Sparatoria in un'università del South Carolina, almeno due morti
Washington, 13 feb. (Adnkronos) - E' di almeno due morti e un ferito il bilancio di una sparatoria avvenuta nel campus della South Carolina State University. Lo riporta la Cbs sulla base di quanto reso noto dalla stessa università.
In una nota diffusa su Facebook viene precisato che nelle scorse ore "una sparatoria nel campus ha fatto due morti e un ferito", ma non ci sono dettagli sulle identità. "L'università ha disposto l'isolamento del campus intorno alle 21.15 di giovedì dopo una sparatoria in un appartamento del complesso residenziale per gli studenti Hugine Suites", si legge. In corso le indagini.
Iran: eletto vicepresidente Commissione per sviluppo sociale Onu, è polemica
Teheran, 13 feb. (Adnkronos) - La Repubblica islamica dell’Iran è stata eletta vicepresidente della Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sociale. L'elezione è stata approvata senza obiezioni durante una recente riunione della commissione presso la sede dell'Onu a New York. Il rappresentante iraniano Abbas Tajik sarà uno dei vicepresidenti della 65a sessione della commissione, che fornisce consulenza alle Nazioni Unite su questioni relative allo sviluppo sociale e negli ultimi anni ha promosso progressi in materia di protezione sociale universale, lavoro dignitoso e attenzione internazionale ai gruppi a rischio di esclusione, come le persone con disabilità, gli anziani, i giovani e le famiglie. La nomina ha scatenato polemiche a causa delle politiche di Teheran nei confronti delle donne e per la recente brutale repressione delle proteste contro il regime.
Attivisti dei diritti umani e analisti politici hanno condannato l'ipocrisia delle Nazioni Unite nel trattamento dei regimi non democratici. E ieri il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres è stato criticato per essersi congratulato con l'Iran per l'anniversario della rivoluzione islamica del 1979. L'ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite Mike Waltz ha scritto su X: "Un altro motivo per cui non siamo membri, né partecipiamo, a questa ridicola 'Commissione per lo sviluppo sociale'". Anche Alireza Jafarzadeh, autore di "The Iran Threat" e vicedirettore dell'ufficio statunitense del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha criticato l'elezione: "Avere il regime iraniano alla guida di un organismo delle Nazioni Unite incaricato di promuovere la democrazia, l'uguaglianza di genere, la tolleranza e la non violenza è spaventoso, come una volpe a guardia del pollaio".
"La stragrande maggioranza del popolo iraniano chiede un cambio di regime perché i mullah sono i principali violatori dei diritti umani al mondo, misogini fino al midollo, e massacrano migliaia di voci di dissenso - ha accusato Jafarzadeh - Il regime iraniano deve essere oggetto di intense indagini e di un'accertamento delle responsabilità da parte di tutti gli organismi delle Nazioni Unite per i crimini contro l'umanità e il genocidio, dagli anni '80 alle rivolte del gennaio 2026. Decenni di inazione da parte dei governi occidentali hanno rafforzato il regime. Questo deve finire".
E' una "beffa" eleggere l'Iran a capo di una commissione dedicata alla democrazia, ai diritti delle donne e alla non violenza, ha denunciato Hillel Neuer, direttore esecutivo di UN Watch. "Questo è un regime che brutalizza le donne perché non si coprono i capelli e che ha appena massacrato decine di migliaia di civili in due giorni", ha affermato Neuer, secondo cui i governi avevano la possibilità di bloccare la nomina, ma hanno scelto di non agire. "Gli stati dell'Ue sanno come impedire a regimi abusivi di ottenere questi seggi - lo hanno fatto nel recente passato con la Russia - ma questa volta, con l'Iran, hanno scelto il silenzio e la complicità", ha affermato.
