18:23:32 MADDALONI. A distanza di alcuni giorni dall’evento “L’abete si veste d’amore”, ciò che rimane non è il silenzio della sala ormai vuota, ma un’eco potente fatta di emozioni, volti, parole e lacrime di gioia. Giovanna Santangelo, ideatrice e anima del progetto, racconta il “dopo” con la voce di chi ha dato tutto e ora raccoglie, con gratitudine, i frutti di un lavoro intenso e non semplice.
Dopo la serata di sabato, Santangelo ha sentito il bisogno di fermarsi, di allontanarsi per qualche giorno dal clamore, per ricaricare le energie e lasciare che l’adrenalina trovasse quiete. «Tutto ciò che è accaduto durante la premiazione e anche dopo è stato di una bellezza impagabile», racconta. Una soddisfazione profonda, nata non solo dal successo dell’evento, ma soprattutto dal riscontro umano ed emotivo ricevuto.
Le parole, i gesti, i riconoscimenti arrivati in quelle ore sono stati accolti “come fiori rari”, capaci di toccare corde intime e autentiche. Lacrime di gioia, emozioni sincere, consensi e critiche costruttive: elementi preziosi che danno senso a un progetto nato dalla passione e portato avanti con tenacia.
Al centro dell’iniziativa, i ragazzi. È a loro che Giovanna Santangelo guarda con orgoglio: aver acceso interesse, emozione e amore per ciò in cui vale la pena credere rappresenta la conquista più grande. L’arte, nella sua visione, non è solo espressione ma educazione sentimentale, terreno fertile da coltivare con cura. Gli elaborati presentati hanno restituito sensazioni profonde, rivelando una maturità espressiva degna di grandi penne.
Fondamentale il sostegno delle istituzioni e della scuola. Un ringraziamento sentito va al magistrato coordinatore dell’Ufficio di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, dott. Marco Puglia, le cui parole hanno toccato profondamente l’organizzatrice, e alla dirigente Ione Renga, che ha aperto le porte del teatro dell’Istituto Aldo Moro di Maddaloni, trasformando un sogno in realtà concreta. Prezioso anche il lavoro degli insegnanti e dei dirigenti scolastici dei vari plessi, capaci di accompagnare e sostenere i ragazzi con discrezione e attenzione.
Non meno importante il ruolo delle famiglie. Attraverso gli scritti dei giovani partecipanti è emerso un mondo interiore ricco di fragilità e grandezza, segno di valori solidi trasmessi con amore. Un patrimonio umano che promette frutti “dal sapore raro”.
La serata ha dato spazio anche a temi cruciali come l’inclusione e l’autismo, fulcro del racconto breve proposto. Un impegno che guarda già al futuro: le opere dei ragazzi saranno raccolte in un’antologia, il cui ricavato sarà devoluto a favore dei bambini autistici, confermando l’arte come strumento di solidarietà e cura.
Tra gli interventi più intensi, quello dello scrittore Armando Pirolli, mentore del gruppo di scrittura del CSM di Aversa Gli Aristomatti, capace di lasciare un segno profondo nel pubblico. Emozionanti anche le esibizioni del giovane artista teatrale Michele Loffredo, che ha incantato la platea con il suo talento.
Dietro il successo dell’evento, una squadra compatta e appassionata: i soci e collaboratori dell’Associazione Ars Vivendi APS – Università della Poesia, ognuno tassello essenziale di un mosaico complesso e armonioso. Dalla cura degli elaborati alla realizzazione dei trofei, dalla comunicazione alla conduzione della serata, fino al supporto tecnico e artistico, tutto ha contribuito a creare un’esperienza di alto valore umano e culturale.
Un ringraziamento speciale va infine alla giuria, composta da artisti e letterati di grande spessore, che hanno valutato ogni opera con rigore e rispetto, riconoscendo ai giovani autori la dignità riservata ai grandi.
“L’abete si veste d’amore” non è stato solo un evento, ma un atto collettivo di bellezza, un gesto di fiducia nel potere dell’arte e nelle nuove generazioni. Un’esperienza che lascia il segno e continua a vivere, anche a sipario chiuso.
Carlo Scalera





