sport. Le medaglie sono un qualcosa in più". 

Massimo Caputi: "Sport Illumina è un segnale di cambiamento”

Cologno Monzese, 16 mar. (Adnkronos) - “Sono onorato di essere stato qui quest'oggi l'inaugurazione del primo Illumina che è il primo di 85 che verranno realizzati nell'arco di pochi mesi che sono spazi veramente dedicati alle persone, alle comunità, senza nessun limite di età né senza nessun limite anche di frequentazione. È importante che lo Stato, con aziende come Sport e Salute, abbia dato un segnale di un cambiamento importante”. Lo ha detto oggi a Cologno Monzese, il giornalista sportivo Massimo Caputi, partecipando alla presentazione di ‘Sport Illumina’, nell’ambito del progetto Illumina, ideato da Sport e Salute e promosso e finanziato dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Un progetto che mira a soddisfare la necessità di restituire ai cittadini luoghi di aggregazione autentici, accessibili e sicuri.

Lo sport come strumento di riappropriazione del territorio e aggregazione, dunque, “perché sport significa benessere e attività fisica significa condivisione, coinvolgimento”, riflette il giornalista che poi si sofferma su come Sport Illumina dia la possibilità “alle varie generazioni di essere insieme tra di loro”.

E aggiunge: “Ha un alto significato valoriale culturale per il nostro Paese. Credo che anche i risultati che stiamo ottenendo ad alto livello” agonistico “siano un'ulteriore spinta per i giovani”. Poi conclude: “Non bisogna essere dei campioni, bisogna stare bene con se stessi e con gli altri”.

Sport, al via progetto 'Illumina', da Cologno Monzese parte nuova visione per l’Italia

Cologno Monzese (Mi), 16 mar. (Adnkronos) - Un’Italia nella quale lo sport non è più un privilegio, ma un diritto. Dove ogni piazza, ogni quartiere, ogni città diventa un palcoscenico di energia, inclusione e futuro. Questo è Sport Illumina il progetto promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi con un finanziamento di 31,8 milioni di euro e ideato da Sport e Salute. Illumina è la rivoluzione italiana che non solo trasforma gli spazi, ma accende la vita delle persone. Non si tratta di sogni, ma di possibilità concrete: campi da basket che ricordano il Madison Square Garden, campi da tennis con le stesse superfici degli Australian Open, tornei sotto le stelle, attività scelte dai cittadini stessi. Dalla prima scintilla di Cologno Monzese nascerà un’onda che attraverserà l’Italia, portando accessibilità, divertimento, salute e comunità in ogni angolo del Paese. Lo sport smette di essere osservato e diventa vissuto, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, guidato da tutor pronti a supportare ogni cittadino. Questa è la nuova visione dello sport italiano e chiunque voglia partecipare potrà finalmente farlo. Quello di Cologno Monzese, il primo Illumina, degli 85 in fase di realizzazione, è realtà grazie anche alla visione del Comune che ha creduto nel progetto.

Qui lo sport è da sempre un punto di riferimento per la comunità e per molti giovani. Il nuovo spazio nasce nel parco di via Neruda, dove per anni un campetto da basket è stato luogo di incontro spontaneo per i ragazzi del quartiere. Da quell’esperienza prende forma oggi un’area sportiva rinnovata e aperta a tutti. Uno spazio multifunzionale con campo da basket 3x3, area calisthenics e parete per l’arrampicata. Ad arricchire la giornata, la presenza dei ragazzi delle scuole, delle Asd locali, dei cittadini oltre agli Ambassador del Team Illumina: i campioni Filippo Magnini e Giacomo Galanda, l’artista Silvia Salemi, gli atleti Sara e Paolo Vargetto e il freestyler Swan Ritossa. L’inaugurazione si è distinta per uno show musicale curato da Warner Music Italy, media partner del progetto, con l’esibizione del vincitore di Sanremo Giovani, Nicolò Filippucci.

Questa eredità tangibile nasce da una visione condivisa tra Sport e Salute e partner che hanno scelto di investire nel futuro del Paese: Bancomat attivatore dello spazio di Cologno Monzese, adidas, Enel, Birra Peroni, i media partner Warner Music Urban Vision e Greenset come Official Supplier. Un vero gioco di squadra che ha trasformato uno spazio urbano in un luogo capace di generare futuro. 

Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani ha parlato così durante l'evento: “Il nostro Progetto Sport Illumina ha come obiettivo la riqualificazione urbana e sociale dei luoghi dove poter praticare gratuitamente attività motoria, perché abbiamo il dovere di intervenire tanto più dove emergono o hanno addirittura il sopravvento disagi sociali e fenomeni criminali, come abbiamo fatto a Caivano, non solo con il ricostruito centro sportivo Pino Daniele, ma anche con il playground che abbiamo realizzato e dedicato a Fortuna e Antonio, bambini lanciati da due balconi tredici anni fa, applicando il principio dello sport come indispensabile difesa immunitaria sociale. Con questo spirito e con queste consapevolezze il Governo Meloni sta investendo risorse finanziare e attuando progetti diffusi, come mai successo nella storia della Repubblica, mettendo a disposizione delle comunità nuove infrastrutture pubbliche, a partire dai 1.543 spazi attrezzati nei Comuni del Sud sotto i 10.000 abitanti, ai quali si aggiungono ora le 85 progettualità di Sport Illumina, come questa di Cologno Monzese, con un investimento finanziario complessivo di quasi 32 milioni”.

Marco Mezzaroma, Presidente di Sport e Salute, ha aggiunto: “Questa è la risposta concreta di Sport e Salute a una domanda sempre crescente di spazi e luoghi dove poter svolgere attività fisica e sportiva in maniera libera, gratuita e accessibile. Abbattiamo così alcune delle barriere d’accesso allo sport. Un impegno concreto che non si conclude al taglio del nastro ma si consolida nella gestione quotidiana di questi spazi”. Sulla stessa linea il commento di Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute:’Illumina nasce da un’idea semplice ma dirompente: il buio si deve trasformare in opportunità e il silenzio nel battito di una comunità. La nostra missione è generare valore sociale. Accendiamo i territori con l’arma più potente che abbiamo: la bellezza dello sport praticato, libero e accessibile a tutti, perché lo sport è vita e illumina tutto!”.

Stefano Zanelli, Sindaco di Cologno Monzese ha concluso: "Il progetto Sport Illumina ci ha permesso non soltanto di riqualificare un’area sportiva nel nostro territorio, nel contempo è una opportunità per un percorso di condivisione sportiva con la popolazione cittadina ed in particolare i nostri giovani. Siamo certi che il coinvolgimento delle associazioni sportive e la presenza di tutor faranno di questo playground un punto di riferimento importante per tutti, con la consapevolezza che lo sport, soprattutto quello praticato all'aperto, è fonte di benessere, amicizia e vita”.

Malattie rare: sindromi Kabuki e DiGeorge, da progetto Micro_Care nuove speranze

Roma, 16 mar. (Adnkronos Salute) - E' al via il progetto Mircro_Care che ha l'ambizione di trasformare la ricerca di base in opportunità concrete per migliorare la qualità della vita dei pazienti con patologie rare come la sindrome Kabuki e la sindrome DiGeorge, e delle loro famiglie. L'iniziativa punta a costruire una rete scientifica internazionale per approfondire i meccanismi biologici alla base delle cromatinopatie, un gruppo di malattie genetiche rare legate ad alterazioni del complesso Dna-proteine, per sviluppare nuove strategie terapeutiche. Il progetto, che mette in rete competenze tra Salerno, Napoli e Stati Uniti - informa una nota - ha come capofila il Dipartimento di Medicina molecolare e Biotecnologie mediche (Dmmbm) dell'università Federico II di Napoli, con il supporto del distretto tecnologico Campania Bioscience e in partnership con la Fondazione Ebris di Salerno.

La ricerca - spiega una nota - riguarda la relazione tra genoma ed epigenoma, cioè tra il patrimonio genetico e i meccanismi che regolano l'espressione dei geni, e punta a individuare biomarcatori e possibili bersagli terapeutici. Molti pazienti affetti da queste patologie presentano infatti problemi gastrointestinali. In questo contesto un ruolo chiave potrebbe essere svolto anche dal microbiota intestinale, l'insieme dei batteri che popolano l'intestino. Per questo i ricercatori vogliono capire se il microbiota possa influenzare la gravità della malattia. Saranno utilizzati modelli avanzati di ricerca, come organoidi cerebrali e cardiaci tridimensionali derivati da cellule staminali dei pazienti, integrando analisi multi-omiche e sistemi di intelligenza artificiale.

