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Il presidente MattarellaMilano-Cortina: stasera debutta Italhockey maschile contro Svezia

Milano, 11 feb.(Adnkronos) - È tutto pronto. Stasera l’Italia maschile dell’hockey su ghiaccio scende in campo. Alle 21.10, gli azzurri sul ghiaccio della Milano Santagiulia Ice Hockey Arena affronteranno la Svezia, non una passeggiata, nel primo match del Gruppo B delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. La giornata di ieri è stata dedicata alla rifinitura finale: un’ora di allenamento sul ghiaccio dell’impianto milanese per la squadra guidata da Jukka Jalonen, poi il classico morning skate nella mattinata di domani prima di concentrare tutte le energie sulla sfida inaugurale. Sarà l’inizio di un percorso affascinante e durissimo, che proseguirà venerdì 13 febbraio contro la Slovacchia e sabato 14 contro la Finlandia, con l’obiettivo di conquistare l’accesso al playoff del 17 febbraio, porta d’ingresso ai quarti di finale.

A vent’anni dall’ultima apparizione olimpica a Torino 2006, l’Italia torna sul palcoscenico più importante, davanti al proprio pubblico, con la consapevolezza di non avere nulla da perdere. A guidare il gruppo sarà ancora una volta Thomas Larkin. Il capitano azzurro, alla sua quarta stagione con la “C’ sul petto, ha raccontato l’attesa e le emozioni della vigilia: "Sono quasi sette anni che aspettiamo questo momento. Essere qui, giocare in casa, dopo aver vissuto emozioni fortissime come la Cerimonia d’Apertura a San Siro, è qualcosa di speciale. Debuttare con la Svezia lo sarà ancora di più, con tanti tifosi pronti a sostenerci", dice.  Di fronte ci sarà una Svezia composta interamente da giocatori Nhl, una squadra di livello assoluto. Ma Larkin invita a scendere in pista senza timori reverenziali: "Dovremo essere bravi a non dargli troppo rispetto. Pensiamo a noi, al nostro gioco. Loro fanno il nostro stesso sport, sono esseri umani. Possiamo mostrare le nostre qualità sul palcoscenico più importante al mondo. Cosa c’è di più bello?”.

Parole che rispecchiano anche il clima all’interno dello staff tecnico. L’assistant coach Giorgio De Bettin, punto di riferimento della Nazionale dal 2017, ha sottolineato la crescita del gruppo nel corso del raduno pre-olimpico: "La partita con la Germania ci ha lasciato un importante carico di fiducia. Tolti i primi 10, troppo timidi, abbiamo avuto buone risposte e maggiore consapevolezza delle nostre potenzialità". Dopo i primi giorni vissuti tra Villaggio Olimpico e grandi emozioni, la squadra ha alzato progressivamente il livello del lavoro: “All'inizio eravamo in una vera e propria lavatrice di sensazioni. Col passare del tempo la qualità degli allenamenti è cresciuta, così come intensità e applicazione. C’è fiducia nel farsi trovare pronti al momento del primo ingaggio". A dare ulteriore spinta al gruppo maschile c’è anche l’impresa della Nazionale femminile, già qualificata ai quarti di finale: "È un orgoglio per tutto l’hockey italiano - ha concluso Larkin - e può essere uno stimolo anche per noi. Loro hanno colto la loro occasione, proviamo a fare lo stesso". Oggi si alza il sipario. 

Scuola: Anief, bene Carta docente trasformata in Carta servizi e assegnata anche al personale Ata

Roma, 10 feb. (Adnkronos/Labitalia) - "La Carta del docente, utile alla formazione e all’aggiornamento professionale, sarà trasformata in Carta dei servizi e assegnata anche al personale Ata: lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, nel messaggio rivolto a più di 300 direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) della scuola, riuniti a Napoli con Anief ed Eurosofia". E' quanto si legge in un comunicato dell'Anief. La dichiarazione è stata bene accolta da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, presente all’evento svolto nel capoluogo campano: “Bene, è una nostra storica richiesta, ora si continui a valorizzare il profilo dei direttori amministrativi e del personale Ata”, ha detto. 

"Il sindacato autonomo ha ricordato ai tanti presenti che è stato raddoppiato, grazie alla sua azione, il salario accessorio di un personale da troppo tempo dimenticato dallo Stato. Anche il sottosegretario Paola Frassinetti ha ricordato l’importanza dell’introduzione dei nuovi profili professionali e dell'attivazione delle progressioni economiche, grazie alla firma degli ultimi contratti collettivi di lavoro sottoscritti dalla stessa giovane organizzazione sindacale", prosegue Anief.

Durante il seminario - dal titolo 'Il personale Ata nella scuola dell'Autonomia: come valorizzare una professione alla luce dei nuovi profili professionali contrattuali?' - svoltosi presso l’Istituto superiore 'G. Rossini', Pacifico ha ricordato che il sindacato Anief risulta tra i maggiormente rappresentativi, vantando nella sua struttura dirigenziale ben tre presidenti regionali e due capi dipartimento tra il personale amministrativo, segno d'attenzione del Consiglio nazionale al personale Ata. Il presidente nazionale ha quindi ricordato come in tema di salario accessorio e di una tantum, il personale Ata ha avuto, grazie ad Anief, percentuali doppie rispetto al passato e l'attribuzione di due terzi delle risorse risparmiate dal Mof sempre rispetto al passato. 

“Grazie alla nostra azione sindacale - ha detto il presidente nazionale Anief - abbiamo esteso le risorse per la formazione al personale Ata che in futuro avrà anche una carta servizi per il welfare, la stessa Commissione europea ha denunciato l'Italia per la violazione dei contratti a termine e la continua evasione di procedure tese a impedire la reiterazione dei contratti. Vogliamo sia riconosciuto il burnout, il lavoro usurante e specifiche indennità come per i videoterminalisti. Bisogna ottenere i buoni pasto e adeguare i livelli stipendiali dopo aver sbloccato le progressioni economiche, i nuovi posti in organico relativi ai profili professionali, le progressioni verticali con la nomina di 1.212 nuovi funzionari. Come occorre riscoprire la dignità di una professione senza la quale la scuola chiude”. 

Pacifico ha concluso citando “i livelli stipendiali molto bassi". "Per la riforma dei profili è necessario inserire i posti in organico: su 1.200 funzionari, noi ne avevamo chiesti uno per scuola, basti pensare al profilo Cè, ha detto.

Ieri, durante il seminario nazionale 'Governare la scuola 3.0, il ruolo del Dsga e del funzionario amministrativo nel nuovo profilo contrattuale EQ tra opportunità, sfide e rivendicazioni', promosso da Anief e fortemente voluto dal Dipartimento Condir, è stato ricordato il ruolo sempre più fondamentale del Dsga nella governance scolastica, riconosciuta ormai come figura strategica e imprescindibile per il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche autonome, ma ancora troppo spesso schiacciata da ambiguità normative, vuoti contrattuali e responsabilità non adeguatamente tutelate. I lavori erano stati aperti con un messaggio del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha riconosciuto esplicitamente il valore e la centralità del ruolo dei Dsga all’interno del sistema scolastico, segnando un passaggio politico significativo.

Nella sua relazione, il presidente Marcello Pacifico ha ribadito con forza l’impegno di Anief nel sostenere le battaglie storiche dei Dsga, ponendo l’accento su temi cruciali come “le economie derivanti dal dimensionamento scolastico, la necessità di una polizza professionale adeguata, l’affiancamento formativo, soprattutto per i neo Dsga”. Pacifico ha inoltre sfoderato i numeri e i risultati ottenuti dal suo sindacato che rappresenta il 10% dei Dsga in servizio: il raddoppio, in pochi anni, dell’indennità di direzione che potrebbe ancora salire nel prossimo triennio, le quote di assunzioni col turn-over con la immissione in ruolo degli idonei, sbloccate le procedure di progressione verticale con l'assunzione di 1.214 nuovi funzionari senza incarico Dsga.

“Bisogna certamente continuare - ha continuato il presidente Anief - a lottare per rendere lo stipendio del Dsga equiparato a quello delle altre elevate qualificazioni (EQ) degli altri dipendenti pubblici (specialmente sul salario accessorio) senza dimenticare la storica battaglia per riconoscerne il profilo dirigenziale. Anche sul fronte degli organici se siamo riusciti a sbloccare le immissioni in ruolo coprendo il 65% del turn over rispetto al 30% del restante personale Ata bisogna arrivare alle stesse percentuali dei dirigenti scolastici (95%)”.

"In tal senso siamo riusciti a ottenere lo scorrimento e la proroga delle graduatorie degli idonei dell'ultimo concorso Dsga e stiamo chiedendo una graduatoria aggiuntivi per assunzioni in regioni diverse con posti vacanti. Molti dei neo-assunti sono da noi seguiti dopo essere stati formati e per loro rimaniamo punto di riferimento. Stiamo anche cercando di snellire e semplificare la mole di lavoro nei tavoli ministeriali per arginare il burnout, ridurre errori ed eliminare duplicazioni", ha concluso.

Sostenibilità, Terenghi (Edison): “Regolazione ben disegnata fattore abilitante per competitività”

(Adnkronos) - “Una regolazione ben disegnata può diventare un fattore abilitante per la competitività, favorendo una transizione ordinata e inclusiva dell’intero sistema economico”. Così Barbara Terenghi, direttrice Sostenibilità di Edison, spiega all’Adnkronos come la normativa europea può agevolare il sistema imprenditoriale italiano sostenendone gli sforzi soprattutto in ambito Esg. 

“Le imprese oggi si muovono in un contesto caratterizzato da una profonda trasformazione economica, ambientale e sociale, in cui la sostenibilità non è più un tema accessorio ma un fattore strutturale di evoluzione dei modelli di produzione e consumo e, in ultima istanza, di competitività - premette -. La principale sfida è integrare gli obiettivi ambientali, sociali e di governance all’interno delle strategie industriali e finanziarie, rendendoli coerenti con le esigenze di crescita, innovazione e creazione di valore nel lungo periodo. La transizione verso modelli produttivi più sostenibili richiede investimenti significativi, un’evoluzione delle competenze e una capacità di lettura sistemica dei rischi e delle opportunità, a partire da quelli legati al cambiamento climatico, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla tutela delle persone lungo la catena del valore”.

In questo contesto, “il quadro normativo europeo in materia di sostenibilità rappresenta un elemento importante per accompagnare il sistema imprenditoriale nel percorso di transizione”. “Iniziative come il pacchetto Omnibus I - continua Terenghi - vanno nella direzione di snellire l’architettura regolatoria, introducendo elementi di semplificazione e maggiore proporzionalità negli obblighi di rendicontazione, senza rinunciare all’obiettivo di garantire trasparenza e affidabilità delle informazioni”. 

Nello specifico, “la riduzione del perimetro di applicazione della Csrd esclude le imprese medio-piccole e concentra gli obblighi sulle aziende di grandi dimensioni, evitando un’eccessiva estensione degli obblighi a soggetti con minori capacità organizzative. Va però tenuto conto dell’effetto indiretto sulle imprese obbligate, che devono rendicontare sugli impatti lungo la catena del valore pur avendo un numero crescente di fornitori non più soggetti a obblighi analoghi. Omnibus I introduce alcune tutele procedurali, come la possibilità di spiegare le difficoltà nel reperire i dati ma non risolve del tutto la tensione tra obblighi di rendicontazione estesi e disponibilità effettiva delle informazioni a monte della filiera”. 

In generale, “per le imprese italiane, un contesto normativo più chiaro e armonizzato a livello europeo può tradursi in una migliore comparabilità dei dati, in una maggiore credibilità nei confronti dei mercati finanziari e degli investitori e in una riduzione della complessità della rendicontazione stessa. Questo consente di concentrare risorse e competenze sulla realizzazione concreta delle strategie di sostenibilità, piuttosto che sulla gestione frammentata degli adempimenti”. 

Per quanto riguarda Edison, “la nostra rendicontazione, dallo scorso anno è allineata alla direttiva Csrd. Per Edison non è solo un adempimento, ma uno strumento di dialogo e di responsabilità, che consente di misurare i risultati, individuare aree di miglioramento e rendere conto in modo chiaro degli impatti generati. In questo approccio integrato risiede la nostra convinzione che la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile rappresentino non solo una responsabilità, ma anche una grande opportunità di impegno e creazione di valore e ne diamo conto nel Sustainability Statement documentando non solo i risultati passati ma anche i programmi futuri e le risorse che l’azienda intende dedicare per la loro realizzazione”. 

L’impegno di Edison per la sostenibilità si fonda in particolare su tre macro ambiti, spiega Terenghi: “Produzione rinnovabile (l’obiettivo è raddoppiare la capacità installata) e flessibile, sicurezza degli approvvigionamenti gas e sviluppo dei gas verdi, servizi a valore aggiunto e soluzioni per la transizione energetica dei clienti (B2B, B2C, B2G)”. 

Qualche dato. “A partire dal 2006, l’azienda ha già ridotto le proprie emissioni dirette di CO2 di oltre il 75%, passando da un livello prossimo a 25 Mt CO2eq nel 2006 a circa 6 Mt CO2eq nel 2024. Nel 2025 abbiamo completato nuovi impianti eolici e fotovoltaici per 200 MW, quest’anno avvieremo cantieri per altri 500 MW, che si aggiungono ai 250 MW già in costruzione - aggiunge - Inoltre, negli ultimi anni abbiamo realizzato 1,5 GW di capacità termoelettrica altamente efficiente e flessibile, grazie a due nuovi impianti - in Veneto e Campania - che sono tra i più avanzati al mondo in termini di prestazioni e sostenibilità per questo tipo di centrali. Nel 2024 la società ha proseguito lo sviluppo di nuova capacità per la produzione di Biometano e Biogas con 8 impianti in gestione, costruzione e autorizzazione in Italia e Spagna”. 

