11:21:22 CASERTA. Le elezioni regionali dello scorso novembre, che hanno visto Roberto Fico trionfare con il 58,10% dei voti in città contro il 37,97% di Edmondo Cirielli, non sono state solo un plebiscito per il nuovo governatore campano, ma un vero e proprio laboratorio politico per le imminenti comunali del 2027.
Mentre il ricorso presentato dal sindaco uscente Carlo Marino pende ancora come una spada di Damocle (il 26 febbraio è previsto il pronunciamento dei giudici), le diplomazie locali sono già al lavoro.
E se il centrosinistra esce rafforzato dai numeri – sfiorando il 60% in città, ben oltre la media provinciale – l'obiettivo dichiarato è uno: replicare su scala comunale la vasta coalizione che ha sostenuto Fico, unendo civici, progressisti e moderati per evitare le divisioni che nel 2020 frammentarono il fronte.
I dati regionali fungono da bussola: il centrosinistra ha dimostrato compattezza, ma ora deve tradurla in una formula vincente per Palazzo Castropignano.
La lista Fico Presidente, con il 12,56% (3.418 voti), ha visto emergere figure come Francesco Apperti (1.986 preferenze) e Virginia Crovella (1.814), legati a esperienze civiche quali Speranza per Caserta e Caserta Decide.
Questi risultati non sono casuali: rappresentano un rinnovamento che paga elettoralmente, trasformando il mondo associativo in una forza numerica capace di guidare la coalizione.
L'idea è proprio quella di estendere questa alleanza "fichiana" – un mix di civismo, sinistra e moderati – alle urne comunali, evitando le spaccature passate.
In questo scenario, il Pd (11,51%) resta la seconda forza della coalizione, ma deve confrontarsi con il 6,40% di Avanti Campania e con outsider come Annamaria Sadutto (1.108 voti in A Testa Alta). Ex assessore, Sadutto non nasconde ambizioni da sindaca e, radicata nel feudo deluchiano, potrebbe fungere da ponte tra moderati e Pd.
Raffaele Giovine, leader di Caserta Decide, porta appeal giovanile ma incontra resistenze dal centro. E poi c'è il Movimento 5 Stelle: Carmela Mucherino (915 voti) segna un possibile esordio della compagine grillina nell’agone del capoluogo, con i pentastellati pronti a "guidare, non solo sostenere".
L'obiettivo del centrosinistra è chiaro: replicare la coalizione Fico, che ha unito queste anime in un blocco vincente alle regionali, per scongiurare le divisioni del 2020 – quando Marino guidò il centrosinistra ufficiale, mentre Romolo Vignola e Giovine compagini civiche di area.
Con Fico al governo regionale, figure come Apperti, Sadutto e Giovine potrebbero catalizzare l'unità, attirando moderati e progressisti in un fronte compatto.
Resta da capire il nuovo corso del Pd targato Stefano Lombardi se metterà sul tavolo un proprio nome o se deciderà di sostenere una delle proposte che arrivano dal mondo del campo largo o se, ancora proporrà le primarie di coalizione come strumento di selezione del candidato a sindaco.
Di contro, il centrodestra esce ammaccato: Cirielli sotto il 40% in città (peggio della media provinciale del 43,51%) smonta la tesi di una Caserta "stanca" del centrosinistra. Eppure, emergono potenziali candidati per la rivincita.
Maurizio Del Rosso (Lega, 1.554 voti) vanta una struttura solida (cinque consiglieri uscenti lo hanno sostenuto) e radicamento locale anche se dopo le elezioni sembra essersi allontanato dal leader regionale del Carroccio Gianpiero Zinzi; Giuseppe Tamburro (492 voti in Cirielli Presidente) ha tenuto botta, risultando il secondo più votato del centrodestra in città, nonostante un cambio lista last-minute con tanto di manifesti di Fratelli d’Italia affissi che hanno creato non poca confusione sulla sua posizione.
Pasquale Napoletano (FdI) non nasconde ambizioni, mentre Gennaro Iannotti (ex consigliere con Petteruti e assessore a Maddaloni) opera sottotraccia.
Il nodo resta l'unità tra FdI, Lega e Forza Italia: trovare un nome che rappresenti tutte le anime sarà cruciale, in un contesto dove il voto regionale posiziona il centrosinistra come favorito. Lo scioglimento del consiglio accelera le manovre: senza, si sarebbe votato nel 2027 comunque, ma ora i tavoli informali pullulano di intrecci. Il voto regionale suggerisce che chi saprà aggregare vincerà, ma le comunali sono un'altra storia.
L'unica certezza? Ai nastri di partenza c'è già Ciro Guerriero con la civica Caserta Kest'è, in piena campagna elettorale. Caserta osserva, in attesa di nomi ufficiali e alleanze definitive.