"Il nostro dipartimento - afferma Antonio Feliciello, direttore Dmmbm - ha proprio questa missione: comprendere i meccanismi biologici delle malattie e provare a fornire risposte terapeutiche. Questo progetto rappresenta un'importante occasione per rafforzare il dialogo scientifico tra Napoli, Salerno e gli Stati Uniti, mettendo a disposizione il nostro know-how per migliorare la qualità di vita dei pazienti". Alessio Fasano, presidente e direttore scientifico della Fondazione Ebris, sottolinea il valore della collaborazione internazionale e della ricerca sui processi metabolici e sull'asse cervello-organi per comprendere meglio le dinamiche biologiche di queste patologie. "Siamo assolutamente onorati di far partire questa cordata scientifica sostenuta dalla Regione Campania", dichiara, evidenziando come l'iniziativa rappresenti un passo importante nella comprensione dei meccanismi alla base delle malattie rare.

Malattie rare: sindromi Kabuki e DiGeorge, da progetto Micro_Care nuove speranze (2)

(Adnkronos Salute) - Il progetto si inserisce in un momento di profonda trasformazione della ricerca biomedica. "Quando immaginammo questo percorso pensavamo alle grandi malattie di massa - ricorda Giulio Corrivetti, vicepresidente della Fondazione Ebris - Poi, lavorando sui diversi territori scientifici, abbiamo compreso quanto si potesse fare anche nel campo delle malattie rare. E' una vera rivoluzione, simile a quella che stiamo vivendo con l'intelligenza artificiale: si aprono continuamente nuovi ambiti di conoscenza". Il riferimento è alla progressiva conoscenza di nuovi meccanismi biologici, in particolare nel campo della trascrizione epigenetica e della regolazione dei geni, aprendo nuovi orizzonti per la comprensione e il trattamento delle malattie genetiche. "In una prospettiva futura", l'auspicio di Alessandra Marenna, responsabile del core per la Fondazione Ebris, è "di sviluppare nuovi approcci terapeutici personalizzati che possano passare attraverso la manipolazione del microbiota intestinale". 

Micro_Care - si legge nella nota - rappresenta un nuovo tassello nella costruzione di una rete scientifica internazionale dedicata alle malattie rare, con l'ambizione di trasformare la ricerca di base in opportunità concrete per i pazienti e le loro famiglie. Il programma di ricerca concentra su due patologie rare, la sindrome Kabuki e la sindrome DiGeorge, che pur presentando segni clinici comuni hanno cause genetiche differenti.  "Il paziente è al centro della ricerca. Analizzeremo il microbiota dei pazienti per capire quali batteri possano essere utili e quali, invece, possano peggiorare il quadro clinico - illustra il responsabile scientifico del progetto, Giuseppe Merla, professore di Biologia molecolare dell'università degli Studi di Napoli Federico II - Grazie all'intelligenza artificiale potremo identificare pattern specifici e provare a modulare il microbiota per favorire il benessere dei pazienti”.

ICSC: al via Sport Missione Comune, 250 milioni di euro per gli impianti sportivi pubblici

Roma, 16 mar. - (Adnkronos) - Favorire la realizzazione, la riqualificazione e l’efficientamento energetico degli impianti sportivi pubblici attraverso mutui a tasso fisso con integrale abbattimento degli interessi. È questo l’obiettivo di Sport Missione Comune 2026, l’iniziativa con cui l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A. (Icsc) mette a disposizione degli Enti Territoriali un Plafond da 250 milioni di euro per sostenere i programmi di sviluppo e rigenerazione dell’impiantistica sportiva sul territorio nazionale.

L’iniziativa, attiva fino al 30 settembre, è rivolta a Comuni, Unioni di Comuni, forme associative, Città Metropolitane, Province e Regioni, che potranno accedere a finanziamenti agevolati, con integrale abbattimento del tasso d’interesse per i mutui fino a 10 anni. È prevista, inoltre, la possibilità di estendere la durata del piano di rimborso fino a 25 anni, favorendo la sostenibilità economico-finanziaria anche degli interventi di maggiore dimensione. Oltre a finanziamenti a condizioni agevolate, Icsc mette a disposizione delle Amministrazioni un servizio strategico di valutazione dell’impatto degli investimenti, che include la misurazione del Social Return on Investment (Sroi) e l’attribuzione di un Rating Esg, consentendo di stimare il potenziale ritorno socio-ambientale degli interventi.

Sport Missione Comune 2026 sostiene interventi destinati alla costruzione, all’ampliamento, alla riqualificazione e all’efficientamento energetico dell’impiantistica sportiva; alla copertura dei maggiori oneri derivanti da variazioni dei prezzi dei materiali; nonché alle spese connesse a perizie suppletive o adeguamenti normativi.

L’iniziativa di Icsc si inserisce, inoltre, in modo sinergico nel quadro delle principali politiche nazionali per lo sport: è complementare ai programmi regionali e alle misure proposte dal Dipartimento dello Sport e da Sport e Salute - dal Bando "Sport e Periferie" alle linee di intervento del Pnrr - contribuendo a rafforzare la leva finanziaria e a garantire la piena copertura dei piani finanziari necessari alla realizzazione delle opere.

"In linea con le direttrici del Piano Strategico 2025/2030, il Plafond da 250 milioni di euro rappresenta una principali leve operative attraverso cui la Banca intende consolidare il supporto agli Enti Territoriali per la valorizzazione e il potenziamento del patrimonio infrastrutturale sportivo. L’ambizione è chiara: attivare investimenti complessivi superiori a 600 milioni di euro, mobilitando risorse più che doppie rispetto a quelle direttamente impegnate." - ha dichiarato Antonella Baldino, Amministratrice Delegata di Icsc -Una iniziativa che punta a rafforzare l’impatto sistemico dell’impiantistica sportiva sui territori agendo su due direttrici principali: da un lato valorizzare il contributo dello Sport alla transizione sostenibile delle comunità, promuovendo accessibilità, efficienza energetica e mobilità dolce; dall’altro, sostenere la crescita equilibrata del Paese, con particolare attenzione alle aree più fragili e al Mezzogiorno dove il fabbisogno infrastrutturale è più elevato e il potenziale di impatto sociale più significativo.”

Tumori, 5.400 nuovi casi l'anno di cancro ovarico, per 8 su 10 diagnosi tardiva

Roma, 16 mar. (Adnkronos Salute) - Il tumore ovarico ogni anno in Italia fa registrare più di 5.400 nuovi casi. Otto donne su 10, al momento della diagnosi, presentano una malattia già in fase avanzata e vengono generalmente sottoposte a un intervento chirurgico seguito da una chemioterapia a base di platino. La sopravvivenza globale a 5 anni delle pazienti con tumori epiteliali maligni dell'ovaio si aggira intorno al 43%. I tassi di mortalità risultano però in diminuzione, nell'ultimo decennio, anche grazie all'introduzione di nuovi e più efficaci trattamenti in alternativa alla chemioterapia tradizionale. E' così oggi possibile donare una speranza alle 52mila donne che nel nostro Paese vivono con una diagnosi di carcinoma dell'ovaio, anche a quelle che sviluppano una recidiva che non risponde alla terapia a base di platino (Proc). Storicamente, le opzioni di trattamento per queste pazienti sono state limitate alla sola chemioterapia. Quelle disponibili, oltre a non aver dimostrato un vantaggio in sopravvivenza, spesso comportano eventi avversi che possono avere un impatto negativo sulla qualità della vita. E' questa l'attuale situazione che emerge tra gli esperti durante l'evento scientifico 'FOLight - Discovering new frontiers in ovarian cancer, organizzato da AbbVie. L'evento inizia oggi e vede riuniti per 2 giorni a Sorrento  oncologi, ginecologi, anatomopatologi, oftalmologi e altri professionisti della salute. L'obiettivo è discutere sulle ultime prospettive di trattamento e sulle nuove esigenze delle donne colpite dalla malattia.

"Tra quelli ginecologici il carcinoma ovarico è il più insidioso e il settimo più diagnosticato tra le donne di tutto mondo - sottolinea Sandro Pignata, direttore Uoc Uro-ginecologia Int-Irccs Fondazione Pascale di Napoli - Si caratterizza per una forte aggressività e non presenta sintomi specifici che invece sono spesso associabili a quelli di altre patologie. Anche la prevenzione secondaria è molto difficile e non esistono al momento degli esami di screening accertati. Il risultato è che appena 1 caso su 10 viene individuato quando la malattia è confinata solo alle ovaie. Questo rende ulteriormente più difficili le già limitate possibilità di cura. Di solito il trattamento consiste in un primo intervento chirurgico a cui seguono cicli di chemioterapia a base di platino. La neoplasia tende però a recidivare nel 70% dei casi di stadio III e IV e cioè quando è diffusa alla cavità addominale o estesa ad organi, come fegato o polmoni. La resistenza ai farmaci tradizionali è molto frequente e quindi la ricerca scientifica ha dovuto concentrarsi sulla medicina di precisione e sull'individuazione di nuove terapie mirate”.