Inoltre, “attraverso Edison Next e Edison Energia, promuoviamo il percorso di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni verso la decarbonizzazione e l’elettrificazione. Un esempio di investimento per le famiglie: dal 2021 la società ha lanciato un modello innovativo di condivisione dell’energia in ambito condominiale con l’obiettivo di promuovere l’autoproduzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Così i condomini possono aderire a gruppi di auto consumo collettivo (Auc) realizzato con l’installazione sul tetto del condominio di un impianto fotovoltaico”, conclude Terenghi.

Edo Ronchi: "Ecco le priorità per rafforzare il mercato europeo delle materie prime seconde”

(Adnkronos) -  “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all’impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l’attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. 

"E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi.

Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l’economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l’approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche”.

Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l’Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d’imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell’energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all’anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. 

“Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l’utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l’impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell’edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”.

“Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.

Canada: Mattarella, 'Italia sgomenta per brutale violenza’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - “L'Italia intera ha appreso con sgomento la notizia della sparatoria che ha sconvolto la cittadina di Tumbler Ridge, nella Columbia britannica, causando molte vittime e ancor più numerosi feriti. In questa luttuosa circostanza desidero farle giungere le espressioni del più sentito cordoglio della Repubblica italiana e mio personale. Siamo vicini con sentimenti di partecipe solidarietà al dolore delle famiglie dinanzi a un gesto di così brutale violenza perpetrato in una scuola. Ai feriti auguriamo un pronto e pieno ristabilimento". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato alla governatrice generale del Canada, Mary May Simon.

Ue: Metsola, 'De Gasperi comprese che futuro Italia è con Europa’

Trento, 11 feb. (Adnkronos) - "Alcide De Gasperi aveva compreso che per ridare all'Italia un futuro occorreva inventare un futuro per l'Europa, un futuro diverso dal passato. E lo fece senza scendere mai a compromessi sui valori in cui credeva e in cui oggi noi tutti crediamo". Lo ha affermato la presidente del Parlamento europeo, Robeta Metsola, in un videomessaggio trasmesso in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Trento e dell'intitolazione ad Alcide De Gasperi della Biblioteca centrale dell'ateneo, presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

"L'Unione europea - ha ricordato Metsola - è un progetto condiviso, sempre in divenire, che cresce e si rafforza grazie all'impegno di ciascuno di noi. De Gasperi, nato in Trentino, terra di confine e di passaggio, visse la transizione tra due epoche, fu in grado di vedere oltre l'orizzonte storico e quindi di immaginare un'Europa unita, un mondo dove la diversità potesse rappresentare la forza di un grande progetto comune”.

"I principi democratici della conoscenza e del dibattito devono continuare a guidarci in tutto ciò che facciamo. L'Europa -ha concluso la presidente del Parlamento europeo- è uno sforzo collettivo. Vi incoraggio quindi a partecipare attivamente in Europa e a contribuire a plasmare il futuro che ci attende". 

Ecovacs Robotics 2026: le nuove frontiere della domotica smart

(Tecnologia) - In collaborazione con Ecovacs Robotics

Il futuro della robotica di servizio non si misura più soltanto nella potenza di calcolo, ma nella capacità di scomparire nel quotidiano, diventando uno strumento discreto ed efficiente. Durante l'evento internazionale presso la Fundació Joan Miró di Barcellona, Ecovacs Robotics ha delineato una filosofia in cui l'automazione cessa di essere un accessorio tecnologico per trasformarsi in un partner operativo. L'approccio "created for ease" non è un semplice slogan, ma una risposta strutturale alla complessità della gestione domestica contemporanea, dove l'obiettivo primario è la restituzione di tempo e qualità della vita.

Questa visione è stata ribadita con fermezza da Andrea Civitelli, Head of Sales, Western Europe di Ecovacs Robotics, che ha sottolineato come l'innovazione debba avere una finalità pragmatica: "Con la nuova generazione di soluzioni Ecovacs puntiamo a rendere ancora più semplice la gestione della casa e del giardino, senza rinunciare a prestazioni di livello professionale. I nostri robot nascono per rispondere a bisogni molto concreti: liberare tempo, ridurre le incombenze quotidiane e migliorare la qualità della vita. Questo lancio rafforza il percorso di Ecovacs nel diventare punto di riferimento nel settore e conferma il nostro impegno nel mettere l’innovazione realmente al servizio delle persone, ogni giorno”.

La storia ultraventennale del brand sostiene questo impegno verso una coesistenza olistica tra esseri umani e macchine. Come ricordato durante il lancio, "Molto prima che la ‘smart home’ diventasse di moda, Ecovacs Robotics era già all'avanguardia nell'innovazione nel campo della robotica domestica intelligente". Oggi, con una presenza in oltre 145 Paesi, la missione di "promuovere le tecnologie robotiche per creare una coesistenza olistica" si traduce in sistemi capaci di gestire autonomamente ambienti complessi.

L'evoluzione della nuova gamma disponibile dal 12 febbraio 2026, riflette questa ricerca di autonomia profonda. Nella cura degli spazi verdi, i sistemi di navigazione LiDAR e le tecnologie RTK multifrequenza delle serie GOAT permettono una gestione del territorio che prescinde dall'intervento umano, eliminando i vincoli fisici dei vecchi percorsi perimetrali. 

Parallelamente, la manutenzione delle superfici vetrate e dei pavimenti raggiunge una nuova maturità con il modello WINBOT W3 OMNI. Sul fronte indoor, il DEEBOT T80S OMNI sintetizza questa efficienza combinando il rullo rotante OZMO ROLLER 2.0, la precisione sui bordi della tecnologia TruEdge 3.0 e la versatilità del sistema Triple Lift, capace di adattare l'azione meccanica a diverse superfici.

Il passaggio cruciale verso la "robotica per tutti" si compie nella drastica riduzione della manutenzione richiesta all'utente. Le stazioni multifunzione odierne non sono più semplici basi di ricarica, ma hub logistici che gestiscono autonomamente cicli di pulizia e asciugatura termica, estendendo l'autosufficienza operativa per diversi mesi. È proprio in questa semplificazione dei processi che l'innovazione si mette realmente al servizio delle persone, rendendo la tecnologia un elemento invisibile ma essenziale della casa moderna.

Attacco cyber a sanità Usa, la moglie dell'hacker kazako arrestato in Italia: "Non estradatelo”

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - Avrebbe preso di mira, insieme ai complici di una cyber-gang, i sistemi informatici di ospedali di diversi stati del Nord America: entrato in possesso di dati sensibili e immagini di pazienti, tra cui funzionari governativi, volti dello spettacolo e altri personaggi pubblici, avrebbe estorto denaro tramite riscatti milionari. Lui, 42enne kazako, considerato dall’Fbi un pericoloso hacker da mezzo miliardo di dollari, è stato arrestato lo scorso luglio sulla Riviera romagnola dove si trovava in vacanza con la famiglia. Per il via libera alla richiesta di estradizione degli Usa per l'imprenditore Roman Khlynovskiy manca solo la parola del ministro Carlo Nordio. Ed è proprio al Guardasigilli che la moglie del 42enne, Olena, ora si rivolge. "Mi rivolgo innanzitutto come moglie, ma anche come persona consapevole delle complesse conseguenze umanitarie, giuridiche e geopolitiche che una simile decisione comporta. Roman non è un criminale violento e non rappresenta una minaccia per la società; è un professionista dotato di elevate competenze tecniche, maturate in un contesto internazionale estremamente complesso e in costante evoluzione", scrive la donna nella lettera inviata al ministro della Giustizia italiano e visionata dall’Adnkronos.

"In quanto cittadino di un Paese esterno al mondo occidentale, in caso di consegna agli Stati Uniti potrebbe trovarsi ad affrontare condizioni sproporzionatamente severe, difficili da comprendere e accettare, in particolare sotto il profilo delle garanzie personali e processuali", aggiunge Olena K. evidenziando che “l'Italia ha dimostrato nel tempo la capacità di coniugare determinazione e saggezza istituzionale. In questo spirito, ritengo legittimo domandarsi se la permanenza di Roman in Italia non possa costituire una soluzione più equilibrata e, al contempo, più utile per lo Stato stesso. Le sue competenze professionali, se impiegate in un quadro legale e trasparente, potrebbero contribuire a una migliore comprensione e prevenzione di fenomeni tecnologici complessi, legati alla cybersicurezza, alla protezione delle infrastrutture e agli interessi nazionali. Roman ha sempre espresso la disponibilità a collaborare in buona fede con le istituzioni, mettendo a disposizione la propria esperienza e le proprie conoscenze, al fine di evitare un destino che egli percepisce come ingiusto e irreversibile". 

Pertanto, scrive la moglie di Khlynovskiy, "chiedo al ministro di valutare questa situazione non solo come una vicenda giudiziaria, ma anche come una questione di opportunità e di visione strategica, nel pieno rispetto della legge e dei valori che l’Italia rappresenta”.

Khlynovskiy, imprenditore nel settore tecnologico e residente a Kiev, è accusato dal tribunale federale del Tennessee di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica e al furto di identità, frode telematica, estorsione informatica, riciclaggio e minaccia di diffusione di immagini intime senza consenso. 

Secondo le indagini condotte dall'Fbi, l'uomo sarebbe membro di una banda di cybercriminali (denominata 8-Digits Team) che tra il 2023 e il 2025 ha diretto attacchi hacker a diversi ospedali pubblici americani e società di software che fornivano loro dei servizi rubando una grande quantità di dati sanitari dei pazienti, comprese immagini, per richiedere il pagamento di riscatti per un totale 500 milioni di dollari (solo all'ospedale della California la richiesta è stata di circa 90 milioni di dollari). In una delle attività di hacking contro una società di software con sede negli Stati Uniti che fornisce, tra l'altro, servizi informatici ad ospedali e operatori sanitari, la banda avrebbe affermato di essere "in possesso dei dati di oltre 100 ospedali e fornitori di assistenza sanitaria e di oltre 70 milioni di cartelle cliniche di pazienti". Successivamente i cybercriminali avrebbero minacciato: "Stiamo filtrando tutti i dati in nostro possesso al fine di creare un elenco delle 500 persone più influenti, potenti e famose. Questo includerà atleti di alto livello, musicisti, artisti, funzionari governativi di alto rango, militari, ecc". Poi avrebbero fornito un elenco di oltre 6.000 personaggi pubblici di cui la banda affermava di possedere le cartelle cliniche.

Khlynovskiy è stato rinviato a giudizio dal Gran Giurì del distretto Est del Tennessee ad agosto scorso poco dopo la sua cattura avvenuta a conclusione dell'attività investigativa condotta in Italia dalla Polizia Postale in collaborazione con l'Fbi. "La vicenda di Roman ha ormai superato la fase strettamente giurisdizionale ed è oggi rimessa a una valutazione eminentemente politica del ministro della Giustizia", sottolinea all'Adnkronos l’avvocato Alexandro Maria Tirelli, penalista di diritto internazionale e presidente delle Camere Penali Internazionali, che assiste Khlynovskiy in questa fase processuale. “L'eventuale decisione di estradarlo è una scelta di responsabilità istituzionale e di interesse pubblico. Come difesa siamo pronti a ogni rimedio, incluso il ricorso al Tar del Lazio, ma riteniamo doveroso investire il ministro Nordio della possibilità di esercitare le sue prerogative. La mancata estradizione potrebbe infatti consentire allo Stato italiano di acquisire informazioni e competenze strategiche in materia di sicurezza informatica, in un contesto segnato da gravi attacchi hacker contro infrastrutture sensibili, anche sanitarie. Per questo chiederemo che Roman venga quantomeno ascoltato dalle autorità competenti, affinché sia valutato l’interesse pubblico e la sicurezza nazionale prima di una decisione definitiva". (di Sibilla Bertollini)

Ricerca, in Italia 34% donne nelle Steam e 26% nell'Ia. Sirm: "Colmare lacuna”

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - In Italia solo il 34% delle donne sono impegnate nelle discipline Steam (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) e una percentuale ancora più esigua, il 26%, svolge attività direttamente legate all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Lo indica un'indagine dell'Unesco, a sottolineare quanto ancora sia forte il divario da colmare per arrivare a una parità di genere. Come da tradizione, in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza che si celebra oggi in tutto il mondo, la Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica) ha promosso al Centro diagnostico italiano (Cdi) a Milano, in collaborazione con Fondazione Bracco, l'edizione 2026 su 'Intelligenza artificiale: conoscenza, responsabilità e partecipazione'. Il divario riguarda anche la radiologia, settore in cui l'Ia sta già trasformando profondamente la pratica clinica.

