16:13:09 Un'inchiesta choc trasmessa da Striscia la Notizia ha portato alla luce una vicenda che ha suscitato sdegno e profonda preoccupazione in tutta Italia. L'inviato Luca Abete ha smascherato un uomo a Maddaloni che, spacciandosi per medico o guaritore, convinceva malati di tumore – spesso in stato di grave fragilità emotiva – a sottoporsi a rapporti sessuali come presunta "cura energetica" in grado di guarirli dal cancro.
Il servizio, andato in onda nella puntata di giovedì 5 febbraio 2026, è nato da numerose segnalazioni arrivate alla redazione del programma di Antonio Ricci. Diverse persone, o loro familiari, hanno contattato la trasmissione denunciando le promesse miracolose di questo sedicente "dottore", che assicurava la regressione o addirittura la scomparsa della malattia attraverso un metodo definito "energetico" e basato su contatti sessuali.
Luca Abete, dopo aver raccolto testimonianze dirette e documentazione, si è messo sulle tracce dell'uomo. Il servizio mostra come il soggetto tentasse di persuadere le vittime sfruttando la disperazione tipica di chi affronta una diagnosi oncologica grave, presentando il proprio "trattamento" come un'alternativa valida alle terapie mediche convenzionali.
Nessuna base scientifica, gravi rischi per la salute
Come sottolineato nel servizio, non esiste alcuna evidenza scientifica che supporti l'efficacia di pratiche del genere contro il cancro. Al contrario, ritardare o abbandonare le cure oncologiche validate (chemioterapia, radioterapia, immunoterapia, interventi chirurgici) per affidarsi a simili "terapie" può avere conseguenze drammatiche, accelerando la progressione della malattia e riducendo drasticamente le chance di sopravvivenza.
Oltre al danno sanitario, emerge anche il profilo di una possibile truffa aggravata dallo stato di vulnerabilità delle vittime, con profili di reato che potrebbero includere esercizio abusivo della professione medica, truffa aggravata e – in caso di rapporti non consensuali o ottenuti con raggiro – violenza sessuale.
L'appello di Striscia: non cadere nelle trappole della falsa speranza
L'inchiesta di Abete ha voluto lanciare un monito chiaro: di fronte a una malattia grave come il cancro, l'unica strada sicura è quella indicata dalla medicina ufficiale e dagli specialisti qualificati. Le "cure alternative" prive di fondamento scientifico, soprattutto quando promettono guarigioni miracolose in cambio di denaro o prestazioni personali, rappresentano un pericolo concreto per la salute e un crimine contro le persone più fragili.
«Abbiamo deciso di raccontare questa storia – ha spiegato implicitamente il servizio – per proteggere chi, nella disperazione, potrebbe cadere in trappole simili. La vera cura non è un'invenzione, ma la scienza, la ricerca e la competenza medica».
La vicenda ha già scatenato reazioni indignate tra associazioni di pazienti oncologici, ordini professionali e semplici cittadini. Si attende ora di capire se l'esposto porterà a un intervento delle autorità giudiziarie competenti per verificare responsabilità penali e porre fine a questa forma di sfruttamento della malattia.
In un Paese in cui il cancro resta una delle principali cause di morte, casi come questo ricordano quanto sia urgente difendere la dignità e la salute dei malati da chi lucra sulla loro sofferenza.
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