Le uniche terapie innovative finora disponibili nel carcinoma dell'ovaio sono state riservate solo ad alcune categorie di pazienti e solo nelle prime fasi della malattia, mentre per le pazienti in stadio più avanzato, tra cui le pazienti platino-resistenti, rimane un importante bisogno insoddisfatto. La ricerca scientifica si sta oggi concentrando su anticorpi farmaco-coniugati diretti su nuovi biomarcatori, di recente identificazione, presenti in uno specifico setting di pazienti. "Il recente arrivo degli anticorpi farmaco-coniugati rappresenta una svolta importante - aggiunge Anna Fagotti, direttrice Uoc Carcinoma ovarico della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma - Sono terapie che devono essere al più presto rese disponibili ed effettivamente fruibili in Italia. In particolare, sono necessarie alle pazienti che risultano resistenti alla chemioterapia a base di platino. Mirvetuximab soravtansine è stato autorizzato a livello europeo a fine del 2024. Ha dimostrato di migliorare la prognosi in quanto ritarda la progressione della malattia, aumenta la sopravvivenza globale con un diverso profilo di tossicità rispetto ai trattamenti tradizionali. Indispensabile per il ricorso alla terapia è stata l'identi­ficazione di un nuovo biomarcatore, il recettore dei folati (FR/945;). Si calcola sia overespresso in circa 50% di tutte le pazienti. Ora si rende necessario un cambio di paradigma, nella presa in carico di questo specifico setting, in modo da consentire un accesso equo a tutte le opzioni di trattamento disponibili”.

"Nel carcinoma ovarico stiamo assistendo a un'evoluzione importante: la sopravvivenza può aumentare grazie a terapie sempre più mirate - afferma Ilaria Bellet, presidente Acto Italia (Alleanza contro il tumore ovarico) - Gli anticorpi farmaco-coniugati stanno cambiando le prospettive per molte pazienti e per trasformare questa innovazione in cura serve un passo decisivo: renderli disponibili in modo tempestivo e omogeneo sul territorio, insieme agli strumenti diagnostici indispensabili per accedervi. In parallelo, non possiamo trascurare il valore di un'informazione corretta: i tumori ginecologici sono ancora poco conosciuti e la scarsa consapevolezza può tradursi in diagnosi tardive e percorsi più difficili. Acto è impegnata a colmare questo divario con iniziative di sensibilizzazione e orientamento". 

"Da molti anni siamo impegnati in ambito onco-ematologico utilizzando sempre le tecnologie più avanzate con l'obiettivo di sviluppare terapie che abbiano un impatto significativo sulla vita dei pazienti e sui loro bisogni insoddisfatti - dichiara Fabrizio Greco, amministratore delegato AbbVie Italia - Dobbiamo continuare a collaborare con le istituzioni, le società scientifiche e le associazioni dei pazienti per riconoscere il valore dell'innovazione terapeutica, renderla disponibile in modo rapido e ampio a tutti coloro che ne hanno bisogno ed integrarla tempestivamente nella pratica clinica”.

Poste Italiane, oltre 2.600 colonnine di ricarica già installate nei piccoli centri

Roma, 16 mar. (Adnkronos) - Sono già più di 2.600 le colonnine di ricarica per veicoli elettrici installate da Poste Italiane nell’ambito del Progetto Polis, che ha l’obiettivo di portare i servizi della Pubblica amministrazione in circa 7 mila uffici postali nei centri con meno di 15 mila abitanti e agevolare la transizione ecologica e digitale. L’iniziativa fa parte delle politiche mobilità sostenibile e prevede, entro il 2026, l’installazione di 5 mila stazioni di ricarica in circa 3.500 Comuni, sia nei parcheggi di Poste Italiane che nelle aree pubbliche. Le colonnine sono dislocate lungo tutta Italia, con una distribuzione diffusa per il 35% al Nord, il 20% al Centro, il 30% al Sud e il 15% sulle isole.

Il Progetto Polis ha un ruolo fortemente strategico nel rafforzare il tessuto sociale dei piccoli centri e delle aree interne, potenziando le infrastrutture digitali, agevolando la transizione green e contribuendo a frenare il fenomeno dello spopolamento. È finanziato con risorse del piano complementare al PNRR per 800 milioni di euro e per oltre 400 milioni a carico di Poste Italiane e prevede la trasformazione di 6.933 uffici postali in sportelli unici di prossimità al servizio dei cittadini. Si stima che il Progetto avrà un impatto di 1.061 milioni di euro sul PIL dell’Italia (nel periodo di investimento dal 2022 al 2026 e di operatività degli uffici postali fino al 2031), porterà alla distribuzione di 484 milioni di reddito da lavoro e alla creazione di 18.600 posti di lavoro.

‘Riforma responsabilità medica, a Roma Tor Vergata esperti a confronto

Roma, 16 mar. (Adnkronos Salute) - La ricerca di una corretta attribuzione delle varie forme di responsabilità in ambito sanitario e il contrasto al fenomeno della medicina difensiva sono questioni centrali e sempre più attuali nel dibattito pubblico. A queste tematiche - e alle prospettive di riforma che si sono tradotte in un disegno di legge promosso dal ministero della Salute, attualmente all'esame della Camera dei deputati - è dedicato il convegno 'Verso la riforma della responsabilità medica, una prospettiva multidisciplinare', in programma domani, 17 marzo, dalle 9 nell'Aula Fleming della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università di Roma Tor Vergata (via Montpellier, 1). Un evento organizzato in sinergia tra il Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione e il Dipartimento di Giurisprudenza dell'ateneo di Roma Tor Vergata e il CeSDirSan, Centro interdisciplinare di studi sul diritto sanitario, con il patrocinio di Simpla, Società italiana di medicina legale e delle assicurazioni.

I saluti istituzionali sono affidati a Orazio Schillaci, ministro della Salute, all'onorevole Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, a Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell'università di Roma Tor Vergata, Roberto Bei, preside della Facoltà di Medicina, Venerando Marano, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, e Ferdinando Romano, direttore generale del Policlinico Tor Vergata. A introdurre i lavori sarà Luigi Tonino Marsella, direttore del Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione. L'incontro si articolerà in 3 sezioni focalizzate sulle prospettive di riforma della responsabilità penale, civile e contabile e sull'impatto delle modifiche nella prospettiva clinica e medico legale.

Milano: legale, 'tranviere non era al telefono al momento dell’impatto'

Milano, 16 mar. (Adnkronos) - "Al momento dell'impatto posso escludere che fosse al telefono". Lo afferma l'avvocato Mirko Mazzali, legale del tranviere indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose, convocato per essere interrogato in Procura a Milano sul deragliamento del tram della lina 9 dello scorso 27 febbraio in cui hanno perso la vita due persone. Il sessantenne si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

Fecondazione, la salute del padre ha un ruolo anche prima del concepimento

Roma, 16 mar. (Adnkronos Salute) - Non è solo la salute materna a influenzare lo sviluppo precoce. Anche quella paterna può avere un ruolo biologico prima del concepimento. A indicarlo è un'analisi pubblicata su 'Nature Reviews Urology', alla quale ha contribuito Giuseppe Novelli, ordinario di Genetica medica e già rettore dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata. Il lavoro - spiega l'ateneo in una nota - passa in rassegna le evidenze disponibili sul legame tra la salute dei padri e sviluppo della prole, richiamando l'attenzione sulle possibili implicazioni per la prevenzione. Condizioni di salute, abitudini di vita ed esposizioni ambientali possono lasciare tracce biologiche già prima della fecondazione. Lo sperma non trasporta soltanto Dna: contiene anche segnali molecolari che riflettono la storia biologica dell'individuo e possono intervenire nelle primissime fasi dello sviluppo embrionale. A rendere possibile questo processo sono i meccanismi epigenetici, che regolano l'espressione dei geni senza modificarne la sequenza. Una parte di queste informazioni, osservano gli autori, può superare i processi di riprogrammazione naturali successivi alla fecondazione e continuare a influenzare lo sviluppo iniziale. 

