16:39:30 Un grave incidente sul lavoro ha spezzato la vita di un operaio di 27 anni, extracomunitario, precipitato da un’altezza di circa 15 metri mentre era impegnato in lavori di ristrutturazione in un edificio fatiscente situato in Corso Italia, nel centro del comune casertano.
L’uomo, impiegato presso una ditta edile che si stava occupando del rifacimento dello stabile, è volato giù da un piano privo di ringhiera o qualsiasi protezione anticaduta, finendo nel cortile dell’immobile. La caduta è stata fatale: nonostante l’immediato allarme lanciato ai soccorsi e l’intervento rapido del 118, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso sul posto.
La salma è stata successivamente trasferita all’istituto di medicina legale di Giugliano in Campania per l’esame autoptico, disposto dall’autorità giudiziaria.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della locale stazione, che hanno immediatamente avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare le condizioni di sicurezza del cantiere. Da quanto emerso nelle prime ore di indagine, i lavori sarebbero risultati privi di autorizzazione comunale, configurando quindi un intervento di ristrutturazione abusivo su un edificio già in avanzato stato di degrado e abbandono.
La vittima, un giovane lavoratore straniero, si aggiunge alla drammatica lista degli incidenti mortali sul lavoro che continuano a segnare il nostro territorio, nonostante le ripetute denunce di associazioni sindacali e istituzioni circa il diffondersi del lavoro nero e irregolare, specialmente nel settore edile.
La comunità di San Marcellino è sotto choc per l’ennesima vita stroncata da un lavoro che, in assenza di regole e controlli, si trasforma troppo spesso in una trappola mortale.
La CGIL Caserta e la Fillea CGIL Caserta esprimono profondo cordoglio e indignazione per la morte del giovane operaio di 27 anni, lavoratore straniero, precipitato da un’altezza di circa 15 metri mentre era impegnato in lavori di ristrutturazione in un edificio fatiscente in San Marcellino, nel Casertano.
Secondo le prime ricostruzioni, il lavoratore sarebbe caduto da un piano privo di qualsiasi protezione anticaduta. Un dettaglio che, se confermato, evidenzia ancora una volta la drammatica assenza di condizioni minime di sicurezza. A rendere il quadro ancora più grave è il fatto che, dalle prime verifiche, il cantiere risulterebbe privo delle necessarie autorizzazioni, configurando quindi un intervento edilizio abusivo, con il sospetto che si trattasse di lavoro irregolare.
Una vicenda che mette insieme tutti gli elementi più drammatici dello sfruttamento nel settore delle costruzioni: precarietà, lavoro nero, assenza di sicurezza e la particolare fragilità dei lavoratori migranti, troppo spesso impiegati nei contesti più rischiosi e meno tutelati.
«Siamo di fronte all’ennesima tragedia che colpisce il mondo del lavoro e che lascia sgomenta un’intera comunità», dichiara Sonia Oliviero, segretaria generale della CGIL Caserta.
«Un ragazzo di appena 27 anni perde la vita in un cantiere dove, dalle prime notizie, sembrerebbero mancare sia le autorizzazioni sia le condizioni minime di sicurezza. Questo episodio racconta con crudezza la realtà di un sistema in cui troppi lavoratori, soprattutto stranieri, sono esposti a condizioni di forte ricattabilità e sfruttamento. Non possiamo continuare a contare morti sul lavoro come se fossero inevitabili. È necessario rafforzare controlli, contrastare il lavoro nero e affermare con forza che la sicurezza viene prima di tutto».
«Il settore delle costruzioni continua a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane», afferma Irene Velotti, segretaria generale della Fillea CGIL Caserta.
«Quando si lavora in cantieri irregolari o abusivi, senza tutele e senza dispositivi di sicurezza, il rischio diventa inevitabilmente tragedia. Da tempo come Fillea e CGIL chiediamo interventi strutturali per contrastare l’illegalità nel settore e rafforzare i controlli, ma chiediamo anche un salto di qualità sul piano della prevenzione e della repressione dei reati legati alla sicurezza sul lavoro».
La CGIL e la Fillea CGIL sostengono da tempo la necessità di istituire una Procura nazionale per la sicurezza sul lavoro, uno strumento indispensabile per coordinare le indagini, contrastare le filiere dell’irregolarità e assicurare maggiore efficacia nell’azione giudiziaria contro chi viola le norme e mette a rischio la vita delle lavoratrici e dei lavoratori.
«Serve una risposta forte dello Stato – conclude Oliviero – perché ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per l’intero Paese. Non possiamo accettare che il lavoro, anziché garantire dignità e futuro, continui a trasformarsi in una condanna a morte».
La CGIL Caserta e la Fillea CGIL Caserta esprimono vicinanza e solidarietà alla famiglia del giovane lavoratore e chiedono che venga fatta piena luce sulle responsabilità di questa tragedia. La sicurezza sul lavoro non è un optional: è un diritto fondamentale che deve essere garantito in ogni luogo di lavoro.