Lisa Daftari, analista iraniana, ha affermato che l'immagine dell'Iran come leader in una commissione incentrata sullo sviluppo sociale e sui diritti è profondamente preoccupante: "Per le donne iraniane che rischiano la prigione o peggio solo per essersi tolte il velo, vedere Teheran avere un vicepresidente di una commissione per lo sviluppo sociale delle Nazioni Unite è come uno schiaffo in faccia”.
Robert F. Kennedy Jr: "Non ho paura dei germi, sniffavo cocaina dai bordi del water”
Roma, 13 feb. (Adnkronos Salute) - Dall'alimentazione ai vaccini, e ora la cocaina. Il segretario alla Salute americano Robert F. Kennedy Jr continua a far parlare di sé. In un'intervista al podcast 'The Past Weekend' di Theo Von, ha raccontato che durante l'emergenza Covid continuava ad andare al lavoro: "Non mi interessava cosa sarebbe successo" perché "non ho paura dei germi, sniffavo cocaina sui bordi del water", ha confessato Kennedy Jr riferendosi al suo passato e ai decenni di recupero dall'abuso di alcol e sostanze stupefacenti. Riferendosi alla dipendenza ha aggiunto: "So che questa malattia se non la tratto mi ucciderà, per questo andavo alle riunioni ogni giorno. Per me era questione di sopravvivenza".
Le parole di Kennedy Jr non sono passare inosservate: Protect Our Care, un'organizzazione no-profit che lotta per un'assistenza sanitaria più accessibile negli Stati Uniti, ha chiesto al sottosegretario di dimettersi dopo l'intervista. Malcolm Kenyatta, rappresentante democratico della Pennsylvania, ha scritto su X: "Per qualche ragione non mi fido di quest'uomo in materia di salute pubblica”.
Mo: Idf, 'arrestato terrorista coinvolto in sparatoria in cui morirono 3 israeliani’
Tel Aviv, 13 feb. (Adnkronos) - Gli ufficiali dell'unità d'élite della polizia Yamam e le truppe dell'Idf hanno arrestato a Jenin Mohammed Zaidan, accusato di essere complice dell'autore dell'attacco nel villaggio palestinese di al-Funduq del 6 gennaio 2025, in cui tre israeliani sono stati assassinati e otto sono rimasti feriti. L'esercito israeliano affermano che Zaidan era un membro di spicco di una rete terroristica nella città della Cisgiordania e che era coinvolto nel finanziamento di altri terroristi e nella progettazione di attacchi contro Israele.
Almeno tre uomini armati uccisero un anno fa con armi da fuoco il sergente maggiore Elad Yaakov Winkelstein, agente di polizia fuori servizio, e le civili Rachel Cohen e Aliza Raiz. Due degli uomini armati furono uccisi dai soldati israeliani diverse settimane dopo l'attacco, mentre il terzo fu ucciso nell'aprile 2025.
Daily Crown: famiglia reale sempre più attiva nel sociale mentre caso Epstein coinvolge Andrew
Londra, 13 feb. (Adnkronos) - Mentre lo scandalo Epstein coinvolge Andrew Mountbatten-Windsor con nuove rivelazioni, sul fronte opposto la famiglia reale mostra il proprio lato positivo, impegnandosi sempre più nel sociale e nella beneficenza: il principe William ha donato 5.000 sterline a un allevatore di pecore per il suo impegno per sensibilizzare sul tema della salute mentale nelle zone rurali, la principessa Kate ha visitato un centro di salute mentale per bambini, Camilla ha incontrato le forze dell'ordine che si occupano di violenza domestica, Harry e Meghan hanno sottolineato l'importanza della tutela dei minori online.
La donazione di quasi 6.000 euro del principe di Galles è andata all'allevatore Sam Stables, un affittuario del Ducato di Cornovaglia e fondatore dell'organizzazione benefica We Are Farming Minds, che sta percorrendo 229 chilometri da Ross-on-Wye a Londra nel tentativo di "accendere i riflettori nazionali sulle immense pressioni che gli agricoltori affrontano ogni giorno" e raccogliere fondi per la National Federation of Young Farmers' Clubs. L'iniziativa benefica è in collaborazione con la Farm Safety Foundation e la sua campagna 'Mind Your Head’.