Lo spermatozoo assume così un significato più ampio: non solo vettore genetico, ma anche indicatore dello stato di salute paterno, capace di trasmettere tracce molecolari delle condizioni ambientali e comportamentali. Si tratta di un elemento che contribuisce a chiarire meglio i fattori coinvolti nella salute riproduttiva. Infatti, oltre al Dna, lo spermatozoo trasporta un carico di informazioni che non sono scritte nel codice genetico, ma che registrano la storia personale del padre. Questi segnali, sensibili allo stile di vita e all'ambiente, possono sfuggire ai normali processi di 'reset' dopo la fecondazione e influenzare l'espressione genica nelle primissime fasi dello sviluppo embrionale, con potenziali ripercussioni sulla salute della prole. "Per decenni abbiamo concentrato l'attenzione soprattutto sulle madri - afferma Novelli - Ma il padre contribuisce con oltre il 50% del Dna e fornisce anche una mappa dinamica del proprio stile di vita e dell'ambiente in cui ha vissuto. Lo sperma è un messaggero biologico, non solo un corriere genetico". Tra i fattori di rischio emergenti c'è anche il calore: l'esposizione prolungata ad alte temperature può compromettere la fertilità maschile attraverso alterazioni epigenetiche. Allo stesso modo, sostanze chimiche diffuse nell'ambiente, metalli pesanti e alcuni sottoprodotti alimentari sono indicati come elementi da monitorare per i possibili effetti sulla salute riproduttiva. 

La plasticità dello sperma è però anche una grande opportunità, sottolineano gli esperti. La finestra temporale prima del concepimento rappresenta un momento cruciale per interventi efficaci: migliorare la dieta, gestire lo stress, ridurre le esposizioni a tossici e al calore eccessivo può 'ricalibrare' l'informazione epigenetica trasmessa. "La prevenzione diventa una responsabilità condivisa - conclude Novelli - Chiediamo che la consulenza preconcezionale includa sistematicamente i padri, che le politiche di sicurezza sul lavoro proteggano dalla tossicità del calore e che la ricerca valuti i rischi chimici anche attraverso i biomarcatori dello sperma. La scienza è chiara, il momento di agire è ora”.

Musica, Hard Rock Cafe porta a Firenze il festival delle band aziendali

Firenze, 16 mar. - (Adnkronos) - Brands Like Bands arriva all’Hard Rock Cafe Firenze il 15 maggio 2026, portando sul palco le band formate tra colleghi di lavoro. L’unica tappa italiana di questo progetto internazionale trasformerà per una sera la passione musicale dei team aziendali in un vero concerto, ospitato in uno dei luoghi simbolo della musica mondiale. Per una notte, si legge in una nota, le band aziendali avranno, infatti, a disposizione il palco dell’Hard Rock Cafe Firenze, una cornice iconica e ricca di storia che rende l’esperienza ancora più emozionante per chi, nella vita di tutti i giorni, è abituato a uffici, riunioni e scadenze.

Nato dall’idea che molti appassionati di musica non siano professionisti, ma persone che lavorano in azienda e condividono la stessa passione, il festival valorizza questo talento nascosto e offre ai colleghi la possibilità di esibirsi insieme fuori dall’ambiente di lavoro. Negli anni, Brands Like Bands si è affermato come un movimento culturale capace di unire creatività, spirito di squadra e senso di comunità, trasformando gruppi di lavoro in gruppi musicali e rafforzando le relazioni umane attraverso l’esperienza condivisa della musica. “Brands Like Bands dimostra che la musica non si ferma alla porta dell’ufficio - afferma Fernando Gaspar Barros, fondatore del progetto - Invitiamo gli appassionati di musica a sfidare i colleghi, formare una band e trasformare una passione condivisa in un’esperienza reale su un palco iconico.”

Il tour europeo 2026 prevede tappe a Londra, Berlino, Barcellona e Lisbona, e a Firenze come unico appuntamento italiano. Le aziende interessate possono iscrivere la propria band entro il 15 aprile 2026 attraverso il sito ufficiale del festival, con candidature riservate ai gruppi composti da colleghi della stessa realtà professionale: http://festivalbrandslikebands.com/

"Così le Paralimpiadi dei record possono diventare strumento di inclusione", l'analisi del medico

Roma, 16 mar. (Adnkronos Salute) - "Lo sport può andare oltre la disabilità e diventare uno strumento di recupero, inclusione e riscatto personale. Le Paralimpiadi rappresentano un evento importante per tutti, ma per chi vive con una disabilità - neuromotoria o di altro tipo - l’attività sportiva può offrire anche l'occasione di ritrovare un ruolo sociale e una nuova qualità della vita. Lo sport può essere un elemento fondamentale nel percorso di recupero e riabilitazione del paziente. Attraverso l’attività sportiva molte persone riescono a recuperare fiducia, autonomia e partecipazione alla vita sociale". Così all'Adnkronos Salute Riccardo Zuccarino, direttore del Centro Nemo di Trento, fisiatra e specialista in riabilitazione, esperto di malattie neuromuscolari, dopo il successo degli azzurri alle Paralimpiadi appena concluse, con un bilancio record: 7 ori, 7 argenti e 2 bronzi, per un totale di 16 podi e il quarto posto nel medagliere, superando il precedente primato di Lillehammer 1994 quando l'Italia conquistò 13 medaglie. Vittorie che rappresentano anche un forte stimolo per chi affronta un percorso di riabilitazione. "Vedere prestazioni di altissimo livello come quelle di queste settimane - spiega Zuccarino - è importante perché molte persone si riconoscono in questi momenti. Gli atleti paralimpici, pur con una disabilità, sono sportivi a tutti gli effetti e hanno superato prove e selezioni impegnative, proprio come gli atleti normodotati". 

Nonostante questi risultati, agli occhi dell'esperto l'eco mediatica è stata comunque inferiore rispetto a quella delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina di febbraio. "Ad oggi non sono le Paralimpiadi a essere considerate un evento di serie B - riflette Zuccarino - ma purtroppo lo è ancora la disabilità. Spesso chi ha una disabilità viene visto prima di tutto per la sua patologia e non come persona. In realtà parliamo di atleti in tutto e per tutto: anche loro affrontano allenamenti, selezioni e competizioni ad altissimo livello". Secondo lo specialista, la minore attenzione mediatica riflette una difficoltà più ampia della società: "Ci definiamo inclusivi, ma nei fatti non sempre lo siamo. Facciamo ancora fatica a relazionarci con la disabilità e spesso ci fermiamo alla malattia invece di guardare alla persona. Ma anche chi ha una disabilità può essere pienamente attivo e produttivo nella società", precisa il medico. Anche dal punto di vista della comunicazione, dell'evento "se n'è parlato meno - osserva - e questo inevitabilmente incide sull'impatto pubblico”.

Dal suo osservatorio clinico Zuccarino ha comunque registrato interesse da parte dei pazienti. "Abbiamo visto partecipazione soprattutto tra le persone con una malattia stabilizzata - riferisce - Chi invece è in una fase acuta, o ha ricevuto una diagnosi recente, spesso si trova ancora in una fase di non accettazione e tende a non avvicinarsi a questi eventi". Per questo, conclude l'esperto, "lo sport e i grandi risultati paralimpici possono diventare anche uno strumento di motivazione. Vedere cosa si può raggiungere attraverso lo sport è un messaggio potente per chi sta affrontando un percorso difficile di recupero e adattamento alla disabilità”.

Bancomat e Sport e Salute inaugurano a Cologno Monzese primo spazio collettivo del progetto ‘Illumina'

Cologno Monzese (Mi), 16 mar. (Adnkronos) - Uno spazio sportivo e ricreativo moderno, inclusivo e funzionale, frutto di una partnership tra Bancomat e Sport e Salute S.p.A. che ha come obiettivo quello di promuovere un cambiamento concreto e duraturo attraverso la rigenerazione di spazi urbani e il rafforzamento del ruolo delle comunità attraverso lo sport.

E’ il ritratto del primo spazio sportivo con campo da basket 3x3, area calisthenics e parete per l’arrampicata frutto del progetto ‘Illumina’, inaugurato oggi a Cologno Monzese. Hanno partecipato all’evento il Ministro per lo sport e i Giovani Andrea Abodi, Franco Dalla Sega e Fabrizio Burlando, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Bancomat, Marco Mezzaroma e Diego Nepi Molineris, rispettivamente Presidente e AD di Sport e Salute, il sindaco di Cologno Monzese Stefano Zanelli. Un progetto, quello ideato da Sport e Salute, a cui Bancomat, azienda che ogni giorno è al fianco degli italiani, ha creduto subito diventando attivatore del primo centro 'Illumina' a Cologno Monzese: una risposta alle esigenze concrete e quotidiane dei cittadini frutto di un lavoro congiunto con le istituzioni nazionali e locali. Bancomat punta a sostenere iniziative che uniscano sport, inclusione e crescita sostenibile, valorizzando il territorio e avvicinando le persone. 'Illumina' restituisce spazi pubblici ai cittadini come luoghi di sport e socialità. Ogni intervento è stato condiviso con la comunità, dalla scelta delle discipline sportive fino alla progettazione degli spazi. “Con il progetto Illumina, Bancomat dà attuazione alla propria visione di azienda vicina ai cittadini e alle istituzioni, impegnata a sostenere la crescita sociale, personale ed economica attraverso iniziative capaci di generare benefici concreti. In questo contesto, lo sport rappresenta uno strumento strategico di sviluppo e inclusione, e la collaborazione con Sport e Salute costituisce un esempio significativo di partnership pubblico-privato orientata alla valorizzazione dei territori e delle loro esigenze” ha dichiarato Franco Dalla Sega, Presidente di Bancomat. 

