19:40:47 La tutela degli animali non è più solo una questione morale: oggi è una responsabilità concreta, rafforzata da norme più severe e strumenti più incisivi.
Con la legge Brambilla, la protezione degli animali d’affezione ha segnato una svolta importante, introducendo controlli più stringenti e sanzioni pesanti contro maltrattamenti, abbandono e detenzione incompatibile. Ma le leggi, da sole, non bastano: servono presenze operative sul territorio.
Ecco perché sarebbe cosa buona e giusta che anche Maddaloni potesse contare su un comando delle Guardie zoofile.
Si tratta di un corpo istituzionale che opera come polizia amministrativa e giudiziaria, con giuramento davanti al Prefetto dopo un percorso formativo di quasi un anno tra esami scritti e orali. Le Guardie zoofile collaborano con Carabinieri e Polizia di Stato, intervenendo nei casi di maltrattamento e in tutte quelle situazioni in cui il benessere animale viene calpestato. Le sanzioni possono arrivare fino a 5.000 euro e, nei casi più gravi, anche alla reclusione.
I risultati dimostrano quanto il loro lavoro sia necessario: solo nel 2025, nell’area di Napoli, sono stati liberati oltre 2.000 cani tenuti a catena, pratica oggi vietata. Numeri che raccontano una realtà ancora troppo diffusa e che richiede vigilanza costante.
Non si tratta solo di repressione. Le Guardie zoofile portano avanti un’intensa attività di sensibilizzazione nelle scuole, spiegando ai più giovani cosa significa prendersi cura di un animale e quali sono i doveri di chi sceglie di accoglierlo in famiglia. Sono presenti tra i cittadini, dialogano, informano, educano. Un lavoro silenzioso ma fondamentale, che costruisce rispetto e consapevolezza.
E tutto questo, spesso, con risorse limitate. Mezzi e dotazioni vengono acquistati grazie a sacrifici personali e contributi volontari. Anche l’allestimento di un’auto di servizio comporta costi importanti, sostenuti con spirito di servizio e dedizione. È la dimostrazione che dietro questa divisa c’è passione autentica.
Oggi, mentre si valutano nuove sedi sul territorio, Maddaloni ha l’opportunità di fare una scelta che parla di legalità, sensibilità e progresso. Avere un comando in città significherebbe garantire controlli più tempestivi, rafforzare la collaborazione con le forze dell’ordine e offrire un punto di riferimento stabile per i cittadini.
Una comunità si riconosce anche da come tutela chi non ha voce. Portare le Guardie zoofile a Maddaloni non sarebbe solo un atto amministrativo, ma un segnale forte di civiltà e rispetto. Un passo avanti che la città merita.
Carlo Scalera