"Si tratta di un appuntamento ormai tradizionale per Sirm - spiega Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale della società scientifica e direttore del Dipartimento Immagini dell'azienda metropolitana ospedaliera di Genova - ogni 11 febbraio, su proposta dalla nostra Commissione Dei (Diversità, equità e inclusione), per porre l'accento su un tema di cui si parla ancora poco, ma di grande attualità. L'intelligenza artificiale sta aprendo scenari affascinanti anche in radiologia, ma la scarsa presenza femminile impone una riflessione profonda e un deciso cambio culturale, a tutto vantaggio dei pazienti. L'applicazione dell'Ia alle apparecchiature radiologiche consente oggi di ottimizzare la performance diagnostica a livelli mai raggiunti, personalizzando il settaggio delle macchine sul singolo paziente. Questo si traduce in maggiore accuratezza diagnostica, riduzione dei tempi di esecuzione, minore dose di esposizione alle radiazioni ionizzanti e un supporto avanzato alla diagnosi. L'intelligenza artificiale, infatti, rappresenta un valido ausilio sia nell'identificazione di lesioni difficilmente visibili all'occhio umano, sia nella fase di interpretazione delle immagini, contribuendo a una caratterizzazione più corretta e accurata delle alterazioni riscontrate, sempre sotto il controllo e la responsabilità del medico”.

"Non c'è dubbio che ormai l'intelligenza artificiale si ponga come strumento di ausilio accanto all'insostituibile figura del radiologo medico - aggiunge Luca Brunese, presidente eletto della Sirm - E' un mezzo anche per esplorare una nuova frontiera della diagnostica radiologica fatta non solo più di immagine, ma proiettata all'interpretazione dei dati numerici legati all'immagine, a supporto del radiologo. Una radiologia che evolve: grazie all'intelligenza artificiale l'immagine diventa anche dato quantitativo, aprendo nuove possibilità in termini di diagnosi precoce, stratificazione del rischio e medicina di precisione". E' "una rivoluzione però che va governata e gestita al meglio - sottolinea Stefania Montemezzi, presidente della Commissione Dei - Per questo dobbiamo incrementare il ruolo delle donne nelle aree Steam con un cambio di punto di vista e un maggiore impegno verso l'inclusione, come viene ribadito nel convegno di oggi al Cdi. L'Italia, si sa, è un Paese che storicamente ha spinto meno le donne verso gli studi e le professioni scientifiche. Per fortuna stiamo assistendo a un'inversione di tendenza, anche nelle posizioni apicali”.

"Finalmente, non solo in radiologia, ma in tutta la medicina, oncologia compresa, si sta prendendo piena consapevolezza di quanto sia indispensabile anche lo sguardo femminile, capace di portare punti di vista differenti e di rinnovare linguaggi e approcci in ogni contesto professionale - evidenzia Rossana Berardi, presidente eletto di Aiom, Associazione italiana di oncologia medica - La sottorappresentazione femminile, in particolare nei settori ad alto contenuto tecnologico come l'intelligenza artificiale e nelle posizioni apicali, non è un dato neutro: è il risultato di scelte culturali e organizzative che vanno corrette. La strada da percorrere è ancora lunga, ma il cambiamento è avviato e non può essere affidato alla buona volontà dei singoli, ma deve diventare una priorità politica e istituzionale. Le società scientifiche hanno il dovere di guidare questa trasformazione, promuovendo inclusione, accesso alle competenze e pari opportunità, come dimostrano l'impegno concreto di Aiom e di Sirm. L'intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità e può svilupparsi in piena e virtuosa sinergia con i medici e con tutti i professionisti della sanità, valorizzando pienamente il contributo delle donne”.

"Perché questa rivoluzione sia davvero etica, responsabile e partecipata - conclude la presidente della Sirm - è indispensabile promuovere una maggiore inclusione delle donne nei processi di sviluppo, ricerca e applicazione dell'Ia. Colmare questa lacuna non è solo una questione di equità, ma di qualità dell'assistenza e di progresso scientifico”.

Mani che bruciano e fanno male, al via campagna su eczema cronico

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - Ci sono gesti quotidiani che diamo per scontati e che non dovrebbero mai diventare un ricordo: aprire una porta, stringere una mano, lavorare al computer. Ma quando l'eczema cronico colpisce la pelle delle mani, anche le azioni più semplici possono diventare difficili e dolorose. Ritrovare la normalità non è un'illusione: significa partire dalla consapevolezza e da un'informazione corretta. Con questo obiettivo nasce la campagna di informazione e sensibilizzazione 'Prendi in mano la tua vita', promossa da Leo Pharma con il patrocinio dell'associazione pazienti Andea e delle società scientifiche Sidapa e Sidemast. L'iniziativa punta a diffondere conoscenze aggiornate sulla malattia, favorire il riconoscimento precoce dei segnali, incoraggiare il ricorso tempestivo al medico e ridurre i tempi di accesso alle cure specialistiche, per preservare qualità della vita, relazioni e attività professionale. 

L'eczema cronico delle mani è un'infiammazione persistente che interessa mani e polsi causando prurito, dolore, arrossamento e lesioni cutanee eterogenee, spiegano gli esperti. Si definisce cronico quando i sintomi durano oltre 3 mesi consecutivi, oppure si ripresentano almeno 2 volte nell'arco di 1 anno. Non è un disturbo passeggero: spesso alterna fasi di riacutizzazione a periodi di relativa remissione. Le cause sono molteplici e possono agire in sinergia nello stesso paziente, soprattutto in presenza di una predisposizione genetica: alterazioni della barriera cutanea, risposta immunitaria iperattiva, contatto prolungato con sostanze irritanti o allergeni e fattori ambientali. 

I sintomi e i segni variano da persona a persona, ma tra i più comuni ci sono prurito intenso, dolore, secchezza marcata, desquamazione e fissurazioni, cioè tagli dolorosi della pelle. In alcuni casi possono comparire anche gonfiore, vescicole, croste e ispessimento cutaneo. Nelle forme più severe, le erosioni possono compromettere gesti fondamentali come lavarsi le mani, afferrare oggetti o utilizzare dispositivi elettronici. Non si tratta solo di un problema estetico. L'eczema cronico delle mani ha un impatto concreto sulla vita quotidiana di chi ne soffre: fare la spesa, cucinare, lavarsi, scrivere al computer o semplicemente afferrare un oggetto può diventare complicato. Il dolore, il bruciore e il prurito, soprattutto la notte, peggiorano anche la qualità del sonno e aumentano la stanchezza diurna. E accanto ai sintomi fisici esiste un impatto meno visibile, ma altrettanto significativo: quello psicologico. L'eczema cronico delle mani è una patologia che si vede e si sente, ogni giorno. La necessità di controllare costantemente le mani e la paura di peggiorare i sintomi alimentano un forte senso di vergogna e vulnerabilità.

"Come associazione, sappiamo quanto l'eczema cronico delle mani possa influire concretamente sulla vita di chi ne soffre, non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo e sociale - afferma Mario Coccioli, presidente di Andea - Per questo, sosteniamo questa campagna che unisce informazione, sensibilizzazione e strumenti pratici, come la sezione 'Trova il centro', utili a facilitare un accesso precoce alle cure specialistiche".  

E' fondamentale rivolgersi tempestivamente a un dermatologo quando si riconoscono i segni e i sintomi, raccomandano i promotori dell'iniziativa. La diagnosi si basa sulla valutazione clinica, sull'anamnesi dettagliata e sul riconoscere i fattori scatenanti. Seguire le indicazioni dello specialista permette nella maggior parte dei casi di ridurre le riacutizzazioni e migliorare la qualità di vita. Una corretta informazione e l'identificazione precoce dei segnali rappresentano il punto di partenza per orientarsi verso il supporto clinico più appropriato. Sul sito riscopriletuemani.it è disponibile una sezione dedicata alla ricerca dei centri specialistici, che offre un riferimento utile per individuare strutture qualificate a cui rivolgersi per una valutazione dermatologica accurata.

Eredità Agnelli: gip respinge richiesta messa alla prova per Elkann, atti tornano a pm

Torino, 11 feb. - (Adnkronos) - Tornano ai pm gli atti dell’inchiesta della procura di Torino sull’eredità di Marella Agnelli, la vedova  dell’Avvocato, scomparsa nel 2019. Questa mattina il gip ha rigettato la richiesta di messa alla prova per il nipote John Elkann avanzata dai suoi  legali, Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi,  a cui nei mesi scorsi  la procura aveva dato parere positivo. Ora gli atti saranno restituiti alla procura che dovrà notificare il nuovo  avviso  di chiusura  indagini. 

Salute, Patruno (Sidapa): "Terapie innovative efficaci per eczema cronico delle mani”

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - “L'eczema cronico delle mani rappresenta un'importante malattia professionale che impatta notevolmente sulla qualità della vita dei pazienti, investendo non solo la sfera emozionale e psicologica, ma anche la produttività lavorativa, con conseguenze importanti anche di tipo economico”. Così Cataldo Patruno, presidente SIDAPA-Società italiana dermatologia allergologica professionale e ambientale, illustra i risultati di alcuni studi recentemente pubblicati da SIDAPA, in occasione della campagna di informazione e sensibilizzazione “Prendi in mano la tua vita, promossa da LEO Pharma con il patrocinio dell’associazione pazienti Andea e delle società scientifiche SIDAPA e SIDeMAST-Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse.

Gli studi, “che hanno coinvolto circa duemila pazienti”, evidenziano, inoltre, come “le attuali terapie non sempre siano in grado di tenere sotto controllo la malattia - spiega l’esperto - È chiaro che quindi avere a disposizione terapie che siano efficaci e sicure nel lungo termine, non solo può determinare una riduzione della sofferenza fisica del paziente, ma anche impattare in modo significativo sulla sfera psicologica, lavorativa e quindi economica. A tale proposito, di recente alcune terapie innovative, anche per l'uso locale, si sono dimostrate essere estremamente efficaci e con trascurabili effetti avversi, potendo dare quindi nuove prospettive ai pazienti affetti da eczema cronico delle mani”.

“L'eczema cronico delle mani - spiega Patruno - è un’infiammazione della pelle che dura da almeno 3 mesi oppure che si presenta più volte nel corso di un anno. Si può manifestare con aspetti diversi dall'arrossamento alle vescicole, dalla desquamazione all'ispessimento cutaneo. Spesso sono presenti fissurazioni. Diversi quadri però possono coesistere nello stesso paziente così come, nel corso della vita, la malattia può presentarsi con aspetti diversi. Ciò che è costante è il prurito e soprattutto, se ci sono fissurazioni, è presente anche dolore”.

Il paziente con eczema cronico delle mani “soprattutto nei periodi di riacutizzazione della malattia può avere obiettive difficoltà lavorative soprattutto quando la professione è manuale - rimarca il presidente SIDAPA - Ma può incontrare difficoltà anche nell'eseguire semplici gesti e attività quotidiane come abbottonarsi una camicia, usare il cellulare, lavarsi o cucinare. Inoltre”, essendo “una malattia che si vede, crea un indubbio imbarazzo con conseguenti difficoltà nei rapporti sociali, lavorativi o affettivi. Tutto ciò può portare ad un indubbio disagio psicologico fino a vere e proprie forme di ansia o depressione”.

Ci sono dei fattori che possono favorire la comparsa dell'eczema cronico delle mani. “Sappiamo che chi ha sofferto o è affetto da dermatite atopica più facilmente sviluppa la malattia - chiarisce l’esperto - Anche chi pratica particolari lavori, i cosiddetti lavori umidi come quelli domestici di parrucchiere, cuoco, barista e così via, è a maggior rischio di avere irritazione delle mani. Ma a volte - puntualizza - può essere semplicemente l'abitudine o la necessità di lavarsi spesso le mani, come ad esempio accade negli operatori sanitari, che può indurre un peggioramento alla comparsa delle manifestazioni. Anche l'allergia da contatto spesso si manifesta con eczema cronico delle mani. E qui l'aspetto professionale - sottolinea Patruno - ovviamente è molto importante, in quanto si tratta di una forma che è più frequente nelle professioni che vengono in contatto con forti sensibilizzanti, senza dimenticare però che le fonti di sensibilizzazione possono essere anche di origine extraprofessionale”. Proprio per questo, “tutti i pazienti con eczema cronico delle mani devono sottoporsi al patch test, che è il suo specifico test allergologico, che è in grado di svelare una sensibilizzazione da contatto”.

Salute, Pellacani (Sidemast): "Ci sono soluzioni per eczema cronico delle mani”

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - "E' importantissimo accendere i riflettori su questa patologia per far capire ai pazienti che ci sono soluzioni, che ci sono strade che bisogna percorrere, che non è un problema da sopportare o addirittura nascondere, con le conseguenze che questo potrebbe comportare". Così Giovanni Pellacani, presidente Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse) e professore dell'università Sapienza di Roma, intervenendo per la campagna di informazione e sensibilizzazione 'Prendi in mano la tua vita' promossa da Leo Pharma con il patrocinio dell'associazione pazienti Andea, di Sidemast e Sidapa. "E' un problema spesso legato al mondo del lavoro, ma non sempre - sottolinea l'esperto - A volte ci sono anche altri fattori e altre cause. Le promesse di miracoli rimangono sempre solo delle promesse, ma ci sono terapie efficaci e percorsi diagnostici che aiutano a risolvere il problema: il dermatologo accompagna il paziente nella ricerca e questa soluzione”.

Una persona "che sospetta di avere un eczema cronico delle mani, una dermatite intensa, che fa anche tagli, che dà ispessimento", dolore e "prurito come sintomo importante, deve farsi vedere innanzitutto da un dermatologo - raccomanda Pellacani - perché la prima cosa da fare è la diagnosi differenziale. Il quadro clinico di solito è cronico e complesso, ed è importante avviare il percorso diagnostico corretto: cercare le cause, quindi i presidi che aiutano a proteggere e poi, ovviamente, arrivare alla parte risolutiva che è la terapia. Ma la terapia funziona solo se si è capito bene quali possono essere le cause e si cercano di evitarle, perché l'esposizione delle mani agli agenti è spesso la causa della dermatite, della sua cronicizzazione. L'eczema cronico delle mani è una patologia che incide fortemente sulla qualità della vita del paziente nelle attività quotidiane e nel lavoro - sottolinea lo specialista - Anche solo banalmente pelare della frutta un po' acida provoca dolore. Inoltre la mano di chi soffre di questa patologia è brutta da vedere e impedisce, anche per questo, i contatti sociali". 