Fabrizio Burlando, Amministratore Delegato di Bancomat, ha poi spiegato: “Avere contribuito concretamente alla realizzazione di un’idea di centro sportivo dedicato ai cittadini, ottenuto dalla riqualificazione di uno spazio urbano è per noi motivo di grande soddisfazione. Per Bancomat il progetto Illumina va oltre la partnership ma è la ricaduta reale sul territorio di un una serie di valori che ispirano il nostro modo di fare impresa: restituire vita e valore alle comunità, generare inclusione, educazione e un impatto socioeconomico positivo. Illumina è un’altra importante dimostrazione che Bancomat è da sempre vicina agli italiani, alle loro esigenze e alle loro passioni”.

Tumori: cancro ovarico, Pignata (Pascale) 'con FOLight spazio ai giovani ricercatori’

Roma, 16 mar. (Adnkronos Salute) - "FOLight è prima di tutto un momento di confronto tra specialisti che si occupano di tumore ovarico e che provengono da diverse realtà cliniche e di ricerca. Il nostro obiettivo è discutere e approfondire le opportunità terapeutiche oggi disponibili per il trattamento dei tumori dell'ovaio, una patologia complessa e difficile da gestire". Così Sandro Pignata, direttore dell'Oncologia ginecologica dell'Int-Irccs Fondazione Pascale di Napoli, spiega il significato dell'incontro scientifico che da oggi riunisce a Sorrento oncologi, ricercatori e giovani studiosi impegnati nello studio e nel trattamento del tumore ovarico, con l'obiettivo di favorire il confronto tra centri clinici e di ricerca e fare il punto sulle più recenti innovazioni terapeutiche. "Una particolare attenzione - prosegue Pignata - è rivolta alle pazienti con malattia platino-resistente, cioè quelle che non rispondono più alla chemioterapia tradizionale e che storicamente hanno avuto poche alternative terapeutiche. Oggi però si apre una prospettiva nuova grazie a una categoria innovativa di farmaci, gli anticorpi farmaco-coniugati, che consentono di veicolare il trattamento direttamente all’interno delle cellule tumorali”.

"In particolare - precisa - stiamo discutendo di un farmaco come il mirvetuximab, che rappresenta una delle novità più rilevanti in questo ambito e che offre nuove possibilità di trattamento per una popolazione di pazienti che fino a poco tempo fa aveva opzioni molto limitate". Uno degli elementi centrali dell'evento è stato il coinvolgimento delle nuove generazioni di ricercatori attraverso il progetto Next Stars, che ha dato spazio ai giovani per presentare i risultati delle proprie ricerche. "Qui oggi sono presenti oltre 200 specialisti e una grande parte sono giovani - sottolinea Pignata - La ginecologia oncologica può contare su molti giovani di valore che si stanno facendo strada non solo a livello nazionale ma anche internazionale. E' importante coinvolgerli quando si parla di innovazione, perché per guardare al futuro servono menti giovani e capaci di portare nuove idee nella ricerca". 

"Con iniziative come Next Stars - continua lo specialista - vogliamo offrire ai giovani l'opportunità di presentare i propri lavori, confrontarsi con esperti e crescere all'interno della comunità scientifica. Abbiamo chiesto loro di portare poster con le loro esperienze di ricerca: ne sono arrivati molti e saranno valutati con attenzione. Alcuni di questi giovani ricercatori verranno premiati". Durante l'incontro ampio spazio è stato dedicato anche alle nuove linee guida della Società europea di oncologia medica (Esmo), che stanno ridefinendo il percorso terapeutico per le pazienti con tumore ovarico alla luce delle più recenti innovazioni scientifiche. "Il percorso di cura è cambiato e le linee guida europee hanno già recepito l'arrivo di questi nuovi farmaci - rimarca Pignata - Nella condizione di resistenza al platino, le pazienti che esprimono il recettore bersaglio dell'anticorpo possono oggi beneficiare di questa terapia, che rappresenta ormai lo standard di cura a livello internazionale e fortunatamente anche in Italia". "Sicuramente la malattia resistente al platino era una sorta di stanza buia. L’arrivo di questi farmaci - conclude - aggiunge oggi una luce importante, perché gli studi clinici hanno dimostrato un miglioramento della sopravvivenza. Questo significa che le pazienti possono vivere più a lungo e con prospettive di cura migliori rispetto al passato”.

Sagre ed eventi di qualità, assegnati in Senato nuovi riconoscimenti

Roma, 16 mar. (Adnkronos) - Più di mille - tra volontari, presidenti di Pro Loco e sindaci - hanno partecipato all’evento organizzato domenica 15 marzo all’Ergife Palace Hotel di Roma che ha aperto la due giorni di manifestazioni dedicati alla consegna dei marchi 'Sagra di Qualità' ed 'Evento di Qualità', che si è conclusa con la cerimonia istituzionale in Senato nella giornata odierna. I presidenti delle Pro Loco insignite del riconoscimento accompagnati dai sindaci nella prestigiosa Sala Koch hanno ricevuto le targhe, assegnate da Unpli (Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia), 'Sagra di Qualità' ed 'Evento di Qualità'. Due giornate importanti che hanno celebrato il lavoro costante delle Pro Loco nella tutela delle tradizioni, nella promozione delle identità locali e nella valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e immateriale, dei territori. Le sagre e gli eventi di qualità rappresentano manifestazioni capaci di raccontare la storia dei luoghi, custodire tradizioni, promuovere prodotti tipici e rafforzare il legame tra comunità, cultura e sviluppo locale. 

L’evento è stato anche l’occasione per sottolineare il grande lavoro che Unpli sta facendo da anni per la comunicazione - realizzando format televisivi ad hoc come Sagre d’Italia (Food Network), Linea Verde Tradizioni (Rai 1), Azzurro Storie di mare (Rai 1) che hanno totalizzato più di 25 milioni di spettatori, oltre alle pubblicazioni realizzate: dalla Guida alle Sagre di Qualità ed Eventi di Qualità al il libro di Beppe Convertini, 'Il paese delle tradizioni’.

Presenti all’evento condotto da Beppe Convertini, Antonino La Spina, presidente di Unpli, il senatore questore Antonio De Poli, Giusina Battaglia, giornalista e volto di Food Network, Sandro Pappalardo, presidente di Ita Airways che hanno sottolineato il valore del lavoro delle Pro Loco nella promozione turistica, soprattutto dei piccoli centri, che grazie alle sagre e agli eventi organizzati durante tutto l’anno contribuiscono alla destagionalizzazione dei flussi turistici. 

‘L’occasione è stata anche sottolineata dalla consegna da parte del Rina, tra i principali organismi di certificazione a livello internazionale - della certificazione Iso 9001 per il processo di organizzazione degli eventi, a testimonianza dell’adozione di procedure strutturate e orientate al miglioramento continuo. 

“I volontari delle Pro Loco sono gli ambasciatori dei territori ed è dovere di tutti, oggi, lavorare per riconoscere l’importanza di questo straordinario mondo, anche dal punto di vista legislativo. Il disegno di legge, da me presentato e sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari, ha l’obiettivo di valorizzare le Pro Loco e il grande impegno dei 600.000 volontari attraverso una forte sburocratizzazione delle procedure per l'organizzazione delle manifestazioni nei territori. Abbiamo ricevuto i pareri positivi da parte dei Ministeri competenti sul ddl, quindi nei prossimi mesi ci auguriamo si possa avviare l’iter in Commissione ed in Aula per l’approvazione entro la fine dell’anno", ha commentato il senatore Antonio De Poli.

“Le Sagre di Qualità e gli Eventi di Qualità rappresentano l’anima più vera dei nostri territori. Attraverso questi riconoscimenti, Unpli vuole valorizzare l’impegno straordinario delle Pro Loco e dei loro volontari, offrendo al tempo stesso a cittadini e visitatori un riferimento chiaro per individuare manifestazioni autentiche, radicate nella comunità e strettamente connesse al territorio - ha dichiarato Antonino La Spina, presidente di Unpli - Ogni anno le Pro Loco, grazie all’instancabile lavoro dei tanti volontari coinvolti, realizzano oltre 110 mila eventi, di questi 20 mila sono sagre. Questo processo conferma l’impegno di Unpli nel migliorare il livello di efficienza e sicurezza delle manifestazioni organizzate, nell’ottica di un miglioramento costante della qualità”.

