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14:54:46 MADDALONI. Sindaco De Filippo, la sua amministrazione è al giro di boa: come è cambiata la città rispetto al giorno del vostro insediamento?

«Avevamo promesso un ritorno alla normalità, ora cominciano a vedersi i risultati del nostro lavoro. Sono riprese le gare in città, sono ripartiti i lavori di manutenzione. Abbiamo promosso interventi di sistemazione della rete idrica. Siamo tra i Comuni che hanno speso di più per le scuole in relazione all’emergenza Coronavirus. Abbiamo trovato una situazione molto difficile: abbiamo ereditato un bilancio dai commissari in cui non era stato programmato nulla. Con il primo bilancio della nostra gestione sono ritornate le ditte per la manutenzione del verde, abbiamo ripreso la pianificazione ordinaria. C’è ancora moltissimo da fare e i problemi da affrontare sono tanti, ma, certamente, rispetto a quando ci siamo insediati, possiamo dire che oggi abbiamo una ‘Maddaloni più normale’ rispetto a prima... ».

A che punto è il discorso con Rfi?

«Abbiamo definito il piano di interventi che porterà quest’anno ai lavori per la soppressione di tutti i passaggi a livello della città di Maddaloni. Si tratta di un progetto che attendevamo da tempo e che presto vedrà la luce. Nella nostra attività stiamo pensando al presente, ma anche al futuro di Maddaloni con le conferenze dei servizi».

Che novità potrebbe esserci da questo lavoro per la città di Maddaloni?

«Stiamo lavorando per acquisire al patrimonio comunale la Caserma Rispoli che rappresenta un’area importante della nostra città».

Sabato scorso De Luca ha ri-inaugurato i lavori del policlinico, infrastruttura strategica anche per Maddaloni. Rispetto all’interporto, invece, non ci sono segnali all’orizzonte per avere quello slancio che porterebbe l’opera ai livelli immaginati quando è stata progettata...

«Quando parliamo di interporto dobbiamo intenderci a che cosa pensiamo. O lo si guarda in un discorso ampio rispetto ad una rete di trasporti che non può prescindere da una ristrutturazione e un rilancio del porto di Napoli e si deve inserire in un sistema ampio che abbraccia necessariamente altre realtà, oppure l’interporto diventa una grande area di stoccaggio con dei capannoni dove fare arrivare le merci e da cui farle ripartire.

Oggi l’interporto è questo: una grande area di stoccaggio. La verità è che oggi nessuno si pone il problema di un piano del trasporto delle merci che si perde nella pianificazione regionale degli anni 80... La politica della semplificazione a tutti i costi, il fatto che tutto debba essere di facile comprensione e appannaggio di tutti determina che il ragionamento, la complessità delle cose, si vadano perdendo. E’ questo il grande limite dei tempi che stiamo vivendo... ».

Non le sembra un giudizio troppo impietoso rispetto alla politica di oggi?

«Faccio un esempio: i discorsi di Aldo Moro che hanno rappresentato il pane della mia formazione e che, giustamente vengono osannati da tutti, si basano sul ragionamento, sulla complessità. Sono convinto che, se per assurdo, Moro tornasse a vivere e potesse fare uno dei suoi discorsi in parlamento, sarebbe fischiato dopo pochi minuti... La complessità dei suoi ragionamenti, la loro profondità cozza con questa politica di oggi.

Purtroppo il fatto che si debba necessariamente arrivare a tutti è degenerato pericolosamente. In molti avevano affermato che dopo il 2000 era cominciata una stagione politica post-ideologica. Abbiamo superato anche quella. Siamo in una fase post ideale... Quando il presidente del Consiglio Conte si rivolge ai singoli parlamentari nel suo discorso, e non più ai gruppi, c’è la certificazione della morte della politica, almeno nelle forme alle quali siamo stati abituati fino ad oggi».

Dire che il risultato della politica di oggi sia il Movimento 5 Stelle è corretto?

«Il Movimento 5 stelle è diventato quello contro cui ha combattuto per anni.... ».

Come si supera questa fase?

«Diciamo che, con Maddaloni nel cuore siamo stati degli antesignani. Abbiamo avuto la capacità di mettere assieme persone di estrazione culturale diversa e di tenerle assieme attraverso la volontà comune di affrontare i problemi della nostra città. Ci siamo cementati attraverso un’idea comune che abbiamo del futuro della nostra Maddaloni».

Quanto ha rallentato l’azione politica in provincia di Caserta l’emergenza Coronavirus?

«E’ evidente che si è registrato un rallentamento generale. A Maddaloni siamo andati avanti proseguendo nell’azione amministrativa che abbiamo pianificato. Deve preoccupare la grande emergenza sociale che porta con se il Covid».


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