14:07:17 MADDALONI. Ci sono parole che fermano il tempo e opere capaci di togliere il fiato. È da questa emozione profonda che nasce “L’abete si veste d’amore”, concorso artistico-letterario giunto alla sua seconda edizione e dedicato alla memoria di Andrea Santangelo.
La cerimonia di premiazione si terrà il 31 gennaio alle ore 16, nella sala teatro dell’Istituto Aldo Moro. Ne parliamo con la sua ideatrice, la poetessa Giovanna Santangelo.
Giovanna Santangelo, com’è nato questo progetto?
«È nato da un’esigenza interiore, da una domanda che ho rivolto a me stessa: i nostri ragazzi hanno ancora qualcosa di autentico da dire? Si emozionano ancora, credono ancora in ciò che nasce dall’anima? “L’abete si veste d’amore” è stata una sfida personale, un esperimento umano prima ancora che culturale».
E quale risposta è arrivata dai giovani partecipanti?
«Una risposta straordinaria. I ragazzi ci hanno profondamente commossi. Leggendo i loro testi e osservando le loro opere siamo rimasti senza parole, spesso con le lacrime agli occhi. C’è una bellezza intensa, vera, che chiede solo di essere riconosciuta».
Il concorso è un memorial dedicato ad Andrea Santangelo. Che valore ha questa dedica?
«È un gesto d’amore e di memoria. Andrea continua a vivere attraverso la creatività dei ragazzi. L’abete che si veste d’amore rappresenta proprio questo: la vita che si illumina grazie all’arte e alle emozioni condivise».
Dopo il successo della prima edizione, cosa rappresenta questa nuova tappa?
«La conferma che il progetto ha trovato terreno fertile. Le scuole hanno risposto con entusiasmo e partecipazione concreta. Il bando è stato pubblicato a settembre, si è chiuso a dicembre e ora siamo pronti a premiare circa 50 ragazzi tra i 13 e i 18 anni».
Quali sono le sezioni del concorso?
«Cinque: poesia, racconto breve a tema, fotografia, pittura e teatro. Il racconto breve affronta il tema dell’autismo attraverso la narrazione fantastica. I testi saranno raccolti e pubblicati, e il ricavato sarà devoluto alle associazioni che si occupano di bambini autistici. L’arte deve anche saper generare solidarietà».
Chi ha valutato gli elaborati?
«Una giuria composta da 16 figure di alto profilo culturale: scrittori, poeti, artisti, docenti, registi, fotografi. Un lavoro serio e attento, che culminerà con la loro presenza alla serata di premiazione».
Sono previsti momenti particolarmente significativi?
«Sì, verranno premiati anche i ragazzi del Centro CSM di Aversa, il gruppo Aristomatti, impegnato in un laboratorio di scrittura creativa. È un momento che sento profondamente: la cultura deve essere inclusione».
Avete ricevuto importanti patrocini…
«Oltre al Comune di Maddaloni, quest’anno abbiamo il sostegno morale di enti nazionali come UNICEF, Lions, Rotary Club, Repubblica dei Poeti, Cenacolo Letterario di Sicilia, Comune di Baiano, Associazione Mente Cuore e Wiki Poesia. È la dimostrazione che questi sogni sono condivisi».
Se dovesse racchiudere il senso del concorso in poche parole?
«È la prova che i giovani sanno ancora emozionare e che, se li ascoltiamo davvero, possono restituirci uno sguardo più vero sulla vita».
Un evento che va oltre la competizione e diventa spazio di ascolto, memoria e futuro, dove l’arte torna ad essere voce dell’anima.
Carlo Scalera