I marchi ‘Sagra di Qualità’ ed ‘Evento di Qualità’ promosso dall’Unpli, premiano le sagre e gli eventi che rappresentano in modo autentico l’identità dei territori italiani. Non si tratta solo di appuntamenti gastronomici, ma di manifestazioni che custodiscono tradizioni, memoria collettiva e contribuiscono alla vitalità economica e sociale delle comunità locali. I riconoscimenti, simbolo di autenticità, affidabilità e qualità, vengono assegnati secondo criteri rigorosi e controlli sul campo, valorizzando sagre e manifestazioni legate a prodotti tipici, ricette locali, ma anche riti e tradizioni con un forte radicamento con il territorio. 

Le Sagre di Qualità 2025 premiate in Abruzzo sono la della Pro Loco di Villa San Nicola, in provincia di Chieti, e la ‘Sagra delle Pappardelle al Sugo di Papera’ della Pro Loco di Montegualtieri, in provincia di Teramo. In Campania si distinguono la ‘Festa dello Struppolo’ della Pro Loco di San Salvatore Telesino, in provincia di Benevento, la ‘Sagra degli Gnocchi’ della Pro Loco di Rocca d’Evandro, in provincia di Caserta, la ‘Sagra delle Pallottole’della Pro Loco di Real Sito - San Leucio, in provincia di Caserta, la ‘Sagra delle Noci e del Vino Asprinio’ della Pro Loco di San Marcellino Aps, in provincia di Caserta, 'L’Inno al Novello’ della Pro Loco Insieme per Mignano, in provincia di Caserta, la ‘Sagra degli Gnocchi Cimitilesi’ della Pro Loco di Cimitile, in provincia di Napoli e i ‘Sentieri del Gusto’ della Pro Loco di Pimonte, in provincia di Napoli. 

In Emilia-Romagna i riconoscimenti vanno ad ‘A zzùen al màial... in Piàza!’ della Pro Loco di Tresigallo APS, in provincia di Ferrara, alla ‘Festa del Salame’ di Sarmato, in provincia di Piacenza, alla ‘Fera dal Busslanein’ della Pro Loco Amis ad San Niculo’, in provincia di Piacenza, alla ‘Sagra dello Scalogno Piacentino’ della Pro Loco di Castelvetro Piacentino, in provincia di Piacenza, alla ‘Rassegna del Tartufo Nero di Pecorara’, della Pro Loco Pecorara, in provincia di Piacenza, alla ‘Festa de’ Brazadèl da la cros e vino novello’ della Pro Loco di Castel Bolognese, in provincia di Ravenna, e alla ‘Festa dell’Uva’ della Pro Loco di Castellarano, in provincia di Reggio Emilia. 

In Friuli Venezia Giulia spiccano la ‘Festa dei Funghi e dell’Ambiente’ della Pro Loco Budoia, in provincia di Pordenone e ‘Gemona, formaggio... e dintorni’ della Pro Loco Glemona, in provincia di Udine. Nel Lazio è stata premiata la ‘Sagra del Pesce’della Pro Loco Anguillara, in provincia di Roma. In Lombardia il marchio è stato assegnato alla ‘Sagra del Pursèl’ della Pro Loco di Fiesse, in provincia di Brescia, alla ‘Sagra delle Migole’ della Pro Loco di Malonnese, in provincia di Brescia, e alla ‘Festa dei Crotti’ della Pro Loco di Albavilla, in provincia di Como. Nelle Marche è stata riconosciuta ‘Leguminaria’ della Pro Loco Appignano, in provincia di Macerata. 

In Piemonte sono state insignite ‘Anlòt id San Bastiaun’ della Pro Loco Pozzolese, in provincia di Alessandria, la ‘Sagra delle Tagliatelle’ della Pro Loco di Cremolino, in provincia di Alessandria, la ‘Sagra del Polentone di Bubbio’, in provincia di Asti, la ‘Sagra dell’Asparago di Santena’ della Pro Loco di Santena Aps, in provincia di Torino, la ‘Fiera Nazionale della Trippa di Moncalieri’, della Pro Loco di Moncalieri, in provincia di Torino e la ‘Sagra del Fungo’ della Pro Loco Trontano, in provincia di Verbano - Cusio - Ossola. 

In Puglia è premiata ‘Cardoncello on the Road’ della Pro Loco Ruvo di Puglia, in provincia di Bari. In Sardegna figurano la ‘Sagra del Tonno’ della Pro Loco Portoscuso, in provincia di Carbonia - Iglesias e ‘Ollastra in Mirto’ della Pro Loco Ollastra, in provincia di Oristano. In Sicilia sono state riconosciute la ‘Sagra del Carciofo Violetto di Niscemi’, della Pro Loco di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, la ‘Sagra del Pistacchio di Bronte’, della Pro Loco di Bronte, in provincia di Catania, la ‘Sagra della Ricotta e della Provola dei Nebrodi’ della Pro Loco di Maniace, la ‘Sagra del Ficodindia’ della Pro Loco di San Cono, la ‘Sagra del Ficodindia dell’Etna Dop’ della Pro Loco di Belpasso, in provincia di Catania e la ‘Sagra dell’Arancia Rossa di Francofonte’, della Pro Loco di Idria Francofonte, in provincia di Siracusa. In Veneto completano il quadro la ‘Mostra del Vino di Vallonto’, della Pro Loco di Vallonto di Fontanelle Aps, in provincia di Treviso, lo ‘Spiedo Gigante’, della Pro Loco di Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, la ‘Festa della Zucca’ della Pro Loco di Sernaglia della Battaglia, in provincia di Treviso, la ‘Festa dei Bisi De.Co.’ della Pro Loco di Scorzè, in provincia di Verona, la ‘Festa della Maresina’ della Pro Loco di Provaldagno Aps, in provincia di Vicenza e la ‘Sagra dei Santi Fermo e Rustico’ della Pro Loco Bolzano Vicentino Aps, in provincia di Vicenza.

Tra gli Eventi di Qualità premiati da Unpli nel 2025 in Abruzzo è stato riconosciuto ‘Sapori e Saperi del Velino’ della Pro Loco Rosciolo, in provincia dell’Aquila. In Basilicata il marchio va al ‘Premio La Perla’ della Pro Loco Maratea La Perla A.P.S., in provincia di Potenza. In Campania ‘Tra i Vicoli di Cautano’ della Pro Loco Cepino Prata, ‘Borgo Vagare - Festival dei Sapori Antichi e delle Tipicità dei Territori’ della Pro Loco San Lupo, in provincia di Benevento e ‘Casavecchia e Pallagrello Wine Festival’ della Pro Loco Pontelatone, in provincia di Caserta. In Emilia-Romagna viene riconosciuto ‘Calici Santarcangelo’ della Pro Loco di Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini.

Nel Lazio figura ‘Le Tentavecchie’ della Pro Loco Gradoli, in provincia di Viterbo. In Lombardia trovano spazio ‘Festa della Transumanza’ dell’Associazione Pro Loco Borno, ‘Giardini d’agrumi’ della Pro Loco Gargnano in provincia di Brescia e ‘La Camminata della Salute’ della Pro Loco di Guidizzolo di Mantova. Nelle Marche sono premiati la ‘Festa dell’uva di Arcevia’della Pro Loco di Arcevia in provincia di Ancona, ‘Templaria Festival’ della Pro Loco di Castignano, in provincia di Ascoli Piceno e ’Candele a Candelara’ in provincia di Pesaro Urbino. In Piemonte il riconoscimento va a ‘Il borgo di Babbo Natale’ dell’Associazione Turistica Pro Loco di Candelo, in provincia di Biella. In Sardegna è premiata ‘Sa Battalla’ della Pro Loco Sanluri nella provincia del Medio Campidano. In Sicilia viene valorizzato ‘Il Presepe Vivente di Sutera’, in provincia di Caltanissetta. In Toscana ’La Notte del Conte Baldovino’ della Pro Loco Monte San Savino, in provincia di Arezzo. 

In Trentino ‘Faedo Paese del Presepe’ della Pro Loco Faedo Aps, in provincia di Trento e in Veneto vengono insigniti ‘La Rocca in Fiore’ della Pro Loco di Monselice, in provincia di Padova, ‘L’Antica Sagra del Santo Sepolcro’ della Pro Loco Villanova di Camposampiero, in provincia di Padova e &’La Festa delle Rose di Carta’ dell&’Associazione Pro Loco Monticello Conte Otto Aps, in provincia di Vicenza. Per le menzioni speciali in Campania sono stati premiati per gli Eventi di Qualità ‘Il Sannio tra sapori e Folklore’ dell’Unpli provinciale di Benevento e ‘L’dentità di un territorio raccontata dalle Pro Loco... Colori, Sapori, Suoni e Tradizioni’ dell’Unpli provinciale di Caserta mentre per le Sagre di Qualità la menzione speciale è assegnata alla ‘Festa delle Pro Loco nei Sibillini’della Pro Loco di Comunanza e dell’Unpli provinciale Ascoli Piceno e Fermo.