In questo contesto Sidemast, oltre a essere attiva per essere un riferimento informativo autorevole, in tempi di intelligenza artificiale, dottor Google e fake news "vuole anche interfacciarsi, non solo con il paziente dando le informazioni giuste - evidenzia Pellacani - ma anche dialogare con le istituzioni, per far comprendere quanto sia importante investire per la risoluzione di un problema che riguarda la salute pubblica e il benessere del cittadino: se io ho un eczema cronico alle mani e non lo curo, non posso lavorare e divento un carico sociale. Intervenire è quindi essenziale: migliora la qualità di vita del paziente e porta benefici socio-economici concreti”.

Roma: deputati Pd, 'attacco nazifascista al liceo Righi, interrogazione a Meloni’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - "Sosteniamo con tutte le nostre forze la comunità scolastica del Righi che sta facendo grandi sacrifici per andare avanti e non può essere lasciata sola. Giorgia Meloni non può continuare a fare finta di non vedere che quello che sta succedendo mette a repentaglio ogni giorno la sicurezza e la serenità di tutta la comunità scolastica". Lo dichiarano in una nota Andrea Casu primo firmatario dell’interrogazione depositata insieme alla Responsabile Scuola del Partito Democratico Irene Manzi e i deputati PD Berruto, Boldrini, Ciani, Curti, De Maria, Di Biase, Evi, Fassino, Ferrari, Forattini, Fornaro, Furfaro, Ghio, Gianassi, Girelli, Gribaudo, Guerra, Iacono, Lai, Laus, Madia, Malavasi, Marino, Morassut, Orfini, Pandolfo, Porta, Prestipino, Quartapelle Procopio, Ricciardi, Roggiani, Romeo, Rossi, Sarracino, Scarpa, Scotto, Serracchiani, Simiani, Stefanazzi, Stumpo, Tabacci, Viggiano.

"La nostra segretaria Elly Schlein e tutto il Pd condanna sempre, senza distinguo, ogni forma di violenza politica e chiede che anche la Presidente del consiglio prenda posizione quando chi la commette si dichiara fascista, firma con una svastica e usa lo stesso slogan 'la scuola è nostra' che solo poche settimane fa abbiamo visto sventolare ad Atreju. Con la nostra interrogazione chiediamo alla Presidente del Consiglio di esprimere finalmente le parole di condanna e di mettere in campo le azioni concrete che fino a oggi sono mancate per impedire che episodi gravi e intollerabili come questi possano ripetersi.” 

Mattarella: 'in momento mondiale difficile cultura risposta indispensabile’

Trento, 11 feb. (Adnkronos) - "Ringrazio ancora per essere stato invitato e per esprimere l'apprezzamento all'Ateneo, a quanto fa, con un ringraziamento per me consueto ma indispensabile a tutte le nostre università per quanto fanno, per trasmettere cultura. E in questo momento difficile della vita del mondo, di fronte ai rischi che elementi barbari ritornino nei rapporti tra gli Stati nella vita internazionale, quello di elaborare, approfondire, sviluppare e trasmettere cultura è la più provvidenziale, indispensabile risposta che si possa dare alle difficoltà che il mondo attraversa". Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Trento e dell'intitolazione ad Alcide De Gasperi della Biblioteca centrale dell’ateneo.

Professione ‘influencer', 25mila aziende danno spazio ai Digital content creator

Roma, 11 feb. (Adnkronos/Labitalia) - Sono oltre 25mila le imprese italiane nate intorno alla creazione di contenuti digitali: YouTuber, tiktoker, influencer e video maker che hanno trasformato competenze digitali e creatività in vere e proprie attività economiche strutturate. È quanto emerge dalla prima ricerca italiana sul tema, condotta da InfoCamere in collaborazione con l'Università di Padova, che fotografa un fenomeno in forte espansione e mette a fuoco la mappa dell'imprenditorialità digitale nel Paese.

Tra il 2015 e il 2024, il numero di digital content creator è cresciuto del 185%, passando da circa 9mila a oltre 25mila imprese. Un'espansione trainata soprattutto dalle aziende "core" (+206%), cioè quelle che operano direttamente nei settori della produzione audiovisiva, del marketing digitale e della gestione di piattaforme online. Ma anche le imprese "ibride" - che integrano la content creation in settori tradizionali come moda, turismo, fitness e consulenza - sono più che raddoppiate (+155%). Il vero punto di svolta si colloca nel biennio 2020-2021, quando la pandemia ha accelerato la domanda di contenuti e servizi di comunicazione online, aprendo nuove opportunità di mercato. Da quel momento, la crescita non si è più fermata.

"Questa ricerca dimostra come il Registro delle Imprese sia oggi molto più di un archivio amministrativo: è un vero e proprio osservatorio in tempo reale dei fenomeni economici emergenti", dichiara Paolo Ghezzi, direttore generale di InfoCamere. "La capacità di intercettare, analizzare e restituire queste trasformazioni è fondamentale per comprendere dove sta andando il sistema produttivo italiano. I Digital content creator rappresentano una nuova frontiera imprenditoriale che nasce da competenze, creatività e reti digitali, più che da capitali tradizionali. Saperli individuare e raccontare significa offrire strumenti concreti a istituzioni, policy maker e imprese per orientare scelte strategiche e accompagnare l'innovazione", continua. 

“L’alfabetizzazione digitale”, afferma il professor Paolo Gubitta dell’Università di Padova, coordinatore della ricerca, “è una leva di inclusione, capace di redistribuire opportunità e di favorire la partecipazione attiva al mercato del lavoro. È un fenomeno di democratizzazione produttiva, che sostituisce al capitale economico il capitale di competenza e di rete. In questo scenario, le imprese nate nell’ambito della digital content creation identificano il passaggio da competenza d’uso alla capacità di fare impresa nel digitale. Si tratta di un fenomeno che esprime una nuova forma di imprenditorialità diffusa, in cui la competenza tecnologica è al tempo stesso strumento operativo e fattore identitario”.

Per individuare queste realtà, la ricerca ha analizzato i dati del Registro delle imprese utilizzando tecniche di text mining alla ricerca di parole chiave presenti nell'oggetto sociale delle aziende: YouTube, TikTok, Instagram, content creator, video maker, influencer, streamer e termini correlati. Il risultato è una fotografia inedita di un settore che fino ad oggi era rimasto ‘invisibile’ alle statistiche tradizionali.

Il dato forse più sorprendente riguarda la distribuzione geografica. Per la prima volta, un settore legato all'innovazione digitale mostra una presenza equilibrata su tutto il territorio nazionale: il Nord Ovest concentra infatti il 30,2% delle imprese (7.681), il Centro il 26,9% (6.834), il Mezzogiorno e le Isole il 27,9% (7.103) e il Nord Est il 15,0% (3.811). Milano conferma il suo ruolo di hub digitale nazionale con oltre 3.800 imprese, pari al 15% del totale, ma accanto ai poli tradizionali emergono nuove realtà come Puglia, Sicilia e Campania, dove il contenuto digitale è diventato strumento di promozione territoriale e di narrazione identitaria.

Il profilo di queste imprese restituisce l'immagine di un settore giovane e dinamico. Oltre l'80% delle imprese ha meno di 10 anni di attività, contro il 60% del campione di controllo costituito da imprese tradizionali dello stesso settore. Gli amministratori hanno un'età mediana di 48-49 anni, circa 6 anni in meno rispetto alla media nazionale, con una forte presenza di under-40 e, nelle imprese core, anche di under-30.

Emerge inoltre una quota lievemente più alta di donne amministratrici (27,6% nelle ibride, contro il 26,3% nelle imprese di controllo), segnale di una maggiore accessibilità imprenditoriale in un settore dove le barriere d'ingresso sono più basse: non servono grandi capitali, ma competenza digitale, creatività e capacità di costruire comunità online. Dal punto di vista dimensionale, il 93% delle Digital content creator è costituito da micro e piccole imprese (fino a 9 addetti), riflettendo la natura artigianale-digitale del fenomeno. Tuttavia, molte di queste realtà stanno evolvendo verso forme più strutturate, con collaboratori stabili e modelli di business definiti.

Professione ‘influencer’, 25mila aziende danno spazio ai Digital content creator

Roma, 11 feb. (Adnkronos/Labitalia) - Sono oltre 25mila le imprese italiane nate intorno alla creazione di contenuti digitali: YouTuber, tiktoker, influencer e video maker che hanno trasformato competenze digitali e creatività in vere e proprie attività economiche strutturate. È quanto emerge dalla prima ricerca italiana sul tema, condotta da InfoCamere in collaborazione con l'Università di Padova, che fotografa un fenomeno in forte espansione e mette a fuoco la mappa dell'imprenditorialità digitale nel Paese.

Tra il 2015 e il 2024, il numero di digital content creator è cresciuto del 185%, passando da circa 9mila a oltre 25mila imprese. Un'espansione trainata soprattutto dalle aziende "core" (+206%), cioè quelle che operano direttamente nei settori della produzione audiovisiva, del marketing digitale e della gestione di piattaforme online. Ma anche le imprese "ibride" - che integrano la content creation in settori tradizionali come moda, turismo, fitness e consulenza - sono più che raddoppiate (+155%). Il vero punto di svolta si colloca nel biennio 2020-2021, quando la pandemia ha accelerato la domanda di contenuti e servizi di comunicazione online, aprendo nuove opportunità di mercato. Da quel momento, la crescita non si è più fermata.

"Questa ricerca dimostra come il Registro delle Imprese sia oggi molto più di un archivio amministrativo: è un vero e proprio osservatorio in tempo reale dei fenomeni economici emergenti", dichiara Paolo Ghezzi, direttore generale di InfoCamere. "La capacità di intercettare, analizzare e restituire queste trasformazioni è fondamentale per comprendere dove sta andando il sistema produttivo italiano. I Digital content creator rappresentano una nuova frontiera imprenditoriale che nasce da competenze, creatività e reti digitali, più che da capitali tradizionali. Saperli individuare e raccontare significa offrire strumenti concreti a istituzioni, policy maker e imprese per orientare scelte strategiche e accompagnare l'innovazione", continua. 

“L’alfabetizzazione digitale”, afferma il professor Paolo Gubitta dell’Università di Padova, coordinatore della ricerca, “è una leva di inclusione, capace di redistribuire opportunità e di favorire la partecipazione attiva al mercato del lavoro. È un fenomeno di democratizzazione produttiva, che sostituisce al capitale economico il capitale di competenza e di rete. In questo scenario, le imprese nate nell’ambito della digital content creation identificano il passaggio da competenza d’uso alla capacità di fare impresa nel digitale. Si tratta di un fenomeno che esprime una nuova forma di imprenditorialità diffusa, in cui la competenza tecnologica è al tempo stesso strumento operativo e fattore identitario”.

Per individuare queste realtà, la ricerca ha analizzato i dati del Registro delle imprese utilizzando tecniche di text mining alla ricerca di parole chiave presenti nell'oggetto sociale delle aziende: YouTube, TikTok, Instagram, content creator, video maker, influencer, streamer e termini correlati. Il risultato è una fotografia inedita di un settore che fino ad oggi era rimasto ‘invisibile’ alle statistiche tradizionali.

Il dato forse più sorprendente riguarda la distribuzione geografica. Per la prima volta, un settore legato all'innovazione digitale mostra una presenza equilibrata su tutto il territorio nazionale: il Nord Ovest concentra infatti il 30,2% delle imprese (7.681), il Centro il 26,9% (6.834), il Mezzogiorno e le Isole il 27,9% (7.103) e il Nord Est il 15,0% (3.811). Milano conferma il suo ruolo di hub digitale nazionale con oltre 3.800 imprese, pari al 15% del totale, ma accanto ai poli tradizionali emergono nuove realtà come Puglia, Sicilia e Campania, dove il contenuto digitale è diventato strumento di promozione territoriale e di narrazione identitaria. 

Il profilo di queste imprese restituisce l'immagine di un settore giovane e dinamico. Oltre l'80% delle imprese ha meno di 10 anni di attività, contro il 60% del campione di controllo costituito da imprese tradizionali dello stesso settore. Gli amministratori hanno un'età mediana di 48-49 anni, circa 6 anni in meno rispetto alla media nazionale, con una forte presenza di under-40 e, nelle imprese core, anche di under-30.

Emerge inoltre una quota lievemente più alta di donne amministratrici (27,6% nelle ibride, contro il 26,3% nelle imprese di controllo), segnale di una maggiore accessibilità imprenditoriale in un settore dove le barriere d'ingresso sono più basse: non servono grandi capitali, ma competenza digitale, creatività e capacità di costruire comunità online. Dal punto di vista dimensionale, il 93% delle Digital content creator è costituito da micro e piccole imprese (fino a 9 addetti), riflettendo la natura artigianale-digitale del fenomeno. Tuttavia, molte di queste realtà stanno evolvendo verso forme più strutturate, con collaboratori stabili e modelli di business definiti.