Ieri, Catherine Middletone ha celebrato la Settimana della salute mentale dei bambini, una causa a cui tiene molto, visitando a Croydon l'organizzazione benefica Place2Be, che ha lanciato l'inizitiva annuale 20 anni fa. Profondamente impegnata per il benessere emotivo dei bambini, Kate ha parlato con gli alunni di una quinta elementare, con cui ha sottolineato quanto sia importante esprimere le proprie emozioni, anche attraverso il gioco. "A volte è difficile parlare dei propri pensieri e sentimenti", ha detto. "La gentilezza è essenziale “.
Da parte sua, la regina Camilla ha incontrato il gruppo delle forze dell'ordine per le vittime di abusi domestici, fondato dalla sovrintendente Sharon Baker, già vittima di abusi da un ex fidanzato. La sovrana ha affermato di essere rimasta inorridita dal numero di persone che si rivolgono alla sala di controllo della polizia per chiedere aiuto in relazione alle violenze domestiche. La sua visita avviene nel bel mezzo dello scandalo che riguarda il fratello del re, Andrew Mountbatten-Windsor, e delle continue rivelazioni che emergono dai documenti sulla sua relazione con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Sembra che la decisione di privare l'ex duca di York dei suoi onori e titoli, presa lo scorso anno, sia stata in parte influenzata dalle preoccupazioni della Regina.
Dall'altra parte dell'oceano, anche se sono membri non più attivi della famiglia reale, quanto a impegno sociale non sono da meno Harry e Meghan. Il principe e la principessa di Sussex hanno rilasciato una nuova e incisiva dichiarazione sulla necessità di "responsabilità" quando si tratta di sicurezza dei minori online. Attraverso la loro organizzazione benefica recentemente rinominata Archewell Philanthropies, hanno pubblicato un messaggio dove affermano di riconoscere il "momento cruciale" che si sta verificando questa settimana (a Los Angeles, Meta e Google affrontano il primo processo per verificare se le aziende di social media abbiano deliberatamente progettato le loro piattaforme per creare dipendenza nei bambini, ndr) per "le famiglie che cercano verità, giustizia e tutela per i bambini e le comunità di tutto il mondo".
Gb: Alta Corte, 'illegittima decisione ministero Interno di bandire Palestine Action’
Londra, 13 feb. (Adnkronos) - La decisione del ministero dell'Interno britannico di vietare Palestine Action in base alle leggi antiterrorismo è stata illegittima. Lo ha dichiarato l'Alta Corte, in una sentenza che potrebbe comportare l'annullamento di centinaia di procedimenti penali contro i sostenitori del gruppo. Huda Ammori, co-fondatrice del gruppo, è riuscita a ribaltare la decisione di bandire il gruppo per violazione dei diritti alla libertà di parola e alla libertà di riunione ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (Cedu).
Nella sentenza, emessa stamattina presso la Royal Courts of Justice, il giudice Victoria Sharp ha affermato che il divieto era "sproporzionato" e che le attività di Palestine Action "non avevano ancora raggiunto il livello, la portata e la persistenza tali da giustificarne la proscrizione". Tuttavia, la corte ha stabilito che il divieto rimarrà in vigore per consentire ulteriori argomentazioni e consentire al governo di valutare un eventuale ricorso. Ciò significa che l'appartenenza o il sostegno al gruppo di azione diretta rimane un reato punibile fino a 14 anni di carcere.
Shabana Mahmood, ministro degli Interni, ha annunciato che il governo si opporrà alla sentenza portando il caso alla Corte d'appello. La Ammori ha definito la sentenza come una "vittoria monumentale sia per le nostre libertà fondamentali qui in Gran Bretagna sia nella lotta per la libertà del popolo palestinese”.