Giornata malattie neuromuscolari, Trento al centro di ricerca e cura

Roma, 21 mar. (Adnkronos Salute) - Nuove terapie farmacologiche, approcci genetici sempre più mirati e strumenti diagnostici più precisi stanno cambiando il futuro delle malattie neuromuscolari. Per raccontare questi progressi e aprire la medicina al dialogo con la comunità nasce la Giornata delle malattie neuromuscolari, iniziativa nazionale che coinvolge 19 città italiane e che vede Trento tra le sedi protagoniste per il quarto anno consecutivo. L'appuntamento - informa una nota - è fissato per sabato 21 marzo a Palazzo Consolati, sede dell'università di Trento, e riunirà clinici, ricercatori, professionisti sanitari, associazioni dei pazienti e cittadini in una giornata dedicata alla conoscenza e al confronto su alcune delle patologie più complesse della neurologia contemporanea. L'iniziativa è promossa dal Centro clinico Nemo Trento, in collaborazione con l'università di Trento e l'azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento.

Le malattie neuromuscolari comprendono un ampio gruppo di patologie rare e complesse - tra cui sclerosi laterale amiotrofica (Sla), distrofie muscolari, miopatie e neuropatie periferiche - che colpiscono il sistema nervoso e muscolare e richiedono diagnosi tempestive e percorsi di cura altamente specializzati. Anche il Trentino è direttamente coinvolto. Si stima che tra 150 e 200 persone nella provincia convivano con una malattia neuromuscolare rara. Eppure, ogni anno il Centro clinico Nemo Trento segue circa 200 persone con Sla, molte provenienti da fuori regione. Un dato che racconta qualcosa di più di un numero: la capacità del territorio di diventare punto di riferimento per la cura di queste patologie e di dimostrare che la sfida delle malattie neuromuscolari non è solo scientifica, ma anche organizzativa. "Le malattie neuromuscolari richiedono competenze diverse che devono dialogare tra loro - spiega Riccardo Zuccarino, direttore clinico del Centro Nemo Trento - La ricerca sta aprendo nuove possibilità terapeutiche, ma perché questi progressi possano tradursi in benefici reali per le persone è necessario costruire percorsi di cura capaci di integrare neurologia, riabilitazione, ricerca e assistenza territoriale". Aggiunge Bruno Giometto, professore ordinario di Neurologia, università di Trento, già direttore Unità operativa di Neurologia, ospedale Santa Chiara: "La medicina delle malattie neuromuscolari ci mostra quanto sia importante mettere in relazione competenze diverse. La complessità non si affronta con una sola disciplina: serve un approccio realmente interdisciplinare, in cui la persona diventa il centro del percorso di cura". 

Nel corso della mattinata clinici e ricercatori guideranno il pubblico nelle nuove frontiere della medicina delle malattie neuromuscolari, dalle patologie muscolari alle neuropatie periferiche fino alle malattie del motoneurone. La giornata si concluderà con una tavola rotonda dedicata alla gestione delle malattie rare sul territorio, con un confronto tra specialisti, medici di medicina generale e ricercatori sulla continuità della cura tra ospedale e territorio. Per consultare il programma e registrarsi è possibile consultare la pagina web giornatamalattieneuromuscolari.it/trento.

Tumori, Greco (AbbVie): "Oncologia strategica, puntiamo su medicina di precisione”

Sorrento, 16 mar. (Adnkronos Salute) - "Fin dalla nascita di AbbVie, nel 2013, l'oncologia è stata una delle aree in cui abbiamo investito di più. Il nostro percorso è iniziato nell'ematologia, dove nel tempo siamo diventati una delle realtà di riferimento, e negli ultimi anni abbiamo esteso il nostro impegno anche ai tumori solidi. Recentemente abbiamo compiuto un ulteriore passo avanti con mirvetuximab, che ci ha consentito di entrare anche nel campo del tumore ovarico". Lo ha detto Fabrizio Greco, amministratore delegato di AbbVie Italia, in occasione dell'incontro scientifico 'FOLight - Discovering new frontiers in ovarian cancer', dedicato al tumore ovarico, in corso a Sorrento. "L'oncologia rappresenta oggi una delle aree strategiche per la nostra azienda e negli ultimi anni abbiamo rafforzato in modo significativo il nostro impegno nella ricerca e nello sviluppo di nuove terapie innovative -  ha spiegato Greco - AbbVie ha scelto di investire con decisione nella ricerca oncologica, sviluppando una pipeline sempre più ampia di farmaci e collaborando con la comunità scientifica per accelerare l’arrivo di nuove opzioni terapeutiche”.

Secondo l'Ad di AbbVie Italia, "la ricerca oncologica va sempre più nella direzione della medicina di precisione. Questo significa sviluppare farmaci capaci di agire su specifici meccanismi biologici della malattia e adattare il trattamento alle caratteristiche del tumore e del singolo paziente. E' un cambiamento molto importante perché consente di aumentare l’efficacia delle cure e migliorare la qualità di vita delle persone". "La medicina personalizzata e di precisione diventerà sempre più una necessità - ha aggiunto Greco - Avremo sempre più terapie disponibili, ma le risorse resteranno necessariamente limitate. Per questo sarà fondamentale individuare per ogni paziente il trattamento più appropriato. La sfida sarà proprio quella di riuscire a personalizzare il più possibile le terapie in base alle caratteristiche dei singoli pazienti”.

"In AbbVie ci stiamo muovendo da tempo in questa direzione - ha proseguito il manager - Il nostro obiettivo è associare alle terapie innovative strumenti diagnostici sempre più avanzati, che permettano di individuare i pazienti che possono beneficiare maggiormente di un determinato trattamento. Questo approccio consente di essere sempre più mirati e di rispondere in modo più efficace alle esigenze del singolo paziente". Greco ha poi sottolineato anche il valore del confronto con la comunità scientifica. "Momenti di incontro come questo sono molto importanti perché permettono di rafforzare il dialogo con i clinici e con i ricercatori. Ci auguriamo che da questa 2 giorni emerga con chiarezza il nostro impegno nell’area del tumore ovarico e la volontà di lavorare insieme alla comunità scientifica". “L'obiettivo - ha concluso - è continuare a camminare al fianco dei medici e dei pazienti per contribuire a trovare nuove soluzioni a bisogni di salute che, purtroppo, restano ancora in parte insoddisfatti. Il nostro impegno è continuare a investire in ricerca e innovazione per sviluppare terapie sempre più mirate, in grado di migliorare concretamente le prospettive di cura dei pazienti”.

Tumori: Colombo (Ieo), 'nuove terapie stanno cambiando gestione cancro ovarico’

Sorrento, 16 mar. (Adnkronos Salute) - "L'avvento dei nuovi farmaci chiamati anticorpi farmaco-coniugati rappresenta un modo più preciso di portare il chemioterapico direttamente sulla cellula tumorale attraverso un anticorpo che riconosce il tumore. Questo segna una svolta importante nel paradigma terapeutico del carcinoma ovarico ed è un grande passo in avanti nelle possibilità di cura. Ci aspettiamo un impatto molto positivo per queste pazienti". Lo ha spiegato Nicoletta Colombo, direttrice del Gynecologic Oncology Program dello Ieo - Istituto europeo di oncologia di Milano, intervenendo all'evento scientifico dedicato al tumore ovarico in corso a Sorrento. "Naturalmente - ha aggiunto l'oncologa - la strada è ancora lunga. L'auspicio è che non ci si fermi a questo gruppo di pazienti, ma che in futuro si possa estendere l'utilizzo di questi farmaci anche ad altre donne con carcinoma ovarico, magari impiegandoli anche in fasi più precoci della storia naturale della malattia”.

Secondo Colombo, "negli ultimi anni il panorama terapeutico del tumore ovarico si è ampliato in modo significativo grazie ai progressi della ricerca e allo sviluppo di nuove strategie di trattamento. Oggi disponiamo di un numero crescente di opzioni terapeutiche e questo rappresenta un cambiamento molto importante nella gestione della malattia -  ha sottolineato - Non si tratta soltanto di avere nuovi farmaci, ma anche di saperli utilizzare nel modo più appropriato all'interno del percorso di cura della paziente, tenendo conto delle caratteristiche biologiche del tumore e della storia clinica individuale". Un aspetto sempre più centrale è quello del cosiddetto sequencing terapeutico, cioè la definizione della sequenza con cui impiegare i diversi trattamenti disponibili. "La sequenza delle terapie è fondamentale e deve diventare uno degli obiettivi principali degli studi clinici - ha evidenziato la specialista - Più farmaci abbiamo a disposizione, più diventa importante capire qual è l’ordine corretto con cui utilizzarli per ottenere i risultati migliori”.

