12:12:28 Si è arricchito grazie al suo legame con il clan dei Casalesi l' imprenditore 51enne di San Cipriano d'Aversa Tullio Iorio, che si occupa della fornitura di calcestruzzo e dei lavori edili e stradali, a cui il Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di finanza di Napoli ha sequestrato un patrimonio immobiliare da 2,2 milioni di euro.
Il decreto di sequestro del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, emesso su richiesta della Dda di Napoli (procuratore aggiunto Michele Del Prete, pm Maurizio Giordano), riguarda le quote e dell'intero compendio aziendale di una società, di 15 immobili tra fabbricati e terreni ubicati nella provincia di Caserta, di 4 autoveicoli, nonché di rapporti bancari e finanziari.
Iorio è stato condannato, in via definitiva, per riciclaggio aggravato dalla circostanza mafiosa ed è attualmente rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e turbativa d'asta.
Dalle indagini dei finanzieri è emerso che già dai primi anni duemila faceva parte di un ristretto circuito di imprenditori di riferimento della fazione Schiavone del clan dei Casalesi e, secondo diversi collaboratori di giustizia, era anche componente di un sistema di alterazione di gare pubbliche, soprattutto nella provincia di Caserta, grazie a intestazioni fittizie di società, corruzione e atti intimidatori commessi sfruttando la forza del clan.
La federazione mafiosa casalese avrebbe consentito a Iorio di aggiudicarsi appalti pubblici di rilievo e consistenti forniture di calcestruzzo, beneficiando di un flusso costante di risorse economiche frutto false fatturazioni, prelievi di denaro contante e monetizzazione di titoli di credito, con percentuali commisurate al valore delle commesse o ai quantitativi forniti.
Tra i beni sottoposti a vincolo dal nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli all'imprenditore Tullio Iorio, spicca una villa di 20 vani che sorge nel comune casertano di Briano: ampia complessivamente 1700 mq, la lussuosa abitazione comprende un garage di 288 metri quadrati e un giardino di 650 metri quadrati.
Si tratta di immobile di pregio che, per estensione e caratteristiche, rappresenta uno degli asset più rilevanti dell'intero compendio sequestrato dai finanzieri che hanno notificato un decreto (emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli) e che fotografa il livello di disponibilità economica raggiunto dall'imprenditore grazie alle sue collusioni con la famiglia Schiavone, capeggiata dal boss Francesco Schiavone, soprannominato sandokan, componente della federazione mafiosa casalese.
Al centro del provvedimento non vi è soltanto la dimensione penale già emersa nelle aule di giustizia, ma soprattutto l'analisi economico-patrimoniale sviluppata in chiave preventiva: il Tribunale e gli inquirenti evidenziano una sproporzione significativa tra i redditi ufficialmente dichiarati dal nucleo familiare di Iorio e il patrimonio accumulato nel tempo, ritenuto incompatibile con le sole fonti lecite e sintomatico di un arricchimento derivante da un rapporto stabile e funzionale con l'organizzazione camorristica.
Nell'ambito delle attività di repressione penale dei reati, ma anche di aggressione ai patrimoni frutto di attività illecite di recente è stato notificato un sequestro di oltre 8 milioni di euro a Raffaele Pezzella, 58enne originario di Casal di Principe, titolare di aziende edili e immobiliari, socio in affari di Iorio e anch'egli ritenuto colluso con il clan dei Casalesi.





