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15:29:50 MADDALONI. Maddaloni vive un passaggio decisivo della sua storia recente. Dopo decenni di contenziosi, immobilismo e degrado, il grande quadrilatero urbano – che comprende l’ex ospedale, le ex carceri, l’ex convento dei Padri Oblati e l’area del campo sportivo Cappuccini – è finalmente al centro di un processo concreto di rinascita.

Un percorso complesso, segnato da responsabilità istituzionali e da una posta in gioco altissima: il futuro della città. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con la nomina del consulente tecnico d’ufficio, l’ingegnere Flavio Toscano, ha avviato una fase di chiarezza dopo 45 anni di dispute tra la Parrocchia di Maria Immacolata, la Curia vescovile e il Comune di Maddaloni. Una vicenda che, dal sisma del 1980, ha bloccato ogni reale possibilità di recupero, lasciando strutture storiche in stato di abbandono e con seri rischi per la sicurezza. Oggi, però, il tempo delle attese è finito.

I lavori procedono alacremente, perché le scadenze del Pnrr non ammettono esitazioni. Ritardi o arresti potrebbero compromettere definitivamente i finanziamenti, frutto di un lavoro intenso e scrupoloso svolto da questa amministrazione comunale insieme all’intero ufficio tecnico. Un impegno quotidiano, spesso lontano dai riflettori, che ha consentito a Maddaloni di ottenere cinque milioni di euro destinati a un grande progetto di rigenerazione urbana. Il progetto guarda lontano: un Palazzo della Cultura, gli uffici del Giudice di Pace, un centro conferenze e la trasformazione del campo sportivo Cappuccini nella più grande piazza cittadina, con parcheggi e servizi a supporto dell’ospedale. Non semplici opere pubbliche, ma simboli di una città che vuole rialzarsi, ricucire le proprie ferite e restituire dignità a spazi dimenticati.

Tra i cittadini cresce un’attesa carica di emozione e di speranza. C’è chi ricorda com’era quell’area prima dell’abbandono e chi sogna di vederla finalmente vivere. E si rafforza l’auspicio che il Padre Vescovo, con la sua autorevolezza morale, possa contribuire a superare ogni residua opposizione, favorendo una soluzione che metta al centro il bene comune e non le divisioni.

«Penalizzare il territorio per una lite catastale sarebbe un danno enorme, difficile da spiegare e da giustificare alla città». È questa la consapevolezza che oggi deve guidare ogni scelta. Perdere i fondi Pnrr sarebbe un vero peccato, oltre che una ferita profonda per Maddaloni e per il lavoro serio e responsabile portato avanti dall’amministrazione.

Ora servono unità, senso delle istituzioni e coraggio. I cantieri che avanzano non sono solo opere in costruzione: sono il segno tangibile di una città che non vuole più fermarsi. Maddaloni guarda avanti, con determinazione e passione, perché il futuro non può più essere rimandato.

Carlo Scalera


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