In questo contesto, l'introduzione degli anticorpi farmaco-coniugati ha portato anche un nuovo elemento di selezione delle pazienti. "Una delle novità più rilevanti - ha rimarcato Colombo - è la presenza di un marker predittivo di risposta, rappresentato dall'espressione dei recettori del folato sulla cellula tumorale. Il nostro anticorpo si lega proprio a questi recettori e consente di veicolare il chemioterapico direttamente sul tumore. Questo significa che uno degli elementi chiave nella scelta della terapia sarà identificare le pazienti che possono trarre il maggior beneficio da questo trattamento. In questo senso la selezione biologica delle pazienti diventerà una priorità rispetto a trattamenti più generici".

Tumori: cancro ovarico, Lorusso (Humanitas) 'nuove terapie per pazienti resistenti al platino’

Sorrento, 16 mar. (Adnkronos Salute) - "Per molte pazienti con tumore ovarico resistente al platino si può parlare oggi di una vera e propria luce dopo il buio, perché negli ultimi anni sono arrivate nuove opzioni terapeutiche che stanno cambiando le prospettive di cura". Lo ha spiegato Domenica Lorusso, responsabile del Centro di Ginecologia oncologica di Humanitas San Pio X e professore ordinario di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas University, intervenendo all'incontro scientifico dedicato al tumore ovarico in corso a Sorrento, che riunisce oncologi e ricercatori impegnati nello studio e nel trattamento di questa patologia. "Per queste pazienti - ha aggiunto - significa poter contare su un farmaco che ha dimostrato di aumentare la sopravvivenza rispetto alla chemioterapia tradizionale in un setting di malattia particolarmente difficile da trattare, quello della recidiva resistente al platino, una condizione che nel corso della storia naturale della malattia coinvolge purtroppo la maggior parte delle pazienti”.

"Un ruolo centrale in questa evoluzione è svolto anche dalle nuove linee guida europee, che stanno aggiornando l'approccio al trattamento del tumore ovarico alla luce delle più recenti evidenze scientifiche. Da poche settimane sono state pubblicate le nuove linee guida europee - ha sottolineato Lorusso - che includono il mirvetuximab con livello di evidenza 1 e forza della raccomandazione A. Questo significa che il farmaco è fortemente raccomandato nelle pazienti con tumore sieroso di alto grado resistente al platino che iperesprimono il recettore dei folati, diventando quindi il nuovo standard di cura per questa popolazione di pazienti". Secondo l'esperta "questo si traduce nella possibilità di controllare più a lungo la malattia e, in molti casi, di migliorare la qualità di vita delle pazienti. E' un passo avanti rilevante in un ambito che per molti anni ha avuto poche innovazioni terapeutiche”.

Lorusso ha quindi lanciato anche un messaggio di fiducia alle pazienti oncologiche. "La ricerca non è mai stata così dinamica e veloce come in questo momento. Questo farmaco è stato approvato a novembre 2024 e già a febbraio 2025 era disponibile anche in Italia per le nostre pazienti. Sebbene non sia ancora ufficialmente rimborsato, circa 600 pazienti nel nostro Paese lo hanno già ricevuto. Il messaggio - ha concluso - è di crederci, perché mai come oggi stanno arrivando opportunità terapeutiche che fino a pochi anni fa sembravano impensabili”.

Colombo (Ieo): "Nuove terapie stanno cambiando gestione cancro ovarico”

Sorrento, 16 mar. (Adnkronos Salute) - "L'avvento dei nuovi farmaci chiamati anticorpi farmaco-coniugati rappresenta un modo più preciso di portare il chemioterapico direttamente sulla cellula tumorale attraverso un anticorpo che riconosce il tumore. Questo segna una svolta importante nel paradigma terapeutico del carcinoma ovarico ed è un grande passo in avanti nelle possibilità di cura. Ci aspettiamo un impatto molto positivo per queste pazienti". Lo ha spiegato Nicoletta Colombo, direttrice del Gynecologic Oncology Program dello Ieo - Istituto europeo di oncologia di Milano, intervenendo all'evento scientifico dedicato al tumore ovarico in corso a Sorrento. "Naturalmente - ha aggiunto l'oncologa - la strada è ancora lunga. L'auspicio è che non ci si fermi a questo gruppo di pazienti, ma che in futuro si possa estendere l'utilizzo di questi farmaci anche ad altre donne con carcinoma ovarico, magari impiegandoli anche in fasi più precoci della storia naturale della malattia”.

Secondo Colombo, "negli ultimi anni il panorama terapeutico del tumore ovarico si è ampliato in modo significativo grazie ai progressi della ricerca e allo sviluppo di nuove strategie di trattamento. Oggi disponiamo di un numero crescente di opzioni terapeutiche e questo rappresenta un cambiamento molto importante nella gestione della malattia -  ha sottolineato - Non si tratta soltanto di avere nuovi farmaci, ma anche di saperli utilizzare nel modo più appropriato all'interno del percorso di cura della paziente, tenendo conto delle caratteristiche biologiche del tumore e della storia clinica individuale". Un aspetto sempre più centrale è quello del cosiddetto sequencing terapeutico, cioè la definizione della sequenza con cui impiegare i diversi trattamenti disponibili. "La sequenza delle terapie è fondamentale e deve diventare uno degli obiettivi principali degli studi clinici - ha evidenziato la specialista - Più farmaci abbiamo a disposizione, più diventa importante capire qual è l’ordine corretto con cui utilizzarli per ottenere i risultati migliori”.

In questo contesto, l'introduzione degli anticorpi farmaco-coniugati ha portato anche un nuovo elemento di selezione delle pazienti. "Una delle novità più rilevanti - ha rimarcato Colombo - è la presenza di un marker predittivo di risposta, rappresentato dall'espressione dei recettori del folato sulla cellula tumorale. Il nostro anticorpo si lega proprio a questi recettori e consente di veicolare il chemioterapico direttamente sul tumore. Questo significa che uno degli elementi chiave nella scelta della terapia sarà identificare le pazienti che possono trarre il maggior beneficio da questo trattamento. In questo senso la selezione biologica delle pazienti diventerà una priorità rispetto a trattamenti più generici”.

Cancro ovarico, Lorusso (Humanitas): "Nuove terapie per pazienti resistenti al platino”

Sorrento, 16 mar. (Adnkronos Salute) - "Per molte pazienti con tumore ovarico resistente al platino si può parlare oggi di una vera e propria luce dopo il buio, perché negli ultimi anni sono arrivate nuove opzioni terapeutiche che stanno cambiando le prospettive di cura". Lo ha spiegato Domenica Lorusso, responsabile del Centro di Ginecologia oncologica di Humanitas San Pio X e professore ordinario di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas University, intervenendo all'incontro scientifico dedicato al tumore ovarico in corso a Sorrento, che riunisce oncologi e ricercatori impegnati nello studio e nel trattamento di questa patologia. "Per queste pazienti - ha aggiunto - significa poter contare su un farmaco che ha dimostrato di aumentare la sopravvivenza rispetto alla chemioterapia tradizionale in un setting di malattia particolarmente difficile da trattare, quello della recidiva resistente al platino, una condizione che nel corso della storia naturale della malattia coinvolge purtroppo la maggior parte delle pazienti”.

"Un ruolo centrale in questa evoluzione è svolto anche dalle nuove linee guida europee, che stanno aggiornando l'approccio al trattamento del tumore ovarico alla luce delle più recenti evidenze scientifiche. Da poche settimane sono state pubblicate le nuove linee guida europee - ha sottolineato Lorusso - che includono il mirvetuximab con livello di evidenza 1 e forza della raccomandazione A. Questo significa che il farmaco è fortemente raccomandato nelle pazienti con tumore sieroso di alto grado resistente al platino che iperesprimono il recettore dei folati, diventando quindi il nuovo standard di cura per questa popolazione di pazienti". Secondo l'esperta "questo si traduce nella possibilità di controllare più a lungo la malattia e, in molti casi, di migliorare la qualità di vita delle pazienti. E' un passo avanti rilevante in un ambito che per molti anni ha avuto poche innovazioni terapeutiche”.

Lorusso ha quindi lanciato anche un messaggio di fiducia alle pazienti oncologiche. "La ricerca non è mai stata così dinamica e veloce come in questo momento. Questo farmaco è stato approvato a novembre 2024 e già a febbraio 2025 era disponibile anche in Italia per le nostre pazienti. Sebbene non sia ancora ufficialmente rimborsato, circa 600 pazienti nel nostro Paese lo hanno già ricevuto. Il messaggio - ha concluso - è di crederci, perché mai come oggi stanno arrivando opportunità terapeutiche che fino a pochi anni fa sembravano impensabili”.


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