Ucraina: Tinagli, 'da Pd sì come sempre, fiducia per coprire divisioni maggioranza’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - “Abbiamo sempre votato a sostegno dell’Ucraina, la posizione del Pd è chiara. I distinguo vanno cercati nell’attuale maggioranza che ha un problema di politica estera e non è una novità, non sono certo una notizia le iniziative filo Putin di Salvini ed ora anche di Vannacci . Ci sono tante cose in cui l’attuale maggioranza vota in modo diverso anche qui a Bruxelles e la prova che sono in grande difficoltà lo dice lo stesso voto di fiducia sul decreto per le armi a Kiev : per tentare di ricompattare i cocci dell’uscita di Vannacci dalla Lega e regolare i conti interni. Penso che il momento sia drammatico e certo non è opportuno fare campagna elettorale sul destino degli ucraini e dei cittadini europei". Lo ha detto l’europarlamentare del Pd Irene Tinagli ospite a L’aria che Tira.

Dl Ucraina: Marattin, 'al Senato un solo voto, che faranno Vannacci e i suoi?’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - "Il giochino di votare Sì alla fiducia e No al provvedimento (per non essere buttati fuori dalla maggioranza, visto che formalmente confermano la fiducia al governo) Vannacci e i suoi lo possono fare solo alla Camera". Lo scrive Luigi Marattin sui social. 

"Dove, vigente un regolamento medioevale che nessuno sembra voler cambiare, le votazioni su un provvedimento su cui il Governo mette la fiducia sono due, e distinte. Ma al Senato, tra pochi giorni, il regolamento è diverso: la votazione è unica. Con un solo voto, esprimi il tuo parere sul provvedimento E sulla fiducia al governo”.

Dl Ucraina: Magi, 'con sì Vannacci a fiducia, putiniani entrano in maggioranza’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - “Come avevo previsto ieri, il giochetto parlamentare di porre la fiducia sul decreto Ucraina ha consentito ai vannacciani di votare no al provvedimento ma di votare a favore della fiducia al governo Meloni. In pratica, hanno lasciato una porta aperta all’ingresso dei putiniani in maggioranza, altro che dimostrazione di maggiore responsabilità come ha detto ieri Crosetto. Un fatto inedito, visto che da oggi in maggioranza c’è chi si distingue e vota contro al sostegno all’Ucraina, che è un tema cruciale per la politica estera di un Paese. Un colpo alla credibilità internazionale dell’Italia e una crepa nella tenuta del governo Meloni, visto che ora Salvini farà la gara a essere più vannacciano di Vannacci stesso, con tutto ciò che comporta”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

Caso Uss: imputato, 'contro di me non ci sono prove, fermatevi’

Milano, 11 feb. (Adnkronos) - "Non ci sono prove. Per otto mesi il pubblico ministero ha voluto vedere in me il biondo con gli occhi azzurri, io vi dico: fermatevi, non è mai troppo tardi". Lo afferma, nelle sue brevi dichiarazioni spontanee, Dmitry 'Dima' Chirakadze, l'uomo con legami con funzionari e oligarchi russi arrestato nel giugno 2024 in un filone dell'inchiesta sulla fuga di Artem Uss. 

Il 55enne, condannato a tre anni e due mesi dal tribunale di Milano in quanto ritenuto il coordinatore della fuga di Uss, figlio di un oligarca vicino a Putin evaso dai domiciliari nel marzo 2023 mentre era in attesa di essere estradato negli Usa, continua a negare le accuse. "Ho passato due settimane in isolamento senza possibilità di aprire un libro, sono quasi diventato pazzo". La sentenza del processo d'appello è attesa per il prossimo 26 febbraio. 

Dl Ucraina: Rizzo (Dsp), 'da Futuro nazionale pessimo spettacolo’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - "Siamo alle comiche. È tutta una finzione, un pessimo spettacolo. Se si dice, giustamente, di essere contro l’invio delle armi in Ucraina, quando il Governo mette su questo tema la fiducia, si vota contro (la fiducia). Cosa che non fanno i suoi tre deputati, che votano addirittura a favore. Spiace davvero. Non si possono prendere in giro gli italiani". Così Marco Rizzo, coordinatore nazionale di Democrazia sovrana e popolare in merito alla scelta dei deputati di Futuro nazionale. 

Tumori, Pellacani (Sidemast): "Contro il melanoma proteggersi dal sole tutto l’anno"

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - Il melanoma "non ha un'età precisa di insorgenza": può comparire teoricamente in qualsiasi fase della vita. "Tuttavia, esistono alcune fasce di età a cui si presta maggiore attenzione. E' estremamente raro nell'infanzia e quasi impossibile negli adolescenti, a meno di condizioni particolari come la presenza di un nevo congenito gigante o di rarissime forme di melanoma (ad esempio il melanoma spitzoide a crescita nodulare). Nel giovane adulto, invece, il melanoma può comparire, con una distribuzione simile tra uomini e donne. Il picco principale di incidenza si registra intorno ai 50-55 anni. Esiste poi un melanoma dell'anziano, generalmente meno aggressivo, che interessa soprattutto le aree del corpo cronicamente esposte al sole, come il viso, ed è legato a un'esposizione solare prolungata nel tempo. Per questo motivo occorre proteggersi con filtri solari tutto l'anno, non solo d'estate". Lo spiega all'Adnkronos Salute Giovanni Pellacani, presidente della Sidemast (Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse), commentando il Ddl per la prevenzione del melanoma approvato in Senato il 27 gennaio scorso e ora alla Camera per l'approvazione definitiva. 

"Il sole è senza dubbio il principale fattore di rischio per il melanoma, anche se non è responsabile di tutti i casi di melanoma - ricorda il presidente di Sidemast - Il Ddl non lo menziona esplicitamente, ma lo include nel concetto di prevenzione, che comprende sia la prevenzione secondaria (diagnosi precoce) - ovvero guardarsi la pelle, segnalare al medico una lesione strana - sia la prevenzione primaria, cioè l'evitare i fattori di rischio". 

L'esposizione solare agisce attraverso due meccanismi differenti. "Il primo è l'esposizione intermittente: scottature e lampade abbronzanti, che sono vere e proprie scottature concentrate. Questo tipo di esposizione - sottolinea Pellacani - è fortemente associato al melanoma che colpisce giovani e adulti, soprattutto se le scottature avvengono prima dell'adolescenza. Bambini e adolescenti non dovrebbero mai scottarsi, ma proprio in questa fascia d'età il rischio è più frequente". Il secondo meccanismo, prosegue l'esperto, "è l'esposizione cronica al sole che riguarda soprattutto il melanoma dell'anziano, meno aggressivo, tipico di chi ha passato tutta la vita all'aperto, per lavoro o per sport. In ogni caso, è fondamentale proteggere la pelle: usare filtri solari adeguati, cercare l'ombra e ridurre il tempo di esposizione diretta, soprattutto per chi vive o lavora molto all'aperto". 

Il Ddl, che istituisce la Giornata di prevenzione del melanoma, per i dermatologi ha un ruolo molto importante perché per la prima volta, attraverso un decreto legge - quindi una legge dello Stato - viene posta un'attenzione formale e istituzionale sulla prevenzione di un tumore rilevante, ad alta incidenza e che colpisce anche persone giovani. Il melanoma, infatti, ha un'incidenza elevata. "Per incidenza si intende il numero di nuovi casi diagnosticati ogni anno: in Italia si registrano circa 16 nuovi casi ogni 100mila abitanti all'anno - ricorda Pellacani - Un elemento positivo rispetto ad altri tumori è la relativamente bassa mortalità. Questo non significa che il melanoma non sia aggressivo dal punto di vista biologico, ma che se diagnosticato precocemente può essere asportato senza conseguenze per il paziente. Oggi esistono anche terapie efficaci nelle fasi più avanzate della malattia, ma l'obiettivo resta sempre quello di evitare di arrivare a questi trattamenti, che pur non essendo 'costosi' sono comunque impegnativi per il paziente”.

Il grande vantaggio del melanoma "è che compare sulla pelle: quindi si può vedere e riconoscere - precisa il presidente Sidemast - Il dermatologo è in grado di diagnosticarlo anche nelle fasi iniziali e precoci, ma spesso è lo stesso paziente a segnalarlo, oppure il medico di medicina generale o un altro specialista che visita il paziente per altri motivi. La Giornata di prevenzione ha quindi lo scopo di aumentare l'attenzione sia tra tutti gli operatori sanitari sia nella popolazione generale, per favorire l'identificazione del melanoma il più possibile nelle fasi iniziali". 

La Giornata della prevenzione del melanoma si basa innanzitutto sull'informazione: spiegare cos'è il melanoma, renderlo noto, portare attenzione mediatica e sociale sul tema. "Questo può aiutare chi ancora non sa di essere paziente a riconoscere una lesione sospetta e può facilitare anche il lavoro dei medici durante le visite. Accanto all'informazione - rimarca Pellacani - le Regioni possono organizzare campagne di prevenzione e screening, che devono coinvolgere la medicina generale, i servizi di prevenzione e la medicina del territorio, oltre ovviamente al dermatologo che è lo specialista con maggiore esperienza diagnostica. La diagnosi del melanoma nelle fasi iniziali, infatti, non si fa di solito a occhio nudo, ma richiede strumenti specifici. La prevenzione del melanoma è fondamentale per la diagnosi precoce e dovrebbe iniziare in autonomia, con l'auto-osservazione della propria pelle, già dall’adolescenza".

"Se una persona nota un neo insolito o una lesione nuova che prima non c'era - forme asimmetriche, più colori, margini irregolari - è importante segnalarlo e farlo valutare da un medico", avverte Pellacani. Anche "l'autoesame e l'auto-prevenzione sono più importanti di un controllo dermatologico annuale fatto in modo indiscriminato. Tuttavia, non tutta la popolazione deve fare una visita dermatologica ogni anno. E' sufficiente osservarsi e, in caso di dubbio, rivolgersi al medico di medicina generale che potrà eventualmente indirizzare al dermatologo". 

Ma chi deve fare i controlli? "Esiste una piccola fascia di popolazione a maggior rischio composta da persone che hanno più di 50 nei, di cui almeno 5 cosiddetti atipici. Si tratta di soggetti con molti nei irregolari, diversi tra loro per forma, dimensione e margini. Queste persone, già dall'età adulta (dai 18 anni in su), dovrebbero essere seguite da uno specialista. Rappresentano circa il 2-3% della popolazione, ma in questo gruppo si concentra circa la metà dei melanomi diagnosticati ogni anno. Con controlli periodici e l'uso della strumentazione adeguata, il rischio può essere significativamente ridotto", assicura il presidente Sidemast.

"Non è quindi necessario, né possibile, che tutti si rivolgano al dermatologo: 60 milioni di abitanti e 3.500 dermatologi non renderebbero sostenibile un simile approccio. L'indicazione resta osservarsi, rivolgersi al medico in caso di dubbio, e accedere allo specialista solo quando necessari", conclude Pellacani.

Tumori, Pellacani (Sidemast): "Per tatuaggi consenso informato diventa obbligatorio”

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - "I tatuaggi non causano il melanoma. Tuttavia, un tatuaggio molto esteso o particolarmente coprente può mascherare la comparsa di un melanoma o la modificazione di un neo, rendendo più difficile una diagnosi precoce". Lo afferma all'Adnkronos Salute Giovanni Pellacani, presidente della Sidemast (Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse), commentando il Ddl per la prevenzione del melanoma approvato in Senato il 27 gennaio scorso, che dedica particolare attenzione al tema dei tattoo. Il testo è ora alla Camera per l'approvazione definitiva. 

Il provvedimento, spiega Pellacani, "sottolinea i rischi legati ai tatuaggi: i nei non vanno mai tatuati; vanno preferiti disegni a linee sottili rispetto a tatuaggi colorati e molto coprenti. Inoltre, il Ddl prevede l'obbligo di consenso informato per i tatuaggi, con l'obiettivo di garantire che il cliente sia pienamente consapevole dei rischi e delle procedure legate al tatuaggio, di tutelare il professionista tatuatore e di contribuire, indirettamente, alla prevenzione del melanoma". Il riferimento normativo è l'articolo 3 del Ddl sul melanoma (1531-B del 2026). "Il consenso informato esisteva già ed è una pratica adottata dai tatuatori professionisti, che lo richiedono ai pazienti - precisa Pellacani - La modifica introdotta dal Ddl lo rende obbligatorio, lo prevede in forma scritta e impone al tatuatore l'obbligo di spiegare in modo chiaro i rischi e le possibili conseguenze del tatuaggio, anche in relazione al melanoma". 

Alla luce di queste indicazioni, il presidente Sidemast ribadisce quali siano i comportamenti più corretti da adottare. "Il consiglio da dare a chi si sottopone a un tatuaggio e agli stessi tatuatori è che chi ha molti nei eviti di coprirli e preferisca disegni sottili piuttosto che tatuaggi che coprono ampie aree della pelle. In questo modo, eventuali cambiamenti della pelle possono essere individuati più facilmente e senza ritardi. Se dovesse comparire un melanoma, il paziente o il medico sarebbero in grado di identificarlo in una fase precoce". 

