CASAGIOVE. I cani non potranno più entrare nei parchi pubblici. A deciderlo non si sa chi sia stato, ma una serie di cartelli indicanti il nuovo divieto è stata installata presso tutti i parchi giochi della città. È caccia agli amici a quattro zampe. Essi non potranno, nemmeno se accompagnati al guinzaglio dai proprietari, far più accesso nei luoghi pubblici poiché si è scoperto che tutto il degrado cittadino sia stato causato da loro. Eppure già da qualche anno il sindaco Elpidio Russo si era impegnato alla realizzazione di un’area destinata allo sgambettamento dei pelosi ed essa era stata localizzata nel Parco Merola.
Ed oggi, rimangiandosi la parola, con l’attenuante della tutela dell’igiene pubblica, limita la libertà di tantissimi concittadini applicando norme da medioevo.
Di sicuro sarà giusto che cambiata la giunta debbano cambiare anche le promesse elettorali da rispettare e probabilmente si sarà notato che il fronte cittadino che odia i cani ed i relativi proprietari sia più numeroso di quello degli amanti degli animali. Ma ci chiediamo come sia possibile che delle persone adulte, rispettabili, acculturate che amministrano da più di qualche decennio questa città abbiano la pretesa di poter prendere decisioni così importanti senza dare una spiegazione, senza una discussione pubblica, senza scrivere una riga.
Nemmeno un anno fa c’era stata l’intesa tra le associazioni animaliste e l’amministrazione. L’accordo aveva calamitato l’attenzione della stampa ed era stato ripreso innumerevoli volte anche sul famoso social network Facebook.
Poi l’entusiasmo dei proprietari di cani si è man mano smorzato fino a scomparire del tutto nell’attesa della costruzione della mitologica area di sguinzagliamento.
L’Amministrazione aveva addotta quale scusa quella di non avere la possibilità di gestire le villette, in quanto sarebbe occorsa una presenza costante e quotidiana. Per tale motivo si era deciso di affidare alle associazioni operanti sul territorio le aree di verde pubbliche. La prima associazione a farsi avanti è stata l’Agesci di Giuseppe Vozza a cui è stato affidato il Parco Merola.
Oggi viene contestato che dopo tutti i lavori di riqualificazione delle aree verdi esse versano ancora nel totale degrado. Bottiglie di birra, cartacce, plastiche, lattine, giochi rotti, elettrodomestici ammassati, rifiuti di ogni tipo devono essere stati defecati dai cani poiché a loro viene proibito l’accesso. È il solito gioco di chi cerca un capro espiatorio. I cani oggi sono il male assoluto e vanno combattuti. Non gli incivili, non i selvaggi figli di questi.
Conosciamo Casagiove com’è. Ci si indigna, si fa il post su internet, il commento col vicino e con gli amici ma nessuna vera forma di protesta. Poiché c’è una consapevolezza insita in noi che tutto accade perché deve accadere, che possono sorgere nuove regole ma alla fine si continua a fare come si è sempre fatto. Che è estate, fa caldo, dobbiamo andare al mare, a settembre ci pensiamo. Che forse questi sono gli ultimi mesi di questa amministrazione e a maggio prossimo qualcosa pur deve mutare.
E quindi la polemica può farla scatenare solo quella piccola minoranza di persone che gira col cane al guinzaglio, con i sacchettini per la raccolta delle deiezioni e che mette in macchina due volte al giorno il proprio amico a quattro zampe per raggiungere le città limitrofe dove già da tempo sono stati istituiti gli sguinzagliatoi pubblici.
L’interdizione dell’accesso allo spazio verde agli animali senza nessuna ordinanza sindacale è un importantissimo atto che denota una scarsa conoscenza della legge poiché essa obbliga unicamente a condurre nei luoghi pubblici i cani al guinzaglio e, nei casi previsti, con idonea museruola.
Agli attuali ed i futuri amministratori della città di Casagiove dovrebbe essere fatto obbligo di fare qualche viaggio per il mondo, non solo nelle mete turistiche, così da poter far bagaglio di come affrontare i problemi in modo diverso.
È inutile discriminare chi oggi vive con un amico a quattro zampe. Le statistiche ci dicono che la presenza di animali nelle famiglie italiane sta sempre più aumentando.
Luigi Di Costanzo





