21:00:50 MADDALONI. Altri collaboratori di giustizia accusano Salvatore D'Albenzio e l'omonimo clan di aver gestito a Maddaloni il traffico e lo spaccio di droga e il racket delle estorsioni per conto dei Belforte di Marcianise.
Michele Froncillo detto 'o n'ditto, ex esponente dei Mazzacane, Michele Lombardi detto 'o cecato ex ras della droga a Maddaloni e Juri Lamanna transitato dai Belforte al clan Venosa, ora collaboratori di giustizia, sono stati sentiti questa mattina davanti ai giudici della seconda sezione collegio c, presidente Antonio Riccio, dove sono imputati Salvatore D'Albenzio, Mario Pascarella, Antonio Martino, Giorgio Monteforte e altre undici persone che rispondono di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
I pentiti hanno dichiarato che tutti gli esponenti del gruppo D'Albenzio gravitavano nella sfera del clan Belforte di Marcianise, tranne Nicola Loffredo che era vicino al clan dei Casalesi, che volevano mantenere Maddaloni sotto il loro controllo. In tal senso si è fatto riferimento all'agguato teso al boss Clemente D'Albenzio detto ' o faraone, ferito da due colpi di pistola, e all'omicidio di Vincenzo De Rosa detto ' a vicchiarella, entrambi fatti di sangue collegati alla faida tra Casalesi da una parte e I Belforte e I D'Albenzio dall'altra. I collaboratori di giustizia hanno sostenuto che dopo l'omicidio del boss Angelo Amoroso e il pentimento di Nicola Martino, la famiglia D'Albenzio ha finito con l'avere il pieno controllo delle attività criminali a Maddaloni. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Alfonso Stravino, Romolo Vignola, Mario Corsero, Vittorio Giaquinto, Luca Viggiano e Michele Ferraro.
Giovanni Maria Mascia