Ricerca, Gandolfo (Sirm): "Più donne si dedichino a materie Stem”

Milano, 11 feb. (Adnkronos Salute) - "Occorrono più donne nelle materie Stem: i dati Unesco mostrano che solo il 36% delle donne si occupa di discipline Steam, dove la 'a' sta per arte e va ad aggiungersi a scienza, matematica, fisica, ingegneria. Solo il 24% di chi si occupa di intelligenza artificiale è donna, un dato molto basso. Evidenze che spiegano il perché del tema del convegno di oggi". Lo ha detto Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica) e direttore del Dipartimento Immagini dell'azienda metropolitana ospedaliera di Genova, oggi al Centro diagnostico italiano (Cdi) a Milano, al convegno organizzato dalla società scientifica in collaborazione con Fondazione Bracco nella Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. "C'è bisogno delle donne perché sono differenti dagli uomini, hanno modalità di comunicazione, di visione e di gestione completamente differenti. Credo siano un valore aggiunto, nessuno vuole sostituire gli uomini, ma semplicemente affiancarli - precisa Gandolfo - Da soli, infatti, si può fare molto, ma sicuramente uniti si può dare molto di più”.

"Le ragazze di oggi possono riuscire a scalare la 'montagna' del pregiudizio, ma occorre innanzitutto portare a compimento il cambiamento culturale che è già in atto - prosegue la presidente Sirm - Lo dimostra il fatto che la facoltà di Medicina sta diventando una facoltà con un'altissima percentuale di donne rispetto a 30 o 40 anni fa, quando ho iniziato io". Al tempo stesso, però, "oggi è tutto più complicato e ci sono meno supporti. Quindi, accanto al cambiamento culturale che sta avvenendo e che, come tutti i cambiamenti, avrà i tempi necessari, occorrono nuovi modelli organizzativi e gestionali, a cominciare dal welfare, magari ispirandosi anche a quelli esteri. Penso che ce la si possa fare, bisogna crederci. Compito della società scientifica è quello di promuovere l'informazione, la formazione e la consapevolezza, dare coraggio e coinvolgere sempre di più, perché questo può aiutare ad accelerare il cambiamento". 

"Ai giovani tutti, non solo alle ragazze, che vogliono avvicinarsi alle discipline Steam - conclude la presidente della Sirm - dico che devono fare al meglio delle loro capacità quello che si sentono di fare. Devono lottare per realizzare i loro sogni e questo è assolutamente possibile anche nel mondo della radiologia. Si potrebbe pensare che" questa branca della medicina "sia pericolosa per via delle radiazioni, ma è assolutamente un mondo al femminile. Nel mio dipartimento ci sono prevalentemente donne, che hanno fatto figli e gestiscono il lavoro e la loro vita familiare. Questa è la dimostrazione che se le donne ci credono e vogliono fare qualcosa lo possono fare”.

Ricerca, Berardi (Aiom): "Oncologia rappresentata da donne ma non in ruoli apicali”

Milano, 11 feb. (Adnkronos Salute) - "Oggi l'oncologia è rappresentata per due terzi dei casi da donne che accedono alle scuole di specializzazione. Purtroppo quando si va verso la crescita professionale" e l'acquisizione di ruoli apicali "questa percentuale si inverte. Circa il 23% delle donne sono direttrici di struttura in ambito oncologico e ancora meno sono le professoresse ordinarie di Oncologia, meno del 10% nel panorama nazionale. Questo è un punto importante perché da una pluralità di voci, di età e di genere non possono che nascere idee migliori, anche in un momento di grande innovazione che passa attraverso strumenti importanti come l'intelligenza artificiale". Lo ha detto Rossana Berardi, presidente eletta di Aiom (Associazione italiana oncologia medica), professoressa di Oncologia all'università politecnica delle Marche e direttrice della Clinica Oncologica dell'Aou delle Marche, al convegno organizzato da Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica) a Milano al Centro diagnostico italiano (Cdi), in collaborazione con Fondazione Bracco, nella Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. 

"L'intelligenza artificiale in oncologia - sottolinea Berardi - è già una realtà nella progettualità e nella ricerca, così come nel sostegno ai pazienti nei percorsi di diagnosi e di cura. In ambito radiologico e anatomopatologico, che sono pilastri nella definizione delle migliori terapie disponibili, l'intelligenza artificiale rappresenta un passo avanti in cui i nostri colleghi si stanno impegnando tanto. Noi la stiamo utilizzando soprattutto in progettualità innovative di ricerca, per cercare di clusterizzare i pazienti, ossia identificare quei sottogruppi che possono avere una prognosi o una risposta alle terapie differente sulla base di alcuni fattori clinici, biologici, molecolari e di altra natura". Inoltre "l'intelligenza artificiale è di aiuto quando dobbiamo dipanarci tra le tante informazioni che arrivano dalla biologia molecolare per aiutarci a definire la migliore terapia disponibile. Ad oggi non è una realtà concreta nell'ambito della quotidianità, però può rappresentare un volano e un motore importante per il futuro”.

Berardi evidenzia l'impegno di Aiom nell'incoraggiare la presenza femminile in oncologia: "L'associazione è molto attiva nel promuovere l'equità di genere e una rappresentatività sempre maggiore rispetto al passato. Da tempo abbiamo introdotto dei meccanismi di verifica e di controllo rispetto all'inserimento delle donne, dei giovani e delle diverse rappresentatività geografica all'interno dei nostri programmi scientifici. In aggiunta sono stati attivati tre gruppi di lavoro importanti. Il primo sull'oncologia di genere, il secondo sul benessere degli operatori e delle operatrici, il terzo sulle nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale". 

Fiere, Solids: oltre 160 espositori per unico evento italiano sui materiali solidi sfusi

Parma, 11 feb. (Adnkronos) - Ha aperto, a Fiere di Parma, Solids Parma 2026, l’unico appuntamento fieristico in Italia interamente dedicato alle tecnologie per la lavorazione di polveri, granuli e materiali solidi sfusi. In programma l’11 e il 12 febbraio, la manifestazione riunisce oltre 160 espositori, confermando il trend di crescita delle precedenti edizioni e il ruolo sempre più strategico dell’evento per l’industria di processo. Organizzata da Easyfairs Italia e parte della Solids European Series, la fiera si distingue per un approccio altamente verticale e per un focus su innovazione tecnologica, sicurezza degli impianti, sostenibilità ed efficienza dei processi industriali. L’esposizione copre l'intera filiera della gestione dei solidi sfusi: dal trasporto pneumatico e meccanico alla dosatura e miscelazione, dalla filtrazione e depolverazione alla vagliatura, pesatura e confezionamento, fino ad automazione di processo, sensoristica e soluzioni per la sicurezza.

La natura trasversale ma altamente specializzata della manifestazione si riflette nei settori rappresentati - alimentare e pet food, chimico-farmaceutico, cosmetico e nutraceutico, plastica e gomma, metallurgico, vetro, agrario e riciclo - e in un ricco programma di contenuti tecnici, presentazioni applicative e momenti di confronto diretto tra aziende e visitatori.

“È una fiera decisamente unica, perché è molto trasversale dal punto di vista dei visitatori. Si rivolge a chiunque operi nell’industria di processo, dal settore alimentare all’edilizia, fino al trattamento plastica e legno, quindi un contesto davvero multimateriale. Gli espositori sono invece produttori di tecnologie per la trasformazione e la gestione dei solidi”, spiega Ginevra Colombo-Ercole, Head of Event di Solids Parma. “La manifestazione è in crescita: la terza edizione ha continuato a evolversi sia per numero di espositori sia di visitatori. Questa trasversalità consente di adattarsi ai cicli economici dei diversi comparti, ma soprattutto pesa la sua unicità: siamo gli unici in Italia a trattare questi temi. Gli espositori sono cresciuti del 15% rispetto alla scorsa edizione e siamo molto ottimisti sull’andamento dei visitatori”. Con numeri in aumento e una proposta sempre più specializzata, Solids Parma si conferma piattaforma di riferimento per chi opera nella gestione e trasformazione dei materiali solidi sfusi, favorendo innovazione, networking e sviluppo industriale.

Canada: La Russa, 'cordoglio per terribile sparatoria’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - "Esprimo profondo cordoglio alla comunità canadese e ai familiari delle vittime per la terribile sparatoria avvenuta in Canada. A tutti loro giunga la vicinanza mia personale e del Senato della Repubblica". Così su X il presidente del Senato, Ignazio La Russa. 

Ricerca, Montemezzi (Sirm): "In Italia meno di 1 donna su 5 in Steam”

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - "La presenza femminile nelle Steam è ancora molto bassa: in Italia meno di 1 donna su 5 possiede una laurea in queste discipline. Questo si riversa anche nella ricerca: da un report dell'Unesco emerge che a livello mondiale circa il 28% delle donne si dedica a scienza e ricerca. Questo è un grosso problema". Così Stefania Montemezzi, coordinatrice della Commissione Dei (Diversità, equità e inclusione) della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm), in occasione del convegno promosso oggi dalla società scientifica al Centro diagnostico italiano (Cdi) a Milano, in collaborazione con Fondazione Bracco, in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Una giornata "istituita dall'Organizzazione delle nazioni unite nel 2015 per promuovere l'approccio delle donne alle discipline scientifiche e tecnologiche e combattere gli stereotipi" di genere che portano le donne a "non sentirsi preparate a partecipare alle Steam, cioè scienza, tecnologia, ingegneria, matematica e arte", sottolinea Montemezzi.

Il convegno organizzato dal Sirm, su proposta della Commissione Dei, si intitola 'Intelligenza artificiale: conoscenza, responsabilità, partecipazione'. "Lo scopo della giornata di oggi è far conoscere a tutti i radiologi le basi fondamentali - spiega Montemezzi - Per questo abbiamo coinvolto le figure professionali che sull'Ia ne sanno molto più di noi radiologi. Sono state discusse tematiche importanti: la generativa Ia, l'explainable Ia, cioè la modalità che ha l'intelligenza artificiale di spiegare all'uomo perché ha preso una decisione”.

Ma soprattutto, Montemezzi evidenzia come "l'Ia riflette tutte le prospettive e i valori di chi la progetta. Per questo motivo è molto importante che in queste prospettive vengano ascoltate più voci, più esperienze. Che vi sia la partecipazione delle donne perché altrimenti andiamo a creare dei modelli molto potenti ed efficienti, ma incompleti o non equi". Poi conclude con un incoraggiamento alle donne di domani: "Sprono i giovani, ma soprattutto le ragazze, a dire la loro, a farsi strada, affinché il mondo ascolti anche la voce femminile quando si tratta di intelligenza artificiale”.

Ricerca, Diana Bracco: "Più donne nelle Stem per guidare l'Ia in sanità”

Milano, 11 feb. (Adnkronos Salute) - "Il titolo inquadra benissimo il tema e a me fa piacere portare il saluto a questo evento organizzato da Sirm in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Un appuntamento a cui tengo molto, essendo da sempre impegnata nel far crescere la presenza femminile nelle discipline Stem". Così Diana Bracco, presidente e Ceo del gruppo Bracco, in un videomessaggio inviato alla Società italiana di radiologia medica e interventistica che oggi ha promosso al Centro diagnostico italiano (Cdi) a Milano, in collaborazione con Fondazione Bracco, l'edizione 2026 su 'Intelligenza artificiale: conoscenza, responsabilità e partecipazione’.

"Tra le tante iniziative portate avanti da Fondazione Bracco in questi anni - ha ricordato la presidente di Fondazione Bracco e presidente e Ceo del Cdi - cito due progetti per me particolarmente significativi: il 'Manifesto Mind the Stem Gap', rivolto a scuole, famiglie, ragazze e ragazzi per combattere gli stereotipi che ostacolano i percorsi femminili nelle discipline scientifiche; e la mostra 'Una vita da scienziata - I volti del progetto #100esperte', una serie di ritratti realizzati dal celebre fotografo francese Gerald Bruneau: una galleria di biologhe, chimiche, farmacologhe, ingegnere e tante altre, che vuole avvicinare il grande pubblico al volto femminile della ricerca e allo stesso tempo rappresentare la scienza come bellezza, accessibilità e, perché no, divertimento. La mostra è stata portata in diverse sedi italiane e internazionali - cito Washington, Philadelphia, Chicago, Los Angeles, New York, Città del Messico, Praga, Haifa, Panama, Costa Rica - e di recente ha avuto l'onore di essere ospitata presso la Galleria dei Busti della Camera, e presto arriverà anche in Senato”.

"Tutto questo - ha sottolineato Diana Bracco - lo facciamo mossi da una convinzione molto concreta: senza la piena partecipazione delle donne, la scienza perde intelligenza, profondità e visione. E questo è inaccettabile, tanto più in un momento in cui stiamo affrontando una trasformazione tecnologica senza precedenti, la cui punta di diamante è rappresentata dall'intelligenza artificiale". 

"Nel nostro ambito della medicina e delle Life sciences, ad esempio, l'Ia offre opportunità straordinarie - ha spiegato Diana Bracco - permettendo di riconoscere pattern che sfuggono all'osservazione umana e di trasformare enormi volumi di dati in informazioni utili per la prevenzione, la diagnosi precoce e la personalizzazione delle cure. In particolare, nel campo della diagnostica stiamo assistendo a un passaggio cruciale: dalle immagini come rappresentazioni visive alle immagini come fonti di informazione quantitativa. Questo significa offrire ai professionisti sanitari strumenti più affidabili per decisioni che incidono profondamente sulla vita delle persone. E' un cambiamento profondo che consolida anche la strada alla cosiddetta medicina predittiva: la diagnostica non si limita più a descrivere ciò che vediamo, ma contribuisce a prevedere ciò che potrebbe accadere, integrandosi in modo sempre più stretto con la medicina di precisione”.

