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foto a cura del dottor Giuseppe Diodati08:57:16 MADDALONI. Succede sempre così. Per anni, decenni interi, tutto tace. Nessun pericolo, nessuna segnalazione, nessuna urgenza. Poi, improvvisamente, zac!: parte la notizia.

La chiesa di Santa Maria del Carmine è pericolante.

E a Maddaloni scatta il gioco preferito del momento: chi è stato?

Perché – dettaglio non proprio trascurabile – molti cittadini che negli ultimi tempi hanno frequentato la chiesa non avevano notato nulla di strano. Nessun calcinaccio volante, nessun soffitto minaccioso, nessuna corsa a ostacoli tra le navate.

Anzi. Se un pericolo c’era stato, risaliva a qualche anno fa. Proprio quello che aveva portato al rifacimento del tetto e alla messa in sicurezza dell’edificio. Interventi che avevano consentito all’Associazione Barchetta di restituire alla chiesa una cosa gravissima: la vita.

Musica, eventi, presenze. Un lento ritorno agli antichi fasti. Un’eresia.

Ed ecco che, dopo 45 anni di oblio e silenzio, la chiesa viene riaperta… e immediatamente richiusa.

I Vigili del Fuoco transennano l’edificio a seguito di un esposto per una presunta caduta di calcinacci. Ispezione, verifiche, richiesta di controlli supplementari sulle fratture nelle parti alte. Fratture vecchie, già note, antecedenti ai lavori. Ma vuoi mettere il fascino di una nuova emergenza?

La prossima settimana toccherà anche all’Ufficio Tecnico. Nel frattempo, nel cuore della città, ricompaiono le transenne attorno a un edificio seicentesco che, per decenni, non aveva dato fastidio a nessuno.

Finché è rimasto chiuso, ovviamente.

La chiesa, donata e affidata all’Associazione Culturale Musicale Onlus “Aniello Barchetta”, dovrà ora sottoporsi a un check-up statico completo. E nell’attesa – perché l’attesa è sempre lunga – si teme una nuova chiusura prolungata.

Curiosamente, vengono smentite le voci di distacchi di intonaco o cornicioni. Insomma: niente è caduto, ma chiudiamo lo stesso. Per sicurezza. O per quieto vivere.

E qui la memoria collettiva non può non sorridere amaramente.

Chiusa per tantissimi anni.

Riaperta grazie al maestro Antonio Barchetta.

E solo adesso spuntano i calcinacci.

Una tempistica invidiabile. Da manuale.

Che sia successo perché la chiesa, tornata a vivere, dava fastidio a qualcuno? Domanda retorica.

D’altronde, il copione è già noto: stessa storia, stessa città, stessa fine. Chiesa di San Gaetano docet, chiusa da una decina d’anni. Anche lì, ufficialmente per motivi vari. Ufficiosamente, perché disturbava.

A Maddaloni le chiese pericolanti sembrano essere quelle che osano aprire le porte, accendere le luci e far entrare la cultura.

Il vero rischio, forse, non sono i calcinacci.

È la rinascita.

 foto a cura del dottor Giuseppe Diodati


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