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18:01:21 «Giù le mani dallo Stadio del Nuoto. E’ inaccettabile quanto sta accadendo alla storica struttura di via Laviano. Si è deciso di chiudere una piscina perfettamente funzionante, che fino al giorno prima accoglieva atleti, bambini, persone con disabilità e decine di associazioni sportive cittadine.

Una scelta incomprensibile, che sta provocando danni enormi sul piano sociale, sportivo ed economico. Caserta non può essere privata di un bene pubblico che rappresenta la storia e la dignità dello sport campano. Cinque anni fa furono investiti oltre un milione di euro per le Universiadi, e in quelle corsie hanno nuotato campioni come Massimiliano Rosolino. Distruggere oggi tutto questo patrimonio è un atto che la città non può accettare.»

E’ quanto affermato questa mattina dal Presidente del Consiglio regionale della Campania, On. Gennaro Oliviero a margine dell’incontro con i rappresentanti delle associazioni che da anni operano all’interno dell’impianto.

«Ho ascoltato la voce di chi, con sacrificio e passione, ha tenuto in vita un presidio di legalità e di comunità. L’impianto, secondo quanto riferito dagli operatori, era pronto a ripartire: i lavori necessari erano già stati completati, l’acqua era pulita, tutto funzionava. Eppure, due settimane fa, dopo trent’anni, le vasche sono state svuotate, una scelta che rischia di arrecare danni incalcolabili alla riapertura. Oggi si parla genericamente di “lavori”, ma non esiste un progetto concreto né una giustificazione tecnica chiara. È stato solo dato un indirizzo amministrativo, senza alcuna visione, mentre si discute persino di ipotesi di privatizzazione in presenza di concessioni ancora in vigore.»

«Con questa decisione — prosegue Oliviero — è stato fatto crollare un intero indotto economico: società sportive, istruttori, fornitori, famiglie. Gli atleti agonisti hanno perso la loro casa, le persone con disabilità non sanno più dove allenarsi: lo Stadio del Nuoto di Caserta è infatti l’unico impianto con una discesa in cemento, adatta alle sedie a rotelle, che consente un accesso sicuro alle vasche. È una ferita gravissima per la città e l’intera provincia»

Le associazioni hanno avanzato una proposta concreta: prorogare di due anni le convenzioni non utilizzate, per garantire la continuità delle attività ed evitare che si mettano in campo “idee balorde” che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico. «È una strada percorribile e immediata - conclude il Presidente Oliviero - che consentirebbe di riaprire la piscina nei tempi e nei modi dovuti, restituendo ai cittadini un luogo di sport, salute e inclusione. Una città capoluogo non può essere lasciata senza il suo cuore sportivo. Questo problema va risolto subito e non con vani proclami politici ma prendendo a cuore un tema che riguarda l’eccellenza di questa Provincia. Lo Stadio del Nuoto di Caserta deve riaprire, e presto»


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