In questo scenario, ha proseguito, "il ruolo dell'industria è cruciale. Innovare non significa solo sviluppare nuove tecnologie, ma farlo con responsabilità, trasparenza e visione di lungo periodo. In Bracco investiamo con convinzione nelle tecnologie digitali applicate alla sanità e, in particolare, nell'uso dell'intelligenza artificiale per migliorare l'affidabilità e la qualità della diagnostica. Anche il nostro Centro diagnostico italiano, che ospita questo evento della Sirm, porta avanti delle iniziative importanti in ambito Ia. Tra l'altro, proprio tra oggi e domani, il Cdi ha organizzato un bell'evento scientifico a cui so che alcuni di voi parteciperanno su imaging, teranostica e radioligandi, riunendo radiologi, medici nucleari e radioterapisti in un percorso integrato". 

"Tra i progetti più recenti del Centro diagnostico italiano - ha continuato Diana Bracco - voglio citare Copailot, un programma cofinanziato dalla Regione Lombardia che mira allo sviluppo di una piattaforma digitale collaborativa basata sul concetto di digital twin, una rappresentazione virtuale e dinamica del paziente che integra dati clinici, diagnostici e biologici per supportare la medicina predittiva e personalizzata. Attraverso modelli avanzati di intelligenza artificiale, la piattaforma consentirà di simulare l'evoluzione delle patologie e la risposta ai trattamenti, offrendo ai medici uno strumento di supporto alle decisioni cliniche". Il futuro dell'Ia in medicina, ha concluso, "non dipenderà solo dagli algoritmi, ma dalle persone che li progettano, li validano, li utilizzano e li governano. E le donne devono essere centrali, come forza trasformativa. Ecco perché abbiamo bisogno di più donne che guidino la ricerca, l'industria, la regolamentazione. Abbiamo bisogno del loro sguardo critico, della loro capacità di coniugare innovazione e responsabilità”.

Ue: Zingaretti, 'appello Pd per Stati Uniti d'Europa, 15 eventi nei prossimi due mesi’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - "Da qui ai prossimi sessanta giorni saremo impegnati in 15 eventi in tutta Italia promossi dal Pd" per una "raccolta firme" sull'appello-manifesto 'Verso gli Stati Uniti d'Europa'. Lo ha detto Nicola Zingaretti presentando l'iniziativa in un conferenza stampa con Elly Schlein. 

"Nel 2027 saranno 70 anni dai Tratti di Roma. Noi siamo quella parte di Italia che vuole non sia un ritorno indietro verso un'Europa intergovernativa ma si vada avanti con un approccio federalista e federale rilanciando lo spirito proprio dei Trattati di Roma", aggiunge Zingaretti. "Diciamo no a un immobilismo democratico, no alla distruzione dell'Europa che ha come protagonista anche l'amministrazione americana. Aprire una nuova stagione che vada incontro agli italiani che chiedono protezione. L'Italia che si chiude è una Italia più debole. E' la dimensione europea che può garantire protezione al nostro paese. I veri patrioti siamo noi". 

Ue: Schlein, 'servono investimenti comuni, ma da governo atteggiamento resa’

Roma, 11 gov. (Adnkronos) - "Noi non possiamo rafforzare la competitività europea senza investimenti comuni. Il bilancio europeo è troppo debole per affrontare le sfide dei nostri tempi, è un bilancio che non arriva nemmeno al 2% del Pil complessivo dell'Ue. Dobbiamo invece concentrarci sugli investimenti comuni per un grande pianto industriale e sociale europeo che accompagni la conversione ecologica e digitale". Lo ha detto Elly Schlein alla presentazione dell'appello Pd 'Verso gli Stati Uniti d'Europa'. 

"In questo senso gli eurobond sono necessari e mi spiace sentire un atteggiamento di resa da parte del ministro Tajani e del governo italiano. Occorre insistere sugli investimenti comuni e noi rinnoviamo l'appello al governo a fare insieme a noi questa battaglia". 

Salute, Celano (Apmarr): "Diagnosi precoce cambia la vita a pazienti con lupus eritematoso”

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - "Una diagnosi precoce cambia radicalmente la qualità della vita di chi convive con il lupus: senza un riconoscimento tempestivo aumentano la perdita di giornate di lavoro, la necessità di un caregiver, i costi a carico delle famiglie e il peso emotivo della malattia". Così Antonella Celano, presidente Apmarr-Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare, commenta la pubblicazione sul 'Journal of Clinical Medicine' del progetto di ascolto 'Italian Systemic Lupus Erythematosus (Sle) Patients: Overview of Their Quality of Life and Unmet Needs', che ha coinvolto oltre 150 pazienti italiani con lupus eritematoso sistemico, descrivendo per la prima volta in modo strutturato l'impatto sociale, funzionale ed emotivo della patologia. 

Una presa in carico davvero multidisciplinare, secondo Celano, può rappresentare una svolta grazie anche agli strumenti digitali e al teleconsulto, ma l'accesso a questi servizi è ancora disomogeneo. "In alcune realtà - sottolinea - i pazienti non possono nemmeno prenotare il controllo specialistico direttamente dopo la prima visita, allungando liste d'attesa e amplificando differenze tra regioni e persino tra Asl della stessa area. Senza percorsi coordinati - avverte la presidente Apmarr - il rischio è quello di pazienti costretti a orientarsi da soli in un sistema frammentato, con ricadute sulla vita lavorativa, familiare e sociale". 

Altro nodo critico è l'accesso alle terapie innovative. "Non intervenire precocemente significa compromettere non solo la salute della persona, ma anche l'equilibrio delle relazioni, del lavoro e dell'autonomia quotidiana, generando un circolo vizioso da cui è difficile uscire", rimarca Celano. Da qui un appello alle istituzioni affinché mettano in campo ogni misura possibile. "Vorrei richiamare l'attenzione sulla proposta di legge 946 a firma della senatrice Maria Cristina Cantù, dedicata alla riorganizzazione e al potenziamento dei servizi sanitari in ambito reumatologico. Come associazione - ricorda la presidente Apmarr - l'abbiamo sostenuta con convinzione e siamo stati auditi in commissione, perché include il lupus, insieme a fibromialgia, sclerosi sistemica e artrite reumatoide di recente insorgenza. Ci auguriamo che venga finalmente riconosciuta la giusta priorità a queste patologie, troppo spesso considerate di serie B, nonostante colpiscano persone di ogni età e possano manifestarsi in forme aggressive, se non diagnosticate precocemente. Servono attenzione, informazione e percorsi adeguati - conclude - affinché le malattie reumatologiche ricevano la considerazione che meritano”.

Salute, Dagna (San Raffaele): "Per lupus trattamenti personalizzati in centri dedicati”

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - "Il lupus eritematoso sistemico è una malattia autoimmune, cioè una condizione in cui il sistema immunitario, invece di difendere l'organismo, attacca strutture del corpo stesso. A differenza di altre malattie autoimmuni che colpiscono un singolo organo, il lupus è una patologia sistemica e, come tale, può interessare pelle, reni, mucose, occhi, cellule del sangue e molti altri organi. Può presentarsi in forme lievi, con manifestazioni cutanee o alterazioni di laboratorio, ma anche in forme molto gravi che, se non trattate adeguatamente, possono mettere a rischio la vita del paziente". Per questo, rivolgersi "a strutture dove sono presenti diversi specialisti permette di scegliere il trattamento personalizzato, ridurre le complicanze e consentire al paziente di mantenere una vita il più possibile normale, sul piano personale, relazionale e lavorativo". Lo ha detto Lorenzo Dagna, direttore dell'Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie rare all'Irccs ospedale San Raffaele e professore associato di Medicina interna all'università Vita-Salute San Raffaele, commentando all'Adnkronos Salute i risultati del progetto di ascolto 'Italian Systemic Lupus Erythematosus (Sle) Patients: Overview of Their Quality of Life and Unmet Needs', che descrive per la prima volta in modo strutturato l'impatto della patologia nel nostro Paese.

Il lupus eritematoso sistemico è una malattia altamente invalidante sul paziente. "I dati dimostrano che provoca un disagio non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico, lavorativo e sociale, con un impatto socio-economico significativo - spiega Dagna - Se una persona giovane, tipicamente una donna nel pieno della sua attività produttiva, sviluppa il lupus, non solo vive male la propria vita personale e familiare, ma vede ridursi la propria capacità lavorativa e la propria indipendenza". Impostare una gestione integrata delle cure significa controllare meglio la patologia e prevenire le complicanze. "Una grossa quantità di pazienti", oltre il 60% degli intervistati, "continua a utilizzare il cortisone nonostante le linee guida ne raccomandino un uso molto limitato", sottolinea l'esperto. Questo farmaco "ha sicuramente un ruolo nelle fasi acute, ma l'uso cronico provoca più danni che benefici - avverte Dagna - Oggi abbiamo a disposizione farmaci molto avanzati che permettono di migliorare la cura dei pazienti e altri sono in sperimentazione. L'impiego di queste strategie può incidere non solo sull'attività della malattia, ma anche su tutti gli aspetti della qualità della vita del paziente, offrendo prospettive molto più positive rispetto a qualche anno fa".</p>

<p>Il lupus "è una malattia che colpisce molti organi e sistemi contemporaneamente - rimarca l'esperto - e richiede una gestione multidisciplinare con il coinvolgimento, se necessario, di nefrologi, neurologi, dermatologi e altri specialisti, in centri con una grande esperienza clinica. Solo così è possibile garantire il miglior trattamento disponibile e l'accesso alle terapie più innovative. Tenere il paziente lontano da queste possibilità e affidarlo a terapie non aggiornate, come l'uso cronico del cortisone, rischia di favorire danni irreversibili. E' molto più difficile recuperare un organo già compromesso che prevenire il danno intervenendo precocemente”.

Ue: Schlein, 'asse Meloni-Merz in direzione sbagliata, eurobond necessari’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - "Ho visto che il governo italiano e tedesco stanno facendo asse, ma lo stanno facendo in una direzione che non è quella che serve. Lo dico perché abbiamo sentito di nuovo negare la prospettiva degli eurobond e degli investimenti comuni che invece sono necessari anzitutto al rilancio economico europeo, e dentro a quello europeo a quello italiano in particolare, e su questo devo dire non bisogna avere l'atteggiamento di resa che abbiamo ascoltato questa mattina dal governo". Così Elly Schlein alla presentazione dell'appello Pd 'Verso gli Stati Uniti d'Europa'. "Ai tempi in cui c'era un governo giallorosso e il presidente del Parlamento si chiamava David Sassoli, la battaglia è stata fatta. Ci sono ragioni per andare avanti su questa strada", ha sostenuto la segretaria Dem. 

Milano-Cortina, a Bormio focus sulla salute del cervello con Sin e olimpionici

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - La sfida olimpica non si gioca solo sulle piste: si gioca anche nella nostra testa. In occasione dei Giochi di Milano-Cortina 2026, la salute del cervello entra al centro del dibattito scientifico e pubblico, mettendo in dialogo sport, prevenzione e benessere lungo tutto l'arco della vita. E' questo lo spirito che anima il convegno 'Un cervello da medaglia d'oro', promosso dalla Sin - Società italiana di neurologia, sezione Lombardia, in programma domani, 12 febbraio, a Bormio nell'Auditorium dell'Iis 'Alberti' dalle 16.30. L'appuntamento rientra fra le iniziative delle Olimpiadi culturali e gode del patrocinio di Regione Lombardia. Una scelta non casuale: Bormio è infatti uno dei cuori pulsanti delle gare olimpiche di sci alpino maschile, un territorio dove sport, ambiente e salute si intrecciano con naturalezza.

Al mattino si terrà una riunione regionale straordinaria dedicata agli operatori sanitari, guidata dal responsabile scientifico Simone Vidale. All'incontro interverranno anche il presidente della Società italiana di neurologia (Sin), Mario Zappia, che relazionerà sul tema 'La Neurologia: quali risorse per quali attività?', e altri ospiti istituzionali come il direttore generale Welfare di Regione Lombardia, Mario Melazzini, insieme ai direttori generali delle strutture sanitarie coinvolte nell'organizzazione medico-sanitaria dei Giochi. Al centro i percorsi clinico-assistenziali per proteggere la salute del cervello a ogni età e migliorare la gestione delle patologie neurologiche acute tempo-dipendenti.

Nel pomeriggio, dalle 16.30, spazio invece al grande pubblico con l'incontro aperto 'Un cervello da medaglia d'oro'. A introdurre i lavori saranno alcune figure istituzionali di riferimento: Massimo Sertori, assessore regionale Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica; Emanuele Monti, presidente della IX Commissione permanente Sostenibilità sociale, Casa e Famiglia; Marco Riva, presidente del Coni Lombardia; Silvia Cavazzi, sindaco di Bormio; Mario Ballantini, consigliere Cda Fondazione Pro Valtellina. Seguiranno gli interventi di neurologi e specialisti che illustreranno, con taglio divulgativo, i principali strumenti per mantenere sano il cervello: alimentazione equilibrata, attività fisica costante, buone pratiche quotidiane per preservare funzione cognitiva, energie mentali e benessere globale. A rendere il tutto ancora più coinvolgente sarà la presenza di due ospiti speciali, simboli viventi del legame tra performance sportiva e salute neurofisiologica: gli olimpionici Yuri Confortola e Giuliano Razzoli, pronti a condividere esperienze e testimonianze su come la cura del corpo e della mente sia parte integrante del successo agonistico.

Ue: Schlein, 'basta con unanimità, salto avanti è questione sopravvivenza’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - "Occorre cambiare l'Europa perchè così rischia di rimanere schiacciata dall'aggressività che la circonda. La prima cosa da fare è superare l'unanimità perchè non possiamo più essere ostaggi di veti e egoismi nazionali" e spingere sul "federalismo europeo e sono state significative in questo senso le parole di Mario Draghi", intanto "si proceda con le cooperazioni rafforzate, pensiamo al tema della competitività, ho sentito oggi Von der Leyen che apre a questa strada. Non c'è più tempo da perdere, occorre un salto avanti nell'integrazione, non è una questione politica ma di sopravvivenza". Lo ha detto Elly Schlein alla presentazione dell'appello Pd 'Verso gli Stati Uniti d'Europa'.  

Ucraina: Picierno, 'ogni commento è superfluo su voto contrario di Lega e M5S su aiuti’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - "Il Parlamento Europeo approva il prestito da 90 miliardi per sostenere l’Ucraina, finanziato con debito comune europeo. Un passo decisivo per la sicurezza e la credibilità dell’Europa. Lega e M5S uniti votano contro. Avs si è astenuta. Ogni commento è superfluo ormai". Lo scrive sui social la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno.

Trapianti: impianto cuore 'danneggiato', sospesa anche direttrice Cardiochirurgia Monaldi Napoli

Napoli, 11 feb. (Adnkronos Salute) - "Si aspetta il miracolo di questo cuore per il trapianto, prima che sia tardi". Lo dice all'Adnkronos Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino di 2 anni e 3 mesi sottoposto a un trapianto di cuore lo scorso 23 dicembre all'ospedale Monaldi di Napoli. L'organo proveniente da un paziente di Bolzano, secondo le ricostruzioni della Procura del capoluogo campano, sarebbe arrivato all'ospedale ormai già danneggiato irrimediabilmente. La Procura napoletana ha aperto un'inchiesta sulla vicenda, mentre il bambino resta ricoverato in coma farmacologico in terapia intensiva, attaccato all’Ecmo.

Il legale della famiglia del bimbo informa inoltre che sono 3 - e non 2 (un primario e il suo assistente nell'équipe chirurgica che ha trapiantato il cuore 'bruciato' al bambino) - i medici sospesi dall'attività trapiantologica. E' stata infatti sospesa anche la direttrice del reparto di Cardiochirurgia e Trapianti dell'ospedale Monaldi, nell'ambito degli accertamenti sulla vicenda. 

"La situazione è assai complessa. Anche se arrivasse il cuore, i medici che dovrebbero eseguire l'impianto sono al momento sospesi, il bambino non può essere trasferito. E' un momento particolare", aggiunge il legale che attende la cartella medica del paziente. "Questa mattina ho saputo dai Carabinieri di Nola che se ne stanno interessando i Nas", rivela l'avvocato. "C'è solo la speranza che arrivi il cuore, non prevale la rabbia. La mamma del bambino, che è a fianco a me ora, mi sta sorprendendo - dice - sta solo sperando che arrivi l'organo, non c'è spazio per il rancore”.

Industria: Misiani, '3 anni di calo produzione, certificato fallimento politica governo’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - “I dati Istat sulla produzione industriale certificano una realtà amara: l’Italia è al terzo anno consecutivo di calo e sta soffrendo un processo inarrestabile di deindustrializzazione che il governo continua a ignorare. Di fronte a questo quadro allarmante, l’inerzia dell’esecutivo è semplicemente inaccettabile”. Così in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Partito Democratico.

“Il ministro Urso ha presentato in pompa magna il Libro bianco sulle politiche industriali, peraltro con un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Ma alle parole continuano a non seguire i fatti. La legge di bilancio approvata poche settimane fa ha infatti confermato il drastico ridimensionamento delle risorse del Mimit dedicate alle politiche industriali: dai 3,9 miliardi del 2025 si scende a 2,1 miliardi nel 2026, fino a poco meno di 1 miliardo nel 2028. Un taglio del 75 per cento in tre anni con una traiettoria che va nella direzione opposta rispetto alle esigenze del sistema produttivo”.

"Nel frattempo - prosegue Misiani - i costi elevatissimi dell’energia strozzano le imprese. Dopo mesi e mesi di attesa è annunciato per domani il decreto bollette ma vista la totale mancanza di coraggio del governo Meloni in questi tre anni lo scetticismo è d’obbligo. Le imprese attendono anche il decreto attuativo sull’iper ammortamento. Regna infine una grande incertezza sulla coda del programma Transizione 5.0 del 2025: non è chiaro se esistano risorse sufficienti a coprire tutte le domande presentate, dopo settimane di annunci contraddittori e scelte pasticciate e confuse”.

"Il risultato -aggiunge Misiani- è sotto gli occhi di tutti: negli ultimi tre anni il sistema manifatturiero italiano ha perso un pezzo dopo l’altro e il governo che si era proclamato ‘;vicino alle imprese’ le ha in realtà lasciate sole, senza una strategia credibile e senza strumenti adeguati. Le energie dell’esecutivo sembrano concentrate più sulla lottizzazione dei consigli di amministrazione delle società partecipate dallo Stato che sul rilancio dell’industria e dell’occupazione”.

"Servono subito risposte chiare, risorse certe e una politica industriale vera. Continuare con una politica di annunci senza ricadute concrete significa condannare il Paese al declino”, conclude Misiani.

Verona, schiaffi e spintoni a bimbi in asilo nido: 5 maestre interdette

Verona, 11 feb. - (Adnkronos) - Schiaffi, tirate di capelli e orecchie, spintoni ai bimbi che, all'ora di pranzo, venivano persino legati alle seggioline. Accadeva in in un asilo nido privato di Verona. Cinque maestre sono state interdette alla professione per un anno su disposizione della Procura di Verona, a valle delle indagini dei Carabinieri che avevano posizionato delle telecamere nella struttura situata in centro città. L’asilo è stato chiuso e messo sotto sequestro. 

Le indagini dei Carabinieri erano cominciate a dicembre 2025 e le telecamere in poco tempo hanno fatto emergere un quadro di violenze e maltrattamenti nei confronti dei bambini loro affidati, tutti di età compresa tra i 9 mesi e i 3 anni.

I piccoli “venivano spostati da un luogo all'altro coi piedi, con strattonamenti e spintoni dando loro scappellotti, schiaffi, pizzicotti e altri colpi al volto e al corpo. Venivano tirate loro le orecchie e i capelli o messi in punizione negli angoli della sala e legati alle seggioline all’ora del pasto”. Inoltre, prosegue la Procura, venivano alzati “dal vasino o dalle sedie tirandoli per un braccio, trascinandoli o facendoli girare nel lettino afferrandoli per una mano e un piede. Lanciando con sprezzo i giocattoli o i peluche che i bambini avevano in mano per poi restituirglieli rilanciandoglieli contro; lanciando le seggioline contro un muro dopo aver sgridato una bambina alla quale si mettevano poi di forza il ciuccio e un peluche in mano costringendola ad abbracciarlo”.

Forse è la stessa bambina che è stata fatta “dormire in uno sgabuzzino buio, su un materassino poggiato sul pavimento, lasciata sola con della musica”. Registrate anche numerose violazioni delle basilari norme igieniche. “Dopo che avevano fatto i bisogni in bagno”, scrive la Procura, le maestre non provvedevano a pulirli “né aiutandoli in nessuna di tali operazioni, e lasciandoli sporchi della loro pipì”. Poi per i bambini utilizzavano “cucchiai che avevano prima messo loro (le maestre, ndr) in bocca, calpestando con le scarpe i materassini con le lenzuola e buttando sul pavimento le lenzuola stesse”. 

In un’occasione sono state registrate mentre raccolgono dal pavimento del bagno un ciuccio che poi “lasciavano a disposizione dei bambini, senza neanche lavarlo” oppure “cambiavano il pannolino sul pavimento (del bagno, ndr) pur in presenza di un fasciatoio”. La Procura e i Carabinieri “restano come sempre a disposizione di tutti i genitori - in questo momento giustamente preoccupati - che vogliano collaborare per la ricerca della verità” conclude la nota firmata dal procuratore capo Raffaele Tito.

Porti, nel 2025 oltre 1 milione di crocieristi in scali Sicilia occidentale, Palermo guida la crescita

Palermo, 11 feb. (Adnkronos) - Nel 2025 il sistema portuale della Sicilia occidentale ha accolto complessivamente 1.018.892 crocieristi e 379 approdi. I mesi più 'affollati' sono stati agosto e ottobre. A guidare la crescita è Palermo con 996.484 passeggeri e 284 toccate (destinati a diventare, secondo le previsioni, un milione 150mila entro il 2027, con 326 approdi), seguita da Trapani (18.282 passeggeri e 61 approdi), Porto Empedocle, Licata e Termini Imerese. A raccontare il boom del traffico crocieristico nei porti della Sicilia occidentale in occasione della Bit, in corso a Milano, è stata Annalisa Tardino, commissario straordinario dell'Adsp del mare di Sicilia occidentale, che ha partecipato ad alcuni talk su trasporti e destagionalizzazione, organizzati dalla Regione siciliana e dal Comune di Palermo. Numeri, quelli del traffico crocieristico, che raccontano una trasformazione profonda. "La crociera non arriva più come evento isolato, ma come presenza programmata e continuativa, integrata nella vita economica e urbana - spiegano dall'Asdp del mare di Sicilia occidentale -. È la destagionalizzazione nella sua forma più concreta: continuità occupazionale, stabilità delle filiere, possibilità di pianificazione per operatori e territori". 

Dal 2026 nuove compagnie rafforzeranno ulteriormente questo percorso. A Trapani debutteranno Four Seasons e Ritz-Carlton, Fred Olsen ed Emerald Cruises; a Palermo scaleranno Carlton Ritz, Viking e Aurora Expedition, in aggiunta a un panorama già ben assortito, con diciassette maiden call, cioè diciassette nuove navi che toccheranno lo scalo per la prima volta. "È il segnale di un modello che si consolida - dicono dall'Autorità portuale -. Accanto ai grandi player, cresce il segmento delle navi di dimensioni medio-piccole, con standard elevati e una forte attenzione alla qualità dell’esperienza a terra". A sostenere la crescita ci sono investimenti mirati da parte dell’Adsp: il completamento dell’interfaccia città-porto a Palermo, il dolphin per l’allungamento della banchina Sammuzzo, l'attivazione del cold ironing a Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle, oltre al nuovo terminal crociere di prossima ultimazione da parte del concessionario West Sicily Gate. La progettazione di nuovi terminal passeggeri anche a Trapani e Porto Empedocle. 

"La nostra sfida - dice il commissario straordinario dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale, Annalisa Tardino -non è semplicemente portare più navi, ma costruire economie più solide e durature attorno a ogni approdo. Un porto oggi non è solo un’infrastruttura: è un punto di incontro tra industria, territorio e comunità. La crocieristica è economia complessa. Secondo le stime di uno studio commissionato dell’Adsp a 'Risposte Turismo' nel 2024, la spesa diretta legata al maritime tourism nel suo complesso a Palermo ha raggiunto i 101,1 milioni di euro, lasciati a terra da turisti, equipaggi e armatori. Ma il valore non è solo economico: è strategico. Ogni nave che attracca attiva filiere, competenze, relazioni - aggiunge -, i porti diventano catalizzatori di sistemi locali. Palermo, Trapani e Porto Empedocle offrono esperienze coerenti con la crescente domanda di autenticità, cultura e qualità: arte, siti Unesco, borghi, enogastronomia, itinerari su misura. La crociera invernale non cerca il clima, ma il senso dei luoghi", conclude Tardino.

Dl elezioni: ok Senato con 87 sì

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - Con 87 voti favorevoli, 58 contrari e un'astensione, l'aula del Senato ha approvato in via definitiva il dl Elezioni 'recante disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2026'. 

Informazione: Boccia, 'bene Media Freedom Act in aula, non arretriamo di un millimetro’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - “È un fatto importante che sia stata accolta la richiesta, avanzata unitariamente dalle opposizioni, di calendarizzare il ddl n.162 per l’attuazione del Media Freedom Act. Lo chiediamo dal primo momento: l’Italia non può restare indietro rispetto alle altre democrazie europee su pluralismo, indipendenza editoriale e tutela dei giornalisti". Così il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.

"Dopo i decreti Ucraina e Milleproroghe, l’Aula del Senato affronterà finalmente un provvedimento che colma un ritardo di due anni e riporta il nostro Paese nel solco delle regole europee. Non tollereremo ulteriori tattiche dilatorie della maggioranza che essendo divisa si compatta solo rinviando i problemi oppure prendendo in ostaggio, come fa vergognosamente da oltre un anno, la commissione di Vigilanza". 

"Sulla stessa commissione bicamerale e sulla Rai la maggioranza continua a produrre stallo e opacità. In Parlamento si apre ora un confronto decisivo sulla governance del servizio pubblico e sulle garanzie contro interferenze politiche ed economiche. Servono norme chiare per proteggere l’autonomia dei media, assicurare concorrenza leale nel settore, contrastare la disinformazione e tutelare chi fa informazione. Su questo non arretriamo: libertà di stampa, pluralismo e indipendenza non sono bandiere di parte, ma pilastri della democrazia”. 

Centrodestra: De Poli, 'in maggioranza con coerenza non con scorciatoie’

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - "Sulla politica estera il centrodestra ha una linea chiara e precisa. Per essere interlocutori affidabili bisogna essere coerenti con il perimetro politico della maggioranza e non trovare scorciatoie”. Così in un post su X il senatore e segretario nazionale Udc Antonio De Poli. 


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